Chiesa Evangelica Luterana di Torre Annunziata

Chiesa Evangelica Luterana di Torre Annunziata Pagina Ufficiale della Chiesa Evangelica Luterana di Torre Annunziata

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31/07/2026

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Un giorno una parola – commento a Daniele 11, 32 Il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà Daniele 11, 32 Queste cose dice il Santo, il Veritiero, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre: Siccome

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27/07/2026

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Un giorno una parola – commento a Salmo 34, 15 Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido Salmo 34, 15 Mentre Pilato sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: «Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho

09/07/2026

Sermone del pastore Alberto Rocchini del 6.7- 6 dopo Pentecoste.

Care sorelle e cari fratelli, forse vi sarà capitato che avete aperto la Bibbia e quel brano proprio si rivolgeva alla situazione che per voi era importante; ecco questi di oggi dal vangelo di Luca e dalla Genesi, che non ho scelto io ma sono proposti dal calendario liturgico, direi che non potevano essere più appropriati in vista della festa di domani.
La famosa pesca miracolosa sul lago di Galilea e la celebre promessa di Gesù a Simone-Pietro, sconvolto dall’accaduto, che questo dei pesci è solo un segno, poiché lo farà pescatore di uomini - e donne s’intende. Cosa ci aspettiamo dalla festa di domani sera? Beh l’abbiamo proprio pensata per farci conoscere alla città, speriamo che qualcuno si interessi non solo alle nostre attività ricreative e sociali ma anche al messaggio che è quello che deve sorreggere tutto il resto, visto che siamo una comunità evangelica luterana, e qui vengo a fare qualche riflessione sul racconto del vangelo di oggi, che si interessi, cioè della parola di Dio.
Sì perché tutto il significato dell’episodio della pesca miracolosa è inerente alla parola di Dio. Inizia con la folla sempre più numerosa che si accalca una mattina in riva al lago di Galilea per ascoltare questo Gesù, ormai un famoso predicatore, ma, precisa Luca, non la sua parola, bensì la parola di Dio; non su Dio, non un catechismo, ma di Dio, quello che egli intende comunicare in quella circostanza alle persone.
Là vicino Gesù vede due barche di pescatori, di uno siamo subito edotti sul nome, Simone, gli altri restano anonimi eccetto due, Giacomo e Giovanni figli di Zebedeo, soci di Simone-Pietro. Stanno lavando le reti come si fa dopo una notte di pesca, quando dovrebbe essere più abbondante e invece è completamente fallita, non hanno preso nulla dichiara poi Simone in modo lapidario. Gesù inizialmente non sembra occuparsi di pesca, però, ma chiede solo a Simone il favore di aiutarlo offrendogli la sua barca come punto di appoggio, per poter insegnare alla folla stando seduto evitando anche, magari, di finire schiacciato dai troppo entusiasti, o chissà di cadere nel lago.
Ma dopo aver insegnato per alcune ore Gesù invita Simone a prendere il largo e gettare di nuovo le reti per pescare. Che senso ha si chiedono i pescatori? Se non hanno preso nulla di notte, che è il momento più favorevole, tanto meno di pomeriggio! Ma Simone Pietro, che pure esprime tutto il suo scetticismo, lo fa chiamando Gesù “maestro” e infine si vuole fidare: sulla tua parola getterò le reti. La sua fiducia diventa allora una forza che si irradia: le loro reti vuote e già resettate si riempiono di pesci al punto che quasi si spezzano e devono accorrere i compagni dall’altra barca per tirarle su.
Cosa significa tutto questo? Si chiedono i pescatori del tutto sconcertati. I miracoli dei vangeli, però non sono mai fine a se stessi, o meglio non sono una fine di una storia, ma un inizio, perché devono testimoniare non il successo umano, neppure la potenza straordinaria di un guaritore, ma la parola di Dio che trasforma le situazioni e risana. Per comprendere il miracolo di Gesù occorre l’umiltà, ce lo mostra Pietro che esclama: Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore. Nel senso che rispetto al progetto di Dio siamo sempre peccatori, cioè incoerenti e inadeguati, e l’unico modo per affidarci al disegno di Dio è riconosce il nostro limite esistenziale. Solo da questa loro umiltà di fronte all’opera del Signore, da questa posizione, dall’essersi fatti da parte, viene infine l’incarico di Gesù ai pescatori che si sono affidati alla sua parola: d’ora in poi raccoglierete non pesci ma persone, sarete i miei primi discepoli. E interessante è anche la parola che Gesù usa, che in greco significa “pescatori di prede vive”, alle quali è cioè risparmiata la vita. Gesù dà ai suoi discepoli l’incarico e il potere di pescare, di raccogliere quante più persone possibile per salvare loro la vita, per dare loro la vita vera.
Care sorelle e cari fratelli, Gesù chiama anche noi, così come siamo, con le nostre reti vuote e con il nostro frequente scetticismo a collaborare con lui, ad annunciare agli altri il vangelo, cioè la buona notizia dell’interesse incondizionato di Dio per il mondo. Dobbiamo solo credere nella sua chiamata, come ha creduto Abramo a Dio che lo chiamava fuori dal suo paese verso un paese nuovo, dove iniziare una nuova vita per sé e la propria famiglia e diventare anche fonte di benedizione e di vita per molti altri, anzi per tutte le famiglie della terra, dice il passo della Genesi. Bisogna solo abbandonare certe certezze, e diciamo, anche pregiudizi, che condizionano i nostri atteggiamenti, magari con la sfiducia, che, più di tanto, non serve metterci il nostro impegno, organizzare una festa con una serie di attività, quando poi, di quelle persone non tornerà nessuno la domenica al culto a sedersi qui tra di noi su queste panche.
Ma chissà, lo sappiamo noi? Se ci fidiamo di Dio e di Gesù, del maestro, come lo chiama deciso il pescatore Simone che poi sarà il capo dei discepoli, la loro “Pietra” di appoggio, Pietro, se non ci lasciamo intimorire dalle nostre inadeguatezze e incoerenze, vedremo anche le nostre reti riempirsi, forse anche le nostre chiese.
Magari non subito la settimana prossima e neanche a settembre quando riprenderemo le nostre attività comunitarie, ma sicuri che il messaggio porterà i suoi frutti, e avremo anche molti e molte altre che ci aiuteranno in questa impresa. Perché il messaggio non è il nostro, ma è quello di Dio, non la nostra ma la sua parola che ci chiama e ci invita: lascia la tua zona confort, fidati di me; la gente là fuori ha bisogno proprio di questo: di fiducia, di coraggio, di libertà, di sapersi presa sul serio e amata da Dio.

29/06/2026
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Siamo pronti per la nostra escursione naturalistica al parco Diecimare sopra Cava dei Tirreni sabato 6 giugno

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