28/09/2025
TESTO DELLA PREDICAZIONE: I TIMOTEO 2:1-7
1. Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2. per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità. 3. Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, 4. il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. 5. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, 6. che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l'ha data nei tempi stabiliti, 7. e di essa io sono stato fatto banditore e apostolo - dico la verità, non mentisco -, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
La Prima Lettera a Timoteo, la Seconda Lettera a Timoteo e la Lettera a Tito sono le ultime tre Epistole paoline del Nuovo Testamento.
Esse sono chiamate “Lettere Pastorali” contenenti una serie di disposizioni pratiche sulla guida delle comunità che viene istituzionalizzata e definita nelle sue forme.
Le “Lettere Pastorali” furono inviate ai “pastori” Timoteo e Tito, rispettivamente delle comunità di Efeso e Creta.
Timoteo ricevette un incarico dettagliato dall’Apostolo Paolo che consisteva nell’opera pastorale di correggere e risolvere problemi che stavano mettendo a dura prova la giovane comunità di Efeso, città greca dedita al commercio e alla cultura.
La Prima Lettera a Timoteo è suddivisa in sei Capitoli che contengono un insieme di norme organizzative sulla chiesa nascente e consigli “al genuino figlio della fede” affinché sorvegli sui falsi insegnamenti che si stavano infiltrando nella comunità efesina.
L’Apostolo Paolo, nel Libro di Atti, mise in guardia i presbiteri della chiesa di Efeso sulle insidie che avrebbero dovuto affrontare dopo la sua partenza.
Alcuni studiosi collocano la stesura dell’Epistola intorno al 63 D.C. o secondo altri tra il 66-67 D.C.
Leggendo questi versetti possiamo fare una suddivisione in tre punti contenenti importanti nozioni pratiche per la nostra fede.
Questi versetti vennero scritti in un momento storico in cui si cercava di organizzare gli ordinamenti, la liturgia, il culto e l’organizzazione della Chiesa primitiva.
Era necessario dare una risposta concreta per rispondere al rischio di deviazioni dottrinali e comportamentali ma anche ai conflitti sociali che si verificavano troppo spesso tra le prime comunità di credenti.
1) UNA PREGHIERA CHE SI ESTENDE AD AMPIO RAGGIO:
Per un credente la preghiera è fondamentale in quanto buona, gradita e comandata da Dio stesso.
Il nostro Padre Celeste ha scelto di fare del bene all’umanità avvalendosi anche della strumentalità della preghiera.
Nel testo preso in esame oggi vediamo come l’Apostolo Paolo utilizzi una varietà di termini per indicare i diversi tipi di preghiere.
La preghiera prende aspetto di supplica, cioè una richiesta accorata che sorge dal forte senso di urgenza e necessità.
Essa prende forma di intercessione: è quella preghiera spontanea di chi esprime la propria richiesta in favore di altre persone pubblicamente nel corso del culto o in privato.
Ma la Scrittura ci dice che la preghiera è anche fatta di ringraziamenti perché la richiesta di benedizioni deve essere sempre fatta esprimendo riconoscenza per ciò che Dio sta compiendo, compierà ed ha compiuto nel passato.
La preghiera è anche la nostra arma principale per combattere le battaglie spirituali contro le forze malvagie che attanagliano questo mondo.
La preghiera è anche una sfida rivolta direttamente a tutto il popolo dei credenti affinché allarghi i propri orizzonti.
Al versetto 1 viene riportato di rivolgere le nostre preghiere a “tutti gli uomini”. Quando sentiamo dire che è necessario pregare per tutti non dobbiamo limitarci a farlo esclusivamente per i nostri familiari, per i fratelli/sorelle della nostra chiesa o per le persone che sentiamo più vicine.
La nostra preghiera deve allargarsi alla gente che vive nel nostro quartiere, nelle città che abitiamo e nella nostra nazione ma anche per tutti i datori di lavoro e chi occupa ruoli di rilievo.
Ma la grande sfida della preghiera è quella di riuscire a rivolgerla a tutti coloro che riteniamo “non meritevoli”. In questo grande elenco troveremo persone che non condividono il nostro credo o i nostri ideali, persone che non godono della nostra simpatia, poco raccomandabili ed increduli.
Non possiamo permetterci il lusso di non pregare per qualcuno perché Dio dimostra sempre come le persone più inverosimili possono avvicinarsi a Lui con fede trovando perdono, conforto, ristoro e salvezza.
Allo stesso modo in cui l’Evangelo di Cristo accorda la grazia di Dio non secondo i meriti e la dignità di chi lo riceve, ma sulla base soltanto del Suo amore sovrano e della Sua insondabile misericordia, cosi le nostre preghiere non devono conoscere discriminazioni.
Questi versetti sono una esortazione ad estendere le nostre preghiere ed aprirci al mondo affinché evitiamo di chiuderci in noi stessi e nei nostri egoismi.
2) UNA PREGHIERA RIVOLTA AI GOVERNANTI:
Il versetto 2 ci invita ad estendere le nostre preghiere verso gli amministratori ed i governanti.
L’Apostolo Paolo specifica che le autorità che governano la nostra società devono essere oggetto delle nostre preghiere.
