Parrocchia Santa Maria di Sovereto - Terlizzi

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La parrocchia Santa Maria di Sovereto, situata nel centro di Terlizzi, ridente cittadina pugliese della provincia di Bari, appartiene alla Diocesi di Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi. Sono ben 3360 gli abitanti di appartenenza secondo l'Archivio dell'Istituto Centrale per il sostentamento clero.

📌 Martedì 8 Settembre 2026😇 Natività B.V. Maria (f); S. Sergio I; B. Federico Ozanam🔹 23.a del Tempo Ordinario📖 Mi 5,1-4...
08/09/2026

📌 Martedì 8 Settembre 2026

😇 Natività B.V. Maria (f); S. Sergio I; B. Federico Ozanam

🔹 23.a del Tempo Ordinario

📖 Mi 5,1-4 opp. Rm 8,28-30; Sal 12; Mt 1,1-16.18-23

🕯️ Gioisco pienamente nel Signore

🙏 PREGHIERA DEL MATTINO

Alla tua nascita, o Purissima, Gioacchino e Anna, figli di Abramo e di Sara, sono stati liberati dal disonore di una vita spirituale apparentemente sterile, divenendo la fonte di una nuova generazione di uomini e di donne. O Immacolata, Adamo ed Eva vedono levarsi l'alba dell'affrancamento dalla corruzione e dalla morte. Il tuo popolo, che festeggia questa nascita, liberato dal peso del peccato, grida verso di te: colei che era sterile ha messo al mondo la madre di Dio, nutrice della nostra vita. La tua nascita, o Madre di Dio, ha annunciato la gioia a tutto l'universo, poiché da te si è levato il Sole di giustizia, Cristo nostro Dio che, togliendo la maledizione e annientando la morte, ci ha donato la vita eterna.

⚜️ Meditazione sul Vangelo – Mt 1,1-16.18-23

🔸 Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

Un’arida, fredda lista di nomi, per lo più oscuri, una interminabile, monotona catena di generazioni; una lunga storia, fatta di qualche grandezza e di tanta miseria; ma alla fine la luce, la grazia, il nome benedetto: Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Tutto era cominciato con lui, il padre dei credenti; Dio lo aveva chiamato ad uscire dalla sua patria e gli aveva promesso una terra nuova e una discendenza più numerosa delle stelle del cielo. La storia della speranza è cominciata… Passano giorni, mesi, anni, secoli. Nel frattempo si inseriscono nel lento zig-zag delle generazioni tre donne: un’aramea, Tamar; una cananea e quindi pagana, Racab, pr******ta di Gerico; e la giovane vedova moabita, Rut, che lascia la sua casa per condividere la sorte della suocera ebrea. Dunque la storia della salvezza si intreccia in modo inestricabile con i lutti, le cattiverie, le astuzie dell’uomo, ma anche con atteggiamenti gentili e gesti di bontà. Così si arriva a Davide, la pagina più luminosa, e poi alla catastrofe dell’esilio: il momento più oscuro e sofferto di tutta la storia. Ma ancora una volta Dio “scrive dritto sulle righe storte” del suo popolo, che risorge e si riprende. E così eccoci a Gesù. L’umanità, nel lungo, lento fluire del tempo, non è mai lasciata in balia del caso o degli eventi. E Dio non solo promette la liberazione, ma si compromette personalmente e fattivamente per il suo raggiungimento, guidando la storia con mano sapiente e provvidente fino al porto della salvezza. La genealogia di Gesù si conclude con la rottura dell’ultimo anello della catena delle generazioni; arrivati al nome di Giuseppe, l’evangelista abbandona lo schema costante dell’albero genealogico “x generò y”, per dire che Giuseppe era lo sposo di Maria “dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo”. Restava però da spiegare come Gesù può essere considerato discendente di Davide se è nato da Maria, ma non da Giuseppe, che era di stirpe davidica? Dio stesso, risponde l’evangelista, ha risolto il caso, dicendo a Giuseppe di accogliere nella sua casa Maria e di riconoscerne legalmente il figlio, assumendo quindi il compito di padre adottivo. Dunque Gesù è il figlio di Dio e insieme il figlio di Maria.

