15/11/2024
13 novembre 1941 – La sera.
«Chi potrebbe impedirti di restare al mio fianco durante la mia agonia? Chi, se non tu stessa? Sei libera.
Vuoi darmela, questa libertà? Dimmi: “Non ho più libertà perché te l’ho donata”.
“Sì, mio Signore. Non hai tutte le chiavi di casa mia?”.
«Amo sentirtelo dire. Non avere paura di ripeterlo.
Vedi, se t’incateni con l’amore, non sentirai il freddo delle catene. L’amore rende tutto facile.
Vai dunque con gioia verso ciò che ti costa di più, poiché l’amore ti porterà.
È tempo che ci uniamo più strettamente: è già la sera della vita.
Che non manchi nulla ai preparativi della festa.
E se ci amiamo, perché non unirci? Ma tutto deve essere fatto nell’esultanza, che è una prova d’amore.
Con quale gioia interiore ho abbracciato la mia croce quando me la portarono.
La mia croce!…Da tanto tempo la desideravo…
Per voi e per ubbidire a mio Padre: era la vostra salvezza. Salvare il mondo! Sai che cosa ha significato per me? Oh! ringrazia, bambina mia.
Credi che molti abbiano pensato a ringraziarmi? Eppure, tutto fu completato nella corona dei dolori.
Loro non ci pensano. Non ci credono.
Tu che sei qui, stasera, nella nostra solitudine, dimmi, per consolarmi degli altri, le parole più delicate del tuo cuore. Sarà come un’esalazione di profumo. E dimenticherò gli ingrati, ascoltandoti… Voi avete su di me dei poteri che vi stupirebbero, se li conosceste. Miei cari piccoli… Quanto vi amo!…».