Santuario Madonna Delle Grondici

Santuario Madonna Delle Grondici Santuario della Famiglia e della Vita Nascente dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve

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21/04/2020

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Santuario della Madonna delle Grazie, Regina della Famiglia e della Vita Nascente, nella Diocesi di P

17/04/2020

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15/04/2020

🌟🙏🙌PAPA FRANCESCO
UDIENZA GENERALE
Biblioteca del Palazzo Apostolico
Mercoledì, 15 aprile 2020

Catechesi sulle Beatitudini: 8. «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio » (Mt 5,9)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La catechesi di oggi è dedicata alla settima beatitudine, quella degli “operatori di pace”, che vengono proclamati figli di Dio. Mi rallegro che essa capiti subito dopo la Pasqua, perché la pace di Cristo è frutto della sua morte e risurrezione, come abbiamo ascoltato nella Lettura di San Paolo. Per capire questa beatitudine bisogna spiegare il senso della parola “pace”, che può essere frainteso o alle volte banalizzato.

Dobbiamo orientarci fra due idee di pace: la prima è quella biblica, dove compare la bellissima parola shalòm, che esprime abbondanza, floridezza, benessere. Quando in ebraico si augura shalòm, si augura una vita bella, piena, prospera, ma anche secondo la verità e la giustizia, che avranno compimento nel Messia, principe della pace (cfr Is 9,6; Mic 5,4-5).

C’è poi l’altro senso, più diffuso, per cui la parola “pace” viene intesa come una sorta di tranquillità interiore: sono tranquillo, sono in pace. Questa è un’idea moderna, psicologica e più soggettiva. Si pensa comunemente che la pace sia quiete, armonia, equilibrio interno. Questa accezione della parola “pace” è incompleta e non può essere assolutizzata, perché nella vita l’inquietudine può essere un importante momento di crescita. Tante volte è il Signore stesso che semina in noi l’inquietudine per andare incontro a Lui, per trovarlo. In questo senso è un importante momento di crescita; mentre può capitare che la tranquillità interiore corrisponda ad una coscienza addomesticata e non ad una vera redenzione spirituale. Tante volte il Signore deve essere “segno di contraddizione” (cfr Lc 2,34-35), scuotendo le nostre false sicurezze, per portarci alla salvezza. E in quel momento sembra di non avere pace, ma è il Signore che ci mette su questa strada per arrivare alla pace che Lui stesso ci darà.

A questo punto dobbiamo ricordare che il Signore intende la sua pace come diversa da quella umana, quella del mondo, quando dice: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv 14,27). Quella di Gesù è un’altra pace, diversa da quella mondana.

Domandiamoci: come dà la pace il mondo? Se pensiamo ai conflitti bellici, le guerre si concludono, normalmente, in due modi: o con la sconfitta di una delle due parti, oppure con dei trattati di pace. Non possiamo che auspicare e pregare perché si imbocchi sempre questa seconda via; però dobbiamo considerare che la storia è un’infinita serie di trattati di pace smentiti da guerre successive, o dalla metamorfosi di quelle stesse guerre in altri modi o in altri luoghi. Anche nel nostro tempo, una guerra “a pezzi” viene combattuta su più scenari e in diverse modalità.[1] Dobbiamo perlomeno sospettare che nel quadro di una globalizzazione fatta soprattutto di interessi economici o finanziari, la “pace” di alcuni corrisponda alla “guerra” di altri. E questa non è la pace di Cristo!

Invece, come “dà” la sua pace il Signore Gesù? Abbiamo ascoltato San Paolo dire che la pace di Cristo è “fare di due, uno” (cfr Ef 2,14), annullare l’inimicizia e riconciliare. E la strada per compiere questa opera di pace è il suo corpo. Egli infatti riconcilia tutte le cose e mette pace con il sangue della sua croce, come dice altrove lo stesso Apostolo (cfr Col 1,20).

E qui mi domando, possiamo tutti domandarci: chi sono, quindi, gli “operatori di pace”? La settima beatitudine è la più attiva, esplicitamente operativa; l’espressione verbale è analoga a quella usata nel primo versetto della Bibbia per la creazione e indica iniziativa e laboriosità. L’amore per sua natura è creativo – l’amore è sempre creativo – e cerca la riconciliazione a qualunque costo. Sono chiamati figli di Dio coloro che hanno appreso l’arte della pace e la esercitano, sanno che non c’è riconciliazione senza dono della propria vita, e che la pace va cercata sempre e comunque. Sempre e comunque: non dimenticare questo! Va cercata così. Questa non è un’opera autonoma frutto delle proprie capacità, è manifestazione della grazia ricevuta da Cristo, che è nostra pace, che ci ha resi figli di Dio.

