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30/08/2026

https://www.youtube.com/watch?v=vukT5WVr0H4 LA FEDE NEL NOME DI GESÙ (Buona lettura e meditazione)👈

Il Nome di Gesù non è una formula da pronunciare, ma esprime l'autorità della Persona che lo porta. Questa autorità viene esercitata mediante la fede, nell'unione con Cristo e nella sottomissione a Dio.

L'autorità nel Nome di Gesù: dall'uomo caduto a Cristo vittorioso

Per comprendere l'autorità del Nome di Gesù dobbiamo partire dalla Genesi.

Dio aveva affidato all'uomo una posizione di dominio sulla creazione:

Genesi 1:26
«Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio...»

L'uomo aveva quindi ricevuto da Dio una autorità delegata: non era un'autorità autonoma, ma un'autorità ricevuta dal Creatore e da esercitare sotto la Sua signoria.

Con la ribellione e il peccato, però, l'uomo p***e la sua comunione con Dio e venne sottoposto al dominio del peccato e della morte. L'autorità ricevuta da Dio non significava più per l'uomo una piena capacità di governare secondo la volontà del Creatore.

La Scrittura presenta inoltre Satana come colui che esercita una forma di dominio sul sistema decaduto. Gesù lo definisce «il principe di questo mondo» (Giovanni 12:31; 14:30; 16:11), mentre Paolo parla di Satana come «il dio di questo mondo» (2 Corinzi 4:4).

Questo diventa particolarmente evidente nella tentazione nel deserto.

Luca 4:5-7 racconta che Satana mostrò a Gesù i regni del mondo e disse:

«Io ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio.»

Satana cerca quindi di proporre a Gesù una via alternativa: ricevere il dominio senza passare attraverso la croce e senza obbedire al Padre.

Ma Gesù non cede.

E qui avviene qualcosa di fondamentale: dove Adamo aveva ceduto alla tentazione, Gesù rimane fedele.

Adamo, nel giardino, disobbedisce a Dio.

Gesù, nel deserto, obbedisce a Dio.

Adamo cede alla parola del tentatore.

Gesù risponde con la Parola di Dio.

Adamo fallisce nella sua responsabilità.

Gesù, il secondo Adamo, rimane perfettamente sottomesso al Padre.

Per questo Gesù può dire:

Matteo 28:18
«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra.»

Qui troviamo un principio fondamentale: l'autorità viene da Dio ed è affidata da Dio.

Gesù non presenta questa autorità come qualcosa che Egli si è attribuito autonomamente nella sua missione terrena. Dice:

«Mi è stato dato».

E colui che gliel'ha data è il Padre.

Naturalmente, questo non significa che il Figlio eterno fosse privo di autorità divina. Gesù è il Figlio eterno di Dio. Ma nella sua incarnazione, come uomo, Messia e Figlio dell'uomo, Egli riceve dal Padre l'autorità necessaria per compiere la missione di redenzione e ristabilire ciò che l'uomo aveva perduto.

Gesù è venuto quindi a riconquistare, attraverso la sua obbedienza, morte e risurrezione, ciò che l'uomo aveva perduto attraverso la disobbedienza.

E questa vittoria raggiunge il suo culmine nella croce e nella risurrezione.

Colossesi 2:15
«Ha spogliato i principati e le potestà, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.»

La vittoria di Cristo è quindi la vittoria dell'Uomo perfettamente sottomesso a Dio.

Ed è proprio questa autorità che Cristo, dopo la sua vittoria, affida ai suoi discepoli.

1. GESÙ HA RICEVUTO OGNI AUTORITÀ DAL PADRE

Gesù stesso dichiara:

Matteo 28:18
«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra.»

La parola utilizzata nel testo greco è ἐξουσία — exousía, che indica:

autorità;
potere legittimo;
diritto di agire;
facoltà;
potestà;
autorità delegata.

L'autorità di Gesù, nella sua missione messianica, procede dal Padre.

Lo stesso principio appare in:

Giovanni 5:27
«E gli ha dato autorità di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.»

