AIVV Risveglio valdese Associazione Valli Valdesi

AIVV  Risveglio valdese  Associazione Valli Valdesi "Nulla sia più forte che la vostra fede" JJ "Nada sea mas fuerte que vuestra fe"JJ “Sola Scrittura, Solo Cristo, Sola Grazia, Sola Fede e Solo a Dio la glo

Appello di tornare alla fede dei nostri padri ,eredi del messaggio Biblico senza compromessi umani. LLamado a volver a inspirarnos en la fè de nuestros mayores ,un mensaje Biblico sin compromisos humanos

Valdesi veri, quelli di una volta
Valdenses verdaderos los de antes

Non apparteniamo alla Chiesa Valdese Italiana né a quella del Rio de la Plata ,ormai fuori della verità biblica . Appartenia

mo a Cristo, alla sua parola e siamo discendenti delle famiglie antiche valdesi a cui guardiamo come esempio di vera cristianità. No pertenecemos a la actual Iglesia Valdense italiana ni a la I,V en el Rio de la Plata , desviadas de la verdad biblica, pertenecemos a Cristo ,a su Palabra y decendemos de aquellas antiguas familias valdenses los cuales son ejemplo de verdadera cristianidad.

Agosto nella memoria valdese ...I  valdesi attraversarono  il lago quale fosse il Mar Rosso...Prangins Canton di Vaud Su...
15/08/2025

Agosto nella memoria valdese ...

I valdesi attraversarono il lago quale fosse il Mar Rosso...
Prangins Canton di Vaud Suisse.
e proprio da qui partirono (allora Cantone di Berna ), nella notte tra il 16 ed il 17 agosto 1689, i Valdesi che -dopo tre anni di esilio- rientrarono nelle Valli compiendo l’impresa nota ancora oggi come Glorioso Rimpatrio.
Dovete sapere che si trattava in realtà del terzo tentativo dei Valdesi di organizzare la spedizione…
Gli altri erano falliti, ma questa volta Henri Arnaud, che aveva una taglia di 100 pistole d’oro sulla testa, viaggiò prima in Olanda per ottenere l’appoggio di Guglielmo d’Orange, recuperò 92.000 scudi da un banchiere per pianificare l’impresa e poté contare sulle “Istruzioni” che Josue Janavel aveva appena finito di scrivere.
Sulla spiaggetta di Promenthoux quella notte vi erano 4 barche, c’era un po’ di vento e piovigginava.
Nel bosco a ridosso della spiaggia erano nascosti cica mille uomini armati alla bell’e meglio pronti ad imbarcarsi…
Dal bosco uscì un uomo, Monsieur de la Tour (che in realtà era Arnaud!),
tutti s’inginocchiarono e pregarono.
Erano in 900 circa ma non c’era più tempo per aspettare perché i primi curiosi iniziavano ad arrivare.
Infine tra le nove e le dieci, Arnaud partì con 14 uomini sulla prima barca, seguito dalle altre tre…
Riuscirono ad andarsene senza troppi problemi perché quello era un giorno di festa e in giro non c’era quasi nessuno; però tra chi ascoltò la predica di Arnaud c’era un traditore che corse a Ginevra per avvisare l’ambasciatore francese il quale mandò subito un messaggero a Lione…
I Valdesi presero 12 imbarcazioni di alcuni dei curiosi, giunti sul posto attirati dagli strani movimenti, per poter fuggire più in fretta.
Si alzò il vento e le barche vennero inizialmente separate… Quando tutti attraccarono sulla riva francese ci si accorse che se ne era aggiunta una da Ginevra!
Quando però le barche tornano indietro per recuperare chi era rimasto sull’altra sponda ne arrivarono solo più 3: gli altri traghettatori, pur essendo già stati pagati, fuggirono per paura…
I Valdesi lasciarono perciò indietro circa 200 uomini non potendoli più aspettare.
Da Losanna arrivarono tardi molti uomini, partiti il 15 ma fermati per dei controlli, che non riuscirono mai ad imbarcarsi.
“Dopo tre anni di soggiorno in questa ospitale terra i Valdesi del Piemonte partivano da questo luogo per rientrare nella loro patria il 16 agosto 1689.
C’era poi un certo Signat, traghettatore di una delle 4 barche originali e che non aveva chiesto soldi ai Valdesi per trasportarli sulla riva francese, che venne abbandonato dai compagni in fuga. Non potendo tornare a casa via terra, per timore che i francesi (alleati di Vittorio Amedeo) potessero ucciderlo, si unì ai Piemontesi che gli promisero una casa nelle Valli in cambio della sua imbarcazione.
In Val Susa i Valdesi furono intercettati dalle truppe franco-piemontesi, che sconfissero sonoramente, e poco distante, in Val Germanasca, Arnaud, con la spada in una mano e la Bibbia nell’altra, poté finalmente celebrare una funzione religiosa in un tempio valdese. Proseguendo la marcia, i Valdesi arrivarono in Val Pellice, a Bobbio, dove pronunciarono un solenne giuramento. Tuttavia la reazione franco-savoiarda non si fece attendere e i circa 400 sopravvissuti dovettero arroccarsi a Balsiglia, in Val Germanasca, dove, tra l’ottobre 1689 e il maggio 1690, respinsero diversi attacchi dei 5.000 soldati nemici. Ma il 14 maggio, logorati dal cannoneggiamento nemico, essi abbandonarono le posizioni, approf***ando della f***a nebbia e si dispersero sui monti sopra Torre Pellice, luogo d’insediamento “definitivo” dei Valdesi.
La situazione internazionale volse a favore delle comunità valdesi: il duca di Savoia abbandonò la sua alleanza con la Francia per firmarne una con Inghilterra e Olanda e quindi gli divenne strategicamente utile impiegare i valdesi in funzione anti-francese. Liberò i prigionieri, favorì il rientro dalla Svizzera degli esiliati e offrì il cosiddetto Editto di reintegrazione, con il quale i Valdesi furono riconosciuti legittimi proprietari dei loro territori.

