08/09/2026
📌 Martedì 8 Settembre 2026
😇 Natività B.V. Maria (f); S. Sergio I; B. Federico Ozanam
🔹 23.a del Tempo Ordinario
📖 Mi 5,1-4 opp. Rm 8,28-30; Sal 12; Mt 1,1-16.18-23
🕯️ Gioisco pienamente nel Signore
🙏 PREGHIERA DEL MATTINO
Alla tua nascita, o Purissima, Gioacchino e Anna, figli di Abramo e di Sara, sono stati liberati dal disonore di una vita spirituale apparentemente sterile, divenendo la fonte di una nuova generazione di uomini e di donne. O Immacolata, Adamo ed Eva vedono levarsi l'alba dell'affrancamento dalla corruzione e dalla morte. Il tuo popolo, che festeggia questa nascita, liberato dal peso del peccato, grida verso di te: colei che era sterile ha messo al mondo la madre di Dio, nutrice della nostra vita. La tua nascita, o Madre di Dio, ha annunciato la gioia a tutto l'universo, poiché da te si è levato il Sole di giustizia, Cristo nostro Dio che, togliendo la maledizione e annientando la morte, ci ha donato la vita eterna.
⚜️ Meditazione sul Vangelo – Mt 1,1-16.18-23
🔸 Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Un’arida, fredda lista di nomi, per lo più oscuri, una interminabile, monotona catena di generazioni; una lunga storia, fatta di qualche grandezza e di tanta miseria; ma alla fine la luce, la grazia, il nome benedetto: Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Tutto era cominciato con lui, il padre dei credenti; Dio lo aveva chiamato ad uscire dalla sua patria e gli aveva promesso una terra nuova e una discendenza più numerosa delle stelle del cielo. La storia della speranza è cominciata… Passano giorni, mesi, anni, secoli. Nel frattempo si inseriscono nel lento zig-zag delle generazioni tre donne: un’aramea, Tamar; una cananea e quindi pagana, Racab, pr******ta di Gerico; e la giovane vedova moabita, Rut, che lascia la sua casa per condividere la sorte della suocera ebrea. Dunque la storia della salvezza si intreccia in modo inestricabile con i lutti, le cattiverie, le astuzie dell’uomo, ma anche con atteggiamenti gentili e gesti di bontà. Così si arriva a Davide, la pagina più luminosa, e poi alla catastrofe dell’esilio: il momento più oscuro e sofferto di tutta la storia. Ma ancora una volta Dio “scrive dritto sulle righe storte” del suo popolo, che risorge e si riprende. E così eccoci a Gesù. L’umanità, nel lungo, lento fluire del tempo, non è mai lasciata in balia del caso o degli eventi. E Dio non solo promette la liberazione, ma si compromette personalmente e fattivamente per il suo raggiungimento, guidando la storia con mano sapiente e provvidente fino al porto della salvezza. La genealogia di Gesù si conclude con la rottura dell’ultimo anello della catena delle generazioni; arrivati al nome di Giuseppe, l’evangelista abbandona lo schema costante dell’albero genealogico “x generò y”, per dire che Giuseppe era lo sposo di Maria “dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo”. Restava però da spiegare come Gesù può essere considerato discendente di Davide se è nato da Maria, ma non da Giuseppe, che era di stirpe davidica? Dio stesso, risponde l’evangelista, ha risolto il caso, dicendo a Giuseppe di accogliere nella sua casa Maria e di riconoscerne legalmente il figlio, assumendo quindi il compito di padre adottivo. Dunque Gesù è il figlio di Dio e insieme il figlio di Maria.