Antonio Attilio. Nell’agosto del 1566 ci fu un’invasione dei turchi che rasero al suolo la cittadina di Termoli. Il convento, che distava circa tre chilometri dall’abitato, fu risparmiato ma i frati credettero bene andar via. Erano passati solo 21 anni dalla fondazione. La chiesina portava il titolo di S. Maria a Lungo e attualmente è stata interamente restaurata.
1978 Il Nuovo convento
Il nuovo
convento dei Cappuccini in Termoli è stato voluto espressamente dal vescovo diocesano, mons. Pietro Santoro, estimatore dei Cappuccini. Il 1 maggio 1978 è stata posta la prima pietra. Il 14 aprile 1984 la Chiesa Parrocchia S. Francesco fu benedetta dal vescovo di Termoli-Larino mons. Francesco Ruppi. Arte: nella chiesetta antica troviamo un dipinto su tela raffigurante la Madonna della Vittoria, risalente certamente al periodo della fondazione del convento (1545), anche se i sopraggiunti rifacimenti fanno pensare ad un pittore dilettante della fine del 1700, che ha cercato di riunire vari elementi stilistici, specialmente della scuola veneta del 1500. Opere d’arte nella chiesa nuova
Mosaico absidale di 280 mq in ricordo dell’VIII Centenario della nascita di S. Francesco d’Assisi, realizzato direttamente in opera nel 1982 da P. Ugolino da Belluno, raffigurante un grande Crocifisso con S. Francesco contemplante e piangente da un lato e P. Pio inginocchiato ed orante dall’altro; sullo sfondo appaiono i tre Arcangeli (S. Michele è il protettore della Provincia cappuccina di Foggia). Pannello bronzeo, raffigurante Innocenzo III (il papa che approvò la Regola francescana) e Portale bronzeo con la vita di S. Francesco d’Assisi, opere della scultrice Rita Racchi, della Fonderia Marinelli di Agnone. L’Altare Maggiore, opera di Ciardi Amalia Dupré, è un blocco in cemento fuso con bassorilievi di vari soggetti (la Cena del Signore; Noè e il Patto di Alleanza con Dio, dopo che uscì dall’Arca; il sacrificio di Abramo). La Custodia, in rame sbalzato, è stata realizzata nelle officine meccaniche di Foggia, dall’artista D’Erma. Sulla volta del battistero v’è la vetrata policroma, raffigurante il simbolo della Trinità, mentre al di sopra dell’ingresso principale troviamo una Croce luminosa; sono lavori delle Vetrate Mellini di Firenze.