✨ SI RIPARTE…INSIEME A GESÙ! ✨📚Un nuovo anno scolastico sta per cominciare e vogliamo affidarlo al Signore!DOMENICA 13 S...
07/09/2026

✨ SI RIPARTE…INSIEME A GESÙ! ✨

📚Un nuovo anno scolastico sta per cominciare e vogliamo affidarlo al Signore!

DOMENICA 13 SETTEMBRE, durante la Santa Messa delle ore 10.30, tutti i bambini e i ragazzi sono invitati a portare con sé il proprio zaino e il materiale scolastico per ricevere una speciale BENEDIZIONE DEGLI ZAINI. 🙏🎒

Un gesto semplice, ma ricco di significato: mettiamo nelle mani di Gesù il nuovo cammino, le nostre giornate di studio, gli insegnanti, gli amici, le gioie e anche le difficoltà che incontreremo.

🌟 Con Gesù ogni cammino è più bello!
Iniziamo insieme l’anno scolastico 2026–2027, sotto la Sua protezione e con la Sua benedizione.

📌 DA DOMENICA 13 SETTEMBRE RIPRENDE LA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA DELLE ORE 12.00!

Un nuovo appuntamento domenicale per ritrovarci insieme attorno all’Eucaristia, cuore della nostra comunità.

📍 Parrocchia Santa Maria di Sovereto
🎒 Porta il tuo zaino.
🙏 Porta il tuo cuore.
❤️ Affidiamo tutto a Gesù.
Ti aspettiamo! 🌈✨

📌 Lunedì 7 Settembre 2026😇 S. Grato di Aosta; S. Regina; B. Giovanni B. Mazzucconi🔹 23.a del Tempo Ordinario📖 1Cor 5,1-8...
07/09/2026

📌 Lunedì 7 Settembre 2026

😇 S. Grato di Aosta; S. Regina; B. Giovanni B. Mazzucconi

🔹 23.a del Tempo Ordinario

📖 1Cor 5,1-8; Sal 5; Lc 6,6-11

🕯️ "Guidami, Signore, nella tua giustizia".

🙏 PREGHIERA DEL MATTINO

Signore, in questo nuovo giorno accogli le preghiere e le offerte di coloro che incontrano grossi ostacoli a causa del tuo nome. Essi annunciano, insegnano e pongono ogni sforzo in questa lotta per annunciare il vangelo. In loro agisca la tua potenza. Molti li respingono e vanno erranti, attratti da false dottrine, nella vanità dei loro ragionamenti e della loro misera ricerca. Concedi loro di incontrare te, il Redentore, perché ottengano il dono di una comprensione piena, perché possano toccare te, Cristo, "nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza".

⚜️ Meditazione sul Vangelo

Gesù sta insegnando nella Sinagoga in giorno di Sabato. Egli insegna, come sempre, con la forza della parola e con i gesti e i segni che pone. Gli scribi e i farisei, più che ad ascoltare gli insegnamenti di Cristo stanno ad osservare, quasi a spiare i suoi comportamenti per trovare qualche appiglio per poi accusarlo. Non è certamente questo il modo di porsi dinanzi al Signore. La sua parola va accolta con fede e gratitudine. È quasi consequenziale poi che neanche dinanzi al miracolo trovino motivo di comprensione e di conversione. L'invidia acceca e la cecità spirituale rilega nelle tenebre e sfocia in aperta avversione. Gesù legge nei loro pensieri e cerca ancora di gettare luce in quei cuori: “Alzati e mettiti nel mezzo!”, dice a quell'uomo. Con quel gesto vuole dire chiaramente che l'uomo va posto al centro di ogni interesse e al disopra di ogni altro calcolo, poi aggiunge: “Stendi la mano!” e la mano guarì. Purtroppo non segue l'ammirazione per l'accaduto, non segue la loro conversione e ancor mano la lode a Dio, ma “pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù”. S'intrecciano in questo episodio la cura amorevole del medico divino, l'attenzione che Cristo ha per ciascuno di noi e la rabbia degli scribi e dei farisei. È una storia che ha avuto e ha ancora il suo sèguito. Sono ancora tanti i seguaci degli scribi e dei farisei! Per fortuna sono ancora tanti coloro che fiduciosamente stendono le mani verso Cristo, tanti ad essere guariti, tanti a cantare la misericordia di Dio per i suoi prodigi di grazia e di amore.