E ancora:

Giovanni 17:2
«Poiché gli hai dato autorità sopra ogni carne, affinché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato.»

Quindi possiamo stabilire un primo principio:

L'autorità procede da Dio ed è affidata da Dio.

2. GESÙ HA DATO QUESTA AUTORITÀ AI SUOI DISCEPOLI

In Luca 10:19 troviamo una dichiarazione straordinaria:

«Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male.»

Il punto fondamentale è nelle parole:

«Io vi ho dato».

Non è un'autorità che la Chiesa possiede per propria natura.

È un'autorità ricevuta da Cristo.

E questo si collega direttamente al Nome.

Marco 16:17:

«Questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demòni...»

Non semplicemente pronunciando il nome «Gesù», ma operando nella fede e nell'autorità che quel Nome rappresenta.

Possiamo quindi vedere una sequenza:

Dio → affida autorità all'uomo nella creazione → l'uomo cade nella disobbedienza → Cristo, il vero Uomo, viene e rimane perfettamente sottomesso al Padre → Cristo vince Satana, il peccato e la morte → il Padre dà a Cristo ogni autorità → Cristo affida autorità ai suoi discepoli.

3. NON È LA PRONUNCIA DEL NOME A PRODURRE LA POTENZA

Questo è un punto molto importante.

Il Nome di Gesù non è una formula magica.

Non è la semplice pronuncia delle parole «nel nome di Gesù» a rendere efficace un'azione.

Lo vediamo chiaramente in Atti 19:13-16, quando alcuni esorcisti giudei tentano di usare il nome di Gesù senza appartenere realmente a Lui.

Dicono:

«Io vi scongiuro, per quel Gesù che Paolo annuncia.»

Ma lo spirito maligno risponde:

«Conosco Gesù, e so chi è Paolo; ma voi chi siete?»

Il problema non era la pronuncia corretta del Nome.

Mancava la relazione con Cristo e, quindi, mancava l'autorità ricevuta da Cristo.

Per questo Pietro, davanti all'uomo guarito, dichiara:

Atti 3:16

«Per la fede nel nome di Gesù quest'uomo... è stato guarito.»

Questa frase è fondamentale:

«Per la fede nel nome di Gesù».

Non semplicemente per la pronuncia del Nome.

4. IL NOME CONTIENE CIÒ CHE CRISTO È E RAPPRESENTA

Quando parliamo del Nome di Gesù, non stiamo parlando semplicemente di un suono.

Il Nome rappresenta:

la Persona;
l'autorità;
il carattere;
l'opera;
la vittoria;
la signoria di Cristo.

Filippesi 2:9-11 dice:
«Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome...»

E il risultato è:

«nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio...»

Perciò il credente non confida nella parola pronunciata.

Confida nella Persona che quel Nome rappresenta.

5. L'AUTORITÀ RICEVUTA DEVE ESSERE ESERCITATA NELLA SOTTOMISSIONE

Qui arriviamo a un principio fondamentale.

L'autorità delegata non significa indipendenza da colui che l'ha delegata.

Gesù stesso, pur avendo ricevuto ogni autorità, ha vissuto nella perfetta sottomissione al Padre.

Giovanni 5:30
«Io non posso far nulla da me stesso...»

E ancora:

Giovanni 6:38
«Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.»

Questo significa che l'autorità spirituale non è autonomia spirituale.

Gesù non ha mai usato l'autorità ricevuta dal Padre contro la volontà del Padre.

Al contrario, tutta la sua vita è stata caratterizzata dall'obbedienza.

Perciò possiamo stabilire questa sequenza:

Il Padre → dà autorità al Figlio → il Figlio, nella sua vittoria, riceve ogni autorità → il Figlio affida autorità ai suoi discepoli → la Chiesa esercita quell'autorità → ma sempre nella sottomissione a Cristo e alla volontà di Dio.

Questo principio è essenziale per comprendere correttamente l'autorità spirituale.

Non è:

«Io comando perché ho il Nome di Gesù».
È:
«Io sono sottomesso a Cristo e, nella fede in Lui, agisco nell'autorità che Egli mi ha affidato».

