Adorazione Eucaristica chiesa Sant’Ignazio Terlizzi

Adorazione Eucaristica chiesa Sant’Ignazio Terlizzi Pagina per diffondere l'Adorazione quotidiana presso la chiesa di sant'Ignazio a Terlizzi d'accordo col presbiterio cittadino e per volontà del vescovo.

In questo periodo l'adorazione è dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.00

23/03/2024

Domani Domenica delle Palme Benedizione rami di ulivo, di Palma e altre piante o fiori alle ore 9.00 davanti alla chiesa del Cemeterio

26/10/2023

Il 1 novembre celebrazione presso il nostro civico Camposanto per tutti i defunti presieduta dal nostro Vescovo don Domenico Cornacchia

05/09/2023
05/09/2023

https://unedi.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/32/2023/06/05/Messaggio-Papa-creato-2023-DEF.pdf

Stiamo vivendo il tempo del creato che va dal 1 settembre al 4 ottobre. Questa preghiera fa parte della veglia proposta con la preghiera per la custodia del creato

IMPEGNO DI CONVERSIONE
Ricomincio
dall’umiltà della terra in primavera
quando si riapre dopo il duro inverno,
dalla spontaneità dei fiori
quando sbocciano dai binari,
dal tener tesa la mano come un ramo alla pioggia.
Ricomincio
dalla gioia di un bambino
che da sola illumina il mondo,
dalla pazienza di un vecchio
mentre guarda il suo tramonto,
dalla bellezza di ogni uomo
quando offre la sua fragilità.
Ricomincio
togliendo le serrature dalle porte, le porte dai cardini
perché lo spirito passi e mi trovi pronto
ad accogliere il suo soffio di vita.

Ricomincio
con la libertà del viandante
che si affida al nuovo dei suoi passi.
Partendo adesso, potrei portare
la primavera alla tua festa.
(Luigi Verdi)

11/10/2022

Il 1 novembre alle ore 9,00 presso il nostro Camposanto di Terlizzi sarà presente il Vescovo della nostra Diocesi per la Celebrazione Eucaristica. Invito tutti a partecipare nella preghiera ai propri cari e non solo🙏🙏🙏

Alcuni giorni fa ho potuto condividere l'inaugurazione del parco intitolato a Renata Fonte presso il Centro Sociale Sacr...
22/09/2022

Alcuni giorni fa ho potuto condividere l'inaugurazione del parco intitolato a Renata Fonte presso il Centro Sociale Sacro Cuore. Ho parlato del Messaggio del papa Ascolta la voce del creato che siamo chiamati a riprendere nel tempo del creato (1 settembre - 4 ottobre).

Il Tempo del Creato è un tempo per rinnovare la nostra relazione con il nostro Creatore e tutta la creazione attraverso la celebrazione, la conversione e l'impegno. È una stagione ecumenica annuale in cui preghiamo e agiamo insieme come una famiglia cristiana per la nostra casa comune.

Quest'anno il Tempo del Creato si svolge durante il primo anno del cammino sinodale proprio sul tema dell’ascolto e prima di due importanti vertici delle Nazioni Unite: la Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiversità in Cina (COP 15), dove i leader mondiali avranno l'opportunità di fissare obiettivi significativi e solidi per proteggere la nostra casa comune e la 27esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP27) a novembre in Egitto.

Stiamo vivendo il Tempo del Creato (1 settembre - 4 ottobre). Il papa ogni anno pubblica un messaggio per la giornata di...
16/09/2022

Stiamo vivendo il Tempo del Creato (1 settembre - 4 ottobre). Il papa ogni anno pubblica un messaggio per la giornata di preghiera e per questo tempo particolare. Quest'anno il messaggio è: Ascolta la voce del creato

Pubblichiamo di seguito il Messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del Creato (1° settembre 2022). Cari fratelli e sorelle! “Ascolta la voce del creato” è il tema e l’invito del Tempo del Creato di quest’anno. Il periodo ecumenico inizia il...

16/09/2022

Significativo in questi tempi di incertezza del presente che si parli di teologia del futuro sulle spalle dei giganti del passato. Agli autori è stato chiesto di presentare chi sia il proprio gigante del passato.