La vera shalòm e il vero equilibrio interiore sgorgano dalla pace di Cristo, che viene dalla sua Croce e genera un’umanità nuova, incarnata in una infinita schiera di Santi e Sante, inventivi, creativi, che hanno escogitato vie sempre nuove per amare. I Santi, le Sante che costruiscono la pace. Questa vita da figli di Dio, che per il sangue di Cristo cercano e ritrovano i propri fratelli, è la vera felicità. Beati coloro che vanno per questa via.

E di nuovo buona Pasqua a tutti, nella pace di Cristo!

[1] Cfr Omelia nel Sacrario Militare di Redipuglia, 13 settembre 2014; Omelia a Sarajevo, 6 giugno 2015; Discorso al Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, 21 febbraio 2020.

Saluti:

Je salue cordialement les personnes de langue française ! Alors que nous célébrons la Résurrection du Seigneur, demandons-lui de faire de nous des artisans de paix et de réconciliation, afin qu’en ces temps d’épreuve nous nous reconnaissions tous enfants d’un même Père ! De nouveau bonne fête de Pâques à tous, dans la paix du Christ. Et que Dieu vous bénisse.
[Saluto cordialmente le persone di lingua francese! Mentre celebriamo la risurrezione del Signore, chiediamoGli di fare di noi degli artigiani di pace e di riconciliazione, affinchè in questi tempi difficili tutti possiamo riconoscerci come figli dello stesso Padre! Ancora Buona Pasqua a tutti, nella pace di Cristo. Dio vi benedica.]

I greet the English-speaking faithful joining us through the media. In the joy of the Risen Christ, I invoke upon you and your families the loving mercy of God our Father. May the Lord bless you!

[Saluto i fedeli di lingua inglese collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Nella gioia del Cristo Risorto, invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’amore misericordioso di Dio nostro Padre. Il Signore vi benedica!]

Liebe Brüder und Schwestern, frohe, gesegnete Ostern! Jesus hat sich mit seinem ganzen irdischen Leben, bis hin zum Tod am Kreuz, hingegeben, um die Menschen mit Gott zu versöhnen. In der tiefen Einheit mit Gott findet auch der Mensch wieder zu einem gesunden Verhältnis zu seinen Mitmenschen, zu sich selbst und zur ganzen Schöpfung. Dieser Friede Christi sei immer mit euch!

[Cari fratelli e sorelle, buona e santa Pasqua! Gesù ha dato se stesso con tutta la sua vita terrena, fino alla morte in croce, per riconciliare gli uomini con Dio. Nella profonda unità con Dio, anche l’uomo ritrova un sano rapporto con gli altri, con se stesso e con tutto il creato. Questa pace di Cristo sia sempre con voi.]

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española que siguen esta catequesis a través de los medios de comunicación social. Los animo a colaborar con Dios en la tarea de construir la paz, en cada momento y en cada lugar, comenzando por aquellas situaciones que viven ustedes y con las personas que tienen alrededor; de manera particular, en estos momentos que estamos viviendo a causa de la pandemia, para que, con un gesto concreto de bien, puedan llevar la ternura, la alegría y la paz de Cristo Resucitado. Feliz pascua de Resurrección. Y que Dios los bendiga.

Amados ouvintes de língua portuguesa, «a paz do Senhor esteja com todos vós». Do túmulo onde O fechamos, Cristo Jesus saiu para nós, para trazer a vida onde havia a morte. Ele ressuscitou para nós e não nos deixará faltar nada: apoiados nesta certeza, conseguiremos superar todas as dificuldades. De novo, a todos desejo uma Páscoa feliz, na paz de Cristo.

[Cari ascoltatori di lingua portoghese, «la pace del Signore sia con tutti voi». Dalla tomba dove Lo avevano rinchiuso, Cristo Gesù è uscito per noi, per portare la vita dove c’era la morte. Egli è risorto per noi e non ci lascerà mancare nulla: appoggiati a questa certezza riusciremo a superare ogni difficoltà. Di nuovo auguro a tutti buona Pasqua, nella pace di Cristo.]

أُحيِّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية، المتابعين لهذا المقابلة عِبر وسائل التواصل الاجتماعي! إن السلام هو هبة من الله، وهو ثمرة الجهاد الروحي المستمر لحمل الصليب كل يوم خلف المسيح، لأن من يؤمن بالله يجب أن يترجم إيمانه بمحبة جميع خلائقه. يجب أن يتحول إلى أداة سلام لجميع الإخوة. الرب يبارككم وأتمنى لكم فصحًا مجيدًا!

[Saluto i fedeli di lingua araba che seguono questa Udienza attraverso i mezzi di comunicazione sociale! La pace è un dono di Dio ed è il frutto di una lotta spirituale incessante nel portare la croce ogni giorno dietro Cristo, perché chi crede in Dio deve tradurre la sua fede in amore verso tutte le Sue creature. Deve trasformarsi in uno strumento di pace con tutti i fratelli. Il Signore vi benedica e Buona Pasqua.]

Serdecznie pozdrawiam Polaków. W niedzielę będziemy obchodzili święto Bożego Miłosierdzia. Św. Jan Paweł II ustanowił je, odpowiadając na prośbę Pana Jezusa przekazaną św. Faustynie: „pragnę, aby święto Miłosierdzia było ucieczką i schronieniem dla wszystkich dusz. Nie zazna ludzkość spokoju, dopokąd nie zwróci się do źródła miłosierdzia mojego” (Dz 699). Z ufnością módlmy się do Jezusa Miłosiernego za Kościół i za całą ludzkość, szczególnie za tych, którzy cierpią w tym trudnym czasie. Niech Chrystus Zmartwychwstały ożywi w nas nadzieję i ducha wiary. Z serca wam błogosławię.

[Saluto cordialmente i Polacchi. Domenica prossima celebreremo la festa della Divina Misericordia. San Giovanni Paolo II l’ha istituita rispondendo alla richiesta di Gesù trasmessa a santa Faustina: “Desidero che la festa della misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della mia misericordia” (Diario 699). Con fiducia preghiamo Gesù Misericordioso per la Chiesa e per tutta l’umanità, specialmente per coloro che soffrono in questo tempo difficile. Cristo Risorto ravvivi in noi la speranza e lo spirito di fede. Di cuore vi benedico.]

* * *

Saluto cordialmente i fedeli di lingua italiana. A tutti auguro di vivere appieno il messaggio pasquale, nella fedeltà al proprio Battesimo, per essere testimoni gioiosi di Cristo morto e risorto per noi.

Saluto infine i giovani, i malati, gli anziani e gli sposi novelli. Carissimi, vi esorto a guardare costantemente a Gesù che ha vinto la morte e che ci aiuta ad accogliere le sofferenze e le prove della vita come preziosa occasione di redenzione e di salvezza. Il Signore vi benedica e la Vergine Maria vi protegga!

La catechesi di Papa Francesco nell'Udienza Generale del 15 aprile 2020

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13/04/2020

🌟🙏🌟Santuario⛪️della Madonna👰🏻delle grazie, alle Grondici

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08/04/2020

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🌟🌟🌟Udienza generale del Santo Padre:PAPA FRANCESCOUDIENZA GENERALEBiblioteca del Palazzo ApostolicoMercoledì, 8 aprile 2...
08/04/2020

🌟🌟🌟Udienza generale del Santo Padre:

PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Biblioteca del Palazzo Apostolico
Mercoledì, 8 aprile 2020

[Multimedia]



Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In queste settimane di apprensione per la pandemia che sta facendo soffrire tanto il mondo, tra le tante domande che ci facciamo, possono essercene anche su Dio: che cosa fa davanti al nostro dolore? Dov’è quando va tutto storto? Perché non ci risolve in fretta i problemi? Sono domande che noi facciamo su Dio.

Ci è di aiuto il racconto della Passione di Gesù, che ci accompagna in questi giorni santi. Anche lì, infatti, si addensano tanti interrogativi. La gente, dopo aver accolto Gesù trionfalmente a Gerusalemme, si domandava se avrebbe finalmente liberato il popolo dai suoi nemici (cfr Lc 24,21). Si aspettavano, loro, un Messia potente, trionfante, con la spada. Invece ne arriva uno mite e umile di cuore, che chiama alla conversione e alla misericordia. Ed è proprio la folla, che prima l’aveva osannato, a gridare: «Sia crocifisso!» (Mt 27,23). Quelli che lo seguivano, confusi e spaventati, lo abbandonano. Pensavano: se la sorte di Gesù è questa, il Messia non è Lui, perché Dio è forte, Dio è invincibile.

