Fratelli di Gesù

Fratelli di Gesù L'Evangelizzazione mediante l'approfondimento della conoscenza della Sacra Scrittura è l'impegno principale del gruppo.

Il gruppo dei Fratelli di Gesù è composto da laici, sacerdoti e appartenenti a movimenti cattolici che, se pur impegnati in
diversi ambienti, hanno sposato un unico stile di vita
improntati alla sequela di Cristo. Chiunque può partecipare agli incontri di formazione, che si terranno al di fuori degli ambienti parrocchiali e non collegati ad alcun movimento. La formazione, consente di avere una con

oscenza chiara della Bibbia ed è fondamentale per fortificarsi nel percorso di fede individuale e per consentire ad altri fratelli di avvicinarsi alle Scritture, per poi scegliere con piena consapevolezza e e libertà il proprio cammino.

Parola che guarisce di P. Alfredo Tortorella m.i.*Lunedì, XV settimana del Tempo Ordinario*Mt 10,34-11,1_Non crediate ch...
13/07/2026

Parola che guarisce
di P. Alfredo Tortorella m.i.

*Lunedì, XV settimana del Tempo Ordinario*

Mt 10,34-11,1
_Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l'uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa._

Le scelte comporteranno sempre dei tagli. Si sceglie e al tempo stesso si perde, si ottiene e nel medesimo tempo si lascia! Non si potrà mai avere tutto: è una regola di vita.
Gesù applica questo principio a sé. Sceglierlo, seguirlo, abbracciarlo come Signore della propria vita, comporterà delle rinunce. Chi sceglie Gesù, sceglie e segue la Vita, e tante altre cose e persone diventano subordinate. E non tutti mai comprenderanno chi ha deciso di seguire il Vangelo. In un mondo dove trionfa l'ego a maggior ragione sarà visto come alieno chi perdona settanta volte sette, chi porge l'altra guancia, chi farà due miglia con chi gli chiede di farne con lui uno, chi oltre al mantello dà in elemosina anche la propria tunica.

Non temiamo dunque le incomprensioni del mondo se ci sforziamo ormai di seguire il Signore!

Mille benedizioni!
P. Alfredo Maria Tortorella, m.i.

Lunedì 13 luglio 2026Messa del giornoLUNEDÌ DELLA XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)AntifonaNella giustizia co...
13/07/2026

Lunedì 13 luglio 2026
Messa del giorno
LUNEDÌ DELLA XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)
Antifona
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Cf. Sal 16,15)
Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Dal libro del profeta Isaia
Is 1,10-17

Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra!
«Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero?
- dice il Signore.
Sono sazio degli olocausti di montoni
e del grasso di pingui vitelli.
Il sangue di tori e di agnelli e di capri
io non lo gradisco.
Quando venite a presentarvi a me,
chi richiede a voi questo:
che veniate a calpestare i miei atri?
Smettete di presentare offerte inutili;
l'incenso per me è un abominio,
i noviluni, i sabati e le assemblee sacre:
non posso sopportare delitto e solennità.
Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste;
per me sono un peso,
sono stanco di sopportarli.
Quando stendete le mani,
io distolgo gli occhi da voi.
Anche se moltiplicaste le preghiere,
io non ascolterei:
le vostre mani grondano sangue.
Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l'oppresso,
rendete giustizia all'orfano,
difendete la causa della vedova».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 49 (59)
R. A chi cammina per la retta via,
mostrerò la salvezza di Dio.

«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili». R.

«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R.

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio». R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,10)

Alleluia.

Vangelo
Sono venuto a portare non pace, ma spada.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,34-11,1

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l'uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Parola del Signore.