📌 Domenica 6 Settembre 2026😇 S. Zaccaria pr.; S. Magno; S. Onesiforo🔹 23.a del Tempo Ordinario (anno A)📖 Ez 33,1.7-9; Sa...
06/09/2026

📌 Domenica 6 Settembre 2026

😇 S. Zaccaria pr.; S. Magno; S. Onesiforo

🔹 23.a del Tempo Ordinario (anno A)

📖 Ez 33,1.7-9; Sal 94; Rm 13,8-10; Mt 18,15-20

🕯️ "Ascoltate oggi la voce del Signore".

🙏 PREGHIERA DEL MATTINO
Concedi, o Dio onnipotente, che la venuta gloriosa del Salvatore lavi i nostri peccati e porti al tuo popolo consolazione e perdono. Amen.

⚜️ Meditazione sul Vangelo di Mt 18,15-20

🔸 Riuniti nel nome di Cristo.

Nell’odierna importante pagina del Vangelo di Matteo, Gesù fissa, nei più spinosi particolari, il modello della vita della comunità della Chiesa, di cui l’amore per la verità e la verità stessa attuata nell’amore sono le coordinate per il delicato, ma caritativamente indispensabile, impegno di correzione fraterna. Si forma così la comunione, che nasce esclusivamente dalla presenza di Cristo in mezzo a quelli che sono riuniti nel suo nome, e non dal semplice fatto di stare insieme.

Il Signore, vivo e vero, è presente nella comunità radunata nel suo nome, soprattutto durante la celebrazione dell’Eucaristia. Egli stesso ci insegna l’amore per Lui e per i fratelli: è un amore che non teme la verità, non fugge da ciò che difficile, ma cerca sempre il bene dell’altro. Solo amando così riusciremo a risolvere i possibili conflitti e le contese. Solo per questa via si riesce ad affrontare e vincere il peccato che ostacola e rischia di distruggere la comunione della fraternità, contagiandola con il proprio volto maligno ed egoistico. In realtà, la vera correzione fraterna è possibile solo a partire dall’amore incondizionato dell’altro che prevale sulle tentazioni di critiche malevole, di indurimenti dei cuori, di senso di scandalo e di condanna, o di reazioni violente. La correzione vuole guadagnare il fratello, ripescandolo per il suo bene e ristabilendo la comunione. Solo se i tentativi operosi di correzione non portano il frutto sperato, per coerenza alla verità e per la purificazione della comunione ecclesiale, il fratello sia trattato come il pagano e il pubblicano. Il che deve essere l’estrema prova medicinale, che nasce pur sempre dalla carità, affinché il fratello si ravveda dal male compiuto. Gesù sa che ci può essere necessità di togliere un membro malato dal corpo della comunità (la scomunica) per evitare il male maggiore e proteggere tutto il corpo, ma anche una tale pena conserva il valore pedagogico. Tutto ciò Gesù lo affida all’autorità della Chiesa, che può sciogliere e legare con la certezza, fondata in Cristo, di raggiungere la comunione con il cielo. Per questo motivo anche la Chiesa e ogni singolo fedele non possono smettere di pregare incessantemente, convinti di poter ottenere tutto, se riuniti nel suo nome.