Ma, se andiamo avanti a leggere il racconto della Passione, troviamo un fatto sorprendente. Quando Gesù muore, il centurione romano che non era credente, non era ebreo ma era un pagano, che lo aveva visto soffrire in croce e lo aveva sentito perdonare tutti, che aveva toccato con mano il suo amore senza misura, confessa: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio» (Mc 15,39). Dice proprio il contrario degli altri. Dice che lì c’è Dio, che è Dio davvero.

Possiamo chiederci oggi: qual è il volto vero di Dio? Di solito noi proiettiamo in Lui quello che siamo, alla massima potenza: il nostro successo, il nostro senso di giustizia, e anche il nostro sdegno. Però il Vangelo ci dice che Dio non è così. È diverso e non potevamo conoscerlo con le nostre forze. Per questo si è fatto vicino, ci è venuto incontro e proprio a Pasqua si è rivelato completamente. E dove si è rivelato completamente? Sulla croce. Lì impariamo i tratti del volto di Dio. Non dimentichiamo, fratelli e sorelle, che la croce è la cattedra di Dio. Ci farà bene stare a guardare il Crocifisso in silenzio e vedere chi è il nostro Signore: è Colui che non punta il dito contro qualcuno, neppure contro coloro che lo stanno crocifiggendo, ma spalanca le braccia a tutti; che non ci schiaccia con la sua gloria, ma si lascia spogliare per noi; che non ci ama a parole, ma ci dà la vita in silenzio; che non ci costringe, ma ci libera; che non ci tratta da estranei, ma prende su di sé il nostro male, prende su di sé i nostri peccati. E questo, per liberarci dai pregiudizi su Dio, guardiamo il Crocifisso. E poi apriamo il Vangelo. In questi giorni, tutti in quarantena e a casa, chiusi, prendiamo queste due cose in mano: il Crocifisso, guardiamolo; e apriamo il Vangelo. Questa sarà per noi – diciamo così – come una grande liturgia domestica, perché in questi giorni non possiamo andare in chiesa. Crocifisso e Vangelo!

Nel Vangelo leggiamo che, quando la gente va da Gesù per farlo re, ad esempio dopo la moltiplicazione dei pani, Egli se ne va (cfr Gv 6,15). E quando i diavoli vogliono rivelare la sua maestà divina, Egli li mette a tacere (cfr Mc 1,24-25). Perché? Perché Gesù non vuole essere frainteso, non vuole che la gente confonda il Dio vero, che è amore umile, con un dio falso, un dio mondano che dà spettacolo e s’impone con la forza. Non è un idolo. È Dio che si è fatto uomo, come ognuno di noi, e si esprime come uomo ma con la forza della sua divinità. Invece, quando nel Vangelo viene proclamata solennemente l’identità di Gesù? Quando il centurione dice: “Davvero era Figlio di Dio”. Viene detto lì, appena ha dato la vita sulla croce, perché non ci si può più sbagliare: si vede che Dio è onnipotente nell’amore, e non in altro modo. È la sua natura, perché è fatto così. Egli è l’Amore.

Tu potresti obiettare: “Che me ne faccio di un Dio così debole, che muore? Preferirei un dio forte, un Dio potente!”. Ma sai, il potere di questo mondo passa, mentre l’amore resta. Solo l’amore custodisce la vita che abbiamo, perché abbraccia le nostre fragilità e le trasforma. È l’amore di Dio che a Pasqua ha guarito il nostro peccato col suo perdono, che ha fatto della morte un passaggio di vita, che ha cambiato la nostra paura in fiducia, la nostra angoscia in speranza. La Pasqua ci dice che Dio può volgere tutto in bene. Che con Lui possiamo davvero confidare che tutto andrà bene. E questa non è un’illusione, perché la morte e resurrezione di Gesù non è un’illusione: è stata una verità! Ecco perché il mattino di Pasqua ci viene detto: «Non abbiate paura!» (cfr Mt 28,5). E le angoscianti domande sul male non svaniscono di colpo, ma trovano nel Risorto il fondamento solido che ci permette di non naufragare.