E questo ci protegge da un grave errore: trasformare il Nome di Gesù in uno strumento per ottenere ciò che vogliamo.

Il Nome non è al servizio della nostra volontà.
Noi siamo al servizio della Sua volontà.

Il Nome di Gesù non è una formula da pronunciare.
È un'autorità nella quale credere, sotto la quale sottomettersi e nella quale agire.
L'autorità non nasce dall'uomo.
Viene da Dio.
Il Padre ha dato autorità al Figlio.
Il Figlio ha ricevuto ogni autorità e, attraverso la sua vittoria, ha sconfitto il potere del nemico.
E il Figlio ha affidato ai suoi discepoli di operare nel Suo Nome.

Perciò, quando la Chiesa agisce nel Nome di Gesù, non sta usando una formula.

Sta dichiarando:
«Io appartengo a Cristo. Sono sottomesso a Cristo. Credo in Cristo. E agisco nell'autorità che Cristo mi ha affidato.»

Questa è la vera fede nel Nome di Gesù.

pst Giuseppe 30-08-2026 - Past.Giuseppe Mascari - Fede nel nome di GESU'
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Matteo 22:37 E Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutta la tua...
26/08/2026

Matteo 22:37 E Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutta la tua mente".

Il fondamento e sorgente della vita è Amare Dio , perché è Amandoci donando suo Figlio che Egli ha aperto la sorgente della vita

il fondamento della nostra vita è amare Dio con tutto ciò che siamo.

Ma questo amore nasce da una realtà ancora più grande: Dio ci ha amati per primo.
È nel suo amore che troviamo la sorgente della vita. Dio, amandoci, ha dato suo Figlio Gesù Cristo; attraverso di Lui ha aperto per noi la via della salvezza, della riconciliazione e della vita eterna.
1Giovanni 4:19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

Perciò amare Dio non è semplicemente un comandamento: è la risposta dell’uomo all’amore che Dio per primo gli ha manifestato.

La sorgente della vita è l’amore di Dio per noi; il fondamento della nostra vita è amare Dio con tutto il cuore, tutta l’anima e tutta la mente.

