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15/03/2026

IL PRINCIPIO DI UNA VITA BENEDETTA ( Buona lettura, buona visione, buona meditazione , Dio vi benedica)

Gesù, oltre a essere il nostro Signore e Salvatore, è anche il nostro esempio da imitare. Pur essendo il Figlio di Dio, ha scelto di vivere come uomo per mostrarci che il vero successo non nasce dall’indipendenza da Dio, ma da una vita vissuta dentro i confini dell’amore del Padre.

Questi confini non limitano la nostra libertà: la proteggono. Ci custodiscono da tutto ciò che può distruggere la nostra vita e permettono alla presenza di Dio di guidarci e benedirci. L’ubbidienza diventa così una risposta d’amore verso Dio. Come dice Gesù nel Vangelo secondo Giovanni 14:15:

“Se mi amate, osservate i miei comandamenti.”

Pensiamo ad Adamo: aveva tutto, ma decise di uscire dai confini dell’amore di Dio, credendo che potesse ottenere più di ciò che possedeva. La sua caduta nacque proprio dalla mancanza di fiducia in Dio.

Gesù, invece, ci mostra la via opposta: la piena fiducia nel Padre. In Lettera ai Filippesi 2:5-9 leggiamo che, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi, ma si spogliò di sé stesso, prendendo forma di servo e umiliandosi fino alla morte di croce. Per questo Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome.

Gesù stesso dichiarò:

“Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.”
(Vangelo secondo Giovanni 6:38)

Dio desidera per noi una vita piena, benedetta e prospera, ma secondo il Suo piano.

La Scrittura ci mostra chiaramente che chi dipende da Dio vive sotto la Sua benedizione. Nel Salmi 1:1-3 l’uomo che si diletta nella legge del Signore è paragonato a un albero piantato lungo i ruscelli, che porta frutto nella sua stagione, le cui foglie non appassiscono e tutto quello che fa prospera.

Anche l’apostolo Giovanni scrive nella Terza Epistola di Giovanni 2:

“Carissimo, io prego che tu prosperi in ogni cosa e goda buona salute, come prospera la tua anima.”

Nel libro dei Proverbi 3:1-10 troviamo indicazioni molto pratiche per vivere nella benedizione di Dio: non dimenticare il Suo insegnamento, confidare in Lui con tutto il cuore, camminare nella bontà e nella verità e onorarlo con tutta la nostra vita.

Da questi insegnamenti emergono quattro principi fondamentali per una vita benedetta.

1. Ascoltare e mettere in pratica la Parola di Dio

La Scrittura ci esorta a non essere solo ascoltatori, ma praticanti della Parola. Come dice Lettera di Giacomo 1:22:

“Mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto.”

Gesù stesso afferma in Vangelo secondo Luca 6:47 che chi ascolta le sue parole e le mette in pratica è come un uomo che costruisce la casa su un fondamento solido.

2. Camminare nella verità e nell’integrità

La Scrittura ci invita a vivere uno stile di vita fondato su bontà, verità e integrità, affinché la nostra vita sia coerente davanti a Dio e agli uomini.

Nel Proverbi 3:3-4 leggiamo:

“Bontà e verità non ti abbandonino; legale al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; troverai così grazia e buon senso agli occhi di Dio e degli uomini.”

Camminare nella verità significa vivere con un cuore integro, senza doppiezza. È ciò che Dio chiese ad Abramo quando gli disse:

“Cammina alla mia presenza e sii integro.”
(Genesi 17:1)

La parola ebraica tradotta con “integro” è תָּמִים (tamim), che significa completo, integro, senza difetto. Questa stessa parola veniva usata nell’Antico Testamento per descrivere l’animale destinato al sacrificio, che doveva essere senza difetto.

Questo ci insegna che l’integrità riguarda prima di tutto la qualità del cuore davanti a Dio. Vivere con integrità significa avere una vita coerente, autentica e trasparente, dove ciò che siamo davanti a Dio è lo stesso che mostriamo agli uomini.

Quando verità e integrità guidano la nostra vita, troviamo grazia davanti a Dio e rispetto davanti agli uomini, perché il carattere trasformato diventa una testimonianza della presenza di Dio in noi.