Sulle offerte
Guarda, o Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. (Sal 83,4-5)

Oppure:

Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui». (Gv 6,56)

Dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti con i tuoi doni,
fa’ che per la celebrazione di questi santi misteri
cresca in noi il frutto della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Santi del Giorno

Sant’Enrico
Lunedì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Nasce nel 973 da Enrico il Litigioso, duca di Baviera. Educato da san Wolfango, monaco di Einsiedeln e poi vescovo di Ratisbona, insieme con la sorella Gisella, poi sposa di santo Stefano, re d’Ungheria, rimase per tutta la vita legato ad ambienti monastici dove cercava luce e orientamento per le sue scelte di vita e gli impegni del suo ufficio.
Duca di Baviera nel 995, nel 1002 divenne re della Germania e nel 1014 fu eletto imperatore, ricevendo insieme alla moglie Cunegonda la corona imperiale in S. Pietro a Roma per mano del papa Benedetto VIII. Nel ritorno da Roma elevò a vescovado il monastero di Bobbio e incontrò a Verona san Romualdo. Fu costretto per quasi tutta la sua vita a prendere le armi, per sottomettere i ribelli del suo vasto impero e riportare la pace tra i sudditi in Germania, oltre che per domare le rivolte interne della sua stessa famiglia; non avendo infatti eredi diretti, c’erano già contese per la successione.
In Italia fu chiamato dagli stessi feudatari che avevano eletto Arduino d’Ivrea, come re, a Pavia, a spodestarlo; scontenti del suo dispotismo, offrirono a Enrico II la “corona ferrea”. La saggezza politica e le sue qualità di regnante si radicavano in uno spirito profondamente cristiano. Insieme alla regina Cunegonda, anch’ella poi onorata come santa, ebbe soprattutto a cuore il benessere dei sudditi; amico dell’abate di Cluny, sant’Odilone, portò anche nel governo delle cose terrene il lievito della ca**tà e l’esempio della correttezza civile e dell’onestà morale.
Protesse le Chiese povere sottraendo i beni alle più ricche e promosse la riforma monastica iniziata dai monasteri di Gorze, Treviri e Ratisbona. Morì prematuramente, a soli 52 anni, nel 1024 e fu canonizzato da Eugenio III nel 1146.

Parola che guarisce di P. Alfredo Tortorella m.i.*XV Domenica del Tempo Ordinario*Mt 13,1-9_Egli parlò loro di molte cos...
12/07/2026

Parola che guarisce
di P. Alfredo Tortorella m.i.

*XV Domenica del Tempo Ordinario*

Mt 13,1-9
_Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono......Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti_

Ricordiamolo: è la Parola di Dio ciò che di più potente esista. La Parola di Dio ha convertito i lontani trasformandoli in santi; ha formato popoli e nazioni; si è fatta Carne nel seno della Vergine Maria. La Parola di Dio è quanto di più sovversivo, atomico, sconvolgente, consolante esista.
Ma per produrre questo effetto, la Parola di Dio non trova subito un terreno favorevole dove attecchire. Gesù ne parla nel vangelo. Egli la paragone a un seme che rischia di non attecchire: può essere divorata dalle tentazioni, dalle ansie, dalla durezza del nostro cuore. E può trovare anche un terreno favorevole. Quando lo trova: produce! Cresce, si sviluppa e porta frutti. Possiamo noi lavorare nel nostro cuore affinché sia migliore, più zappato e concimato? Possiamo togliere pietre, spine e allontanare quegli uccelli che vengono a rubare quanto seminato in noi? Il seme della Parola potrà così essere più forte, più sicuro nel suo cadere in noi!

Mille benedizioni!
P. Alfredo Maria Tortorella, m.i.

Domenica 12 luglio 2026Messa del giornoXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO AAntifonaNella giustizia contemplerò il tu...
12/07/2026

Domenica 12 luglio 2026
Messa del giorno
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A
Antifona
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Cf. Sal 16,15)

Si dice il Gloria.

Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che continui a seminare
la tua parola nei solchi dell’umanità,
accresci in noi, con la potenza del tuo Spirito,
la disponibilità ad accogliere il Vangelo,
per portare frutti di giustizia e di pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura
La pioggia fa germogliare la terra.
Is 55,10-11
Dal libro del profeta Isaìa
Is 55,10-11

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 64 (65)
R. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini. R.

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. R.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza. R.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia! R.

Seconda Lettura
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
Rm 8,18-23
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,18-23

Fatelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.

Alleluia.

Vangelo
Il seminatore uscì a seminare.
Mt 13,1-23
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,1-23

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore.

Forma breve:
Il seminatore uscì a seminare.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,1-9

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Parola del Signore.

Si dice il Credo.