Paolo evidenzia le autorità come oggetto del nostro interesse e preghiere per diversi motivi:
A) Come credenti dobbiamo ricordare che abbiamo delle responsabilità civili ed anche quando siamo chiamati ad agire nella sfera pubblica o politica va data una buona testimonianza agendo secondo la volontà di Dio.
B) Non dobbiamo lasciarci dominare dall’idea che tutte le autorità sono ostili a Dio. Esse non vanno disprezzate, anzi, sono necessarie a regolamentare la nostra società e dobbiamo accompagnarle con la preghiera affinché la loro azione sia equa e con lo sguardo rivolto al bene comune.
C) Nei piani di Dio anche le autorità civili hanno uno scopo ben preciso. Esse sono lo strumento della provvidenza divina per garantire ai cittadini una vita ordinata e basata su regole precise che normano una pacifica convivenza.
Mentre oggi serpeggia la rassegnazione all’interno della nostra società, queste parole ci aiutano ad essere meno pessimisti.
C’è una forte disaffezione generale verso l’intera classe politica ma la Parola di Dio ci esorta a non disperare e mantenere vivo l’impegno per cercare di cambiare questa situazione.
Affidandoci al Signore possiamo contribuire anche noi a rendere questa società un po’ più equa e giusta.
3) UNA PREGHIERA CHE CI MOSTRA LE AMPIE PROSPETTIVE DI DIO:
Dio amplia le nostre prospettive perché la Sua visione della realtà è più ampia di quanto noi potessimo immaginare. Il Suo principale proposito è che tutti possano giungere alla salvezza e vengano alla conoscenza della verità.
I propositi di Dio si estendono ad ampio raggio perché vuole condurci fuori dalla perdizione e donarci una vita abbondante.
La perdizione consiste nel rifiutare di ravvederci e di compiere la volontà di Dio. È la conseguenza diretta delle nostre cattive azioni, del continuo affidarsi al nostro ego, ai nostri bassi istinti e ai tanti idoli del nostro tempo.
Dio però ha fatto in modo che un gran numero di persone, di ogni epoca e nazione, ricevesse la Sua Grazia mediante il ravvedimento e la fede nel Suo Unigenito Figlio Gesù Cristo.
Gesù diede ai discepoli il compito di andare per le vie del mondo (MATTEO 28:19) e grazie a ciò uomini e donne di tutte le nazioni e condizioni sociali hanno potuto ricevere l’Evangelo della salvezza. Grazie alla predicazione della Parola di Dio, essi hanno potuto accoglierlo con fede.
E tutto questo è stato realizzato anche per la strumentalità della preghiera fatta dai Suoi fedeli.
Dio essendo l’unico Creatore e Signore dell’universo ha provveduto affinché l’opera di Cristo potesse abbracciare ogni creatura senza distinzione alcuna. Il versetto 5 ci ricorda che non vi sono altri mediatori tra Dio e gli uomini al di fuori di Gesù Cristo.
Dio ha donato il Suo Unigenito Figlio all’umanità intera e non esclusivamente ad un popolo, una nazione o un determinato gruppo sociale.
Cristo è l’unico mediatore fra Dio e l’umanità che può permettere di ricucire le antiche ferite. Solamente in Lui possiamo evitare il baratro e ristabilire la nostra comunione diretta con il Padre.
GIOVANNI 14:6 ci ricorda che Gesù è la Via, la Verità, la Vita e l’unica porta di accesso per arrivare al Padre.
Questa funzione unica appartiene a Gesù Cristo in virtù del fatto che Egli solo è “il Verbo incarnato” che è venuto ad abitare in mezzo a noi.
Gesù Cristo, in qualità di unico mediatore, ha pagato a caro prezzo per liberarci dalle catene del peccato attraverso il Suo sacrificio sulla croce. Grazie al Suo sacrificio tutte le profezie trovarono compimento.
Gesù Cristo ha dato se stesso in riscatto per tutti senza distinzione alcuna. Egli può liberare le nostre vite dalla schiavitù del peccato in quanto è “l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (GIOVANNI 1:29).
In conclusione, cari fratelli e sorelle, possiamo dire che la preghiera è la linea di comunicazione più efficace tra l’umanità e Dio. Grazie ad essa possiamo abbracciare la pienezza della vita ed i propositi complessivi che il Signore ha per questo mondo.
La preghiera ci mette in sintonia con la volontà ed i propositi di Dio rendendoci disponibili all’azione come Suoi volenterosi strumenti.
Ma la nostra preghiera deve avere anche un occhio rivolto verso le promesse future che ci sono state fatte. Il Signore nella preghiera che ci ha insegnato dice: “Venga il Tuo Regno”.
Come credenti e seguaci del Cristo Risorto siamo chiamati a pregare ed operare con fede in vista di quel grande giorno.
13. Al cospetto di Dio, che dà vita a tutte le cose, e di Cristo Gesù, che rese testimonianza davanti a Ponzio Pilato con quella bella confessione di fede, 14. ti ordino di osservare questo comandamento da uomo senza macchia, irreprensibile, fino all'apparizione del nostro Signore Gesù Cristo, 15. la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, 16. il solo che possiede l'immortalità e che abita una luce inaccessibile, che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza eterna. Amen.
(I TIMOTEO 6:13-16)