Chiesa Cristiana Evangelica Battista delle Marche

Chiesa Cristiana Evangelica Battista delle Marche Pagina Facebook ufficiale della Chiesa Cristiana Evangelica Battista delle Marche. Per maggiori informazioni potete inviare un messaggio su questa pagina.

L'impegno della Chiesa Cristiana Evangelica Battista delle Marche è che la causa di Cristo non venga indebolita, perciò ci battiamo strenuamente affinché la chiesa sia multirazziale ed internazionale. Desideriamo una chiesa inclusiva e aperta al nuovo, caldamente evangelica e coinvolta nel sociale. Il nostro impegno si sviluppa in una serie di attività settimanali:


- Il mercoledì, a cadenza quindicinale si svolge lo studio biblico dalle ore 18:00 alle ore 19:00. Lo studio viene svolto momentaneamente online tramite la piattaforma "google meet". Per partecipare potete inviare un messaggio su questa pagina.
- Il giovedì, a cadenza quindicinale si tiene la riunione di preghiera dalle ore 20:45 alle ore 21:45. La riunione viene svolta momentaneamente online tramite la piattaforma "google meet". Per partecipare potete inviare un messaggio su questa pagina.
- Il gruppo giovani si riunisce a cadenza mensile, le riunioni si svolgono presso la biblioteca Filelfica di Tolentino (MC), sita in Largo Fidi, 11. Per partecipare potete inviare un messaggio su questa pagina.
- la domenica, si svolge il culto domenicale dalle ore 10:30 alle ore 12:30 presso la biblioteca Filelfica di Tolentino (MC), sita in Largo Fidi,11. Il culto domenicale può essere seguito in presenza ed anche online tramite la piattaforma "google meet".

Care e cari, dopo circa 13 anni di servizio, questa pagina si considera chiusa.  La scelta è dovuta ai tempi che cambian...
28/10/2025

Care e cari,
dopo circa 13 anni di servizio, questa pagina si considera chiusa.
La scelta è dovuta ai tempi che cambiano e proprio per questo abbiamo deciso di creare una nuova pagina rinnovata e più dinamica che saprà fornire maggiori risposte agli interrogativi dei tempi che viviamo.
Siamo grati al Signore per le relazioni che si sono costruite in questi anni tra utenti di questo spazio virtuale.
Continuiamo a testimoniare la buona notizia di Gesù Cristo che salva l’umanità e dà un senso alle nostre vite.
Il Signore vi benedica grandemente!

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TESTO DELLA PREDICAZIONE: GALATI 5:16-2516. Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri de...
27/10/2025

TESTO DELLA PREDICAZIONE: GALATI 5:16-25
16. Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. 17. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro, in modo che non potete fare quello che vorreste. 18. Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.
19. Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20. idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, 21. invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio.
22. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; 23. contro queste cose non c'è legge.
24. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25. Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito.