Sulle offerte
Guarda, o Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. (Sal 83,4-5)

Oppure:

Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui». (Gv 6,56)

*A
Il seme seminato nel terreno buono
è colui che ascolta la Parola e la comprende. (Mt 13,23)

Dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti con i tuoi doni,
fa’ che per la celebrazione di questi santi misteri
cresca in noi il frutto della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Santi del Giorno

San Giovanni Gualberto
San Giovanni Gualberto nacque verso la fine del X secolo da una distinta famiglia fiorentina. Fu inizialmente avviato alla carriera militare, poiché dotato di grandi qualità naturali e destinato a succedere al padre nella gestione dei vasti possedimenti familiari. Tuttavia, l’ambiente militare alimentò in lui l’orgoglio e la prepotenza, soffocando i sentimenti cristiani ricevuti dalla madre.

Da giovane, suo fratello fu ucciso a tradimento da un cugino. Giovanni giurò vendetta e, incontrandolo disarmato il Venerdì Santo del 26 marzo 1003, lo minacciò di morte con la spada sguainata. Il cugino, temendo il peggio, si inginocchiò e gli disse: «In nome di Gesù Crocifisso, perdonami».
Giovanni, colpito da quelle parole, rimase perplesso, poi rispose: «Sì, in nome di Gesù Cristo ti perdono» e rinfoderò la spada. Entrò quindi in una chiesa per pregare, dove il Crocifisso, in premio del suo gesto eroico, gli rivelò che lo voleva religioso.

La vocazione religiosa
Giovanni entrò nell’abbazia di San Miniato e, nonostante l’opposizione del padre, ricevette l’abito benedettino, divenendo presto un monaco esemplare. Visitò San Romualdo per ricevere guida spirituale e successivamente si ritirò a Vallombrosa per vivere in preghiera e mortificazione.

La sua fama si diffuse rapidamente e molti uomini si offrirono di seguirlo. Con l’aiuto della contessa Matilde, che gli donò quel territorio, fondò il monastero di Vallombrosa. Eletto abate, formò la comunità secondo una regola rigorosa, da lui stesso vissuta per primo.

Lotta alla simonia e persecuzioni
San Giovanni non si limitò alla guida dei suoi monaci, ma si impegnò nella riforma della Chiesa, opponendosi energicamente alla simonia. Per questa battaglia subì numerose persecuzioni. In una circostanza, quando eretici armati assalirono uno dei suoi monasteri, egli accorse e guarì miracolosamente i monaci feriti.

Ebbero particolare rilievo la sua umiltà e il rispetto per gli ordini sacri: non volle mai salire all’altare, ritenendosi onorato semplicemente di aprire la chiesa ogni mattina ai fedeli.

La morte e la memoria
Morì assistito da un Angelo nel 1073, lasciando ai suoi discepoli l’esortazione alla perfetta osservanza della regola. Spirò «nel bacio del Signore», circondato dai suoi figli spirituali.

Nel 1951 Papa Pio XII lo proclamò patrono ufficiale del Corpo Forestale dello Stato (oggi Carabinieri Forestali), riconoscendo attraverso il Breve Apostolico del 12 gennaio il valore spirituale e simbolico di chi ha vissuto la preghiera nella foresta e l’impegno ecologico in modo concreto

PRATICA. Impariamo anche noi a perdonare le offese. Dio lega sempre a questi atti di virtù una lunga catena di grazie.

PREGHIERA. Deh! o Signore, ci renda accetti l'intercessione del beato abate Giovanni Gualberto, affinchè quel che non possiamo coi nostri meriti, lo conseguiamo per le sue preghiere.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Passignano in Toscana, san Giovanni Gualberto, abate, che, soldato fiorentino, perdonò per amore di Cristo l’uccisore di suo fratello e, vestito poi l’abito monastico, desideroso di condurre una vita di maggior rigore, gettò a Vallombrosa le fondamenta di una nuova famiglia monastica.

Parola che guarisce di P. Alfredo Tortorella m.i.*Festa di San Benedetto, abate e patrono di Europa*Mt 19,27-29_Chiunque...
12/07/2026

Parola che guarisce
di P. Alfredo Tortorella m.i.