M. Perroni, B. Salvarani (a cura di), Guardare alla teologia del futuro
Dalle spalle dei nostri giganti
Domenico Segna
I curatori del volume hanno interpellato studiosi e teologi ai quali è stato chiesto di presentare il loro specifico «gigante» di riferimento, facendo risuonare – sulla falsariga di quanto sulle sue pagine Il Regno fa dal n. 16 del 2020 per i grandi che hanno lasciato la propria impronta nel panorama del postconcilio – il celebre aforisma reso noto da Giovanni di Salisbury.

Claudiana, Torino 2022, pp. 304, € 24,00.

Dopo Rahner, Tillich, Barth, Bonhoeffer e altri autori ancora che hanno caratterizzato profondamente il pensiero teologico del Novecento, al di là delle singole confessioni di fede, il futuro della teologia cristiana è possibile solo stando sulle spalle di altri giganti, certamente meno «ingombranti» dei nomi citati, ma dei quali non si può fare a meno se non scontando un forte deficit culturale. I curatori del volume hanno interpellato studiosi e teologi ai quali è stato chiesto di presentare il loro specifico «gigante» di riferimento, facendo risuonare – sulla falsariga di quanto sulle sue pagine Il Regno fa dal n. 16 del 2020 per i grandi che hanno lasciato la propria impronta nel panorama del postconcilio – il celebre aforisma reso noto da Giovanni di Salisbury.

Senza dubbio, ciò di cui non si ha bisogno è di una situazione stagnante: immobilismo e clericalismo – come acutamente avverte Perroni nel suo intervento introduttivo – sono le due gambe che da sempre caratterizzano la Chiesa di Roma nei momenti di grande transizione epocale, rivelando in tal modo una sfiducia nella forza dello Spirito che, com’è noto, soffia dove vuole. D’altronde, con l’avvento della Parola vivente è mai possibile vivere senza crisi?

Crisi, dunque, come portato del cristianesimo che mostra tutto il suo valore e la sua verità di fede solo se la si attraversa sino in fondo, in attesa della venuta del Regno. Unicamente in questa maniera i cristiani, e a maggior ragione tutti coloro che approfondiscono le Scritture elaborando nuove traiettorie teologiche, possono rompere gli spazi angusti sempre più culturalmente asfittici di una Chiesa racchiusa in se stessa, per aprirsi alla vita di tutti e di ciascuno; come insegna la costituzione Gaudium et spes.

Il panorama teologico degli ultimi decenni, pertanto, al di là degli steccati ecclesiologici, ha manifestato e manifesta tuttora una notevole vitalità. Un panorama che, liberandosi dalle sterili quanto inutili guerre di posizione, si è inoltrato in quella complessità data dal pluralismo dei saperi e dei pensieri, resa ancor più eterogenea dal processo di secolarizzazione e di de-secolarizzazione variamente e inestricabilmente intrecciati tra di loro a cui assistiamo ogni giorno nella nostra quotidianità contraddistinta dalla questione ambientale, sempre più tragicamente evidente, e dalla trasformazione digitale, sempre più veloce e invasiva, oltreché da un orizzonte geopolitico planetario reso ancora più tragico da sciagurate scelte belliche.

In questa congiuntura storica, la ricerca teologica ha saputo reagire non solo dialogando con altri campi del sapere, a iniziare da quello scientifico, ma ha accolto il gu**to della sfida proveniente dallo stravolgimento di consolidati schemi mentali, di ripensamenti radicali che comportano la volontà di ricostruire un’umanità che vive nell’età dell’antropocene: le utopie, con il loro preponderante ritorno dopo anni di oblio, le profezie, le idealità ma anche il pragmatismo la caratterizzano, dandole un volto ancora tutto da scoprire.

Da un dato bisogna in ogni caso partire: in questi ultimi cinquant’anni anche le seriose aule delle facoltà teologiche hanno dovuto mutare registro, se non altro perché le grandi personalità teologiche del «secolo breve» sono venute a poco a poco a mancare, avendo, al contempo, la consapevolezza che la loro eredità culturale e di fede, così intrinsecamente intrecciata con l’entusiasmo suscitato dall’annuncio del concilio Vaticano II, ma anche con le resistenze incontrate per realizzare i suoi documenti e ancor di più per mantenere il suo spirito, è a dir poco immensa.

