23/06/2019
SS. Corpo e Sangue di Cristo - Domenica 23 giugno
Il dono del pane giunge al termine di un giorno in cui la gloria di Dio si mostra con le guarigioni. Così il pane donato è il vero farmaco per il mondo malato. In quelle ceste avanzate sta la sovrabbondante misericordia del dono del Padre: il Figlio la cui vita è spezzata per farci entrare nel giorno che non muore. Nel pane che resta con noi, abbiamo il pegno della gloria futura quando vedremo Dio senza più il velo della materia.
“In quel tempo, Gesù prese a parlare alle f***e del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste”.
Per oggi Signore e solo per oggi, adoro la tua presenza reale nel pane spezzato e nel vino versato.