*Festa di San Benedetto, abate e patrono di Europa*

Mt 19,27-29
_Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna_

Di fronte alla tendenza di prendere e afferrare, di possedere cose e persone, Gesù ci annuncerà sempre che è più importante imparare a lasciare. È l'epilogo della vita: lasciare questo mondo, i propri cari, i propri averi, per entrare nella Vita vera. Gesù esorta a non aspettare la morte ma mentre siamo in cammino, lasciare le cose e anche gli affetti per lui. Si tratta di un allenamento interiore che ritroveremo un domani, quando il distacco si farà materiale. Staccandoci interiormente da quanto possediamo, o relativizzandolo a Dio, apprezzeremo di più la vita con i suoi doni. Oggi abbiamo qualcosa o qualcuno, ma possiamo vivere anche secondo una coscienza che nulla è pienamente nostro. Abbiamo ma possiamo non avere, ci è dato ma tutto non ci è dovuto; ogni cosa sembra nostra perché è entrata a fare parte della nostra vita, ma tutto può uscirne con estrema facilità.

I monaci come San Benedetto ci ricordano che tutto è relativo di fronte a Cristo Gesù. La vita dei monaci è profezia del mondo futuro, quando l'unica nostra ricchezza sarà veramente la presenza amorevole di Dio.

Viviamo, pur in compagnia e pur avendo, come se fossimo soli con Gesù, nostra unica ricchezza!

Mille benedizioni!
P. Alfredo Maria Tortorella, m.i.

Sabato 11 luglio 2026Messa del giornoSAN BENEDETTO, ABATE, PATRONO D'EUROPA – FESTAAntifonaFu un uomo dalla vita venerab...
12/07/2026

Sabato 11 luglio 2026
Messa del giorno
SAN BENEDETTO, ABATE, PATRONO D'EUROPA – FESTA
Antifona
Fu un uomo dalla vita venerabile, Benedetto di nome e per grazia;
abbandonata la casa e i beni del padre, desiderando piacere solo a Dio,
ricercò la comunione con lui.

Si dice il Gloria.

Colletta
O Dio, che hai costituito il santo abate Benedetto
maestro insigne di coloro che dedicano la vita
alla scuola del servizio divino,
concedi a noi di nulla anteporre al tuo amore,
per correre con cuore libero e ardente
nella via dei tuoi precetti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Inclina il tuo cuore alla prudenza.
Prv 2,1-9
Dal libro dei Proverbi
Prv 2,1-9

Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole
e custodirai in te i miei precetti,
tendendo il tuo orecchio alla sapienza,
inclinando il tuo cuore alla prudenza,
se appunto invocherai l'intelligenza
e rivolgerai la tua voce alla prudenza,
se la ricercherai come l'argento
e per averla scaverai come per i tesori,
allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la conoscenza di Dio,
perché il Signore dà la sapienza,
dalla sua bocca escono scienza e prudenza.
Egli riserva ai giusti il successo,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia
e proteggendo le vie dei suoi fedeli.
Allora comprenderai l'equità e la giustizia,
la rettitudine e tutte le vie del bene.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 33 (34)
R. Gustate e vedete com'è buono il Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. R.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R.

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,3)

Alleluia.

Vangelo
Voi che mi avete seguito, riceverete cento volte tanto.
Mt 19,27-29
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,27-29

In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Parola del Signore.


Sulle offerte
Guarda con bontà, o Signore, le offerte
che ti presentiamo nella festa di san Benedetto,
e fa’ che, sul suo esempio, cerchiamo te solo,
per meritare nel tuo servizio i doni dell’unità e della pace.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Ecco il servo fedele e prudente,
che il Signore ha messo a capo della sua famiglia,
per nutrirla al tempo opportuno. (Cf. Lc 12,42)

Dopo la comunione
O Signore, che ci hai dato il pegno della vita eterna,
fa’ che, seguendo gli insegnamenti di san Benedetto,
celebriamo fedelmente la tua lode
e amiamo i fratelli con carità sincera.
Per Cristo nostro Signore.