📌Sabato 5 Settembre 2026😇S. Quinto; S. Bertino; S. Teresa di Calcutta🔹22.a del Tempo Ordinario📖1Cor 4,6b-15; Sal 144; Lc...
05/09/2026

📌Sabato 5 Settembre 2026

😇S. Quinto; S. Bertino; S. Teresa di Calcutta

🔹22.a del Tempo Ordinario

📖1Cor 4,6b-15; Sal 144; Lc 6,1-5

🕯"Il Signore è vicino a chiunque lo invoca".

🙏PREGHIERA DEL MATTINO

"Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo". Signore, rinnova la tua Chiesa con veri e propri "stolti a causa di Cristo", con uomini ebbri di te, che accettino di essere dati in spettacolo agli uomini e agli angeli. Mandaci gli apostoli degli ultimi tempi. Concedi a tutti quelli che hanno ricevuto l'incarico di apostoli nella Chiesa di diventare per il nostro tempo veri e propri imitatori di Paolo. Da' forza ai vescovi e, in particolare, a quelli che soffrono la fame e il freddo, la povertà, la violenza e la mancanza di libertà.

⚜️Meditazione sul Vangelo di Lc 6,1-5

🔸Gesù è il Signore del sabato.

Questi versetti del Vangelo di Luca sono inseriti nell’ampia polemica che i farisei intessono con Gesù. Fin dagli inizi della Sua missione, dopo aver ricevuto il Battesimo, Gesù ha rappresentato per i farisei uno scandalo, e puntualmente loro lo mettevano alla prova cercando di trovare un capo d’accusa. Anche oggi, l’episodio degli apostoli che colgono le spighe per mangiarle, è visto dai farisei come una trasgressione alla Legge del sabato, che vietava ogni lavoro, come poteva esserlo il cogliere delle spighe.

Quanta libertà respiriamo da questo brano evangelico! È facile immaginare la scena odierna come dipinta su una tela: è sabato, dopo una settimana intensa, il sole caldo e luminoso di un mese estivo, con le spighe alte e dorate, già mature. Un gruppetto di uomini con Gesù camminano in mezzo al campo e semplicemente hanno fame. Cosa più naturale se non il mangiare qualche chicco di quel bel grano per spegnere un po’ la fame? Forse quelli tra loro più osservanti, avranno pensato al riposo del sabato, ma l’evangelista non lascia cenno di alcun contrasto. Tutti sono contagiati dal clima sereno che Gesù trasmette. Dietro questo quadretto semplice c’è comunque una profondissima revisione che il Signore ci chiede. Con quali motivazioni agisci? Nelle cose che fai, nelle relazioni che vivi, quale motivazione sta dietro? L’esempio che Gesù trae dalla storia ci aiuta a capire quanto sia importante riconoscere la volontà di Dio sulla storia, sul nostro oggi, sul presente. Nell’imparare a discernere il Suo volere, che è un “volere il” nostro bene, la nostra salvezza, ci chiede di prescindere dal “già fatto”, dai giudizi, da un arido “dover fare”. E il senso delle cose, che Dio ci chiede di ritrovare, è l’amore nascosto nelle cose che facciamo, perché lì c’è la libertà che Gesù ci restituisce. Sant’Agostino può a ragione esclamare: “Ti viene imposto un breve precetto: Ama e fa’ ciò che vuoi. Se conservi il silenzio, conservalo per amore; se gridi, alza la voce per amore; se correggi qualcuno, correggilo per amore, se perdoni, perdona per amore. Abbi nel cuore la radice dell’amore, e da Questa radice non potrà procedere se non il bene” (Commento a 1Gv 7,8). Lo stesso amore che muove i passi di Gesù sia il nostro movente, sia appunto il senso di ogni nostro agire. Solo questa motivazione può dare senso alla nostra giornata e ridonarci libertà.