Nel capitolo 5 della Lettera ai Galati, l'Apostolo Paolo contrappone la vita secondo lo Spirito a quella guidata dalla carne, intesa come l'indole umana peccaminosa. Questo brano esorta i credenti a vivere nella libertà cristiana data dallo Spirito, distinguendola dall'obbedienza alla legge mosaica e dall'inclinazione al peccato.
La Scrittura ci offre la possibilità concreta di non cadere nelle trappole del peccato.
Paolo mette subito le cose in chiaro esponendo uno stile di vita sano e fondato sulla spiritualità.
La spiritualità cristiana non consiste nel vivere isolati dal mondo circostante ma nell'agire in mezzo ad essa.
Paolo ci ricorda che la nostra vita spirituale va vissuta in mezzo ad una realtà dura. Per vivere in pace e serenità dobbiamo lasciarci guidare e conformare dal Suo Spirito.
Viviamo in una società buia dove siamo chiamati ad agire venendo illuminati dalla luce Sua.
Essere spirituali significa vivere alla presenza di Dio che è al nostro fianco sempre ed in ogni circostanza.
Tutte le nostre azioni devono avere le sembianze di una preghiera gradita a Dio.
Come credenti siamo chiamati a lasciar trasparire le qualità di Dio attraverso il nostro servizio e la nostra testimonianza.
Tutti noi abbiamo ricevuto da Dio il dono del servizio che va messo sempre in funzione.
Dentro di noi c'è una continua lotta tra la carne e lo Spirito che rappresentano due poli opposti dell'esistenza.
Questa è una lotta tra il bene che vorremmo compiere ed il male che ci attira, tra la pace che vorremmo vivere e le discordie che creiamo a causa del nostro egoismo.
La nostra lotta interiore vede vincere chi è più nutrito. Se lo Spirito è forte e nutrito cammineremo nelle Sue vie ricacciando indietro i desideri della carne.
Lo Spirito Santo ci guida, educa e accompagna con una dolcezza smisurata. Dove dimora lo Spirito lì c'è la nostra vera libertà.
Lo Spirito vuole aiutarci a vivere in comunione con Dio ed in armonia con i nostri prossimi.
È lo Spirito che ci aiuta a scegliere in libertà cosa è veramente edificante per le nostre vite e delle persone che ci circondano.
Chi si lascia guidare dallo Spirito vive la vera pace che Cristo è venuto a portarci.
L'Apostolo Paolo fa anche due importanti elenchi descrivendo quali sono i frutti della carne e dello Spirito.
Paolo elenca le opere della carne, come esempi evidenti della vita che non è guidata dallo Spirito. Si tratta di vizi che riflettono un'indole umana che si allontana da Dio.
In contrapposizione alle "opere" della carne, che sono molteplici, Paolo descrive un unico "frutto" dello Spirito. Questo frutto è una manifestazione della grazia di Dio che sboccia nel credente.
Il frutto dello Spirito è il vero volto di Cristo che si manifesta in noi.
Vivendo nello Spirito troveremo sempre il conforto specialmente nei momenti più duri e contornati dalle prove.
Le nostre vite spirituali devono essere autentiche e dobbiamo lavorare molto per renderle tali.
L'Apostolo Paolo utilizza il verbo "camminare" nello Spirito perché la vita cristiana non è statica ma in continuo movimento.
Camminare nello Spirito significa affidarsi e lasciarsi guidare da Dio anche senza conoscere la strada.
La vita del credente deve essere sempre guidata da Dio che agisce in modi e tempi spesso inconcepibili a noi.
Lo Spirito ci trasforma interiormente e conduce nel mondo come veri testimoni del Regno.
Che lo Spirito Santo rinnovi in noi quotidianamente il desiderio di camminare nei sentieri di Dio.
Dove c'è lo Spirito del Signore c'è la vera libertà, la vera pace e la vita abbondante.

A nome del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche e mio personale, desidero esprimere il più sincero cordoglio pe...
20/10/2025

A nome del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche e mio personale, desidero esprimere il più sincero cordoglio per la scomparsa di S. E. Cardinale Edoardo Menicheli.

La sua testimonianza di fede, la sua dedizione pastorale e il suo costante impegno per il dialogo e l’unità dei cristiani hanno lasciato un segno profondo nella vita della Chiesa e nella nostra regione.

Ricordiamo con gratitudine il suo spirito di accoglienza, la sua parola sempre illuminata dal Vangelo e la sua vicinanza fraterna a quanti ha incontrato nel suo ministero.

Nel dolore della perdita, ci uniamo nella preghiera alla Diocesi di Ancona-Osimo e a quanti gli hanno voluto bene, certi che il Signore lo accolga nella pienezza della Sua pace e della Sua gloria.

Amado Luis Giuliani
Presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche.

TEMA DELLA PREDICAZIONE: SOLO DIO PUÒ DARCI LA VERA PACE.9. Beati coloro che si adoperano per la pace, perché essi saran...
19/10/2025

TEMA DELLA PREDICAZIONE: SOLO DIO PUÒ DARCI LA VERA PACE.

9. Beati coloro che si adoperano per la pace, perché essi saranno chiamati figli di Dio. MATTEO 5:9
Essere beati significa essere doppiamente felici e lo è chi si adopera nel mettere pace tra le persone. Per essere chiamati Figli di Dio dobbiamo adoperarci nel creare condizioni di pace tra le persone, essere d'accordo e mantenere buoni rapporti con tutti/e.
Il Signore ci chiama a questo!

50. Il sale è buono, ma se il sale diviene insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri. MARCO 9:50
Come credenti siamo chiamati ad essere luce e sale in questo mondo senza diventare insipidi e freddi.
Il Signore ci esorta a vivere in pace gli uni con gli altri ed evitare quelle situazioni che possono creare un problema fra noi ed i nostri prossimi.

27. Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi.
GIOVANNI 14:27
La pace che riceviamo da Gesù Cristo non è quella che ci viene offerta dal mondo. La Sua Pace è duratura e ci permette di avere riconciliazione con il nostro Creatore.
La Pace di Cristo conduce alla salvezza, alla vita eterna e porta benedizioni con sicurezze alle nostre esistenze.

1. Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. ROMANI 5:1
In questo versetto troviamo una ulteriore indicazione su come ottenere la vera pace.
L'Apostolo Paolo vuole sottolineare come la giustificazione (l'essere resi giusti o perdonati da Dio) non avvenga tramite le opere della legge, ma per mezzo della fede in Gesù Cristo. Il risultato di questa giustificazione è la pace con Dio, una riconciliazione resa possibile esclusivamente attraverso l'opera di mediazione di Gesù.
È necessario credere con fede nel Sacrificio che Cristo ha compiuto sulla croce per l'umanità.

6. Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace. ROMANI 8:6
Lo Spirito Santo che dimora in noi ci guida verso la pace se lo lasciamo operare liberamente. Seguire le passioni della carne e conformare la nostra mente ad esse conduce alla morte spirituale e alla separazione da Dio.

18. Se è possibile e per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. ROMANI 12:18
In questo versetto troviamo un altro comandamento chiaro del Signore. Se è possibile per quanto dipende da noi, dobbiamo restare in pace con tutti. Il nostro compito è fare tutto il possibile per poter mantenere sempre buoni rapporti con le persone in ambito familiare, lavorativo, personale e comunitario.

19. Perseguiamo dunque le cose che contribuiscono alla pace e alla edificazione reciproca. ROMANI 14:19
In questo versetto la Scrittura a conseguire le cose che portano alla pace. Significa che dobbiamo restare umili, non provare invidia, essere rispettosi, altruisti ed evitare di scatenare conflitti.

22. Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. GALATI 5:22
La pace è un frutto dello Spirito Santo quindi non si può avere pace con il prossimo se non lo lasceremo operare liberamente in noi.
Per lasciare operare dobbiamo compiere tre passi: 1) avere il desiderio di compiere la volontà di Dio; 2) pregare Dio affinché operi in noi; 3) obbedire.

17. Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini. EFESINI 2:17
L'Apostolo Paolo si riferisce a Gesù Cristo, che con la sua venuta, morte e risurrezione ha stabilito la pace tra Dio e l'umanità, e tra i diversi gruppi di persone.
"voi che eravate lontani" è riferito principalmente ai pagani, che un tempo erano esclusi dalla comunità d'Israele, dai patti della promessa e senza speranza.
"a quelli che erano vicini" è un riferimento diretto al popolo d'Israele che si trovava già "vicino" a Dio in virtù dell'Alleanza e della Legge.
Attraverso la sua opera sulla croce, Cristo ha abbattuto il "muro di separazione" che divideva ebrei e pagani, creando in sé stesso un unico popolo nuovo e riconciliato con Dio, permettendo a entrambi i gruppi di accedere al Padre in un solo Spirito.

3. studiandovi di conservare l'unità dello Spirito nel vincolo della pace. EFESINI 4:3
Qui l'Apostolo Paolo ci esorta a conservare l'unità dello Spirito, cioè all'interno della famiglia cristiana. L'unità della Chiesa regge attraverso il vincolo della pace fra noi. Senza pace non c'è unità.

15. e avendo i piedi calzati con la prontezza dell'evangelo della pace EFESINI 6:15
Questo versetto fa parte del celebre brano dell'apostolo Paolo sull'"Armatura di Dio" (EFESINI 6:10-18), dove i cristiani sono esortati a indossare diverse componenti spirituali per resistere alle insidie del diavolo e affrontare il combattimento spirituale.
La "calzatura" del cristiano non è un'arma difensiva passiva, ma rappresenta la prontezza e l'entusiasmo (zelo) nel diffondere attivamente la Buona Notizia (Vangelo) della pace che si ha con Dio per mezzo di Gesù Cristo.
La capacità di rimanere saldi e di avanzare nella vita cristiana dipende dalla volontà di condividere con gli altri il messaggio di riconciliazione e pace offerto da Dio.

7. E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. FILIPPESI 4:7
La pace di Dio supera ogni intelligenza custodendo i nostri cuori e pensieri in Cristo. Una volta ricevuta la pace con Dio per aver creduto per fede al Suo Vangelo, tutto il nostro essere vengono custoditi da Lui.

