Parrocchia Santa Maria della Stella - Terlizzi

Parrocchia Santa Maria della Stella - Terlizzi Parrocchia

“Àlzati e mettiti qui in mezzo!”Lc 6, 6-11Qui il testo: https://bit.ly/2WO42D6IL MIO CENTROIl Vangelo di oggi si apre su...
07/09/2026

“Àlzati e mettiti qui in mezzo!”

Lc 6, 6-11
Qui il testo: https://bit.ly/2WO42D6

IL MIO CENTRO
Il Vangelo di oggi si apre su una scena quasi immobile. Gli scribi e i farisei osservano, pronti a giudicare. Un uomo ha una mano paralizzata. Tutto sembra fermo: il corpo di quell’uomo, gli sguardi di chi lo circonda, persino la misericordia, imprigionata dentro una legge diventata rigida.

È Gesù a rompere questa immobilità con un comando sorprendente:

«Àlzati e mettiti qui in mezzo!»

Gesù prende colui che tutti guardavano come un problema e lo mette al centro. Prima della regola viene l’uomo. Prima del giudizio, la sua ferita. Prima di ciò che è lecito o proibito, c’è una vita da salvare.

Forse basterebbe custodire oggi queste parole: mettiti qui in mezzo!

Perché al centro della fede cristiana non ci sono le nostre rigidità, le nostre convinzioni o il bisogno di avere ragione. Al centro c’è Cristo e, con Lui, ogni uomo ferito che domanda di essere visto, accolto, rialzato.

Mi piace immaginare Gesù come un arciere: non mira a fare centro nella legge, ma nel cuore dell’uomo. E insegna anche a noi la stessa traiettoria.

Un cuore è davvero convertito quando smette di osservare gli altri da lontano e comincia ad avvicinarsi; quando dalle idee su Dio passa allo sguardo di Cristo; quando comprende che credere significa rimettere al centro chi rischia di restare ai margini.

E io, oggi, cosa metto al centro?
La regola o la persona?
Il giudizio o la misericordia?
Me stesso o Cristo?

Signore Gesù, chiamami fuori dalle mie immobilità. Mettimi davanti a Te e insegnami a mettere al centro chi soffre. Guarisci le rigidità del mio cuore e rendi le mie mani capaci di accogliere, servire e rialzare.

Buon inizio di settimana 🙏✨💫

Con la tradizionale  panzerottata, l’Azione Cattolica di Santa Maria della Stella da’ inizio al nuovo anno associativo. ...
06/09/2026

Con la tradizionale panzerottata, l’Azione Cattolica di Santa Maria della Stella da’ inizio al nuovo anno associativo.
UN “SÌ” CHE DIVENTA INSIEME ❤️💙💛

Una bella giornata di famiglia, fede e fraternità ha segnato l’avvio del nuovo anno associativo della nostra Azione Cattolica.
UN “SÌ” CHE DIVENTA INSIEME ❤️💙

Una bella giornata di famiglia, fede e fraternità ha segnato l’avvio del nuovo anno associativo della nostra Azione Cattolica.

Dai più piccoli dell’ACR ai ragazzi e ai giovanissimi, dai giovani fino agli adulti: tutte le fasce associative presenti, ciascuna con la propria voce, il proprio entusiasmo e il desiderio di riprendere il cammino. E al centro una parola semplice, ma capace di racchiudere tutto: SÌ.

Un “sì” a Dio, alla comunità, agli altri; un “sì” alla disponibilità a mettersi in gioco, a lasciarsi coinvolgere e soprattutto a prendersi cura gli uni degli altri. Perché l’AC continua ad essere una scuola concreta in cui impariamo che la fede non si vive da soli, ma INSIEME.

Ed è stata proprio la Parola della XXIII Domenica del Tempo Ordinario ad offrirci, durante la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Nino, Assistente parrocchiale di AC, la chiave più bella per comprendere il senso della giornata.

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo…».

