30/08/2026
https://www.youtube.com/watch?v=vukT5WVr0H4 LA FEDE NEL NOME DI GESÙ (Buona lettura e meditazione)👈
Il Nome di Gesù non è una formula da pronunciare, ma esprime l'autorità della Persona che lo porta. Questa autorità viene esercitata mediante la fede, nell'unione con Cristo e nella sottomissione a Dio.
L'autorità nel Nome di Gesù: dall'uomo caduto a Cristo vittorioso
Per comprendere l'autorità del Nome di Gesù dobbiamo partire dalla Genesi.
Dio aveva affidato all'uomo una posizione di dominio sulla creazione:
Genesi 1:26
«Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio...»
L'uomo aveva quindi ricevuto da Dio una autorità delegata: non era un'autorità autonoma, ma un'autorità ricevuta dal Creatore e da esercitare sotto la Sua signoria.
Con la ribellione e il peccato, però, l'uomo p***e la sua comunione con Dio e venne sottoposto al dominio del peccato e della morte. L'autorità ricevuta da Dio non significava più per l'uomo una piena capacità di governare secondo la volontà del Creatore.
La Scrittura presenta inoltre Satana come colui che esercita una forma di dominio sul sistema decaduto. Gesù lo definisce «il principe di questo mondo» (Giovanni 12:31; 14:30; 16:11), mentre Paolo parla di Satana come «il dio di questo mondo» (2 Corinzi 4:4).
Questo diventa particolarmente evidente nella tentazione nel deserto.
Luca 4:5-7 racconta che Satana mostrò a Gesù i regni del mondo e disse:
«Io ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio.»
Satana cerca quindi di proporre a Gesù una via alternativa: ricevere il dominio senza passare attraverso la croce e senza obbedire al Padre.
Ma Gesù non cede.
E qui avviene qualcosa di fondamentale: dove Adamo aveva ceduto alla tentazione, Gesù rimane fedele.
Adamo, nel giardino, disobbedisce a Dio.
Gesù, nel deserto, obbedisce a Dio.
Adamo cede alla parola del tentatore.
Gesù risponde con la Parola di Dio.
Adamo fallisce nella sua responsabilità.
Gesù, il secondo Adamo, rimane perfettamente sottomesso al Padre.
Per questo Gesù può dire:
Matteo 28:18
«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra.»
Qui troviamo un principio fondamentale: l'autorità viene da Dio ed è affidata da Dio.
Gesù non presenta questa autorità come qualcosa che Egli si è attribuito autonomamente nella sua missione terrena. Dice:
«Mi è stato dato».
E colui che gliel'ha data è il Padre.
Naturalmente, questo non significa che il Figlio eterno fosse privo di autorità divina. Gesù è il Figlio eterno di Dio. Ma nella sua incarnazione, come uomo, Messia e Figlio dell'uomo, Egli riceve dal Padre l'autorità necessaria per compiere la missione di redenzione e ristabilire ciò che l'uomo aveva perduto.
Gesù è venuto quindi a riconquistare, attraverso la sua obbedienza, morte e risurrezione, ciò che l'uomo aveva perduto attraverso la disobbedienza.
E questa vittoria raggiunge il suo culmine nella croce e nella risurrezione.
Colossesi 2:15
«Ha spogliato i principati e le potestà, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.»
La vittoria di Cristo è quindi la vittoria dell'Uomo perfettamente sottomesso a Dio.
Ed è proprio questa autorità che Cristo, dopo la sua vittoria, affida ai suoi discepoli.
1. GESÙ HA RICEVUTO OGNI AUTORITÀ DAL PADRE
Gesù stesso dichiara:
Matteo 28:18
«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra.»
La parola utilizzata nel testo greco è ἐξουσία — exousía, che indica:
autorità;
potere legittimo;
diritto di agire;
facoltà;
potestà;
autorità delegata.
L'autorità di Gesù, nella sua missione messianica, procede dal Padre.
Lo stesso principio appare in:
Giovanni 5:27
«E gli ha dato autorità di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.»
E ancora:
Giovanni 17:2
«Poiché gli hai dato autorità sopra ogni carne, affinché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato.»
Quindi possiamo stabilire un primo principio:
L'autorità procede da Dio ed è affidata da Dio.
2. GESÙ HA DATO QUESTA AUTORITÀ AI SUOI DISCEPOLI
In Luca 10:19 troviamo una dichiarazione straordinaria:
«Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male.»
Il punto fondamentale è nelle parole:
«Io vi ho dato».
Non è un'autorità che la Chiesa possiede per propria natura.
È un'autorità ricevuta da Cristo.