1Giovanni 4:19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

23/08/2026

https://www.youtube.com/watch?v=7ZbiHB_BKFQ&t=3763s IL NOME DI GESÙ buona lettura e meditazione
Ogni credente deve arrivare a comprendere profondamente la propria identità nel *Nome di Gesù*. Per comprendere la grandezza di questo Nome, dobbiamo guardare alla rivelazione di Dio nell’Antico Testamento.
Nella storia della redenzione, Dio ha rivelato progressivamente il Suo carattere, la Sua natura e la Sua opera attraverso diversi nomi e manifestazioni. Troviamo *YHWH — יהוה, circa 6.800 volte, **ELOHIM — אֱלֹהִים, circa 2.600 volte, **ADONAI — אֲדֹנָי, circa 430 volte, **EL — אֵל*, circa 200 volte, e molti altri.
Quando Dio interviene nella storia, Israele riconosce una particolare dimensione della Sua natura e della Sua opera. Per esempio:
*יְהוָה יִרְאֶה — YHWH Yir'eh, «L’ETERNO provvederà» — **Genesi 22:14*.
*יְהוָה רֹפְאֶךָ — YHWH Rofe'ekha, «Io sono L’ETERNO che ti guarisce» — **Esodo 15:26*.
*יְהוָה שָׁלוֹם — YHWH Shalom, «L’ETERNO è pace» — **Giudici 6:24*.
E potremmo continuare ricordando Dio come *Pastore, Giudice, Re, Redentore, Salvatore, Liberatore, Provveditore e Guaritore*.
Queste, però, non sono identità separate di Dio: sono diverse manifestazioni della stessa Persona divina e della Sua opera. Dio è uno, e attraverso la storia della redenzione Egli manifesta progressivamente chi è e ciò che compie.
La rivelazione raggiunge il suo culmine in Gesù
Il punto culminante di tutta questa rivelazione è *Gesù Cristo*.
Paolo dichiara:
«Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio…» — *Filippesi 2:9-10*.
Non si tratta semplicemente di un nome umano particolarmente importante. Il nome *Gesù — יֵשׁוּעַ, YĒSHŪAʿ* porta in sé il significato: *«YHWH salva», «L’ETERNO salva»*.
Questo significato viene spiegato direttamente dall’angelo:
«Tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati.» — *Matteo 1:21*.
Questo ci permette di comprendere che nel Nome di Gesù è già proclamata una verità fondamentale: *YHWH è la salvezza; YHWH salva*.
La Scrittura ci mostra inoltre un contrasto significativo con ciò che l’uomo cerca di fare per se stesso. In *Genesi 11:4* gli uomini dissero:
«Orsù, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo, e facciamoci un nome, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra».
L’uomo cerca di *farsi un nome, mentre Dio dà all’uomo **il Nome di Gesù*, il Nome che non nasce dalla gloria dell’uomo, ma dalla salvezza che viene da Dio.
La profezia di *Isaia 9:5* aveva già annunciato:
«Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace».
E nel Figlio questa rivelazione diventa concreta:
«La Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi.» — *Giovanni 1:14*.
Matteo aggiunge:
«Gli sarà posto nome Emmanuele, che tradotto vuol dire: Dio con noi.» — *Matteo 1:23*.
Nell’Antico Testamento Dio si fa conoscere attraverso le Sue opere, i Suoi nomi e le Sue manifestazioni; nel Figlio, invece, *Dio viene personalmente in mezzo agli uomini*.
Gesù, quindi, non è semplicemente colui che parla della salvezza: *Egli è il Salvatore*.
Non è semplicemente colui che porta la pace: *Egli è la nostra pace*.
Non è semplicemente colui che indica la via, perché Egli dichiara:
«Io sono la via, la verità e la vita.» — *Giovanni 14:6*.
Non è semplicemente colui che parla della vita, perché afferma:
«Io sono la risurrezione e la vita.» — *Giovanni 11:25*.
Ecco perché Gesù rappresenta il punto culminante della rivelazione di Dio.
Il significato di YĒSHŪAʿ racchiude tutto
Possiamo vedere come le diverse rivelazioni dell’Antico Testamento convergano nel Nome di Gesù:
*YHWH Yir'eh* → Dio provvede.
*YHWH Rofe'ekha* → Dio guarisce.
*YHWH Shalom* → Dio è pace.
*YHWH* → Dio è presente.
*Dio Redentore* → Dio riscatta.
*Dio Liberatore* → Dio libera.
Tutto questo converge nel Nome:
יֵשׁוּעַ — YĒSHŪAʿ**
*«IL SIGNORE SALVA» — «L’ETERNO SALVA».*
La salvezza comprende *provvidenza, liberazione, perdono, guarigione, riconciliazione, pace, vita eterna e comunione con Dio*.
E soprattutto, in Gesù non abbiamo soltanto una manifestazione dell’azione di Dio: *abbiamo Dio con noi*.
# # Il Nome di Gesù e il credente
Ed è proprio qui che tutto questo diventa fondamentale per il credente.
Il credente deve *consapevolizzare il Nome che ha ricevuto e nel quale vive. Non abbiamo ricevuto semplicemente una formula religiosa, ma **il Nome di Gesù*, il Nome che è al di sopra di ogni nome e davanti al quale ogni ginocchio si piegherà.
La Scrittura proclama:
«Non vi è infatti sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.» — *Atti 4:12*.
Tutto ciò che Dio ha rivelato di Sé attraverso la storia della redenzione trova dunque in Gesù il suo compimento.
**Egli è Dio con noi.
Egli è il Salvatore.
Egli è la nostra pace.
Egli è la nostra vita.
Egli è la via.
Egli è la risurrezione.
Egli è la salvezza.**
Nel Nome *יֵשׁוּעַ — YĒSHŪAʿ* è proclamato ciò che Dio è venuto a fare per l’uomo:
*YHWH salva.*
Per questo il credente non deve soltanto conoscere il Nome di Gesù, ma *vivere consapevolmente sotto quel Nome e nella fede nel Nome*, confidando nel Suo carattere, nella Sua autorità e nella Sua opera.
Conoscere il Nome significa riconoscere chi Egli è, confidare in ciò che Egli è venuto a fare e vivere ogni giorno nella certezza che *la nostra salvezza non viene da un nome costruito dall’uomo, ma dal Nome che Dio stesso ha dato: Gesù — YĒSHŪAʿ — «L’ETERNO SALVA».* pst Giuseppe Mascari