Cari fratelli e sorelle, Gesù ha cambiato la storia facendosi vicino a noi e l’ha resa, per quanto ancora segnata dal male, storia di salvezza. Offrendo la sua vita sulla croce, Gesù ha vinto anche la morte. Dal cuore aperto del Crocifisso, l’amore di Dio raggiunge ognuno di noi. Noi possiamo cambiare le nostre storie avvicinandoci a Lui, accogliendo la salvezza che ci offre. Fratelli e sorelle, apriamogli tutto il cuore nella preghiera, questa settimana, questi giorni: con il Crocifisso e con il Vangelo. Non dimenticatevi: Crocifisso e Vangelo. La liturgia domestica, sarà questa. Apriamogli tutto il cuore nella preghiera, lasciamo che il suo sguardo si posi su di noi e capiremo che non siamo soli, ma amati, perché il Signore non ci abbandona e non si dimentica di noi, mai. E con questi pensieri, vi auguro una Santa Settimana e una Santa Pasqua.
🌟🙏🌟

* * *

Saluto cordialmente i fedeli di lingua italiana. Il mio pensiero va, in particolare, ai gruppi che avrebbero voluto essere presenti oggi. Tra questi, gli universitari di diversi Paesi che vivono virtualmente il raduno UNIV 2020. Cari studenti, auspico che questa Settimana Santa sia per tutti una provvida occasione per rafforzare il vostro rapporto personale con Gesù e la vostra fede in Lui crocifisso e risorto.

Saluto infine i giovani, i malati, gli anziani e gli sposi novelli. La Passione del Signore, culminante nel trionfo glorioso della Pasqua, costituisca per ciascuno di voi la sorgente di speranza e di conforto nei momenti della prova. A tutti la mia Benedizione.

*******************
Saluti:

Frères et sœurs, Jésus a changé l’histoire marquée par le mal en une histoire de salut. Avec son cœur ouvert de Crucifié, il rejoint chacun de nous dans ces moments d’angoisses, de difficultés et de souffrance. En cette Semaine Sainte, qu’au milieu des drames et des épreuves que nous vivons, nos cœurs s’établissent fermement dans le Christ mort et ressuscité. Que Dieu vous bénisse !

[ Fratelli e sorelle, Gesù ha trasformato la storia del male in una storia di salvezza. Dal cuore aperto del Crocifisso, l’amore di Dio ci raggiunge in questi momenti di angoscia, difficoltà e sofferenza. In questa Settimana Santa, nel mezzo dei drammi e delle prove che viviamo, i nostri cuori siano saldamente uniti a Cristo morto e risorto. Dio vi benedica!]
I greet the English-speaking faithful joining us through the media. May this Holy Week lead us to celebrate the resurrection of the Lord Jesus with hearts purified and renewed by the grace of the Holy Spirit. May God bless you!

[Saluto i fedeli di lingua inglese collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. A tutti auguro che questa Settimana Santa ci porti a celebrare la risurrezione del Signore Gesù con cuore purificato e rinnovato dalla grazia dello Spirito Santo. Dio vi benedica!]

Von Herzen grüße ich die Brüder und Schwestern deutscher Sprache. Mögen uns auch Fragen und Sorgen beängstigen, so haben wir doch die Zuversicht: Durch sein Leiden und Auferstehen hat der Herr die Geschichte, trotz allem Bösen, zu einer Geschichte des Heils gemacht. Nie sind wir allein, sondern stets von Gott geliebt. Ich wünsche euch gesegnete österliche Tage.

[Con affetto saluto i fratelli e le sorelle di lingua tedesca. Pur angosciati da domande e preoccupazioni possiamo avere fiducia: il Signore, attraverso la sua morte e risurrezione, ha cambiato la storia in storia di salvezza, nonostante tutto il male. Non siamo mai soli, ma sempre amati da Dio. Vi auguro una Santa Pasqua.]

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española que siguen esta catequesis a través de los medios de comunicación social. En estos días santos en que conmemoramos la Pasión del Señor Jesús, que con su cruz ha vencido a la muerte y nos ha dado vida, pidámosle con fe que convierta nuestro miedo en confianza, nuestra angustia en esperanza y nos haga experimentar la cercanía de su amor infinito. Que el Crucificado nos conceda ser cada vez más hermanos y nos sostenga con su presencia. Que Dios los bendiga.

Queridos fiéis de língua portuguesa, de coração vos saúdo, desejando-vos um Tríduo Pascal verdadeiramente santo que vos ajude a viver a Páscoa, cheios de alegria, consolação e, sobretudo, esperança, certos de que a Ressurreição de Cristo é também a nossa vitória. Boa Páscoa!

