Parrocchia Maria SS. Addolorata-Taranto

Indicazioni

Parrocchia Maria SS. Addolorata-Taranto Orario celebrazioni:

18:30 (Lunedì - Sabato)
10:00 - 18:30 (Domenica) Matteo

Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.

31/10/2026

SANTO DEL GIORNO

Sant'Alonso Rodríguez

Sant'Alonso Rodríguez nacque a Segovia, in Spagna, nel 1531 e visse una vita segnata dalla sofferenza e dalla dedizione. Dopo aver perso la moglie e i figli, decise di consacrarsi a Dio ed entrò nella Compagnia di Gesù come fratello laico. Fu assegnato alla scuola Montesión di Palma di Maiorca, dove lavorò come portiere per più di quarant'anni. La sua umiltà, obbedienza e profonda vita spirituale ne fecero un riferimento per la santità quotidiana.

Dal suo semplice obiettivo, irradiava pace e saggezza. Vedeva Cristo in ogni persona che bussava alla porta e rispondeva con carità e pazienza. La sua vita interiore fu intensa, segnata da visioni, tentazioni e da un'unione mistica con Dio. Consigliò san Pietro Claver, incoraggiandolo a partire missionario per l'America. Scrisse memorie e testi spirituali che riflettono la sua profonda esperienza e il suo amore per la Vergine Maria.Morì il 31 ottobre 1617 e fu canonizzato nel 1888 da Papa Leone XIII. È ricordato per la sua dedizione silenziosa, il suo carisma spirituale e il suo esempio di santità vissuta nella vita di ogni giorno.

31/10/2026

Vangelo e letture

Sabato della ### settimana del Tempo Ordinario

SABATO · Ciclo A · Feria

Prima lettura
Fil 1, 18b-26 •

Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, purché in ogni maniera, per convenienza o per sincerità, Cristo venga annunciato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene. So infatti che questo servirà alla mia salvezza, grazie alla vostra preghiera e all’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, secondo la mia ardente attesa e la speranza che in nulla rimarrò deluso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo.
Persuaso di questo, so che rimarrò e continuerò a rimanere in mezzo a tutti voi per il progresso e la gioia della vostra fede, affinché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo Gesù, con il mio ritorno fra voi.

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 41 (42)

℟. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.

Come la cerva anèla
ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anèla
a te, o Dio. ℟

L'anima mia ha sete di Dio,
del Dio vivente:
quando verrò e vedrò
il volto di Dio? ℟

Manda la tua luce e la tua verità:
siano esse a guidarmi,
mi conducano alla tua santa montagna,
alla tua dimora. ℟

Verrò all'altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza.
A te canterò sulla cetra,
Dio, Dio mio. ℟

Acclamazione

Alleluia, alleluia, alleluia
Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.

Vangelo
Lc 14, 1.7-11 •

Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Dal Vangelo secondo Luca

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Parola del Signore

Commento al Vangelo

Il Vangelo di oggi con le Letture accompagnato dal pensiero dei papi.

Gesù dice: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”…Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto» (Lc 14,8-9). Con questa raccomandazione, Gesù non intende dare norme di comportamento sociale, ma una lezione sul valore dell’umiltà. La storia insegna che l’orgoglio, l’arrivismo, la vanità, l’ostentazione sono la causa di molti mali. E Gesù ci fa capire la necessità di scegliere l’ultimo posto, cioè di cercare la piccolezza e il nascondimento: l’umiltà. Quando ci poniamo davanti a Dio in questa dimensione di umiltà, allora Dio ci esalta, si china verso di noi per elevarci a sé. […]Non dimentichiamolo: Dio paga molto di più degli uomini! Lui ci dà un posto molto più bello di quello che ci danno gli uomini! Il posto che ci dà Dio è vicino al suo cuore e la sua ricompensa è la vita eterna. «Sarai beato – dice Gesù – … Riceverai la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti» (v. 14). (Angelus, 28 agosto 2016)

30/10/2026
30/10/2026

SANTO DEL GIORNO

San Marcelo de León

San Marcello di León era un centurione romano della Legio VII Gemina, nato a León nel III secolo. Convertitosi al cristianesimo, rinunciò alla vita militare e durante una cerimonia ufficiale in onore dell'imperatore depose le armi e proclamò che avrebbe obbedito solo a Cristo. Questo gesto di coraggio lo portò davanti a un tribunale e fu condannato a morte per decapitazione il 29 ottobre 298 a Tangeri.

