01/11/2021
Nel giorno di tutti i Santi un ricordo particolare per il Canonico don Luigi Crispolti.
Dal sito dbe.editricebibliografica.it
Luigi Crispolti nacque a Todi (Perugia) il 14 febbraio 1815. Dopo aver compiuto gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote l'8 settembre 1837 nella città natale, nella quale tornò definitivamente nel 1840, dopo aver concluso ulteriori studi svolti nella capitale. Mosso da un forte spirito pastorale, il C. cominciò a interessarsi dei problemi più acuti che interessavano i ceti meno abbienti, come il vagabondaggio, l'abbandono degli orfani e l'ignoranza diffusa tra i giovani.
In particolare il fenomeno delle fanciulle abbandonate a se stesse era uno dei più sentiti a Todi e per questo motivo il C., con l'incoraggiamento del vescovo e il sostegno del conte Francesco Francisci, del canonico Ottoni e di Carlo Benedetti, aprì il 9 dicembre 1841 un asilo di ca**tà per ragazze indigenti «per ricevervi le figlie del povero cresciute nell'ozio ed al delitto».
All'inizio, in una modesta casa, furono ospitate giovanette di circa dieci anni. Nel giro di qualche tempo il loro numero crebbe arrivando a circa 20-25 e per questo l'asilo fu trasferito nell'ex monastero delle agostiniane della SS. Trinità. Al suo interno venivano organizzati momenti di istruzione primaria (insegnamento della lettura), di istruzione religiosa (dottrina cristiana), di avviamento al lavoro (lavori domestici e sartoria) e veniva fornito un pasto quotidiano.
L'altra istituzione di tipo educativo e assistenziale creata dal C. fu l'orfanotrofio maschile, inaugurato a Todi il 15 agosto 1847, due anni dopo che il C. aveva dato vita alla Cassa di risparmio locale. Scopo principale dell'istituto, al quale erano ammessi giovani di età compresa tra i 14 e i 20 anni, era quello di insegnare un mestiere ai ragazzi abbandonati, in particolare nel campo artigianale, formando calzolai, sarti, fabbri e fabbricatori di sedie e di terrecotte. Al suo interno si insegnavano anche la lettura, la scrittura, l'aritmetica e la dottrina cristiana.
Al momento dell'Unità, il nuovo governo riconobbe i due istituti come Istituti «Crispolti» e deliberò lo stanziamento di appositi sussidi. Il religioso rifiutò, invece, la direzione di un nuovo asilo che le autorità del nuovo governo avevano progettato di aprire in città, dichiarandosi malato.
La successiva legislazione emanata dallo Stato in materia assistenziale creò non pochi dissapori tra il C. e l'amministrazione comunale di Todi, al punto che il religioso presentò un ricorso nel 1864 al Tribunale circondariale di Perugia allo scopo di riaffermarsi come «fondatore dell'asilo». La vertenza si concluse con l'affidamento dell'asilo delle povere fanciulle alla Congregazione nello stesso 1864 e quattro anni dopo venne approvato il nuovo statuto dell'asilo. Non scoraggiato, il canonico fondò, nel 1875, un secondo istituto femminile. Il C. morì nella città natale il 14 dicembre 1883.
[Luca Montecchi]
Fonti e bibliografia: alcune lettere di C. si conservano presso l'Archivio vescovile di Todi nella serie Luoghi Pii (1816-1861).
C. Pierantoni, L'arcidiacono d. Luigi Crispolti, apostolo della ca**tà. Discorso commemorativo, Todi, Tip. Tuderte, 1948; M. Rinaldi, Il padre dei poveri. Luigi Crispolti, 1815-1883, Perugia, Era Nuova, 1997; Id., Testimonianza della ca**tà: breve saggio teologico sull'opera sociale di Luigi Crispolti, Todi, Tip. Tuderte, 2006.