📌 Venerdì 4 Settembre 2026😇 S. Mosè pr.; S. Rosalia; B. Caterina Mattei🔹 22.a del Tempo Ordinario📖 1Cor 4,1-5; Sal 36; L...
04/09/2026

📌 Venerdì 4 Settembre 2026

😇 S. Mosè pr.; S. Rosalia; B. Caterina Mattei

🔹 22.a del Tempo Ordinario

📖 1Cor 4,1-5; Sal 36; Lc 5,33-39

🕯️ "La salvezza dei giusti viene dal Signore".

🙏 PREGHIERA DEL MATTINO

Signore, padrone della messe, sposo delle nozze, tu inebri i tuoi invitati perché i tuoi moti d'amore sono migliori del vino. Noi ci inginocchiamo di fronte alla tua maestà. Primogenito di tutte le creature, primizia dei risorti dai morti, tua è la priorità in ogni cosa. Vero uomo e amico degli uomini, amante della loro anima e vero Dio tornato nella gloria del Padre, noi ci avviciniamo a te con la familiarità amorosa degli amici dello Sposo il cui solo timore è quello di essere separati da lui.

⚜️ Meditazione sul Vangelo di Lc 5,33-39

🔸 Il velo strappato e il vino versato.

Gesù è a tavola in casa di Levi insieme ai discepoli e a molti pubblicani. I farisei e gli scribi dapprima rivolgono domande sul perché di quell’intrattenersi a mensa con pubblicani e peccatori, e poi osservano polemicamente che i discepoli di Giovanni e dei farisei digiunano e fanno preghiere; i discepoli di Gesù, invece, mangiano e bevono. Gesù fa emergere il vero nodo dell’incomprensione e della controversia: non si tratta del digiuno in quanto tale, ma di capire il tempo che si sta vivendo e di cosa sia segno quel pasto. È il tempo della festa, poiché lo sposo è presente e gli invitati gioiscono, sedendo al banchetto nuziale. Quel pasto è diventato segno della comunione fra l’uomo e Dio ormai presente, e anticipazione di ciò che si compirà definitivamente nella morte e risurrezione di Gesù.

Gesù usa due immagini prese dalla vita quotidiana per spiegare il mistero della comunione umano-divina. Due altri testi dell’evangelista Luca ci aiutano a penetrare maggiormente il senso di quel vestito strappato e di quel vino nuovo versato. Gesù è in croce e sta per morire e il velo del tempio si strappa (Lc 23,45). Il velo del santuario separava il Santo dei Santi dal resto; lì poteva entrare solo il sommo sacerdote una volta l’anno, per offrire a Dio il sacrificio per l’espiazione dei peccati. Nel momento in cui Gesù muore, esso si strappa: ogni peccato è perdonato e salvato, non c’è più bisogno di sacrifici, digiuni e offerte per il perdono: chi si nutre della carne e del sangue del Figlio nel pane e nel vino gode della comunione con Dio. Il verbo versare ci porta di nuovo a Gerusalemme, ma nel giorno di Pentecoste: Pietro, rivolgendosi ai presenti fa sue le parole della profezia di Gioele: «Io effonderò il mio spirito sopra ogni persona» (At 2,17: letteralmente “verserò fuori dal mio Spirito su ogni carne”). Sulla croce Gesù versa su ogni carne il “vino nuovo”, il suo Spirito che dà la vita, e si perdono così “vino e otri”. Gesù perde la vita, ma il peccato, la morte e la mentalità ad essi legati sono feriti e perduti per sempre. Anche in noi qualcosa si deve lacerare per lasciar spazio alla novità portata dall’annuncio del Vangelo, e per far sì che il “vino nuovo” dello Spirito contenuto in esso e nel Pane e nel Vino possa riempirci e scorrere liberamente in noi. Una lacerazione si deve compiere nel rapporto che viviamo con noi stessi e con Dio: veniamo strappati dal nostro attaccamento a noi stessi, alle nostre idee su Dio e al tentativo di raggiungerlo con le nostre forze per collocarlo dentro al nostro ragionamento, all’illusione di poterci procurare salvezza con le nostre mani. Il “vino nuovo”, invece, ci è donato dall’alto e noi possiamo solo consentirgli di spaccare le nostre durezze e chiusure interiori perché trovi posto una nuova vita e una nuova relazione con Dio e con noi stessi. Il digiuno diventa, così, luogo ed espressione dell’attesa. Digiuna, cioè si priva di qualcosa, solo chi vive nell’attesa di Colui che torna e non vuole occuparne il posto con altro.