Visse con grande integrità spirituale, dedito alla sua fede e alla sua famiglia. Si sposò con Nonia ed ebbe dodici figli, molti dei quali abbracciarono con fervore anche il cristianesimo. Le sue spoglie furono portate a León, dove fu costruita una chiesa in suo onore, trasformata in luogo di riferimento spirituale e culturale. San Marcello divenne una figura emblematica per la città per la sua ferma testimonianza e il suo esempio di fedeltà.

È ricordato da tutti come il santo patrono di León. La sua figura incarna la forza dei primi cristiani ed è simbolo di coraggio, dedizione e convinzione. La sua memoria ci ispira a vivere con coerenza, dignità e fede profonda.

30/10/2026

Vangelo e letture

Venerdì della ### settimana del Tempo Ordinario

VENERDÌ · Ciclo A · Feria

Prima lettura
Fil 1, 1-11 •

Colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Paolo e Timòteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
È giusto, del resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e confermo il Vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della grazia. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù.
E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 110 (111)

℟. Grandi sono le opere del Signore.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano. ℟

Il suo agire è splendido e maestoso,
la sua giustizia rimane per sempre.
Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore. ℟

Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l’eredità delle genti. ℟

Acclamazione

Alleluia, alleluia, alleluia
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.

Vangelo
Lc 14, 1-6 •

Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?

Dal Vangelo secondo Luca

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

Parola del Signore

Commento al Vangelo

Baldovino di Ford, monaco cistercense e vescovo (XII sec.)

Verso il sabato pieno. Sul sacramento dell'altare, 3, 2; SC 93-94

Mosè disse: "Il giorno di sabato vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore" (Es 31, 15).
La vera beatitudine sta nel riposo santo e nel cibo santo di cui sono simboli il sabato e la manna. Il Signore, dopo aver dato al popolo il riposo ed averlo saziato con la manna, prefigurando la vera beatitudine che darà a coloro che obbediscono, rimprovera al popolo la disobbedienza che può far loro perdere i beni più ambiti: "Fino a quando rifiuterete di osservare i miei ordini e le mie leggi?" (Es 16,28).
Udita la domanda di Dio, Mosè invita i fratelli a considerare le opere buone di Dio: "Vedete che il Signore vi ha dato il sabato! Per questo egli vi dà al sesto giorno il pane per due giorni, purché lo serviate". Questo comando significa che Dio darà agli eletti il riposo dal loro lavoro e le consolazioni sia della vita presente che di quella futura. Inoltre, in questo passaggio, si fa riferimento a due vite: la vita attiva, nella quale bisogna lavorare, e la vita contemplativa per la quale si lavora, in cui unica occupazione sarà contemplare Dio. La vita contemplativa, anche se appartiene al mondo futuro, è anticipata tuttavia fin da ora nel santo riposo del sabato.
Il Signore ama il riposo; ama riposarsi in noi, di modo che noi riposiamo in lui. Ma c’è un riposo del tempo futuro di cui sta scritto: "Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche" (Ap 14, 13). E c’è un riposo del tempo presente, di cui ha detto il profeta: "Cessate di fare il male" (Is 1, 16). Si giunge al riposo del tempo futuro praticando le sei opere di misericordia che sono enumerate nel vangelo dove è detto: "Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare" ecc. (Mt 25, 35). Infatti "ci sono sei giorni in cui si deve lavorare" (Lc 13,14), poi viene la notte, cioè la morte, quando nessuno può più operare (Gv 9, 4). Dopo questi sei giorni, viene il sabato: quando tutte le opere buone sono compiute, giunge il riposo delle anime.