15. E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. COLOSSESI 3:15
Questo versetto si inserisce nella sezione pratica della lettera di Paolo ai Colossesi, dove l'apostolo esorta i credenti a vivere una vita coerente con la loro nuova identità in Cristo.
La "Pace di Cristo" si riferisce alla serenità e alla calma interiore che deriva dalla consapevolezza di essere amati e approvati da Dio. I credenti sono chiamati a permettere a questa pace di agire come un "arbitro" nelle loro decisioni e relazioni quotidiane, evitando conflitti e ansie.
Questa pace è un elemento fondamentale dell'unità della Chiesa, il Corpo di Cristo. Essendo parte dello stesso corpo, i credenti sono chiamati a mantenere l'armonia e a evitare divisioni, permettendo alla pace di Cristo di unire i loro cuori.

11. Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.
EBREI 12:11
Le correzioni possono produrre in noi frutti di pace e proprio per questo non dobbiamo disprezzarle o vederle negativamente.
Dio vuole correggerci affinché ci sia pace in noi.

CHE COSA POSSIAMO METTERE IN PRATICA DA QUESTI VERSETTI?
1) Siamo chiamati a cercare la pace fra le persone creando buoni rapporti.
2) Per poter avere pace con Dio dobbiamo credere per fede nel Sacrificio compiuto dal Suo Unigenito Figlio.
3) Dobbiamo vivere in pace con ogni persona sempre che dipenda da noi.
4) Cristo ci ricorda che la Sua Pace è duratura e porta fiducia, gioia e serenità alle nostre vite.
5) Dobbiamo lasciare operare lo Spirito Santo in noi per poter trovare pace con le persone. La pace è un frutto dello Spirito.
6) Dobbiamo ricordarci che l'unità all'interno della Chiesa è data dal vincolo della pace.
7) Come credenti siamo chiamati a far regnare ed abbondare la pace dentro ai nostri cuori.

17/10/2025

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TESTO DELLA PREDICAZIONE: I GIOVANNI 4:16.16. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amo...
12/10/2025

TESTO DELLA PREDICAZIONE: I GIOVANNI 4:16.
16. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.

Per la predicazione odierna è stato scelto un versetto che contiene una enormità di contenuti.
Dio è amore e ci mette di fronte diverse situazioni sulle quali meditare.
Non è sufficiente conoscere questo grande amore ma bisogna credere in esso e sperimentarlo.
Giovanni ci ricorda che la fede cristiana nasce da un incontro che ci conduce poi verso una vita nuova.
Dio si è fatto uomo per incontrarci e per stabilire una relazione con noi.
Il grande amore che Dio ha avuto per l'umanità è stato dimostrato attraverso il Suo Unigenito Figlio Gesù Cristo.
Conoscere e credere in questo amore significa fare un'esperienza viva e duratura.
È l'amore di Dio che ci aiuta a trasformare corpo, mente e anima affinché le nostre vite siano completamente rinnovate.
DIO È AMORE ed è proprio in questa frase che viene racchiusa tutta la Sua essenza.
Solo Lui riesce ad essere giusto e misericordioso in contemporanea.
La nostra fede è in un Dio che si dona ed è entrato nella storia facendosi carne e croce.
Egli viene in mezzo alle nostre miserie per sanare tutte quelle ferite che credevamo fossero inguaribili.
L'Apostolo Giovanni ci esorta a dimorare nell'amore. Colui che dimora nell'amore in Dio ha Dio che dimora in lui.
Dimorare nell'amore significa restare uniti e sviluppare una comunione profonda, intima e costante.
Per l'Apostolo Giovanni non si può affermare di conoscere Dio se non si è capaci di amare.
Gesù Cristo è il volto dell'amore di Dio.
In Lui si è manifestato l'amore dell'Eterno per noi affinché potessimo raggiungere la salvezza e la vita eterna.
Una chiesa loda in maniera autentica quando è capace di sperimentare il Suo amore portandolo fuori dalle proprie mura.
Una comunità che ama non giudica e non critica il proprio prossimo ma si sforza a vivere nell'amore fraterno.
L'amore è la via della vita cristiana ed il senso della nostra fede, delle nostre preghiere e della missione che ci è stata assegnata.
Se riusciremo ad amare come ci insegna la Scrittura allora saremo capaci di compiere cose grandi che guardano all'eterno.
È proprio grazie al Suo amore che possiamo riuscire a guardare il prossimo con gli occhi di Dio.
Che il Signore ci conceda la possibilità di meditare in profondità questo versetto affinché il Suo amore venga messo in pratica e si possa espandere ovunque.