Santi del Giorno

San Benedetto, abate e patrono d’Europa
Festa

Padre del monachesimo d’Occidente, dichiarato patrono d’Europa nel 1964 con la Lettera apostolica “Pacis nuntius” di Paolo VI, Benedetto nacque a Norcia attorno al 480. Inviato a Roma per gli studi letterari, se ne allontanò ben presto, “desideroso di piacere solo a Dio”.
Visse ad Affile questo primo distacco in forma semianacoretica, ma anche da qui fuggì dopo un miracolo (il vaglio rotto dalla nutrice e da lui ricomposto) che rendendolo celebre, gli impediva di restare nell’amata solitudine. Si diresse verso i monti di Subiaco, dove fece esperienza di eremitismo, abitando in una grotta. Visse poi per un certo tempo la forma cenobitica, che si rivelò fallimentare nella riforma del monastero di Vicovaro.
Ripresa la via della solitudine, fu raggiunto ben presto da alcuni giovani desiderosi di condividerne la vita. Fondò così ben tredici monasteri, con a capo di ognuno un abate. Ma ancora una volta l’invidia per la sua vita esemplare lo costrinse ad abbandonare quei luoghi e lo spinse fino a Cassino, dove sul monte, un tempo luogo di culto profano, edificò un monastero.
Qui mentre la vita cenobitica si consolidava anche alla prova del tempo, Benedetto scrisse la Regula monasteriorum, “segnalata per discrezione e limpida per dettato”, come ebbe a dire Gregorio Magno nel II libro dei Dialoghi, c. 36. Proprio in questo secondo libro, tutto dedicato alla narrazione della vita di Benedetto, Gregorio racconta i prodigi e i miracoli compiuti dal santo, presentandolo come un modello vivente, una parola di Vangelo.
Secondo un’antica tradizione, Benedetto morì il 21 marzo 547, festeggiato fino alla recente riforma liturgica come il giorno del transitus.
La festa odierna cade del giorno della traslazione delle sue reliquie in Francia. Codice spirituale per tutti i cristiani, oltre che per i monaci, la Regola è una piccola summa dell’Evangelo.
“Ascolta, figlio mio, i precetti del maestro, piega l’orecchio del tuo cuore, accogli con docilità e metti concretamente in pratica gli ammonimenti che ti vengono da un padre pieno di comprensione; cosicché tu possa per laboriosa obbedienza tornare a Colui dal quale ti eri allontanato per l’inerzia della disobbedienza… Lasciamoci cogliere da stupore di fronte alla Parola divina che ogni giorno grida a noi esortatrice: Oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore… Ecco, nella sua misericordia il Signore apre dinanzi a noi la via della vita… ” (Regola, Prologo, vv. 1-3; 9-10; 20).

Parola che guarisce di P. Alfredo Tortorella m.i.*Venerdì, XIV settimana del Tempo Ordinario*Mt 10,16-23_Sarete odiati d...
12/07/2026

Parola che guarisce
di P. Alfredo Tortorella m.i.

*Venerdì, XIV settimana del Tempo Ordinario*

Mt 10,16-23
_Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato._

La Chiesa è stata sempre o profondamente amata o profondamente odiata. Amata per la sua testimonianza di vicinanza agli afflitti e ai poveri, odiata per i suoi errori da cui ha mostrato più volte di sapersi rialzare. L'odio però, a volte è nato da una gelosia: il popolo seguiva più la Chiesa che i governi massonici (è il caso, ad esempio,del Messico degli anni '20) o comunisti (è il caso, ad esempio, dei francescani croati e del governo jugoslavo del secondo dopoguerra). Le persecuzioni si sono estese dai tempi degli Atti degli Apostoli ai tempi nostri, in Nigeria e Corea del Nord. Ci sono cristiani che soffrono e sono costretti a non vivere bene solo per il fatto di essere cristiani. Ci sono cristiani che per celebrare l'Eucarestia devono rischiare la vita ogni giorno, ogni domenica. Noi occidentali pensiamo che la fede sia una cosa scontata e personale; chi è perseguitato per la fede, invece, sa che per la fede in Cristo e l'appartenenza alla Chiesa può vivere il martirio. C'è chi, oggi, potrebbe morire a causa della fede in Cristo e perché cattolico. Il pensiero di questi fratelli e sorelle sparsi in Nigeria, Somalia, India, Corea del nord, Siria, Yemen, Afghanistan, non ci induce a pensare che in fondo le nostre piccole beghe, sono appunto tali, piccole?