3. Camminare nella fede

La Scrittura ci invita a confidare nel Signore con tutto il cuore e a non appoggiarci soltanto sul nostro ragionamento.

Come dice Proverbi 3:5-8:

“Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; riconoscilo in tutte le tue vie ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri.”

Camminare nella fede significa riconoscere Dio in ogni area della nostra vita e lasciare che sia Lui a guidare i nostri passi.

4. Onorare Dio con tutta la nostra vita

Dio ci chiama anche a onorarlo con ciò che siamo e con ciò che abbiamo, riconoscendo che Egli deve avere il primo posto sopra ogni bene materiale.

In Proverbi 3:9-10 leggiamo:

“Onora l’Eterno con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita;
i tuoi granai saranno ricolmi d’abbondanza e i tuoi tini traboccheranno di mosto.”

Onorare Dio significa riconoscere che tutto proviene da Lui e vivere con un cuore riconoscente, fiducioso e generoso. Non significa semplicemente dare qualcosa a Dio, ma riconoscere che Dio è al di sopra di tutto ciò che possediamo.

Un esempio potente lo troviamo nella vita di Abramo. Dio gli chiese di offrire Isacco, il figlio della promessa, ciò che per lui rappresentava tutto. Abramo fu pronto a offrirlo perché aveva compreso una verità fondamentale: Dio veniva prima della promessa stessa.

Dio sapeva già ciò che Abramo avrebbe fatto, ma quella prova servì ad Abramo per comprendere ancora più profondamente il suo cuore: egli amava Dio sopra ogni cosa e riconosceva che tutto dipendeva da Lui.

La vera ricchezza di Abramo non erano le benedizioni che possedeva, ma il fatto che conosceva il suo Dio. Aveva capito che tutto ciò che aveva proveniva dal Signore. Per questo non viveva trattenendo per sé e dando a Dio ciò che rimaneva; al contrario, riconosceva che Dio era il proprietario di tutto.

In un certo senso, Abramo non dava semplicemente la decima a Dio: era Dio che gli lasciava il novanta per vivere, mentre le primizie offerte al Signore diventavano occasione di benedizione e moltiplicazione.

Offrire le primizie significa proprio questo: non dare a Dio ciò che rimane, ma la parte migliore, il primo posto, il primo onore.

Gesù riassume tutto questo principio con parole semplici e potenti nel Vangelo secondo Matteo 6:33:

“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.”

La chiave del vero successo è quindi mettere Dio al centro della nostra vita: nel nostro ascolto, nella nostra fede, nel nostro carattere e nelle nostre scelte.

Dipendere dal Signore non è una limitazione, ma la strada verso la vera prosperità, la pace interiore e la gioia che il mondo non può dare. past Giuseppe

15-03-2026 Past. Giuseppe Mascari - Il principio di una vità benedetta
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14/03/2026

Ti aspettiamo , domani alle ore 10:00 Gospel Forum Tolentino Chiesa Cristiana Evangelica

08/03/2026

PORTO SICURO
Dobbiamo sapere che nella vita di un credente che decide di seguire Gesù è che saranno molte le situazioni e le occasioni che cercheranno di ostacolare questo cammino.

Per questo si parla di cammino di fede: il credente non procede affidandosi ai propri sensi fisici, come una nave che deve mantenere la rotta in mezzo a una tempesta senza punti di riferimento visibili.