📌 Giovedì 3 Settembre 2026😇 S. Gregorio Magno (m); S. Febe; B. Guala🔹 22.a del Tempo Ordinario📖 1Cor 3,18-23; Sal 23; Lc...
03/09/2026

📌 Giovedì 3 Settembre 2026

😇 S. Gregorio Magno (m); S. Febe; B. Guala

🔹 22.a del Tempo Ordinario

📖 1Cor 3,18-23; Sal 23; Lc 5,1-11

🕯️ "Del Signore è la terra e quanto contiene".

🙏 PREGHIERA DEL MATTINO

Tu manifesti la tua gloria e la tua potenza e Simon Pietro esclama: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore". La tua luce risplende, non per schiacciarci e spingerci di nuovo verso le tenebre, ma per trasfigurarci con te. La tua risposta al primo degli apostoli significa: non guardare te stesso, poiché, se è vero che tu sei indegno, non c'è nessuno che non lo sia. Non guardare la tua miseria: volgi invece a me il tuo sguardo e io ti farò pescatore di uomini. Le reti sono nelle nostre mani: fa' che distogliamo lo sguardo da noi stessi perché tu possa mostrarci l'immensità del compito da svolgere.

⚜️ Meditazione sul Vangelo – Lc 5,1-11

🔸 Sulla tua parola, getterò le reti.

Per il terzo evangelista Gesù è innanzi tutto un maestro; solo, Egli va da una città all’altra, predica e compie miracoli. Insegna nelle sinagoghe e la sua fama si diffonde dappertutto. A differenza di tutti gli altri maestri, nel momento in cui decide di riunire intorno a Sé una comunità discepolare, è Lui che chiama. Nessuno può seguirlo di sua volontà. Solo l’autorevolezza della sua Parola e della sua chiamata possono far aggregare un gruppo intorno a Lui. Non soltanto maestro e fondatore di comunità, Gesù è anche un taumaturgo e ha il potere di compiere miracoli. La sua straordinaria autorevolezza non viene dall’una o dall’altra di queste sue possibilità, ma dall’insieme di esse, dalla sua capacità di unificare in sé la sua dottrina e le sue opere e di farne un unico messaggio di salvezza. Con questo breve racconto Luca riesce a presentare alla sua chiesa la figura del Messia salvatore che le dona la parola di Dio. Seduto nella barca, separato dalla folla, il maestro si presenta in tutta la sua maestà come il Signore glorioso che rivolge la sua Parola alla comunità dei suoi discepoli. Il riferimento alla barca di Simone anticipa la missione del primo discepolo e prefigura così la chiesa, come la pesca abbondante prefigura la diffusione di essa tra i popoli pagani. Alla straordinaria forza di Cristo corrisponde la forza diffusiva della Chiesa. L’invito a prendere il largo da parte di Gesù si scontra inevitabilmente con le resistenze del discepolo. Non può essere che cosi, non soltanto a causa della pochezza umana, ma anche perché le misure della missione della chiesa non sono stabilite a partire da calcoli umani. La buona volontà dei discepoli si scontra – è vero – con ostacoli che fanno perdere ogni speranza, ma la forza della fede non riposa in nient’altro che nella sua Parola, nel suo vangelo.

