20/07/2026
Un’omelia breve ma molto intensa e concreta quella pronunciata da Mons. Angelo Zanello stamane domenica 19 luglio 2026 nella Santa Messa officiata all’esterno della Chiesa di Santa Caterina a Tolmezzo in occasione della Festa solenne per la Beata Vergine Maria del Carmelo
Colpisce soprattutto l’insistenza di mons. Zanello sulla responsabilità personale: il male non si vince anzitutto denunciandolo, ma impedendogli di mettere radici nel proprio cuore. È un messaggio semplice, evangelico e profondamente legato alla spiritualità del Carmelo, che invita a lasciare pieno spazio a Dio perché trasformi la vita del credente.
Omelia di mons. Angelo Zanello – Solennità della Beata Vergine del Carmelo
«Sia lodato Gesù Cristo.
La parabola che abbiamo ascoltato, quella del grano buono e della zizzania, è spiegata da Gesù stesso. Egli ci dice con chiarezza che il campo di Dio è il mondo intero. In questo campo il Signore continua instancabilmente a seminare il buon grano, ma c’è anche un nemico che, nel silenzio, semina la zizzania.
Di fronte a questa Parola dobbiamo porci una domanda molto concreta: siamo grano buono o zizzania? E perché, tante volte, il male sembra prevalere?
Se desideriamo essere grano buono, non possiamo lasciare spazio alla zizzania nel nostro cuore. Dobbiamo fare posto soltanto a Dio. Se tutti noi, o almeno quanti oggi siamo qui riuniti, vivessimo davvero da figli del buon grano, il nostro mondo diffonderebbe un profumo straordinario di Vangelo, di bontà e di speranza.
Eppure dobbiamo vigilare, perché il nemico cerca continuamente di seminare il male anche dentro di noi, magari fin dal primo momento della giornata, appena ci alziamo. Per questo siamo chiamati a custodire il nostro cuore e a non diventare partecipi di questa triste realtà.
Non lasciamo spazio al maligno; lasciamo spazio soltanto a Cristo e al suo seme. È un seme piccolo, apparentemente fragile, e forse siamo anche pochi. Ma Gesù ci insegna che proprio quel piccolo seme possiede una forza irresistibile: cresce e nessuno può fermarlo. È come il lievito nella pasta, che silenziosamente la fa fermentare fino a trasformarla tutta.
Che cosa dobbiamo fare, allora? Dobbiamo lasciarci cambiare. Oggi permettiamo a Gesù Cristo, il divino Seminatore, di deporre nel nostro cuore il buon grano e impegniamoci a farlo crescere.
Attraverso la partecipazione alla Santa Messa, la preghiera perseverante, l’umiltà e l’obbedienza al Signore, potremo estirpare dal nostro cuore tutto ciò che appartiene al male. Non lasciamo spazio a Satana. Impariamo a pensare bene degli altri, a parlare bene degli altri e a compiere il bene in ogni circostanza.
Facciamo in modo che nella nostra comunità, nel nostro paese e nella nostra città nessuno trovi terreno fertile per seminare il male, ma che tutti possano incontrare il buon grano del Vangelo, capace di portare frutti di pace, di fraternità e di amore.
Sia lodato Gesù Cristo.»