TESTO DELLA PREDICAZIONE: ATTI 16:6-10.6. Poi attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, essendogli stato impe...
07/10/2025

TESTO DELLA PREDICAZIONE: ATTI 16:6-10.
6. Poi attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, essendogli stato impedito dallo Spirito Santo di annunciare la Parola in Asia; 7. e, giunti ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; 8. e, oltrepassata la Misia, discesero a Troas. 9. Paolo ebbe durante la notte una visione: un Macedone gli stava davanti e lo pregava, dicendo: «Passa in Macedonia e soccorrici». 10. Appena ebbe avuta quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, convinti che Dio ci aveva chiamati là ad annunciare loro il vangelo.

L'Apostolo Paolo attraverso le sue sofferenze, delusioni e frustrazioni riuscì a comprendere che anche in esse si può scorgere la potenza del Vangelo.
Il successo della Parola di Dio non è dato dalla forza degli uomini ma dall'azione della Grazia di Dio.
Paolo ed i suoi compagni di viaggio fecero un grande lavoro di evangelizzazione in Asia e le chiese si stavano fortificando di giorno in giorno. Il lavoro che l'Apostolo stava svolgendo era di una portata immensa ma lo Spirito Santo gli impedì di continuare ad evangelizzare quelle zone.
Provarono ad andare verso la Bitinia (sempre in Asia Minore) ma anche qui lo Spirito Santo agì impedendo loro di stabilirsi in quell'area a Nord-Est della Misia.
Qui vediamo come la Scrittura ci dice che il Signore vuole indirizzarci verso percorsi che riflettono meglio la Sua Volontà.
Paolo giunse poi fino a Troas, di fronte alla Macedonia, il posto in cui Dio voleva che andassero.
Tante volte le intenzioni dei credenti possono essere buone e pure ma non corrispondono pienamente alla volontà di Dio.
Attraverso la preghiera possiamo comprendere cosa il Signore ci chiede e soprattutto dove vuole condurci.
Paolo venne condotto verso la Macedonia perché era giunta l'ora che anche l'Europa ascoltasse la Parola di Dio, proprio per questo Dio lo volle lì in quella precisa epoca.

13. Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge di Panfilia. Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme.
ATTI 13:13

36. Dopo alcuni giorni Paolo disse a Barnaba: «Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno». 37. Barnaba voleva prendere insieme anche Giovanni, detto Marco, 38. ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro nella Panfilia e non aveva voluto partecipare alla loro opera. 39. Il dissenso fu tale che si separarono l'uno dall'altro; Barnaba, prendendo con sé Marco, s'imbarcò per Cipro.

Paolo ed i suoi compagni si separarono da Giovanni dopo essere arrivati nella Panfilia.
Paolo si separò anche da Bernaba in una maniera inaspettata.
Nel Libro di Atti troviamo Paolo e Barnaba insieme ai Capitoli 9 e 11. Fu proprio Barnaba ad impegnarsi a rendere Paolo, allora chiamato Saulo, ben accetto dai credenti in Gerusalemme.
Nel Capitolo 13:1-4, la Scrittura riporta che fu proprio lo Spirito ad inviarli insieme in missione.
La Bibbia parla molto dell'unità fra i fratelli. Allora, è giusto per uno o più credenti separarsi da un altro o da altri credenti? Se è giusto, è giusto sempre, oppure, ci sono motivi validi per separarsi ed altri no? La Scrittura ci aiuta ad interrogarci su questi punti spigolosi.
Barnaba partì per Cipro insieme a Marco dopo la rottura con l'Apostolo Paolo.
Troppo spesso le separazioni si rivelano dure da affrontare e creano delle ferite profonde.
Ma il Signore può usare una divisione anche per trasformare le cose.
Paolo e Barnaba si separarono ma da quel momento le missioni di evangelizzazione diventarono due.
Dio benedisse grandemente sia il ministero di Paolo, sia quello di Barnaba.
Vediamo che Dio ha benedetto il ministero di Barnaba nel fatto che Marco viene recuperato, al punto che anni più tardi Paolo stesso scrive di Marco come suo collaboratore, in Colossesi 4:10.