23-08-2026 - Past.Giuseppe Mascari - Il nome di Gesù
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16/08/2026

PACE, SICUREZZA E BEATITUDINE (buona lettura e meditazione)
1. LA PACE CHE L'UOMO CERCA
C'è una condizione che ogni essere umano ricerca: la pace.
In agosto, come in qualsiasi periodo dell'anno, quando decidiamo di andare in vacanza o semplicemente di prenderci una pausa, cerchiamo ristoro. Organizziamo tutto: viaggio, alloggio, spese, orari. Perché? Perché desideriamo essere tranquilli.
In realtà, dietro il desiderio di riposo c'è un bisogno ancora più profondo:
LA PACE È LA CONDIZIONE CHE OGNI UOMO DESIDERA, PERCHÉ È LA CONSEGUENZA DELLA SICUREZZA.
Ma possiamo organizzare tutto e non avere comunque pace, perché le circostanze possono cambiare e soprattutto perché questa è una condizione interiore
La Bibbia dice:
Proverbi 28:1 «L'empio fugge anche se nessuno lo insegue, ma il giusto è sicuro come un leone.»
L'empio vive nell'insicurezza; il giusto vive nella sicurezza.
Ma da dove nasce questa sicurezza? Quando poniamo la nostra vita e fiducia in ciò che non ha stabilità e solidità , solo Dio è la Rocca eterna ed immutabile , la nostra vita può essere sicura solo in Lui.
2. L’EMPIETÀ E LA SOTTOMISSIONE
L'empietà non è soltanto fare cose apertamente malvagie. È anche conoscere la volontà di Dio e scegliere di non farla.
Luca 12:47 «Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non si è preparato e non ha fatto la sua volontà, riceverà molte percosse.»
E Giacomo 4:17 dice: «Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.»
Il problema, quindi, non è soltanto ciò che sappiamo, ma ciò che facciamo con ciò che sappiamo.
Possiamo conoscere la Parola, ascoltare predicazioni, sapere ciò che Dio desidera e tuttavia scegliere la nostra volontà.
L’EMPIETÀ È METTERE LA PROPRIA VOLONTÀ AL DI SOPRA DI QUELLA DI DIO.
Il contrario è la sottomissione.
Salmo 2:12 «Beati tutti coloro che si rifugiano in lui.»
Sottomettersi a Dio non significa perdere sicurezza; significa trovare il vero luogo della sicurezza.
3. LA PACE CON DIO È L'INIZIO DELLA BEATITUDINE
La vera pace non comincia dalle circostanze, ma dalla nostra relazione con Dio.
Romani 5:1 «Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.»
La pace con Dio nasce dal perdono.
Salmo 32:1 «Beato colui la cui trasgressione è perdonata, il cui peccato è coperto!»
Ecco l'origine della beatitudine:
PERDONO → PACE CON DIO → SICUREZZA.
Quando il problema del peccato viene risolto attraverso Cristo, possiamo stare davanti a Dio senza vivere nella paura.
4. LA SAPIENZA PRODUCE PACE
Come possiamo mantenere questa pace?
Imparando a camminare nelle vie di Dio.
Proverbi 9:10 «Il timore dell'Eterno è il principio della sapienza.»
Il timore dell'Eterno significa riconoscere Dio, la Sua autorità e la Sua volontà.
Per questo:
Proverbi 3:13 «Beato l'uomo che ha trovato la sapienza e l'uomo che ottiene l'intendimento.»
E Proverbi 3:17-18: «Le sue vie sono vie dilettevoli e tutti i suoi sentieri sono pace. Essa è un albero di vita per quelli che l'afferrano, e quelli che la tengono saldamente sono beati.»