15/08/2025
15 AgostoFerragosto e la Festa dell'Assunta.eresia cattolica senza base biblicaIl termine Ferragosto deriva dalla locuzi...
15/08/2025

15 Agosto
Ferragosto e la Festa dell'Assunta.
eresia cattolica senza base biblica
Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti
(riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica o i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.
Il 15 agosto si festeggia l’Assunzione della Vergine Maria al cielo.
Per essere stata la Madre di Gesù, Figlio Unigenito di Dio, e per essere stata" preservata dalla macchia del peccato" Fu papa Pio XII il 1° novembre 1950 a proclamare dogma di fede l’Assunzione di Maria.
Le Chiese ortodosse celebrano nello stesso giorno la festa della Dormizione della Vergine
E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell'uomo che è nel cielo. (Giovanni 3:13)
Al significato chiaro di questo particolare versetto biblico si contrappone il dogma dell'Assunzione di Maria.
Origine del dogma
In Oriente, verso il V sec., fra cristiani e chiese orientali monofisite (dei popoli armeni e copti) iniziò il culto mariano sotto il nome "Dormitio virginis", rafforzato nella sua propagazione dall'imperatore Maurizio (582-602) che ne ordinò la celebrazione in tutto l'impero; in Occidente arrivò in Spagna e Gallia nel VI° secolo ed a Roma nel 650 si celebrò il 15 Agosto col nome di Dormitio o Assunzione.

Un costitutum di Sergio I (VII° sec.) parla della festa della dormitio per la quale si faceva una solenne processione.

Tale usanza si diffuse con Leone IV (847) che ne fece celebrare la vigilia e l'ottava.

L'Assunzione di Maria diventa dottrina della chiesa cattolica romana nell'anno 1950.

La chiesa cattolica romana fonda il dogma dell'assunzione in cielo di Maria, madre del nostro Signore Gesù Cristo, sulle seguenti considerazioni e cioè:

"colei che ha preceduto la chiesa alla culla del Cristo nascente, sotto la croce del Cristo morente, al cospetto del Cristo glorioso debba essere riconosciuta fin dal primo istante della sua vita terrena, "pre-redenta" dalla grazia di Cristo o "redenta in modo sublime", venerata come "pre-glorificata", perfettamente configurata al Cristo risorto".
Effetti nocivi del dogma.
Per questa ragione, rafforzando l'errore creatosi sin dal V secolo, la figura di Maria assume caratteristiche sempre più divine e sfuma, così, la differenza tra "Creatore" e "creatura".

Tale confusione e la mancanza di conoscenza della Scrittura (non della "lettera" ma dello "spirito") ha portato molti nell'errore, anche se non con gli stessi eccessi, descritto nel passo in seguito riportato della lettera di San Paolo ai Romani circa l'adorazione ed il culto alla creatura.

"Poiché l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; infatti quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Iddio loro manifestato; poiché le perfezioni invisibili di lui, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente sin dalla creazione del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue; ond'è che essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Iddio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti, e l'insensato loro cuore s'è ottenebrato.

Dicendosi savi, sono divenuti stolti, e hanno mutato la gloria dell'incorruttibile Iddio in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, e d'uccelli e di quadrupedi e di rettili.

Per questo, Iddio li ha abbandonati, nelle concupiscenze de' loro cuori, alla impurità, perché vituperassero fra loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna, e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen." (Romani 1:18-25)
L'uomo che si svia dalla verità corre tre gravi rischi:

1. dimenticanza del testo biblico;
2. oscuramento della centralità di Cristo;
3. mitizzazione della figura di Maria.