[Carissimi fedeli di lingua portoghese, di cuore vi saluto, augurandovi un Triduo Pasquale davvero santo che vi aiuti a vivere la Pasqua, pieni di gioia, consolazione e, soprattutto, di speranza, certi che la Risurrezione di Cristo è anche la nostra vittoria. Buona Pasqua!]

أُحيِّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية، أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزاء، لا نزال نعيش لحظات قد يبدو فيها أنّ الله بعيدٌ عنّا. ولكنه موجود. الخلق نفسه مستمر. حبه تعالى نفسه مستمر. الله المحب دائماً هو هو، ليس فقط قريبًا منّا بل هو فينا. لذلك لنُلقِ عليه همنا وخوفنا. لأنّ المؤمن مطمئن حتى في الشدّة ويثق أنّ كل شيء، مع الله، سيتحول إلى خيرنا. لا تخافوا! ليُبارِكْكُم الرّب جميعًا ويَحرُسْكُم دائمًا من كل شر!

[Saluto i fedeli di lingua araba! Cari fratelli e sorelle, stiamo vivendo momenti in cui può sembrare che Dio sia lontano da noi. Ma Egli esiste. La creazione stessa continua. L’amore onnipotente stesso continua. Il Dio amorevole è lo stesso che non solo è vicino a noi, ma in noi. Quindi poniamo in Lui le nostre preoccupazioni e la nostra paura. Perché il credente è fiducioso anche nell’angoscia e confida che con Dio tutto volgerà al nostro bene. Non abbiate paura. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!]

Drodzy bracia i siostry, zbliżając się do świętego Triduum Paschalnego, prośmy Pana, aby otworzył nasze serca i wprowadził nas w tajemnicę Swojej miłości, jaką okazał nam umierając na krzyżu, aby uwolnić nas z mocy zła i śmierci i wprowadzić nas do nowego życia. W tych dniach, w których z powodu epidemii jesteśmy zalęknieni, pełni troski o naszych bliskich, zawierzmy siebie Chrystusowi, który jest Panem życia. Jego błogosławieństwo niech wam stale towarzyszy i będzie źródłem pokoju i nadziei!

[Cari fratelli e sorelle, mentre ci avviciniamo al santo Triduo Pasquale, chiediamo al Signore, di aprire i nostri cuori e di introdurci nel mistero del suo amore, che ci ha dimostrato morendo sulla croce per liberarci dal potere del male e della morte, e per introdurci alla vita nuova. In questi giorni, in cui a causa dell’epidemia siamo impauriti, colmi di preoccupazione per i nostri cari, affidiamoci a Cristo, il Signore della vita. La sua benedizione vi accompagni sempre e sia fonte di pace e di speranza!]

LA CATECHESI DI FRANCESCO DEL 8 APRILE 2020 HD

🌟🌟🌟Trascrizione dell’omelia del Santo Padre di stamattina in fondo al post😉La Liturgia di Mercoledi 8 Aprile 2020Mercole...
08/04/2020

🌟🌟🌟Trascrizione dell’omelia del Santo Padre di stamattina in fondo al post😉

La Liturgia di Mercoledi 8 Aprile 2020
Mercoledì della Settimana Santa

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Antifona d'ingresso
Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
in cielo, in terra e sottoterra,
perché Gesù si è fatto obbediente
fino alla morte, alla morte di croce:
per questo Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre. (Fil 2,10.8.11)

Colletta
Padre misericordioso,
tu hai voluto che il Cristo tuo Figlio
subisse per noi il supplizio della croce
per liberarci dal potere del nemico;
donaci di giungere alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 50,4-9)
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. (Terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà ve**re a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 68)
Rit: O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Mi sento venir meno.
Mi aspettavo compassione, ma invano,
consolatori, ma non ne ho trovati.
Mi hanno messo veleno nel cibo
e quando avevo sete mi hanno dato aceto.

Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento,
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

Canto al Vangelo ()
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Salve, nostro Re, obbediente al Padre:
sei stato condotto alla croce,
come agnello mansueto al macello.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO (Mt 26,14-25)
Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù, servo sofferente, ci insegna la vera sapienza: quella che viene dall'alto e confida nell'aiuto del Signore. Perciò lo invochiamo dicendo:
Nella prova assistici, Signore!