La sapienza biblica non è semplicemente sapere.
È CONOSCERE LA VOLONTÀ DI DIO E VIVERLA.
5. LA BEATITUDINE È METTERE IN PRATICA LA CONOSCENZA
Gesù lo dice chiaramente:
Giovanni 13:17 «Se sapete queste cose, siete beati se le fate.»
E ancora: Giacomo 1:22 «Siate facitori della parola e non uditori soltanto.»
La beatitudine non consiste semplicemente nel sapere cosa dice Dio.
LA CONOSCENZA DIVENTA BEATITUDINE QUANDO DIVENTA OBBEDIENZA.
Per questo Gesù chiede:
Luca 6:46 «Ora, perché mi chiamate, Signore, Signore, e non fate quello che dico?»
La domanda non è soltanto:
"Conosco la Parola?"
Ma: "Sto vivendo secondo la Parola che conosco?"
6. FEDE, COMUNIONE E INTEGRITÀ
La vita beata continua attraverso la fede e la comunione con Dio.
Salmo 84:4 «Beati coloro che abitano nella tua casa e ti lodano del continuo.»
Salmo 84:5 «Beati quelli che ripongono la loro forza in te e che hanno in cuore le tue vie!»
La fede ci permette di guardare al futuro senza essere dominati dalla paura.
Non conosco tutto ciò che accadrà domani, ma conosco Colui che tiene il mio domani nelle Sue mani.
E la beatitudine si manifesta anche nella pratica della giustizia:
Salmo 106:3 «Beati coloro che osservano la giustizia, che fanno ciò che è giusto in ogni tempo.»
E nell'integrità:
Salmo 119:1-2 «Beati quelli la cui via è senza macchia e che camminano nella legge dell'Eterno. Beati quelli che osservano i suoi precetti, che lo cercano con tutto il cuore.»
DIO NON CERCA UN CUORE DIVISO, MA UN CUORE CHE LO CERCA CON TUTTO SE STESSO.
CONCLUSIONE
Torniamo a Proverbi 28:1: «L'empio fugge anche se nessuno lo insegue, ma il giusto è sicuro come un leone.»
L'empio vive nel conflitto con Dio; il giusto trova rifugio in Lui.
L'empio conosce la volontà di Dio ma la rifiuta; il giusto la conosce e cerca di praticarla.
L'empio cerca sicurezza nelle proprie capacità; il giusto ripone la propria forza nel Signore.
Per questo possiamo riassumere il messaggio così:
IL PERDONO PRODUCE PACE.
LA PACE CON DIO PRODUCE SICUREZZA.
IL TIMORE DELL'ETERNO PRODUCE SAPIENZA.
LA SAPIENZA PRODUCE UBBIDIENZA.
L'UBBIDIENZA PRODUCE STABILITÀ.
E CHI CAMMINA NELLE VIE DI DIO È BEATO.
Proverbi 3:18 «Quelli che la tengono saldamente sono beati.»
La nostra sicurezza, quindi, non consiste nel sapere che tutto andrà come desideriamo.
LA NOSTRA SICUREZZA È SAPERE NELLE MANI DI CHI È LA NOSTRA VITA.
Perciò possiamo avere pace anche quando non conosciamo il futuro.
Non perché sappiamo cosa accadrà, ma perché conosciamo Colui che ha il futuro nelle Sue mani.
**CHI SI RIFUGIA IN DIO È SICURO.
CHI SI AFFIDA A DIO HA PACE. CHI METTE IN PRATICA LA SUA PAROLA È BEATO.** pst Giuseppe

16-08-2026 - Past.Giuseppe Mascari - Pace, Sicurezza e Beatitudine
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09/08/2026

09-08-2026 - Past.Giuseppe Mascari - Dipendere da Dio, la fede che si coltiva
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Domenica 10:00 - 13:00

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