ATTI 14:19-20
19. Ma giunsero da Antiochia e da Icònio alcuni Giudei, i quali trassero dalla loro parte la folla; essi presero Paolo a sassate e quindi lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. 20. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli, alzatosi, entrò in città. Il giorno dopo partì con Barnaba alla volta di Derbe.
Paolo rischiò la vita dopo che alcuni Giudei provenienti da Antiochia e Icònio lo presero con forza e lo portarono fuori dalla città. L'Apostolo si salvò perché venne creduto morto.
Anche quando troviamo delle opposizioni violente alla predicazione del Vangelo, il Signore agisce in nostro favore.
Paolo conobbe a Listra un giovane fedele chiamato Timoteo che divenne poi pastore della comunità di Efeso.
Ad Antiochia poi nacque una comunità forte e numerosa nonostante le persecuzioni.
Anche quando la nostra missione sembra aver toccato il punto più basso è il Signore a fornirci nuove forze e slancio per proseguire.
Se posiamo il nostro sguardo su di Lui riceveremo una nuova possibilità anche se tutto sembra perduto.

II CORINZI 12:7-10
7. Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. 8. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. 9. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. 10. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.
Paolo pregò per tre volte il Signore chiedendogli di allontanare l'inviato di Satana venuto per schiaffeggiarlo.
Paolo parla senza paura. La sua difficoltà è come una spina che porta nel corpo, soffre senza posa, ma sa, grazie a quella difficoltà, di poter non soccombere nella superbia. La prova è l’antidoto alla superbia.
Dio gli rispose che la Sua Grazia era sufficiente perché la potenza si manifesta pienamente nella debolezza.
L'essere deboli non è sbagliato ma vivere lontani da Dio lo è.
La nostra vera forza non è data dall'assenza di problemi ma nel vivere con la gioia della Grazia che Dio ci ha elargito.
Egli usa le nostre ferite per portare frutto, per trasformare un problema in opportunità ed aprire nuove strade.
Dio manifesta la Sua Grazia nella nostra debolezza.
Quando siamo deboli Dio può mostrarci la Sua potenza cambiando il corso della storia.

TESTO DELLA PREDICAZIONE: I TIMOTEO 2:1-71. Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, pr...
28/09/2025

TESTO DELLA PREDICAZIONE: I TIMOTEO 2:1-7
1. Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2. per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità. 3. Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, 4. il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. 5. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, 6. che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l'ha data nei tempi stabiliti, 7. e di essa io sono stato fatto banditore e apostolo - dico la verità, non mentisco -, maestro dei pagani nella fede e nella verità.

La Prima Lettera a Timoteo, la Seconda Lettera a Timoteo e la Lettera a Tito sono le ultime tre Epistole paoline del Nuovo Testamento.
Esse sono chiamate “Lettere Pastorali” contenenti una serie di disposizioni pratiche sulla guida delle comunità che viene istituzionalizzata e definita nelle sue forme.
Le “Lettere Pastorali” furono inviate ai “pastori” Timoteo e Tito, rispettivamente delle comunità di Efeso e Creta.
Timoteo ricevette un incarico dettagliato dall’Apostolo Paolo che consisteva nell’opera pastorale di correggere e risolvere problemi che stavano mettendo a dura prova la giovane comunità di Efeso, città greca dedita al commercio e alla cultura.
La Prima Lettera a Timoteo è suddivisa in sei Capitoli che contengono un insieme di norme organizzative sulla chiesa nascente e consigli “al genuino figlio della fede” affinché sorvegli sui falsi insegnamenti che si stavano infiltrando nella comunità efesina.
L’Apostolo Paolo, nel Libro di Atti, mise in guardia i presbiteri della chiesa di Efeso sulle insidie che avrebbero dovuto affrontare dopo la sua partenza.
Alcuni studiosi collocano la stesura dell’Epistola intorno al 63 D.C. o secondo altri tra il 66-67 D.C.
Leggendo questi versetti possiamo fare una suddivisione in tre punti contenenti importanti nozioni pratiche per la nostra fede.
Questi versetti vennero scritti in un momento storico in cui si cercava di organizzare gli ordinamenti, la liturgia, il culto e l’organizzazione della Chiesa primitiva.
Era necessario dare una risposta concreta per rispondere al rischio di deviazioni dottrinali e comportamentali ma anche ai conflitti sociali che si verificavano troppo spesso tra le prime comunità di credenti.