Ciò a cui ci si può affidare sono le coordinate, la bussola e la mappa: nella vita spirituale, questi strumenti sono la Parola di Dio e la guida dello Spirito Santo.
2Corinzi 5:7 Camminiamo infatti per fede, e non per visione.
Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono;
Le tempeste del cammino
Durante questo percorso, le tempeste sono inevitabili: Salmi 34:19 Molte sono le afflizioni del giusto, ma l'Eterno lo libera da tutte. Giovanni 16:33 “Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi animo, io ho vinto il mondo.”
Queste possono essere
Interne: stati d’animo, dubbi, sensazioni negative, scoraggiamento ....ed e sterne: difficoltà, ostacoli, tribolazioni , le prove che sono condizioni sfavorevoli che incontriamo nella vita o che il nemico mette innanzi a noi , tutto questo alla fine affinchè possiamo affrontarle superare e andare avanti verso nuovi territori di crescita , non c'è avanzata senza opposizione d'affrontare e superare .
Gesù stesso le chiama tribolazioni, ma ci rassicura che tutte sono già state vinte. Ogni volta che decidiamo di credere, ci mettiamo in cammino: questo è il vero cammino di fede. 1Giovanni 5:4 Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
La fede in azione
Il cammino di fede inizia sempre con la Parola di Dio:
1. Ascoltare la Parola. è il primo passo dall'ascolto viene la fede come è scritto in Romani 10:17 , mantenendosi udendo
2. Credere in essa. è il secondo passo , come le gambe udire muove il primo passo , cosi credere è il secondo allineiamo l'altra gamba alla prima
3. Confessarla (termine greco: omologhō – dichiarare, riconoscere, accordarsi con la verità). è il movimento che ne completa la falcata , ecco che adiamo avanti nel cammino di fede , un movimento costante in accordo alla Parola di Dio .
agire nella fede, muoversi, camminare verso la direzione che Dio indica.
POSSIAMO DIRE CHE E’ ALLE VOLTE L'AVANZARE DEL CREDENTE PUO’ ESSERE COME UNA BARCA IN BALIA DELLE ACQUE, SULLE QUALI MUOVERSI ED ATTRAVERSARLE.
Nella Scrittura troviamo episodi significativi che illustrano questo , prendiamo ad esempio
Matteo 14:22 , l'evento riguarda l'episodio miracoloso successo dopo la moltiplicazione dei pani.

“Subito dopo Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, mentre egli avrebbe congedato la folla.”

Questo mostra che i discepoli non volevano necessariamente partire, ma Gesù li spinse fuori dalla loro zona di comfort.

Gesù li spingeva ad agire. Il termine greco usato è ἀναγκάζω (anankazō): •significa “forzare”, “spingere con autorità”, “obbligare”.

•Dio spesso agisce così: ci spinge fuori dalla zona di comfort, per farci crescere nella fede per portarci in un nuovo territorio, i discepoli stavano bene dopo questo evento incredibile , certamente erano anche soddisfatti e realizzati , erano stati attori di questo evento , ne avevano pure ricevuto ogni uno una grande ricompensa , ma l'opera di Dio va avanti e loro dovevano compierla ed una cosa che mi sento di dire ( Dio è imprevedibile come Egli si muove, ma mai impreparato) leggiamo:

22 Subito dopo Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo all'altra riva, mentre egli licenziava le f***e. 23 Dopo averle congedate, salì sul monte in disparte per pregare. E, fattosi sera, era là tutto solo. 24 La barca intanto si trovava al largo, in mezzo al mare, ed era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario. 25 Alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. 26 I discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!». E si misero a gridare dalla paura; 27 ma subito Gesù parlò loro, dicendo: «Rassicuratevi; sono io, non temete!». 28 E Pietro, rispondendogli disse: «Signore, se sei tu, comandami di ve**re da te sulle acque». 29 Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sulle acque, per ve**re da Gesù. 30 Ma, vedendo il vento forte, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò dicendo: «Signore, salvami!». 31 E subito Gesù stese la mano, lo prese e gli disse: «O uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32 Poi, quando salirono in barca, il vento si acquetò. 33 Allora quelli che erano nella barca vennero e l'adorarono, dicendo: «Veramente tu sei il Figlio di Dio!». 34 Poi, essendo passati all'altra riva, vennero nella regione di Gennesaret. 35 E gli uomini di quel luogo, avendolo riconosciuto, diffusero la notizia per tutta la regione circostante; e gli presentarono tutti i malati; 36 e lo pregarono che potessero toccare almeno il lembo della sua veste; e tutti quelli che lo toccarono furono perfettamente guariti.
“Alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso di loro camminando sul mare.”