I teologi, le teologhe più sensibili, i cui paradigmi sono descritti nel volume in modo divulgativo, erano perfettamente coscienti che per proiettarsi nel futuro è opportuno avere salde radici nel passato. La traditio non significa necessariamente stanca ripetizione di formule imparate a memoria, quanto piuttosto un inesauribile portato storico che si anima se scoperto e pensato in termini nuovi, ed è la conditio sine qua non affinché possa esserci un robusto lavoro teologico.

I nomi prescelti potranno essere più o meno noti; tutti, però, costituiscono una ricchezza per chi vuole raccogliere il loro testimone. Due eccezioni potranno suscitare meraviglia, due nomi di storici i cui studi sono imprescindibili per chiunque si accosti alla teologia: Giuseppe Alberigo e Paolo Prodi.

Anche per questo il lavoro curato da Marinella Perroni e Brunetto Salvarani è ancor più incisivo: come scrive nella Postfazione Cristina Simonelli, «la forma collettiva» assume altrettanto rilievo di quanto ogni singolo autore ha raccolto in una «sola gigantesca figura, ma il risultato è un popolo, è un coro, è una moltitudine. Se ne percepiscono i passi, le voci, i contrasti, le attese». Passi, voci, contrasti, attese che sono anche nostri.



Domenico Segna

10/06/2022

Da una ricerca sul significato della parola referèndum (s. m. [propr. lat. mod., gerundivo neutro sostantivato del verbo referre «riferire», dalla locuz. ad referendum «(convocazione) per riferire») essa è spiegata nell'Enciclopedia Treccani come "Istituto giuridico per il quale, in senso lato, è consentita o richiesta al corpo elettorale una decisione su singole questioni; in senso più ristretto, pronuncia popolare, autorizzata dalla legge e nei modi da questa previsti, su un atto normativo".
A titolo di completezza aggiungo sempre quanto riportato nella pregiata enciclopedia che "secondo la materia si distinguono il r. istituzionale, il r. legislativo, il r. d’indirizzo politico (su atti del potere esecutivo centrale o locale) e il r. sanzionatorio (per revocare rappresentanti del popolo o funzionarî); secondo l’efficacia il r. autonomo e il r. parte di un procedimento; secondo la natura il r. obbligatorio e il r. facoltativo. Nell’attuale ordinamento italiano sono previste due forme di referendum (a parte il r. istituzionale del 2 giugno 1946 dal quale è nata la Repubblica Italiana): il r. sulle leggi costituzionali o r. costituzionale, esperibile solo se la legge costituzionale non abbia avuto l’approvazione dei due terzi del parlamento; il r. sulle leggi ordinarie o r. legislativo, cui si può ricorrere per l’abrogazione (r. abrogativo) totale o parziale di determinate leggi ordinarie (o di altri atti aventi valore di legge) quando lo richiedano almeno cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali; sono inoltre previsti referendum regionali su leggi e provvedimenti amministrativi delle regioni, in conformità ai singoli statuti".
Il referendum del 12 giugno 2022 può essere definito costituzionale o legislativo. Dal momento che a mio parere l'abrogazione o meno di leggi riguardanti la giustizia difficilmente può essere definita da tutto il popolo in quanto avente diritto al voto, sarà una realtà di mediazione tra la base e il potere legislativo, esecutivo e giudiziario, come una "costituente", a definire i termini delle leggi in merito alla giustizia, oggetto del referendum. Pertanto ritengo che nel momento in cui mi recherò al seggio elettorale, non sarà opportuno nemmeno che io ritiri le schede di diverso colore sui cinque referendum sottoposti alla votazione popolare.

Indirizzo

Via Giuseppe Mazzini, Terlizzi BA
Terlizzi
70038

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:15
Martedì 08:30 - 12:15
Mercoledì 08:30 - 12:30
Giovedì 08:30 - 12:15
Venerdì 08:30 - 12:15
Sabato 08:45 - 20:00

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