29/10/2026

SANTO DEL GIORNO

San Narciso di Gerusalemme

San Narciso di Gerusalemme fu vescovo del II secolo ed è ricordato per la sua profonda santità, pazienza e saggezza. Nacque intorno all'anno 99 e fu eletto vescovo di Gerusalemme in età avanzata, distinguendosi per la fermezza dottrinale e la vita austera. Presiedette il concilio di Cesarea del 195, dove difese che la Pasqua dovesse essere celebrata di domenica, in armonia con Roma. La sua leadership ha rafforzato l’unità della Chiesa in tempi di crescita e sfide interne.

Durante il suo ministero fu falsamente accusato da tre chierici, che lo portarono a ritirarsi volontariamente nel deserto. Anni dopo, gli accusatori subirono le conseguenze delle loro stesse maledizioni e uno di loro confessò pubblicamente la menzogna. Narciso tornò a Gerusalemme quando aveva più di cento anni e riprese il suo lavoro pastorale con l'aiuto di sant'Alessandro, che nominò coadiutore. Gli vengono attribuiti miracoli, come quello di trasformare l'acqua in olio per le lampade durante la veglia pasquale.

Morì ultracentenario e la sua memoria viene celebrata il 29 ottobre. È venerato per la sua fede incrollabile, la sua umiltà di fronte alle calunnie e il suo esempio di perdono. La sua canonizzazione avvenne con acclamazione popolare e la sua eredità persiste come modello di virtù e forza spirituale.

29/10/2026

Vangelo e letture

Giovedì della ### settimana del Tempo Ordinario

GIOVEDÌ · Ciclo A · Feria

Prima lettura
Ef 6, 10-20 •

Prendete l’armatura di Dio, perché possiate resistere e restare saldi dopo aver superato tutte le prove.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.
In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, e affinché io possa annunciarlo con quel coraggio con il quale devo parlare.

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 143 (144)

℟. Benedetto il Signore, mia roccia.

Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia. ℟

Mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo. ℟

O Dio, ti canterò un canto nuovo,
inneggerò a te con l'arpa a dieci corde,
a te, che dai vittoria ai re,
che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua. ℟

Acclamazione

Alleluia, alleluia, alleluia
Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli

Vangelo
Lc 13, 31-35 •

Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Parola del Signore

Commento al Vangelo

San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa (IV sec.)

I luoghi santi sono utili a coloro che portano la loro croce. Trattato sul salmo 95: CCL 78, p.154-155; Lettera 58, 2-4; PL 22, 580-582.

La croce di Cristo è il sostegno del genere umano: su questa colonna è costruita la sua dimora. Parlando della croce, non guardo il legno, ma la Passione. Questa croce si può trovare in Bretagna come pure in India e nell'universo intero. Beato colui che porta nel suo cuore la croce e la risurrezione, come anche il luogo della nascita e il luogo dell'ascensione di Cristo. Beato colui che possiede Betlemme nel suo cuore, dove Cristo nasce ogni giorno. Beato colui nel cui cuore Cristo risuscita ogni giorno, perché ogni giorno fa penitenza per i suoi peccati, anche leggeri. Beato colui che si eleva ogni giorno dal Monte degli Olivi verso il Regno dei cieli, dove le olive sono mature, e dove nasce la luce di Cristo.
Ciò di cui ci si deve rallegrare non è di esser stati a Gerusalemme, ma di avervi vissuto bene. La città che occorre cercare non è quella che ha ucciso i profeti e versato il sangue di Cristo, ma quella che un fiume impetuoso rallegra, quella che non può restare nascosta perché costruita sul monte, quella che l'apostolo Paolo proclama madre dei santi e nella quale si rallegra di abitare coi giusti (Sal 46,5; Mt 5,14; Ga 4,26). Non oserei limitare l'onnipotenza di Dio ad un paese o confinare in un piccolo angolo di terra colui che il cielo non può contenere. Ogni credente è apprezzato per merito della sua fede e non per il luogo che abita; e i veri adoratori non hanno bisogno di Gerusalemme o del monte Garizim per adorare il Padre, poiché "Dio è spirito" e i suoi adoratori devono "adorarlo in spirito e verità" (Gv 4,21-23). Ora "lo Spirito soffia dove vuole" (Gv 3,8) e "Del Signore è la terra e quanto contiene" (Sal 24,1). I luoghi santi della croce e della resurrezione non sono utili che a coloro che portano la loro croce, risuscitano con Cristo ogni giorno e si mostrano degni di abitare in tali posti. Quanto a coloro che dicono: "Tempio del Signore, tempio del Signore, tempio del Signore è questo!" (Ger 7,4), ascoltino la parola dell'Apostolo: "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?" (1 Cor 3,16). Non credere dunque che manchi qualcosa alla tua fede se non hai visto Gerusalemme e non credermi migliore perché abito in quel luogo. Piuttosto, qui o altrove riceverai uguale ricompensa secondo le tue opere davanti a Dio.