17 FEBBRAIO 1848: LETTERE PATENTI. LIBERTÀ DI CULTO PER VALDESI ED EBREIAppena ventun giorni prima della proclamazione d...
15/02/2025

17 FEBBRAIO 1848: LETTERE PATENTI. LIBERTÀ DI CULTO PER VALDESI ED EBREI

Appena ventun giorni prima della proclamazione dello Statuto albertino che farà del Regno di Sardegna una monarchia costituzionale, Carlo Alberto, un re famoso anche per le sue mille titubanze, emana le Lettere patenti che riguardano i Valdesi, fatti oggetto dai suoi antenati di persecuzioni anche crudeli; questo documento cosi’ si conclude:
“I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de’ Nostri sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Universita’, ed a conseguire i gradi accademici”. È consuetudine che la sera del 16 febbraio nelle borgate delle Valli valdesi del Piemonte si accendano dei fuochi di gioia in ricordo delle “Lettere Patenti” che concessero loro libertà religiosa e pari diritti civili.
Intorno al falò si raduna tutta la popolazione al di là delle differenziazioni politiche, culturali, religiose, per una grande festa popolare. Impossibile dire quanti siano i falò che si accendono la sera del 16 febbraio sui fianchi delle colline del pinerolese e per le pendici dei monti della Val Pellice, della Val Chisone e della Val Germanasca. Qua e là, spontaneamente si formano delle fiaccolate che precedono l’accensione dei falò. Alle ore 20, si accendono i fuochi, intorno ai quali la gente si riunisce per cantare, ascoltare brevi messaggi e riscaldarsi con un bicchiere di “vin brulé” e cioccolata calda generosamente offerto dalle associazioni locali. Suggestivo è lo spettacolo dei tanti fuochi che illuminano la notte.

Il 29 marzo 1848 Re Carlo Alberto, sul campo dì battaglia di Voghera, firma un decreto col quale concede tutti i diritti agli ebrei ed agli altri acattolici. L’atto dà un peso alle comunità ebraiche e ciò fu immediatamente testimoniato dalla scelta del primo ministro Camillo Benso di Cavour di essere affiancato da un segretario personale ebreo. Gli ebrei giunsero in Piemonte a seguito della loro cacciata dal nord Europa.
La prima comunità si stabilì a Savigliano. Altre 18 seguirono. Di queste realtà sono rimaste oggi tre comunità attive: a Torino, a Casale Monferrato e a Vercelli, e 12 sinagoghe. Quasi ovunque però sono rimaste tracce dei ghetti e dei cimiteri ebraici.
Infatti, dopo il 1848, gli ebrei piemontesi poterono scegliere dove vivere e molti si allontanarono dalle città dove per generazioni avevano vissuto e lavorato.
Con la seconda guerra mondiale il processo di dispersione si accentuò e oltre la metà degli ebrei non tornò più ai luoghi d’origine.
Attualmente, in Piemonte vi sono circa 1.000 ebrei sui 30.000 esistenti in tutta Italia.
La maggior parte di essi si trova a Torino, dove la comunità ha un pensionato e una scuola ebraica che, unica in Italia, è aperta anche a studenti non ebrei.
Proprio nella Sinagoga di Torino resta un armadio dipinto di nero che testimonia il gesto di lutto che la Comunità Ebraica volle portare in occasione della morte del Re Carlo Alberto, che avvenne l’anno successivo alla loro emancipazione.
In quegli anni, sempre in segno di riconoscenza, furono molti i bambini ebrei che presero il nome di Alberto.

Vi aspettiamo oggi a Torre Pellice
15/02/2025

Vi aspettiamo oggi a Torre Pellice

GIOIOSA VIGLILIA XVII Febbraiodi Ada Meille.Palpita rosea sulle bianche vetteL'alba serena d'un sereno dìSalve, o baglio...
15/02/2025

GIOIOSA VIGLILIA
XVII Febbraio
di Ada Meille.

Palpita rosea sulle bianche vette
L'alba serena d'un sereno dì
Salve, o bagliore d'un età novella
Fu lunga notte quella ch'or fini
Sòna il bianco sentier d'un lesto passo,
Sscende l'argusto montanaro al piano
Per mano ha un garzoncello ,ambi lo sguardo
Han fisso innanzi a lor,molto lontano
E sorridono entrambi a un sogno immenso
Che finalmente s'è fatto realtà
Ombre sacre degli avi ,udite udite,
Il popolo Valdese ha Libertà!
Ela tant'anni desiata pace
Ela tant'anni combattuta speme
La non sognata mai superba gloria
D'esser confusi in un abbraccio insieme
Ai fratelli d'Italia ,anzi portati
Primi ,primi fra gli altri dinanzi al re
Doman l'avranno o sacre ombre degli avi
Che per tant'anni chiedeste mercè!
Laggiù, dove dal velo della nebbia
Dorata sorge dal regal Torino ,
Dove al rogo salì Goffredo Varaglia
Mirabil nunzio dellìamor divino
Oggi va il padre valdese col figlio
Convitato a giustizia e a libertà
Dall'amore d'un popolo pentito
Ma perchè il vecchio penoso ristà ?
Ascolta figlio ei dice qual mai voce
Suona nel vento che ora s'èlevato ?
In ogni tempo ecco Io sarò con voi
Beati quei che non han dubitato !

Indirizzo

Torre Pellice
10066

Orario di apertura

Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 17:00 - 21:00

Telefono

+393394369658

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando AIVV Risveglio valdese Associazione Valli Valdesi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a AIVV Risveglio valdese Associazione Valli Valdesi:

Condividi