Questo significa che:
•i discepoli erano nella tempesta da molte ore
•Gesù arrivò quando la notte stava finendo
•la quarta vigilia è il momento più buio e più stancante della notte
•ma è anche il momento più vicino all’alba

il momento in cui Dio interviene quando la prova sta per finire , lui ha tutto sotto controllo , quando sembra che le forze vengono meno , che la speranza si affievolisce ecco che Egli arriva nel modo più inaspettato , i discepoli non si aspettavano certamente qualcuno che spuntasse tra le onde tanto che credettero di stare per morire per aver visto un fantasma che secondo la superstizione preannunciava morte sicura . Il Suo intervento trasforma ogni cosa e traghetta alla fine i discepoli dall'altra riva in sicurezza adempiendo la Sua Parola , li c'è qualcosa di nuovo che Dio aveva preparato , un nuovo territorio nel quale portò guarigione e vita e gioia.
Salmo 30:5 “Il pianto può durare per una notte, ma al mattino viene il giubilo.”

I discepoli sperimentarono che ogni cosa che può succedere e succederà non può fermarci nel cammino che Dio ha preparato , La Parola per noi Romani 8:28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.
Dio vuole farci crescere nella fede. Anche quando le circostanze sono difficili, possiamo essere certi che:
•Tutto coopera al bene di chi ama Dio.
•La nostra parte è ascoltare, credere e camminare.
•La Sua parte è guidarci, spingerci e sostenere nel cammino.

LA NOSTRA CERTEZZA E PORTO SICURO È IL SUO AMORE DA CUI NESSUNO POTRÀ MAI SEPARARTI.

Come i discepoli, anche noi siamo chiamati a passare all’altra riva, fidandoci della Parola e camminando con fede, anche quando non vediamo punti di riferimento chiari. Romani 8:31 Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà l'afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? 36 Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, 39 né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà separarci
Dio ci benedica pst G

08-03-2026 Past. Giuseppe Mascari - Porto sicuro
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01/03/2026