28/10/2026

SANTO DEL GIORNO

San Simone e San Giuda Taddeo apostoli

San Simone apostolo, detto anche lo Zelote o il Cananeo, fu uno dei dodici discepoli scelti da Gesù. Il suo soprannome suggerisce un fervente zelo per la legge di Dio, che definisce il suo carisma: ardente passione per la fede e totale dedizione al Vangelo. Sebbene i vangeli descrivano appena la sua vita, la tradizione afferma che predicò in Egitto, Siria e Persia, dove fu martirizzato, forse segato dagli adoratori del sole. La sua festa si celebra il 28 ottobre con san Giuda Taddeo, con il quale condivise la missione e il martirio.

Non è nota alcuna canonizzazione formale da parte di un papa, poiché il suo culto è immemorabile, tipico dei primi tempi del cristianesimo. È venerato nelle Chiese cattolica, ortodossa e anglicana ed è considerato il santo patrono dei segatori e dei tintori. La sua vita influenzò l'espansione del cristianesimo in terre lontane e il consolidamento della fede tra i primi credenti. La sua figura ispira coraggio, fedeltà e zelo apostolico nei tempi di persecuzione.

Oggi San Simone ci aiuta a vivere con convinzione, a difendere la verità senza paura e a rimanere saldi nella fede. Da lui impariamo l'importanza della perseveranza, dell'impegno nella missione e dell'umiltà nel servizio. La sua spiritualità si distingue per la passione per Dio, l'amore per la legge divina e la dedizione senza riserve, fino al martirio.

San Giuda Taddeo era anche uno dei dodici apostoli di Gesù ed è venerato come santo patrono delle cause difficili e disperate. Nacque in Galilea nel I secolo ed era cugino di Gesù, nonché fratello di Giacomo il Minore. Il suo nome, "Giuda", significa "lode a Dio", mentre "Taddeo" è interpretato come "coraggioso" o "uomo dal cuore tenero". Fu testimone dell'Ultima Cena e partecipò attivamente alla predicazione del Vangelo in regioni come la Giudea, la Samaria, la Mesopotamia e la Persia.

La sua principale eredità spirituale è l'Epistola di San Giuda, inclusa nel Nuovo Testamento, dove esorta i cristiani a rimanere saldi nella fede e mette in guardia contro le false dottrine. Evangelizzò insieme a San Simone ed entrambi furono martirizzati in Persia, dove San Giuda fu decapitato con un'ascia. Le sue reliquie furono trasferite a Roma e riposano nella Basilica di San Pietro. La sua immagine è solitamente rappresentata con una fiamma sul capo, simbolo della Pentecoste, e un medaglione con il volto di Cristo.

San Giuda Taddeo viene ricordato ogni 28 ottobre per il suo coraggio, la sua fedeltà a Cristo e la sua potente intercessione. Fu canonizzato con culto immemorabile, senza intervento formale di un papa. La sua devozione si è diffusa in tutto il mondo, soprattutto tra chi affronta situazioni difficili, e la sua figura ispira speranza, fede e perseveranza. La Novena in suo onore è una delle più popolari di tutta la cristianità.

