15/08/2025
Agosto nella memoria valdese ...
I valdesi attraversarono il lago quale fosse il Mar Rosso...
Prangins Canton di Vaud Suisse.
e proprio da qui partirono (allora Cantone di Berna ), nella notte tra il 16 ed il 17 agosto 1689, i Valdesi che -dopo tre anni di esilio- rientrarono nelle Valli compiendo l’impresa nota ancora oggi come Glorioso Rimpatrio.
Dovete sapere che si trattava in realtà del terzo tentativo dei Valdesi di organizzare la spedizione…
Gli altri erano falliti, ma questa volta Henri Arnaud, che aveva una taglia di 100 pistole d’oro sulla testa, viaggiò prima in Olanda per ottenere l’appoggio di Guglielmo d’Orange, recuperò 92.000 scudi da un banchiere per pianificare l’impresa e poté contare sulle “Istruzioni” che Josue Janavel aveva appena finito di scrivere.
Sulla spiaggetta di Promenthoux quella notte vi erano 4 barche, c’era un po’ di vento e piovigginava.
Nel bosco a ridosso della spiaggia erano nascosti cica mille uomini armati alla bell’e meglio pronti ad imbarcarsi…
Dal bosco uscì un uomo, Monsieur de la Tour (che in realtà era Arnaud!),
tutti s’inginocchiarono e pregarono.
Erano in 900 circa ma non c’era più tempo per aspettare perché i primi curiosi iniziavano ad arrivare.
Infine tra le nove e le dieci, Arnaud partì con 14 uomini sulla prima barca, seguito dalle altre tre…
Riuscirono ad andarsene senza troppi problemi perché quello era un giorno di festa e in giro non c’era quasi nessuno; però tra chi ascoltò la predica di Arnaud c’era un traditore che corse a Ginevra per avvisare l’ambasciatore francese il quale mandò subito un messaggero a Lione…
I Valdesi presero 12 imbarcazioni di alcuni dei curiosi, giunti sul posto attirati dagli strani movimenti, per poter fuggire più in fretta.
Si alzò il vento e le barche vennero inizialmente separate… Quando tutti attraccarono sulla riva francese ci si accorse che se ne era aggiunta una da Ginevra!
Quando però le barche tornano indietro per recuperare chi era rimasto sull’altra sponda ne arrivarono solo più 3: gli altri traghettatori, pur essendo già stati pagati, fuggirono per paura…
I Valdesi lasciarono perciò indietro circa 200 uomini non potendoli più aspettare.
Da Losanna arrivarono tardi molti uomini, partiti il 15 ma fermati per dei controlli, che non riuscirono mai ad imbarcarsi.
“Dopo tre anni di soggiorno in questa ospitale terra i Valdesi del Piemonte partivano da questo luogo per rientrare nella loro patria il 16 agosto 1689.
C’era poi un certo Signat, traghettatore di una delle 4 barche originali e che non aveva chiesto soldi ai Valdesi per trasportarli sulla riva francese, che venne abbandonato dai compagni in fuga. Non potendo tornare a casa via terra, per timore che i francesi (alleati di Vittorio Amedeo) potessero ucciderlo, si unì ai Piemontesi che gli promisero una casa nelle Valli in cambio della sua imbarcazione.
In Val Susa i Valdesi furono intercettati dalle truppe franco-piemontesi, che sconfissero sonoramente, e poco distante, in Val Germanasca, Arnaud, con la spada in una mano e la Bibbia nell’altra, poté finalmente celebrare una funzione religiosa in un tempio valdese. Proseguendo la marcia, i Valdesi arrivarono in Val Pellice, a Bobbio, dove pronunciarono un solenne giuramento. Tuttavia la reazione franco-savoiarda non si fece attendere e i circa 400 sopravvissuti dovettero arroccarsi a Balsiglia, in Val Germanasca, dove, tra l’ottobre 1689 e il maggio 1690, respinsero diversi attacchi dei 5.000 soldati nemici. Ma il 14 maggio, logorati dal cannoneggiamento nemico, essi abbandonarono le posizioni, approf***ando della f***a nebbia e si dispersero sui monti sopra Torre Pellice, luogo d’insediamento “definitivo” dei Valdesi.
La situazione internazionale volse a favore delle comunità valdesi: il duca di Savoia abbandonò la sua alleanza con la Francia per firmarne una con Inghilterra e Olanda e quindi gli divenne strategicamente utile impiegare i valdesi in funzione anti-francese. Liberò i prigionieri, favorì il rientro dalla Svizzera degli esiliati e offrì il cosiddetto Editto di reintegrazione, con il quale i Valdesi furono riconosciuti legittimi proprietari dei loro territori.