📌 Appuntamenti in Parrocchia...⚜️ Primo Mercoledì di mese in onore di Maria Santissima del Monte Carmelo.Oggi, mercoledì...
02/09/2026

📌 Appuntamenti in Parrocchia...

⚜️ Primo Mercoledì di mese in onore di Maria Santissima del Monte Carmelo.

Oggi, mercoledì 2 settembre, primo mercoledì del mese dedicato alla Madonna del Carmine, riprendiamo il nostro cammino dopo la pausa estiva.

Ripartiamo da Maria, dalla preghiera, dall’Eucaristia e dalla fraternità, affidando a Lei il nuovo mese e tutto ciò che portiamo nel cuore.

📿 Ore 18:45 – Coroncina alla Divina Misericordia

📿 Ore 19:00 – Santo Rosario e Litanie Carmelitane

⛪ Ore 19:30 – Santa Messa in onore della Madonna del Carmine

🤝 Ore 20:10 – Incontro di formazione comunitaria per la fraternità OCDS e l’Associazione Santa Maria del Monte Carmelo

🟫 Indossiamo il Santo Scapolare, segno della nostra appartenenza e del nostro affidamento alla Vergine del Carmelo.

🔥 Maria ci attende!
Ripartiamo con Lei, perché ogni nuovo inizio diventi un passo più vicino a Cristo.

Madonna del Carmine, resta con noi, guidaci e coprici con il tuo manto di misericordia!

📌 Mercoledì 2 Settembre 2026😇 S. Elpidio; Ss. Alberto e Vito; S. Zenone🔹 22.a del Tempo Ordinario📖 1Cor 3,1-9; Sal 32; L...
02/09/2026

📌 Mercoledì 2 Settembre 2026

😇 S. Elpidio; Ss. Alberto e Vito; S. Zenone

🔹 22.a del Tempo Ordinario

📖 1Cor 3,1-9; Sal 32; Lc 4,38-44

🕯️ "Beato il popolo scelto dal Signore".

🙏 PREGHIERA DEL MATTINO

"Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto". Hai passato tutta la notte a guarire, a dare conforto, a cacciare il demonio e vuoi ritirarti come se la tua umanità fosse stanca di questo lavoro di ri-creazione. E questo per riprendere forza, come si pensa spesso? Proprio come quando noi facciamo un ritiro per riprendere forza spirituale. Tu ti ritiri innanzi tutto per rendere a Dio la gloria che gli è dovuta. Tu fai salire al Padre, come ringraziamento, tutta la grazia manifestata nelle opere di misericordia, tutte le lodi del popolo guarito. La tua vita non è forse un'Eucaristia?

⚜️ Meditazione sul Vangelo – Lc 4,38-44

Il mondo in cui viviamo non è un mondo profano. È un mondo che noi riusciamo molto bene a profanare, ma esso è uscito dalle mani di Dio, è amato da Dio. Il valore che Dio gli attribuisce è la vita e la morte del suo unico Figlio. La preghiera manifesta la nostra conoscenza di questo avvenimento, e la scoperta del fatto che tutto agli occhi di Dio ha un valore sacro e diventa prezioso, e quindi è amato. Non pregare è lasciare Dio fuori dell’esistenza, e non soltanto Dio, ma tutto ciò che Egli significa nel mondo creato da Lui e nel quale noi viviamo. Ci sembra talvolta che sia difficile coordinare la vita e la preghiera. Crediamo che vivere significhi agitarsi e che la preghiera consista nel ritirarsi in un luogo appartato e dimenticare tutto del nostro prossimo e della nostra situazione umana. È falso; così si calunnia la vita e si calunnia la stessa preghiera. Se vogliamo imparare a pregare, dobbiamo anzitutto farci solidali della realtà totale dell’uomo, del suo destino e del mondo intero e assumerlo totalmente. È questo fatto essenziale che Dio compì nell’incarnazione, l’aspetto totale di ciò che noi chiamiamo l’intercessione. Di solito pensiamo che l’intercessione consista nel ricordare cortesemente a Dio quello che ha dimenticato di fare. In realtà l’intercessione consista nel fare un passo che ci porta al centro di una situazione tragica, un passo che ha la stessa qualità del passo di Cristo divenuto uomo una volta per sempre. Ebbene, la preghiera nasce da due sorgenti: dalla meraviglia che proviamo di fronte a Dio e alle cose di Dio (il nostro prossimo o il mondo che ci circonda), oppure dal senso del tragico, il nostro tragico e soprattutto quello degli altri. Allora tutto diviene facile: nella meraviglia preghiamo facilmente come facilmente preghiamo se siamo afferrati dal senso della tragedia. Allora la vita e la preghiera diventano una cosa sola.