Gesù aveva preannunciato tutto ai suoi discepoli: gioie e dolori. E aveva annunciato l'antidoto al veleno dell' odio: la perseveranza, altro nome della fedeltà!

Mille benedizioni!
P. Alfredo Maria Tortorella, m.i.

Venerdì 10 luglio 2026Messa del giornoVENERDÌ DELLA XIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)AntifonaO Dio, accoglia...
12/07/2026

Venerdì 10 luglio 2026
Messa del giorno
VENERDÌ DELLA XIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)
Antifona
O Dio, accogliamo il tuo amore nel tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra. (Cf. Sal 47,10-11)

Colletta
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Non chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani.
Os 14,2-10
Dal libro del profeta Osèa
Os 14,2-10

Torna dunque, Israele, al Signore, tuo Dio,
poiché hai inciampato nella tua iniquità.
Preparate le parole da dire
e tornate al Signore;
ditegli: «Togli ogni iniquità,
accetta ciò che è bene:
non offerta di tori immolati,
ma la lode delle nostre labbra.
Assur non ci salverà,
non cavalcheremo più su cavalli,
né chiameremo più "dio nostro"
l'opera delle nostre mani,
perché presso di te l'orfano trova misericordia».
«Io li guarirò dalla loro infedeltà,
li amerò profondamente,
poiché la mia ira si è allontanata da loro.
Sarò come rugiada per Israele;
fiorirà come un giglio
e metterà radici come un albero del Libano,
si spanderanno i suoi germogli
e avrà la bellezza dell'olivo
e la fragranza del Libano.
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra,
faranno rivivere il grano,
fioriranno come le vigne,
saranno famosi come il vino del Libano.
Che ho ancora in comune con gli idoli, o Èfraim?
Io l'esaudisco e veglio su di lui;
io sono come un cipresso sempre verde,
il tuo frutto è opera mia».
Chi è saggio comprenda queste cose,
chi ha intelligenza le comprenda;
poiché rette sono le vie del Signore,
i giusti camminano in esse,
mentre i malvagi v'inciampano.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 50 (51)
R. La mia bocca, Signore, proclami la tua lode.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.

Tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
nel segreto del cuore m'insegni la sapienza.
Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro;
lavami e sarò più bianco della neve. R.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Quando verrà lo Spirito della verità,
vi guiderà a tutta la verità,
e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. (Gv 16,13a;14,26d)

Alleluia.

Vangelo
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.
Mt 10,16-23
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,16-23

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un'altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo».

Parola del Signore.

Sulle offerte
Ci purifichi, o Signore,
quest’offerta che consacriamo al tuo nome,
e ci conduca di giorno in giorno più vicini alle realtà del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. (Sal 33,9)

Dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti
con i doni della tua ca**tà senza limiti,
fa’ che godiamo i benefici della salvezza
e viviamo sempre in rendimento di grazie.
Per Cristo nostro Signore.

Santi del Giorno

Sante Rufina e Seconda, martiri
Venerdì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Martiri romane al tempo di Valeriano e Gallieno, nel 260 circa, Rufina e Seconda, secondo la più antica testimonianza, vennero uccise “sulla via Cornelia, al decimo miglio”.
Le due sante, sorelle, erano fidanzate con due giovani cristiani che, di fronte al rischio di ve**re perseguitati, apostatarono. Le due sorelle fecero allora voto di verginità. Ma i due fidanzati non si rassegnarono a questa loro decisione, e non essendo riusciti a persuaderle a seguire il loro esempio, le denunciarono.
Mentre Rufina e Seconda si allontanavano da Roma per sfuggire ai persecutori, vennero raggiunte al quattordicesimo miglio della via Flaminia e consegnate al prefetto Giunio Donato. Dopo averle invano spinte ad apostatare e a unirsi in matrimonio, il prefetto emetteva la sentenza: di decapitazione per l’una e di bastonatura a morte per l’altra.
La matrona romana Plautilla, a cui le sante in sogno avevano indicato il luogo del martirio, seppellì in quella località i loro corpi. Sul sepolcro delle sante fu eretta da papa Adriano I (722-795) una basilica. Nella Pinacoteca di Brera, a Milano, si può ammirare il quadro del Cerano che ne riproduce il martirio.

Indirizzo

Taranto
74121

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