28/10/2026

Vangelo e letture

Santi Simone e Giuda, apostoli

MERCOLEDÌ · Ciclo A · Festa

Prima lettura
Ef 2, 19-22 •

Edificati sopra il fondamento degli apostoli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù.
In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 18 (19)

℟. Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. ℟

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. ℟

Acclamazione

Alleluia, alleluia, alleluia
Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore;
ti acclama il coro degli apostoli.

Vangelo
Lc 6, 12-19 •

Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Parola del Signore

Commento al Vangelo

Concilio Vaticano II (XX sec.)

_Lumen Gentium. Sui vescovi, successori degli apostoli. Costituzione dogmatica sulla Chiesa, nn. 24-25._

I vescovi, quali successori degli apostoli, ricevono dal Signore, cui è data ogni potestà in cielo e in terra, la missione d'insegnare a tutte le genti e di predicare il Vangelo ad ogni creatura, affinché tutti gli uomini, per mezzo della fede, del battesimo e dell'osservanza dei comandamenti, ottengano la salvezza (cfr. Mt 28,18-20; Mc 16,15-16; At 26,17 ss). Per compiere questa missione, Cristo Signore promise agli apostoli lo Spirito Santo e il giorno di Pentecoste lo mandò dal cielo, perché con la sua forza essi gli fossero testimoni fino alla estremità della terra, davanti alle nazioni e ai popoli e ai re (cfr. At 1,8; 2,1 ss; 9,15). L'ufficio poi che il Signore affidò ai pastori del suo popolo, è un vero servizio, che nella sacra Scrittura è chiamato significativamente «diaconia», cioè ministero (cfr. At 1,17 e 25; 21,19; Rm 11,13; 1 Tm 1,12).
Tra i principali doveri dei vescovi eccelle la predicazione del Vangelo. I vescovi, infatti, sono gli araldi della fede che portano a Cristo nuovi discepoli; sono dottori autentici, cioè rivestiti dell'autorità di Cristo, che predicano al popolo loro affidato la fede da credere e da applicare nella pratica della vita, la illustrano alla luce dello Spirito Santo, traendo fuori dal tesoro della Rivelazione cose nuove e vecchie (cfr. Mt 13,52), la fanno fruttificare e vegliano per tenere lontano dal loro gregge gli errori che lo minacciano (cfr. 2 Tm 4,1-4) . I vescovi che insegnano in comunione col romano Pontefice devono essere da tutti ascoltati con venerazione quali testimoni della divina e cattolica verità; e i fedeli devono accettare il giudizio dal loro vescovo dato a nome di Cristo in cose di fede e morale, e dargli l'assenso religioso del loro spirito.

27/10/2026

SANTO DEL GIORNO

San Bartolomeo di Bregantia

San Bartolomeo di Bregantia nacque a Vicenza, in Italia, intorno al 1200 e fu uno dei primi discepoli di San Domenico. Entrò nel nascente Ordine dei Predicatori e fin da giovane si distinse per la fervente dedizione alla vita religiosa, la sua profonda intelligenza e la capacità di predicare con forza e convinzione. Fu eletto vescovo di Limassol a Cipro e poi di Vicenza, dove svolse una coraggiosa opera pastorale in tempi di grande conflitto politico.

Durante il suo episcopato lavorò instancabilmente per la pace tra fazioni in guerra, ricostruì chiese, protesse i poveri e rafforzò la vita cristiana nella sua diocesi. Fondò la chiesa della Santa Corona a Vicenza, dove ordinò di custodire una spina della corona di Cristo, dono ricevuto dal re San Luigi di Francia. La sua vita spirituale si rifletteva in numerose opere teologiche da lui scritte, impregnate di amore divino e di contemplazione.

Morì il 27 ottobre 1270 ed è venerato come santo per il suo zelo apostolico, il suo coraggio e la sua instancabile dedizione alla missione della Chiesa. Fu canonizzato nel 1793 ed è ricordato per la sua saggezza e il suo spirito conciliante.

Indirizzo

Via Pietro Laclos N°5
Taranto
74121

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