Il Vangelo ci ricorda che siamo custodi dei nostri fratelli. Alla domanda antica di Caino: «Sono forse io il custode di mio fratello?», Gesù sembra rispondere con chiarezza: sì, lo sei!

Essere comunità significa allora non essere indifferenti alla vita dell’altro. Significa accorgersi di chi ci cammina accanto, avere il coraggio di cercarlo quando si allontana, sostenerlo quando è fragile, correggerlo con amore quando sbaglia e lasciarsi, a nostra volta, aiutare e correggere.

È questo il SÌ che vogliamo imparare a pronunciare durante il nuovo anno associativo: non soltanto il sì dell’entusiasmo iniziale, ma quello più esigente della responsabilità, della cura, del servizio e della fraternità.

Perché nessuno si salva da solo e nessuno dovrebbe sentirsi solo dentro una comunità cristiana.

E Gesù ci ha consegnato anche una promessa straordinaria:
«Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Ecco il nostro INSIEME.
Non è semplicemente stare nello stesso luogo o partecipare alle stesse attività. È riconoscere che quando ci riuniamo nel suo nome, Cristo abita il nostro stare insieme. È Lui che trasforma tanti “io” in un “noi”.

E poi… la festa! 🥳

La nostra panzerottata comunitaria ha fatto il resto: tavole condivise, sorrisi, incontri tra generazioni, bambini che corrono, ragazzi, giovani, famiglie e adulti insieme. Perché anche attorno a un panzerotto può crescere quella fraternità semplice e autentica che rende una parrocchia davvero casa.

Ripartiamo così: non semplicemente con un nuovo calendario di attività, ma con il desiderio di camminare gli uni accanto agli altri e prenderci cura gli uni degli altri.

Ai nostri educatori, responsabili, ragazzi, giovani, adulti e famiglie va il grazie per esserci e per continuare a credere nella bellezza dell’AC.

Il nostro anno comincia da qui:
da un SÌ pronunciato con il cuore,
da un fratello da custodire,
da tanti “io” che scelgono di diventare NOI,
dalla certezza che Gesù è in mezzo a noi,
dalla gioia di scoprire, ancora una volta, che INSIEME è più bello.

Buon cammino, Azione Cattolica! 💛💙
Avanti, INSIEME!

"Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guada...
06/09/2026

"Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello..."

Mt 18,15-20
qui il testo: bit.ly/2Fgj2k3

CUSTODI DEL FRATELLO
Il Vangelo di questa domenica ci consegna una verità tanto semplice quanto esigente: siamo responsabili gli uni degli altri.

È la risposta che Caino non seppe dare quando Dio gli domandò: «Dov’è Abele, tuo fratello?». «Sono forse io il custode di mio fratello?». Sì, Caino. Sì, anche noi: siamo custodi dei nostri fratelli.

Gesù bandisce l’indifferenza dalla vita del discepolo. Se un fratello sbaglia, non ci autorizza a giudicarlo, umiliarlo o parlarne con tutti. Ci chiede qualcosa di molto più difficile: andare da lui, parlargli personalmente, custodendo la sua dignità e cercando di “guadagnarlo”.

La correzione cristiana non nasce dalla presunzione di chi si sente migliore, ma dall’amore di chi non vuole perdere nessuno.

Rispettare la libertà dell’altro, infatti, non significa abbandonarlo al proprio destino. Significa fare, con discrezione e ca**tà, tutto ciò che è possibile perché il suo cammino possa ritrovare il bene.

E poi Gesù aggiunge una promessa meravigliosa: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

È questo il segreto della comunità cristiana: Cristo abita le relazioni custodite dall’amore. Quando ci prendiamo cura gli uni degli altri, quando ricuciamo invece di strappare, quando perdoniamo invece di condannare, diventiamo il luogo della sua presenza.

Signore Gesù, liberami dall’indifferenza.
Donami occhi capaci di accorgersi,
parole che correggano senza ferire
e un cuore che non rinunci mai a nessuno.
Rendimi custode dei fratelli
e fa’ della nostra comunione
il luogo vivo della tua presenza.