📌 1 Settembre 2026🔹 Martedì – 22.a Tempo Ordinario⚜️ Meditazione sul Vangelo di Lc 4,31-37🔸 “Taci, esci da costui”.Gesù ...
01/09/2026

📌 1 Settembre 2026

🔹 Martedì – 22.a Tempo Ordinario

⚜️ Meditazione sul Vangelo di Lc 4,31-37

🔸 “Taci, esci da costui”.

Gesù è venuto a “rovinare” il demonio immondo. E la sua Parola e la sua opera rappresentano l’annuncio gioioso della salvezza: sono cioè il segno che in Lui si avvera la figura del Messia e la vittoria sul male, a cominciare da chi lo personifica più concretamente: satana. Il vertice di questa vittoria sarà raggiunto sulla croce e nella risurrezione. Siamo anche noi, a cominciare dal battesimo, inseriti nella vittoria di Gesù. Purtroppo, però, possiamo acconsentire ancora alla presenza dello spirito del male; vuol dire che ci sottraiamo alla vittoria pasquale di Cristo. Ogni peccato è come un richiamare e fare spazio al demonio.

L’evangelista Luca presenta Gesù quale maestro e, insieme, annota l’enorme impressione che egli suscita nella gente. L’evangelista dice che essi erano stupiti del suo insegnamento: “perché la Sua Parola era pronunciata con autorità” e alla fine, evidenzia ancora il suo interesse per la Parola, facendo dire alla gente: “Che Parola è mai questa? Con autorità e potenza comanda agli spiriti impuri e questi escono”, meglio sarebbe dire: fuggono! In Luca non si distingue tra insegnamento e cacciata dello spirito impuro, le due attività, infatti, si intrecciano e, con evidenza, appare come la Parola di Gesù si faccia evento, ed evento di salvezza, perché è liberazione dalla radicalità del male, anzi, da colui che detiene il potere del male, il demonio. La liberazione che Gesù porta è veramente perfetta. C’era, infatti, un uomo nella sinagoga, che aveva lo spirito di un demonio impuro, il quale reagisce con violenza alla Parola di Gesù: “Che abbiamo a che fare con te Gesù nazareno? Sei venuto a rovinarci? So chi sei: il Santo di Dio”. Si dà subito per vinto. A Gesù, infatti, basta un comando in tono di minaccia per dominarlo, gli dice: “Taci ed esci da costui!”. Quanto segue rivela la potenza liberatrice di Gesù. Il demonio getta quell’uomo in mezzo all’assemblea e se ne esce “senza fargli alcun male”. Dove c’è Gesù non ci può essere il demonio e dove non c’è il demonio non ci può essere alcun male: tutto è salvezza. E questo, non perché Gesù si sia presentato in qualità di esorcista, ma unicamente perché è il Santo di Dio, che allontana da sé tutto quanto è impuro, nel senso più vasto del termine, cioè quanto non dice relazione a Dio. L’insegnamento è chiaro: chi accoglie la Parola di Gesù è una persona libera e salva.

Indirizzo

Via Sarcone 2
Terlizzi
70038

Sito Web

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