E questo si collega direttamente al Nome.
Marco 16:17:
«Questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demòni...»
Non semplicemente pronunciando il nome «Gesù», ma operando nella fede e nell'autorità che quel Nome rappresenta.
Possiamo quindi vedere una sequenza:
Dio → affida autorità all'uomo nella creazione → l'uomo cade nella disobbedienza → Cristo, il vero Uomo, viene e rimane perfettamente sottomesso al Padre → Cristo vince Satana, il peccato e la morte → il Padre dà a Cristo ogni autorità → Cristo affida autorità ai suoi discepoli.
3. NON È LA PRONUNCIA DEL NOME A PRODURRE LA POTENZA
Questo è un punto molto importante.
Il Nome di Gesù non è una formula magica.
Non è la semplice pronuncia delle parole «nel nome di Gesù» a rendere efficace un'azione.
Lo vediamo chiaramente in Atti 19:13-16, quando alcuni esorcisti giudei tentano di usare il nome di Gesù senza appartenere realmente a Lui.
Dicono:
«Io vi scongiuro, per quel Gesù che Paolo annuncia.»
Ma lo spirito maligno risponde:
«Conosco Gesù, e so chi è Paolo; ma voi chi siete?»
Il problema non era la pronuncia corretta del Nome.
Mancava la relazione con Cristo e, quindi, mancava l'autorità ricevuta da Cristo.
Per questo Pietro, davanti all'uomo guarito, dichiara:
Atti 3:16
«Per la fede nel nome di Gesù quest'uomo... è stato guarito.»
Questa frase è fondamentale:
«Per la fede nel nome di Gesù».
Non semplicemente per la pronuncia del Nome.
4. IL NOME CONTIENE CIÒ CHE CRISTO È E RAPPRESENTA
Quando parliamo del Nome di Gesù, non stiamo parlando semplicemente di un suono.
Il Nome rappresenta:
la Persona;
l'autorità;
il carattere;
l'opera;
la vittoria;
la signoria di Cristo.
Filippesi 2:9-11 dice:
«Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome...»
E il risultato è:
«nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio...»
Perciò il credente non confida nella parola pronunciata.
Confida nella Persona che quel Nome rappresenta.
5. L'AUTORITÀ RICEVUTA DEVE ESSERE ESERCITATA NELLA SOTTOMISSIONE
Qui arriviamo a un principio fondamentale.
L'autorità delegata non significa indipendenza da colui che l'ha delegata.
Gesù stesso, pur avendo ricevuto ogni autorità, ha vissuto nella perfetta sottomissione al Padre.
Giovanni 5:30
«Io non posso far nulla da me stesso...»
E ancora:
Giovanni 6:38
«Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.»
Questo significa che l'autorità spirituale non è autonomia spirituale.
Gesù non ha mai usato l'autorità ricevuta dal Padre contro la volontà del Padre.
Al contrario, tutta la sua vita è stata caratterizzata dall'obbedienza.
Perciò possiamo stabilire questa sequenza:
Il Padre → dà autorità al Figlio → il Figlio, nella sua vittoria, riceve ogni autorità → il Figlio affida autorità ai suoi discepoli → la Chiesa esercita quell'autorità → ma sempre nella sottomissione a Cristo e alla volontà di Dio.
Questo principio è essenziale per comprendere correttamente l'autorità spirituale.
Non è:
«Io comando perché ho il Nome di Gesù».
È:
«Io sono sottomesso a Cristo e, nella fede in Lui, agisco nell'autorità che Egli mi ha affidato».
E questo ci protegge da un grave errore: trasformare il Nome di Gesù in uno strumento per ottenere ciò che vogliamo.
Il Nome non è al servizio della nostra volontà.
Noi siamo al servizio della Sua volontà.
Il Nome di Gesù non è una formula da pronunciare.
È un'autorità nella quale credere, sotto la quale sottomettersi e nella quale agire.
L'autorità non nasce dall'uomo.
Viene da Dio.
Il Padre ha dato autorità al Figlio.
Il Figlio ha ricevuto ogni autorità e, attraverso la sua vittoria, ha sconfitto il potere del nemico.
E il Figlio ha affidato ai suoi discepoli di operare nel Suo Nome.
Perciò, quando la Chiesa agisce nel Nome di Gesù, non sta usando una formula.
Sta dichiarando:
«Io appartengo a Cristo. Sono sottomesso a Cristo. Credo in Cristo. E agisco nell'autorità che Cristo mi ha affidato.»
Questa è la vera fede nel Nome di Gesù.
pst Giuseppe
30-08-2026 - Past.Giuseppe Mascari - Fede nel nome di GESU'
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