Buona domenica 🙏✨💫

🙏💫🌿 LA BELLEZZA CHE SI PRENDE CURA 🌿💫🙏Questo pomeriggio il nostro sagrato è tornato ad essere luogo di incontro, preghie...
05/09/2026

🙏💫🌿 LA BELLEZZA CHE SI PRENDE CURA 🌿💫🙏

Questo pomeriggio il nostro sagrato è tornato ad essere luogo di incontro, preghiera, educazione e comunità.

Dopo il gesto che nei giorni scorsi aveva visto le nostre fioriere rovesciate, abbiamo scelto di rispondere non con la rabbia o con le recriminazioni, ma con un gesto semplice e concreto: rimettere ogni cosa al suo posto e renderla ancora più bella.

Alla presenza di una bella rappresentanza della comunità, dai bambini agli adulti, abbiamo riposizionato le fioriere e vissuto insieme un momento di preghiera e di benedizione. Erano presenti l’Azione Cattolica, i catechisti, gli educatori e gli animatori della fede, l’associazione Puliamo Terlizzi e il sindaco Michelangelo De Chirico, che ringraziamo per aver condiviso con noi questo momento.

Un grazie particolarmente sentito, a nome di tutta la comunità, va a Desideri Fioriti di Mario De Palma, che ha voluto offrire a devozione le splendide dipladenie che ora impreziosiscono nuovamente il nostro sagrato. Grazie anche a Giuseppe De Palma e a Ibraham per la preziosa manodopera, la disponibilità e il coordinamento dei ragazzi durante i lavori di sistemazione e allestimento.

Ma ciò che abbiamo vissuto oggi è stato molto più che rimettere a posto delle fioriere.

È stato un piccolo ma significativo momento di formazione alla responsabilità, al rispetto e alla cura del bene comune. Abbiamo voluto ricordare soprattutto ai nostri ragazzi che ciò che appartiene a tutti merita le mani di ciascuno; che davanti a ciò che viene rovinato possiamo scegliere di ricostruire; davanti all’incuria possiamo scegliere la cura; davanti alla bruttezza possiamo continuare ostinatamente a seminare bellezza.

🌺 Perché la bellezza non è soltanto qualcosa da ammirare: è qualcosa di cui prendersi cura.

E forse è proprio questa la risposta più bella a ogni gesto di incuria: non lasciare che abbia l’ultima parola.

La bellezza e la cura possono vincere sulla bruttezza e sull’indifferenza, quando diventano responsabilità condivisa.

Oggi, insieme, abbiamo rimesso a posto delle fioriere.
Ma soprattutto abbiamo provato a seminare nei più piccoli il desiderio di custodire ciò che è di tutti.

Ed è da questi piccoli gesti che può nascere una comunità più bella. 🌿🙏

Grazie davvero a tutti coloro che hanno partecipato e collaborato.

💫🌱🌺 FACCIAMO RIFIORIRE INSIEME IL NOSTRO SAGRATO! 🌺🌱💫Ci sono gesti che feriscono e gesti che sanno ricostruire. Ci sono ...
05/09/2026

💫🌱🌺 FACCIAMO RIFIORIRE INSIEME IL NOSTRO SAGRATO! 🌺🌱💫

Ci sono gesti che feriscono e gesti che sanno ricostruire. Ci sono mani che rovesciano e mani che, insieme, possono rialzare, curare e far rifiorire.

Dopo lo spiacevole episodio che ha interessato le fioriere del sagrato della nostra chiesa, abbiamo scelto di non fermarci all’amarezza e alla lamentela. Vogliamo rispondere nel modo più bello e più cristiano: al male con il bene, al disordine con la cura, a ciò che è stato rovinato con qualcosa che torna a fiorire. 🌸

📅 Oggi, sabato 5 settembre
🕠 ore 17:30
📍 Sagrato della Parrocchia Santa Maria della Stella – Terlizzi

Ci ritroveremo per un breve momento di preghiera e poi, tutti insieme, ci rimboccheremo le maniche: rimetteremo a posto le fioriere, sistemeremo il terriccio e pianteremo nuovi fiori. 🌱🌺

Un gesto semplice, ma dal significato grande. Perché il sagrato, la chiesa, gli spazi che abitiamo sono casa nostra e ciò che appartiene a tutti merita la cura di ciascuno.

