STORIA
Il culto di Santa Vittoria è stato introdotto a Tornareccio dai monaci benedettini del Monastero di Santo Stefano in Lucania a partire dall'anno 829. Indi divenne feudo dell'abbazia di Farfa ove vennero tumulate le spoglie della santa titolare della chiesa, questo per un sodalizio molto forte tra le due chiese del centro Italia. Le spoglie della santa rimasero per circa trent'anni nell’abba
zia farfense, indi il culto della santa crebbe nei monasteri, chiese, pievi, cappelle e centri feudi di tale abbazia nei pressi di Passo Corese. Ma la costruzione della chiesa non è tanto antecedente il 1568, anno di una visita pastorale non ben identificata, ma di certo edificata dopo l'anno 1000 o forse dopo l’edificazione del castello di Tornareccio (1118), alcuni ipotizzano che sia inverosimile l’esistenza di un castello senza un'adiacente od annessa (all'interno) chiesa. L'edificio subì notevoli modifiche ma quella che la trasformò nell’aspetto odierno è da ascrivere tra il 1787 ed il 1814. STRUTTURA
L'altare maggiore (di Santa Vittoria) è racchiuso da una balaustra consta di una statua posta in una edicoletta sita ov’era un quadro di Sant'Annicola e Santa Caterina. Ai lati dell'altare maggiore vi sono delle cappelle (la ca****la del Sacro Cuore già del Crocifisso e San Matteo, a sinistra dell'altare maggiore e di Santa Maria Maddalena ov'è la Madonna del Rosario attorniata dai 15 misteri. Sopra l'accesso principale vi è un organo. Questa chiesa è stata elevata a monumento nazionale dalla soprintendenza delle Belle Arti per i fregi all'interno:
capitelli corinzi;
le cupole baroccheggianti nelle navate laterali;
gli stucchi dorati.