22/07/2023
Domenica, 23 luglio 2023
XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO/A
Prima Lettura. Dal libro della Sapienza (Sap 12,13.16-19)
Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento. Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Vangelo. Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-43)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo! E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio». Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle f***e con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore. Lode a Te, o Cristo.
Meditazione
Una Chiesa dei puri! Una Chiesa settaria! È una tentazione sempre presente in una comunità animata da un grande ideale di perfezione! Anche gli apostoli Giacomo e Giovanni, i figli del tuono, come venivano chiamati, avevano già voluto fare scendere dal cielo un fuoco per consumare i Samaritani inospitali (Lc 9, 54). La parabola della zizzania nel grano suppone un tentativo identico: «vuoi che andiamo a raccoglierla? No, rispose Gesù, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura».
Se osserviamo meglio, vediamo che è piuttosto la salvaguardia (o meglio, la salvezza) del buon grano che oltretutto preoccupa il padrone di casa. Egli si oppone all’iniziativa dei suoi servi perché vuole offrire al grano tutte le chance, ossia tutte le possibilità per fruttificare. I servi sono turbati dall’abbondanza delle erbacce in mezzo al campo, lui invece guarda alla raccolta che il buon grano sta promettendo.
Nessuno quaggiù dovrebbe avere la pretensione, come quella del manicheismo, di classificare tutte le cose in due campi distinti: bene e male; verità e errore! L’eresia può sempre contenere la sua parte di verità, come anche non possono mancare alcuni ciuffi di errore nella buona dottrina. Capita spesso di presentire l’angelo proprio nel momento in cui si intuisce l’odore nauseabondo del diavolo!
La situazione presente del mondo, con le sue ambiguità e il suo carattere composito, è il campo in cui i cristiani, con la loro libertà, devono compiere il difficile esercizio del loro discernimento. Viene loro richiesto quindi di abbinare, con grande ottimismo soprannaturale, due atteggiamenti apparentemente contradditori: da una parte, la determinazione, che consiste nel volere essere il grano in modo risoluto, deciso, prendendo le proprie distanze dal “mondo” con le sue brame; e dall’altra parte, la pazienza, che consiste nell’essere consapevoli che vale meglio una Chiesa che sia lievito mescolato nella pasta, una Chiesa che sia una madre operosa che non ha paura di rimboccarsi le maniche per lavare i panni sporchi dei suoi figli, piuttosto che una Chiesa dei puri, pronta a separare anticipatamente le capre dalle pecore davanti al portone d’ingresso nel Regno.
E poi, se è giusto che dobbiamo odiare e detestare i vizi e i peccati, come dice l’antico atto di dolore, rimane ancora più giusto farlo amando le persone, seguendo il modello di Dio descritto nella prima lettura: «con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento». “Amare le persone”: questa è la condizione ineludibile affinché pure il piccolo granellino, inavvertitamente perduto e nascosto nel campo del mondo, possa germogliare e crescere poco a poco, fino a diventare quell’albero immenso, i cui rami sono rallegrati dal fruscio degli uccelli del Regno.
SIA LODATO GESU’ CRISTO, ORA E SEMPRE