L’invito è rivolto a tutta la comunità e in modo particolare alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi del catechismo e dell’ACR. Genitori, nonni, catechiste ed educatori: venite insieme ai nostri bambini e ragazzi. Sarà anche una piccola lezione di cittadinanza, di rispetto del creato e soprattutto di Vangelo vissuto insieme. ❤️

Papa Leone XIV ci ricorda che «la cura del creato non è solo un impegno individuale, ma una responsabilità comunitaria che nasce dalla nostra fede in Dio Creatore».

Allora facciamolo davvero: facciamo rifiorire il nostro sagrato e, insieme ai fiori, facciamo rifiorire il senso di appartenenza alla nostra comunità. 🌺

Vi aspetto oggi alle 17:30!
Un abbraccio a tutti. 🙏❤️

don Nino

“Il Figlio dell'uomo è Signore del sabato”Lc 6, 1-5Qui il testo: https://bit.ly/3yx29aOLA REGOLA D’OROChe cosa vuole dir...
05/09/2026

“Il Figlio dell'uomo è Signore del sabato”

Lc 6, 1-5
Qui il testo: https://bit.ly/3yx29aO

LA REGOLA D’ORO
Che cosa vuole dirci Gesù rispondendo così ai farisei? Ci ricorda che la persona viene prima della regola e che ogni legge trova il suo significato più autentico quando è posta al servizio dell’uomo, della sua dignità e del bene.

Gesù non disprezza la Legge: ne rivela il cuore. Quando l’osservanza diventa rigida, quando ci preoccupiamo più della norma che della persona che abbiamo davanti, rischiamo di perdere proprio ciò che Dio desidera: misericordia, giustizia e amore.

E allora la domanda riguarda anche noi: che cosa cerchiamo nella fede? Una relazione viva con Gesù oppure soltanto un manuale di comportamenti? La strada dei farisei può insinuarsi anche nel nostro cuore ogni volta che ci sentiamo migliori degli altri perché “siamo in regola”, mentre diventiamo incapaci di vedere una fame, una ferita, una solitudine.

Oggi, nella memoria di Santa Teresa di Calcutta, questa Parola acquista una luce particolare. Madre Teresa non si fermava davanti alle categorie, alle appartenenze o alle condizioni delle persone: vedeva anzitutto un volto da amare, una dignità da custodire, Cristo da riconoscere.

La regola d’oro, allora, è l’amore: quello che non cancella la giustizia, ma le dona un cuore.

Signore Gesù, liberaci dalla durezza del cuore.
Insegnaci a vedere prima la persona e poi la regola, a custodire la giustizia senza perdere la misericordia.
Come Santa Teresa di Calcutta,
fa’ che sappiamo riconoscere il tuo volto
nei più piccoli e nei più fragili.

Buon sabato 🙏✨💫

“Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio.”Lc 5, 33-39Qui il testo: https://bit.l...
04/09/2026

“Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio.”

Lc 5, 33-39
Qui il testo: https://bit.ly/3mMYTFT

CAMBIAMENTO
C’è una fatica profonda nell’accogliere la novità, soprattutto quando, con il passare del tempo, ci abituiamo alle cose così come sono. Ci affezioniamo alle nostre sicurezze, la pigrizia ci fa accomodare, la paura ci blocca e talvolta persino la verità ci spaventa. Rimanere dove siamo può sembrarci rassicurante, ma spesso ci priva della gioia e della pace che nascono dal lasciarci trasformare.

Quante volte anche noi mettiamo una “toppa nuova su un vestito vecchio”! Cambiamo lavoro, ambiente o relazioni, ma continuiamo a portare con noi gli stessi atteggiamenti. Proviamo a salvare un rapporto soltanto nell’apparenza, senza avere il coraggio di affrontare i problemi e fare verità.

