02/08/2026
Dalle Fonti Francescane:
Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e
nella contemplazione della chiesetta della Porziuncola presso Assisi, quando
improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare
il Cristo e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di
Angeli. Francesco adora in silenzio con la faccia a terra il suo Signore.
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di
Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero peccatore, ti prego che
a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, gli conceda ampio e
generoso pentimento, con una completa remissione di tutte le colpe”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di
maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera ma a patto
che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
E Francesco si presentò subito dal Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava
a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e
dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi l’indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma
anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: “Come, non vuoi
nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa
indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di
alcun documento, questa carta dev’essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e
gli angeli i testimoni”.
E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi d’Umbria, al popolo convenuto alla
Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.