La Stima della Grazia Il Valore dell’Eredità
Il Fondamento: La Consapevolezza del Valore
Avendo visto che Antico è ciò che ha valore e il vecchio è quello di cui dobbiamo sbarazzarci e che La restaurazione spirituale non è un processo automatico; nasce da una scelta di valore e stima.
L'apostolo Paolo ci offre il parametro massimo di questa "stima":
Filippesi 3:8: "Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo."
Stimare la Grazia significa considerare "spazzatura" (skubalon "da gettare ai cani" ) tutto ciò che compete con il valore di Cristo. Senza questa stima, la Grazia rimane un concetto teorico e non diventa potenza trasformatrice.
L'apostolo Paolo si riferiva a Saulo ed i suoi privilegi di nascita. La sua istruzione superiore. La sua reputazione di uomo "santo".
Cosi come Giuseppe, Mosè , Paolo avevano stimato perdere ogni cosa pur di guadagnare l’eccellenza di Cristo anche perchè Gesù Cristo ha perso ogni cosa pur di guadagnare noi .
La Chiamata e l'Elezione
Dio offre la Sua Grazia generosamente, ma la nostra risposta d ne determina l'efficacia nella propria vita.
Tito 2:11: La Grazia è apparsa a tutti, è un'offerta universale.
Matteo 22:14: "Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti."
L'elezione non è un favoritismo divino, ma la risposta di chi, tra i molti chiamati, riconosce il valore inestimabile della chiamata e decide di "onorarla".
Filippesi 2:13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito.
Ricordiamo a proposito un esempio da non seguire per non cadere nello stesso imperdonabile errore , Esaù: La Grazia Disprezzata
Esaù non è l'esempio di chi "sbaglia per debolezza", ma di chi disprezza per mancanza di stima e visione.
Il Diritto (L'Antico e il Futuro) , essere primogenito (Bekhorah)
Esaù possedeva la Primogenitura (Bekhorah), che nel linguaggio divino significa qualcosa di profondo nella Scrittura indica , ciò che è "primo" appartiene interamente a Dio.
La Bekhorah non è quindi solo un privilegio umano, ma il riconoscimento che la "testa" (l'inizio) di ogni cosa è sacra.
Questo termine è composto da queste lettere che hanno un significato
Bet (ב): La Casa / La Famiglia.
Kaph (כ): Il Palmo della mano / Coprire / Forza compressa.
Resh (ר): La Testa / Il Capo / L'Inizio.
Essere primogenito rigurdava tre aspetti fondanti
Sostanza: Doppia porzione di eredità.
Autorità: Benedizione patriarcale (Berakhah).
Destino: Essere l'anello della catena messianica.
anche se Esaù venne alla luce per primo con Giacobbe attaccato al suo tallone uscito per primo riceve la primogenitura di diritto , Esaù non visse mai nella stima di quanto aveva ricevuto , la sua vita è fuori la comunione del padre e la famiglia , Esaù vive "fuori", nei campi, legato all'istinto. Giacobbe vive nelle "tende", simbolo di chi custodisce la casa e la promessa.
Nel momento in cui dovette scegliere tra l'istintività e soddisfare il presente barattando tutto per la pietanza di lenticche rosse e la sua eredità e fonte di benedizione per la discendenza essendo il capo fece qualcosa di tremenfo che avrebbe segnato per sempre il suo destino fino alla scomparsa della sua generazione e popolo , gli Edomiti.
Genesi 25:34: "Esaù disprezzò la primogenitura."
Il termine "disprezzare Bazah " qui indica il dare poco valore vuoto senza peso .
Al contrario di kavod gloria peso , disprezzò la gloria furura ,
Esaù non ha perso la primogenitura perché gli è stata rubata, ma perché l'ha scambiata. Ha dato un valore eterno per un bisogno temporaneo (la fame). A differenza di Giacobbe che è un violento nel regno di Dio , come Gesù afferma , i violenti s'impadroniscono del regno , Giacobbe ha lottato per la benedizione e cosi fù , combatte con Dio fino a che non è benedetto , adesso di schiama Istraele , colui che combatte con Dio, divenedo il capo Resh (ר): La Testa / Il Capo / L'Inizio. Dando seguito alla promessa di Dio ed un destino alla sua discedenza , un popolo Israele dal quale il Cristo e venuto ed al quale ritornerà .
(Ebrei 12:16), Esaù viene definito "profano" (in greco bebēlos).
indica ciò che è calpestabile, una soglia che tutti possono calpestare.
Esaù ha reso "calpestabile" ciò che era sacro. Ha trattato la promessa di Dio come polvere della strada in cambio di un sollievo immediato.
E i "Piatti di Lenticchie" di oggi ?
In Cristo siamo Coeredi
Romani 8:17 E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati.
Abbiamo ricevuto un'eredità che non marcisce.
Eppure, il rischio di "vendere" questa posizione è quotidiano.
I nostri "piatti di lenticchie" potrebbero essere oggi , Il compromesso morale per un vantaggio rapido.
l'impulsività emotiva che distrugge anni di costruzione spirituale.
La frustrazione del momento che ci fa dubitare della fedeltà di Dio.
La Grazia è gratuita, ma non è a buon mercato. È costata il sangue di Cristo. Se non la stimiamo, la rendiamo vana
2Corinzi 6:1 ora, essendo suoi collaboratori, vi esortiamo a non ricevere invano la grazia di Dio,
Esaù piangerà amaramente, ma non troverà spazio per il pentimento riguardo al diritto perso. La restaurazione parte oggi dal chiederci: "Cosa sto considerando prezioso?"
Non barattare il tuo futuro eterno per un sollievo di mezz'ora. Non vendere la tua identità di figlio per l'approvazione di un mondo che passa.
Restaura la tua stima per la Grazia.
pst G.Mascari

01-03-2026 Past. Giuseppe Mascari - La stima della grazia, il valore dell'eredità
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01/03/2026

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26/01/2026
Agape 25-01-2026 Momenti di gioia vissuti nella semplicità e nell’amore fraterno.Come Gesù ha detto: «Da questo vi ricon...
25/01/2026

Agape 25-01-2026

Momenti di gioia vissuti nella semplicità e nell’amore fraterno.
Come Gesù ha detto: «Da questo vi riconosceranno: dall’amore che avrete gli uni per gli altri».
Non dai segni che compirete, non dalle opere eclatanti, ma dall’amore.
Perché l’amore è l’unico segno che non si può contraffare.

15/12/2025

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13/10/2025

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