Anche nella fede può accadere lo stesso. Non basta aggiungere qualche parola del Vangelo alla vita di sempre. Gesù non è una toppa da applicare alle nostre abitudini: è la novità che può trasformare tutta la vita. Il Vangelo domanda conversione del cuore, verità, scelte concrete. Le parole, infatti, rimangono vuote se non diventano gesti.

Accogliere il Vangelo significa permettergli di interrogare le nostre convinzioni e imparare ogni giorno l’umiltà dell’ascolto e del discepolato.

Gesù ci invita a vivere la fede non come un peso, ma come la gioia dell’incontro con lo Sposo. Forse allora dovremmo chiederci: quali sono i miei vestiti vecchi? Quali toppe continuo a cucire? Che cosa mi impedisce di indossare il vestito nuovo che Cristo mi offre?

Signore Gesù, liberami dalla paura di cambiare. Donami il coraggio di lasciare ciò che mi impedisce di seguirti davvero. Rinnova il mio cuore, perché il tuo Vangelo non sia una toppa nella mia vita, ma il vestito nuovo dell’amore, della verità e della gioia.

Buona giornata 🙏✨💫

“Prendi il largo e gettate le vostre reti…sulla tua parola getterò le reti”Lc 5, 1-11Qui il testo: https://bit.ly/3Bm8De...
03/09/2026

“Prendi il largo e gettate le vostre reti…sulla tua parola getterò le reti”

Lc 5, 1-11
Qui il testo: https://bit.ly/3Bm8Dei

AFFIDARSI
Prendere il largo significa lasciare la riva, staccarsi dalle proprie sicurezze e accettare che sia la Parola di Gesù a indicarci la rotta.

Pietro è stanco. Ha lavorato tutta la notte e non ha preso nulla. L’esperienza gli suggerirebbe di fermarsi; Gesù, invece, gli chiede di ricominciare: «Prendi il largo». E Pietro risponde con una delle più belle professioni di fiducia del Vangelo: «Sulla tua parola getterò le reti».

Non si affida ai propri calcoli, all’esperienza, al buon senso o alle probabilità. Si affida a Gesù. Ed è proprio quando smette di confidare soltanto nelle proprie forze che le reti si riempiono.

Quante volte anche noi restiamo sulla riva perché abbiamo paura di fallire ancora! Il Signore non ci promette una vita senza fatiche, ma ci dice: «Non temere». Ci invita a gettare ancora le reti della fede, della preghiera, dell’amore, del perdono, anche quando ci sembrano vuote.

Oggi la Chiesa ricorda san Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa. Uomo di contemplazione e di azione, avrebbe desiderato la quiete della vita monastica, ma accettò di prendere il largo quando il Signore lo chiamò al servizio della Chiesa. Si definiva servus servorum Dei, servo dei servi di Dio: perché chi si affida veramente alla Parola passa dal vivere per sé al donare la propria vita agli altri.

Forse anche a noi oggi Gesù domanda semplicemente questo: fidati di me e riprova.
Non perché siamo sicuri del risultato, ma perché siamo sicuri di Lui.

Signore Gesù, quando le mie reti sono vuote e la stanchezza mi suggerisce di fermarmi, donami il coraggio di ascoltare ancora la tua voce. Liberami dalla pretesa di controllare tutto e insegnami a dire con Pietro: «Sulla tua parola getterò le reti».

Buona giornata 🙏✨💫

“E subito si alzo’ in piedi e li serviva.”Lc 4, 38-44Qui il testo: https://bit.ly/3mNWDy4GUARIRE: SPALANCARE LA PORTA DE...
02/09/2026

“E subito si alzo’ in piedi e li serviva.”

Lc 4, 38-44
Qui il testo: https://bit.ly/3mNWDy4

GUARIRE: SPALANCARE LA PORTA DEL CUORE A GESU’
La guarigione della suocera di Pietro si conclude con un gesto semplice e straordinario: si alza e si mette a servire. Gesù la rialza dalla sua infermità e lei trasforma immediatamente la vita ritrovata in dono.