1) UNA PREGHIERA CHE SI ESTENDE AD AMPIO RAGGIO:
Per un credente la preghiera è fondamentale in quanto buona, gradita e comandata da Dio stesso.
Il nostro Padre Celeste ha scelto di fare del bene all’umanità avvalendosi anche della strumentalità della preghiera.
Nel testo preso in esame oggi vediamo come l’Apostolo Paolo utilizzi una varietà di termini per indicare i diversi tipi di preghiere.
La preghiera prende aspetto di supplica, cioè una richiesta accorata che sorge dal forte senso di urgenza e necessità.
Essa prende forma di intercessione: è quella preghiera spontanea di chi esprime la propria richiesta in favore di altre persone pubblicamente nel corso del culto o in privato.
Ma la Scrittura ci dice che la preghiera è anche fatta di ringraziamenti perché la richiesta di benedizioni deve essere sempre fatta esprimendo riconoscenza per ciò che Dio sta compiendo, compierà ed ha compiuto nel passato.
La preghiera è anche la nostra arma principale per combattere le battaglie spirituali contro le forze malvagie che attanagliano questo mondo.
La preghiera è anche una sfida rivolta direttamente a tutto il popolo dei credenti affinché allarghi i propri orizzonti.
Al versetto 1 viene riportato di rivolgere le nostre preghiere a “tutti gli uomini”. Quando sentiamo dire che è necessario pregare per tutti non dobbiamo limitarci a farlo esclusivamente per i nostri familiari, per i fratelli/sorelle della nostra chiesa o per le persone che sentiamo più vicine.
La nostra preghiera deve allargarsi alla gente che vive nel nostro quartiere, nelle città che abitiamo e nella nostra nazione ma anche per tutti i datori di lavoro e chi occupa ruoli di rilievo.
Ma la grande sfida della preghiera è quella di riuscire a rivolgerla a tutti coloro che riteniamo “non meritevoli”. In questo grande elenco troveremo persone che non condividono il nostro credo o i nostri ideali, persone che non godono della nostra simpatia, poco raccomandabili ed increduli.
Non possiamo permetterci il lusso di non pregare per qualcuno perché Dio dimostra sempre come le persone più inverosimili possono avvicinarsi a Lui con fede trovando perdono, conforto, ristoro e salvezza.
Allo stesso modo in cui l’Evangelo di Cristo accorda la grazia di Dio non secondo i meriti e la dignità di chi lo riceve, ma sulla base soltanto del Suo amore sovrano e della Sua insondabile misericordia, cosi le nostre preghiere non devono conoscere discriminazioni.
Questi versetti sono una esortazione ad estendere le nostre preghiere ed aprirci al mondo affinché evitiamo di chiuderci in noi stessi e nei nostri egoismi.

2) UNA PREGHIERA RIVOLTA AI GOVERNANTI:
Il versetto 2 ci invita ad estendere le nostre preghiere verso gli amministratori ed i governanti.
L’Apostolo Paolo specifica che le autorità che governano la nostra società devono essere oggetto delle nostre preghiere.
Paolo evidenzia le autorità come oggetto del nostro interesse e preghiere per diversi motivi:
A) Come credenti dobbiamo ricordare che abbiamo delle responsabilità civili ed anche quando siamo chiamati ad agire nella sfera pubblica o politica va data una buona testimonianza agendo secondo la volontà di Dio.
B) Non dobbiamo lasciarci dominare dall’idea che tutte le autorità sono ostili a Dio. Esse non vanno disprezzate, anzi, sono necessarie a regolamentare la nostra società e dobbiamo accompagnarle con la preghiera affinché la loro azione sia equa e con lo sguardo rivolto al bene comune.
C) Nei piani di Dio anche le autorità civili hanno uno scopo ben preciso. Esse sono lo strumento della provvidenza divina per garantire ai cittadini una vita ordinata e basata su regole precise che normano una pacifica convivenza.
Mentre oggi serpeggia la rassegnazione all’interno della nostra società, queste parole ci aiutano ad essere meno pessimisti.
C’è una forte disaffezione generale verso l’intera classe politica ma la Parola di Dio ci esorta a non disperare e mantenere vivo l’impegno per cercare di cambiare questa situazione.
Affidandoci al Signore possiamo contribuire anche noi a rendere questa società un po’ più equa e giusta.