Per la Chiesa: fà che sia fedele, paziente e coraggiosa, per non tradire il Cristo suo sposo. Ti preghiamo:
Per i pastori della comunità cristiana: mantienili nella ca**tà, anche se devono lottare in difesa dei piccoli e dei poveri. Ti preghiamo:
Per i popoli e le nazioni: fa’ che compiano un buon cammino sulla via del dialogo, perchè vi sia per tutti un futuro di pace. Ti preghiamo:
Per le famiglie: fa’ che, condividendo affetti, beni e speranze, siano profezie di una vita riconciliata nella fraternità e nell'amore. Ti preghiamo:
Per ciascuno di noi: fa’ che non ci stanchiamo di purificare continuamente il nostro cuore per ospitare con gioia la presenza di Cristo, nostra pasqua. Preghiamo:
Per chi si prodiga per la speranza altrui.
Per chi ancora opprime, in qualsiasi forma, la vita del prossimo.

Padre misericordioso, accogli la supplica che sale a te. Te lo chiediamo con fede rinnovata in prossimità della Pasqua, giorno d'amore e di salvezza, in cui Gesù ha versato il suo sangue perchè fossimo purificati dalla colpa e avessimo parte nella tua gloria. Lui è Dio e vive e regna con te per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta questa offerta, Signore,
e fa’ che testimoniamo nella nostra vita
la passione del tuo Figlio,
che celebriamo nei santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELLA PASSIONE DEL SIGNORE II
La vittoria della Passione

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Contempliamo ormai vicini i giorni
della sua Pasqua di morte e risurrezione,
che segna la sconfitta dell’antico avversario
e l’evento stupendo della nostra redenzione.
Per questo mistero si allietano gli angeli
e per l’eternità adorano la gloria del tuo volto.
Al loro canto concedi, o Signore,
che si uniscano le nostre umili voci
nell’inno di lode: Santo...

Antifona di comunione
“Il Figlio dell’uomo è venuto
non per essere servito, ma per servire
e dare la sua vita
in riscatto per tutti gli uomini”. (Mt 20,28)

Preghiera dopo la comunione
Dona ai tuoi fedeli, Dio onnipotente,
la certezza di essere rigenerati alla vita eterna
nella gloriosa morte del tuo Figlio,
che la Chiesa annunzia in questo grande mistero.
Per Cristo nostro Signore.

All’inizio della Santa Messa:

Preghiamo oggi per la gente che in questo tempo di pandemia fa commercio con i bisognosi: approfittano della necessità degli altri e li vendono: i mafiosi, gli usurai e tanti. Che il Signore tocchi il loro cuore e li converta.

🌟🌟🌟Omelia del Santo Padre:

Mercoledì Santo è chiamato anche “mercoledì del tradimento”, il giorno nel quale si sottolinea nella Chiesa il tradimento di Giuda. Giuda vende il Maestro.
Quando noi pensiamo al fatto di vendere gente, viene alla mente il commercio fatto con gli schiavi dall’Africa per portarli in America – una cosa vecchia – poi il commercio, per esempio, delle ragazze yazide vendute a Daesh: ma è cosa lontana, è una cosa … Anche oggi si vende gente. Tutti i giorni. Ci sono dei Giuda che vendono i fratelli e le sorelle, sfruttandoli nel lavoro, non pagando il giusto, non riconoscendo i doveri … Anzi, vendono tante volte le cose più care. Io penso che per essere più comodo un uomo è capace di allontanare i genitori e non vederli più, metterli al sicuro in una casa di riposo e non andare a trovarli … vende. C’è un detto molto comune che, parlando di gente così, dice che “questo è capace di vendere la propria madre”: e la vendono. Adesso sono tranquilli, sono allontanati: “Curateli voi …”.
Oggi il commercio umano è come ai primi tempi: si fa. E questo perché? Perché Gesù lo ha detto. Lui ha dato al denaro una signorìa. Gesù ha detto: “Non si può servire Dio e il denaro”, due signori. È l’unica cosa che Gesù pone all’altezza e ognuno di noi deve scegliere: o servi Dio, e sarai libero nell’adorazione e nel servizio, o servi il denaro, e sarai schiavo del denaro. Questa è l’opzione e tanta gente vuole servire Dio e il denaro. E questo non si può fare. Alla fine fanno finta di servire Dio per servire il denaro. Sono gli sfruttatori nascosti che sono socialmente impeccabili, ma sotto il tavolo fanno il commercio, anche con la gente: non importa. Lo sfruttamento umano è vendere il prossimo.
Giuda se n’è andato, ma ha lasciato dei discepoli, che non sono suoi discepoli ma del diavolo. Com’è stata la vita di Giuda, noi non lo sappiamo. Un ragazzo normale, forse, e anche con inquietudini, perché il Signore lo ha chiamato ad essere discepolo. Lui mai è riuscito ad esserlo: non aveva bocca di discepolo e cuore di discepolo, come abbiamo letto nella prima Lettura. Era debole nel discepolato, ma Gesù lo amava … Poi il Vangelo ci fa capire che gli piacevano i soldi: a casa di Lazzaro, quando Maria unge i piedi di Gesù con quel profumo così costoso, lui fa la riflessione e Giovanni sottolinea: “Ma non lo dice perché amava i poveri: perché era ladro”. L’amore al denaro lo aveva portato fuori dalle regole, a rubare, e da rubare a tradire c’è un passo, piccolino. Chi ama troppo i soldi tradisce per averne di più, sempre: è una regola, è un dato di fatto. Il Giuda ragazzo, forse buono, con buone intenzioni, finisce traditore al punto di andare al mercato a vendere: “Andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni, direttamente?»”. A mio avviso, quest’uomo era fuori di sé.
Una cosa che attira la mia attenzione è che Gesù mai gli dice “traditore”; dice che sarà tradito, ma non dice a lui “traditore”. Mai lo dice: “Vai via, traditore”. Mai! Anzi, gli dice: “Amico”, e lo bacia. Il mistero di Giuda … Com’è il mistero di Giuda? Non so … Don Primo Mazzolari l’ha spiegato meglio di me … Sì, mi consola contemplare quel capitello di Vezelay: come finì Giuda? Non so. Gesù minaccia forte, qui; minaccia forte: “Guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’Uomo viene tradito: meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. Ma questo vuol dire che Giuda è all’Inferno? Non so. Io guardo il capitello. E sento la parola di Gesù: “Amico”.
Ma questo ci fa pensare a un’altra cosa, che è più reale, più di oggi: il diavolo entrò in Giuda, è stato il diavolo a condurlo a questo punto. E come finì la storia? Il diavolo è un mal pagatore: non è un pagatore affidabile. Ti promette tutto, ti fa vedere tutto e alla fine ti lascia solo nella tua disperazione ad impiccarti.
Il cuore di Giuda, inquieto, tormentato dalla cupidigia e tormentato dall’amore a Gesù, un amore che non è riuscito a farsi amore, tormentato con questa nebbia, torna dai sacerdoti chiedendo perdono, chiedendo salvezza. “Cosa c’entriamo noi? È cosa tua …”: il diavolo parla così e ci lascia nella disperazione.
Pensiamo a tanti Giuda istituzionalizzati in questo mondo, che sfruttano la gente. E pensiamo anche al piccolo Giuda che ognuno di noi ha dentro di sé nell’ora di scegliere: fra lealtà o interesse. Ognuno di noi ha la capacità di tradire, di vendere, di scegliere per il proprio interesse. Ognuno di noi ha la possibilità di lasciarsi attirare dall’amore dei soldi o dei beni o del benessere futuro. “Giuda, dove sei?”. Ma la domanda la faccio a ognuno di noi: “Tu, Giuda, il piccolo Giuda che ho dentro: dove sei?”.
🌟🙏🌟

Il Papa ha terminato la celebrazione con l'adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la Comunione spirituale.
Di seguito la preghiera recitata dal Papa:

🙏🙏🙏
Ai Tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro e Ti offro il pentimento del mio cuore che si abissa nel suo nulla nella Tua santa presenza. Ti adoro nel sacramento del Tuo amore, l’ineffabile Eucaristia. Desidero riceverti nella povera dimora che Ti offre il mio cuore; in attesa della felicità della comunione sacramentale voglio possederti in spirito. Vieni a me, o mio Gesù, che io vengo da Te. Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, Ti amo.
🙏🙏🙏

Prima di lasciare la Ca****la dedicata allo Spirito Santo, è stata intonata l’antica antifona mariana Ave Regina Caelorum ("Ave Regina dei Cieli"):

🌟

“Ave, Regina dei Cieli, ave, Signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la luce. Godi, Vergine gloriosa, bella fra tutte le donne; salve, o tutta santa, prega per noi Cristo Signore”.

❗️Importante per comprendere l’omelia odierna del Santo Padre:
https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2016/06/17/news/quel-buon-pastore-che-prende-giuda-sulle-spalle-1.34989145/amp/

https://youtu.be/LE2z_WrmTUk

Indirizzo

Via Delle Grondici 6
Tavernelle
06068

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
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Telefono

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