È questa una delle immagini più belle della guarigione evangelica: Dio non ci rialza perché rimaniamo fermi, ma perché possiamo tornare ad amare.

Anche Gesù, dopo aver guarito tanti malati, non trattiene per sé l’affetto della folla. Riprende il cammino: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».

La vera liberazione, allora, non consiste soltanto nello stare bene. È lasciarci guarire da quel male più profondo che spesso ci abita: l’egoismo, che ci chiude in noi stessi e ci rende incapaci di accorgerci degli altri.

La salute è certamente un dono prezioso, ma da sola non basta a rendere felice una vita. Ci sono persone nel pieno delle forze profondamente insoddisfatte e persone segnate dalla malattia capaci di sorprenderci per serenità, speranza e forza interiore.

Incontrare Gesù cambia la prospettiva. La preghiera, l’ascolto della Parola e l’esperienza del suo amore spalancano il cuore e ci fanno comprendere che ogni dono ricevuto diventa pienamente nostro quando sappiamo condividerlo.

Se il Signore ci rialza, dunque, non è perché ci isoliamo dal mondo o ci sentiamo semplicemente fortunati. Ci rialza perché possiamo diventare mani che aiutano, occhi che vedono, cuori che accolgono.

Signore Gesù, entra nelle nostre fragilità,
rialzaci quando siamo stanchi e scoraggiati.
Guarisci soprattutto il nostro cuore dall’egoismo
e rendici capaci di riconoscere chi ha bisogno di noi.
Fa’ che ogni dono ricevuto diventi servizio
e ogni incontro occasione per amare.

Buona giornata 🙏✨💫

“Taci! Esci da Lui!”Lc 4, 31-37Qui il testo: https://bit.ly/3jtS6icLIBERTA’Meditando il Vangelo di oggi, vediamo come il...
01/09/2026

“Taci! Esci da Lui!”

Lc 4, 31-37
Qui il testo: https://bit.ly/3jtS6ic

LIBERTA’
Meditando il Vangelo di oggi, vediamo come il male possa impossessarsi dell’uomo fino ad alienarlo, a renderlo quasi estraneo a se stesso. Gesù, invece, con l’autorità della sua Parola, restituisce dignità, coscienza e libertà.

Ma proviamo a farci una domanda scomoda: e se quell’indemoniato fossimo anche noi?

Non necessariamente perché compiamo chissà quale male, ma perché ci sono pensieri, rancori, paure e ferite ai quali finiamo per aggrapparci così tanto da non riuscire più a immaginare la nostra vita senza di essi.

Possiamo andare a Messa ogni domenica, recitare le nostre preghiere, comportarci educatamente con tutti… e poi un giorno la Parola di Gesù ci raggiunge proprio là dove non vorremmo: ci chiede di perdonare quel parente con cui non parliamo da anni, di ricominciare a salutare qualcuno, di pregare per chi ci ha ferito con le sue azioni o con le sue parole.

Ed è allora che qualcosa dentro di noi protesta: “Che vuoi da me, Gesù?”

Perché, paradossalmente, a volte preferiamo conservare un male conosciuto: un rancore che sembra proteggerci da un’altra delusione, una distanza che ci evita di soffrire ancora, una chiusura che ci fa sentire al sicuro. Ma ciò che crediamo ci difenda può diventare la nostra prigione.

Gesù non entra nella nostra vita per rovinarla, ma per liberarla. La sua Parola non umilia, non distrugge, non ferisce: smaschera ciò che ci tiene schiavi e ci restituisce a noi stessi.

Lasciamolo entrare anche nelle stanze che teniamo chiuse. Forse proprio lì comincia la nostra libertà.

Signore Gesù, pronuncia anche su di me la tua Parola potente. Fa’ tacere ciò che mi tiene prigioniero, sciogli i miei rancori, guarisci le mie ferite e liberami da tutto ciò che mi impedisce di amare. Rendimi libero della libertà dei tuoi figli.

Buona giornata 🙏✨💫

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70038

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