3) UNA PREGHIERA CHE CI MOSTRA LE AMPIE PROSPETTIVE DI DIO:
Dio amplia le nostre prospettive perché la Sua visione della realtà è più ampia di quanto noi potessimo immaginare. Il Suo principale proposito è che tutti possano giungere alla salvezza e vengano alla conoscenza della verità.
I propositi di Dio si estendono ad ampio raggio perché vuole condurci fuori dalla perdizione e donarci una vita abbondante.
La perdizione consiste nel rifiutare di ravvederci e di compiere la volontà di Dio. È la conseguenza diretta delle nostre cattive azioni, del continuo affidarsi al nostro ego, ai nostri bassi istinti e ai tanti idoli del nostro tempo.
Dio però ha fatto in modo che un gran numero di persone, di ogni epoca e nazione, ricevesse la Sua Grazia mediante il ravvedimento e la fede nel Suo Unigenito Figlio Gesù Cristo.
Gesù diede ai discepoli il compito di andare per le vie del mondo (MATTEO 28:19) e grazie a ciò uomini e donne di tutte le nazioni e condizioni sociali hanno potuto ricevere l’Evangelo della salvezza. Grazie alla predicazione della Parola di Dio, essi hanno potuto accoglierlo con fede.
E tutto questo è stato realizzato anche per la strumentalità della preghiera fatta dai Suoi fedeli.
Dio essendo l’unico Creatore e Signore dell’universo ha provveduto affinché l’opera di Cristo potesse abbracciare ogni creatura senza distinzione alcuna. Il versetto 5 ci ricorda che non vi sono altri mediatori tra Dio e gli uomini al di fuori di Gesù Cristo.
Dio ha donato il Suo Unigenito Figlio all’umanità intera e non esclusivamente ad un popolo, una nazione o un determinato gruppo sociale.
Cristo è l’unico mediatore fra Dio e l’umanità che può permettere di ricucire le antiche ferite. Solamente in Lui possiamo evitare il baratro e ristabilire la nostra comunione diretta con il Padre.
GIOVANNI 14:6 ci ricorda che Gesù è la Via, la Verità, la Vita e l’unica porta di accesso per arrivare al Padre.
Questa funzione unica appartiene a Gesù Cristo in virtù del fatto che Egli solo è “il Verbo incarnato” che è venuto ad abitare in mezzo a noi.
Gesù Cristo, in qualità di unico mediatore, ha pagato a caro prezzo per liberarci dalle catene del peccato attraverso il Suo sacrificio sulla croce. Grazie al Suo sacrificio tutte le profezie trovarono compimento.
Gesù Cristo ha dato se stesso in riscatto per tutti senza distinzione alcuna. Egli può liberare le nostre vite dalla schiavitù del peccato in quanto è “l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (GIOVANNI 1:29).
In conclusione, cari fratelli e sorelle, possiamo dire che la preghiera è la linea di comunicazione più efficace tra l’umanità e Dio. Grazie ad essa possiamo abbracciare la pienezza della vita ed i propositi complessivi che il Signore ha per questo mondo.
La preghiera ci mette in sintonia con la volontà ed i propositi di Dio rendendoci disponibili all’azione come Suoi volenterosi strumenti.
Ma la nostra preghiera deve avere anche un occhio rivolto verso le promesse future che ci sono state fatte. Il Signore nella preghiera che ci ha insegnato dice: “Venga il Tuo Regno”.
Come credenti e seguaci del Cristo Risorto siamo chiamati a pregare ed operare con fede in vista di quel grande giorno.

13. Al cospetto di Dio, che dà vita a tutte le cose, e di Cristo Gesù, che rese testimonianza davanti a Ponzio Pilato con quella bella confessione di fede, 14. ti ordino di osservare questo comandamento da uomo senza macchia, irreprensibile, fino all'apparizione del nostro Signore Gesù Cristo, 15. la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, 16. il solo che possiede l'immortalità e che abita una luce inaccessibile, che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza eterna. Amen.
(I TIMOTEO 6:13-16)

Indirizzo

Largo Fidi, 11 (Presso Biblioteca Filelfica)
Tolentino
62029

Orario di apertura

Martedì 20:00 - 21:00
Mercoledì 18:15 - 19:30
Giovedì 20:40 - 22:00
Domenica 10:00 - 12:30

Telefono

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