Fratelli di Gesù

Fratelli di Gesù L'Evangelizzazione mediante l'approfondimento della conoscenza della Sacra Scrittura è l'impegno principale del gruppo.

Il gruppo dei Fratelli di Gesù è composto da laici, sacerdoti e appartenenti a movimenti cattolici che, se pur impegnati in
diversi ambienti, hanno sposato un unico stile di vita
improntati alla sequela di Cristo. Chiunque può partecipare agli incontri di formazione, che si terranno al di fuori degli ambienti parrocchiali e non collegati ad alcun movimento. La formazione, consente di avere una con

oscenza chiara della Bibbia ed è fondamentale per fortificarsi nel percorso di fede individuale e per consentire ad altri fratelli di avvicinarsi alle Scritture, per poi scegliere con piena consapevolezza e e libertà il proprio cammino.

Parola che guarisce di P. Alfredo Tortorella m.i.*Memoria di San Carlo Lwanga e compagni martiri ugandesi*2 Lettera a Ti...
03/06/2026

Parola che guarisce
di P. Alfredo Tortorella m.i.

*Memoria di San Carlo Lwanga e compagni martiri ugandesi*

2 Lettera a Timoteo 1,1-12
_Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di ca**tà e di prudenza.Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo._

Carlo Lwanga, 21 enne, fu un giovane ugandese che affrontò il martirio insieme ad altri compagni altrettanto giovanissimi. Un re di cui erano a servizio tentava di abusare di loro. Carlo, cattolico così come i suoi compagni, insieme ad altri di fede anglicana, decisero di rifiutare ogni sorta di avances, in nome di un pudore e di un senso di castità che gli era stata trasmesso durante il catechismo. Per odio a questa fede cristiana che li aveva così formati, il re li martirizzò tutti.

Nelle settimane scorse si è svolto in Francia un pellegrinaggio a piedi di tre giorni, per 100 km, da Parigi a Chartres. Etá media del 40% dei partecipanti: 22 anni.

I giovani ci stupiscono e ci stupiranno sempre! Se gli insegni e gli proponi cose forti, assicurando loro che gli sei accanto o che tanti, prima di loro, ce l'hanno fatta, essi saranno per noi validi testimoni. Come esortava Paolo al giovane Timoteo, i giovani arrivano a non vergognarsi più del Signore quando hanno dei maestri nella fede che non gli offrono né caramelle, né spettacolini a buon mercato. Il problema, anche nella Chiesa, non resta la mancanza di giovani, ma la mancanza di maestri/testimoni che credono fermamente nella potenza del Vangelo.
Riproporre i valori evangelici come la castità, l'ardore dell'annuncio, la missionarietá, la chiarezza della fede, un'appartenenza, l'importanza della preghiera personale e liturgica, è dare cibo "da giovani" ai nostri giovani, e non pappine da lattanti.

Siamo dunque noi maestri che ci dobbiamo rinnovare nello spirito.

Mille benedizioni!
P. Alfredo Maria Tortorella, m.i.

Mercoledì 03 giugno 2026Messa del giornoSANTI CARLO LWANGA E COMPAGNI, MARTIRI – MEMORIAAntifonaIl Signore ha saggiato g...
03/06/2026

Mercoledì 03 giugno 2026
Messa del giorno
SANTI CARLO LWANGA E COMPAGNI, MARTIRI – MEMORIA
Antifona
Il Signore ha saggiato gli eletti come oro nel crogiuolo
e li ha graditi come offerta di olocausto;
risplenderanno per sempre
perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti. (Cf. Sap 3,6-7.9)

Colletta
O Dio,
che nel sangue dei martiri hai posto il seme di nuovi cristiani,
concedi che il campo della tua Chiesa,
irrigato dal sangue di san Carlo [Lwanga]
e dei suoi compagni,
produca una messe sempre più abbondante
a gloria del tuo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura
Ravviva il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
2Tm 1,1-3.6-12

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.
Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno.
Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di ca**tà e di prudenza.
Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo, per il quale io sono stato costituito messaggero, apostolo e maestro.
È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 122 (123)
R. A te, Signore, alzo i miei occhi.
Oppure:
R. A te, Signore, innalzo la mia preghiera.

A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni. R.

Come gli occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore;
chiunque crede in me non morirà in eterno. (Cf. Gv 11,25a.26)

Alleluia.

Vangelo
Non è Dio dei morti, ma dei viventi!
IX TO
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,18-27

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Parola del Signore.

Sulle offerte
O Signore, che hai dato ai tuoi santi martiri
la forza di preferire al peccato la morte,
accogli l’offerta del nostro sacrificio
e fa’ che serviamo al tuo altare
con la piena dedizione del nostro spirito.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli. (Sal 115,15)
Dopo la comunione
Abbiamo partecipato ai tuoi misteri, o Signore,
nel glorioso ricordo dei tuoi santi martiri;
questo sacramento, che li sostenne nella passione,
ci renda forti nella fede e nell’amore
in mezzo alle prove della vita.
Per Cristo nostro Signore.

Santi del Giorno

Santi Carlo Lwanga e compagni, martiri
Mercoledì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Carlo Lwanga e i suoi ventuno compagni furono canonizzati durante la terza sessione del Concilio Vaticano II, nel 1964. Protomartiri dell’Africa nera, uccisi in Uganda fra il maggio del 1886 e il gennaio del 1887, sono ricordati in questa data perché il 3 giugno 1886 Carlo Lwanga morì bruciato a Rubaga. Questi martiri sono le primizie di un centinaio di cristiani, cattolici e anglicani, vittime delle persecuzioni del vizioso re Mwanga, nella regione dei Grandi Laghi.
Carlo Lwanga, primo paggio di corte, aveva dovuto difendere la purezza degli altri paggi, suoi compagni, contro il re, e dopo la condanna preparò i suoi fedelissimi al martirio. In seguito alla sentenza di morte, i giovani, tutti al di sotto dei vent’anni, figli di notabili, salivano la collina di Namugongo portando ognuno sulle spalle una fascina di legna, che servì per il rogo che li arse vivi.
Secondo un’antica tradizione, all’ultimo momento, tre di loro, a sorte, furono graziati. La testimonianza dei tre superstiti ci ha fornito il racconto del loro martirio. Questo massacro era l’epilogo di una storia gloriosa e dolorosa nello stesso tempo, nella quale evangelizzazione e colonialismo si intrecciavano con le vicende del regno di Buganda, la regione che ora fa parte dell’Uganda.
La fioritura della Chiesa in Uganda è frutto del sangue dei suoi martiri. Carla Lwanga è stato dichiarato, nel 1934, patrono dell’Azione Cattolica e della gioventù africana.

Parola che guarisce di P. Alfredo Tortorella m.i.*Martedì, IX settimana del Tempo Ordinario*Mc 12,13-17_Gesù disse loro:...
02/06/2026

Parola che guarisce
di P. Alfredo Tortorella m.i.

*Martedì, IX settimana del Tempo Ordinario*

Mc 12,13-17
_Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».E rimasero ammirati di lui._

Ancora un invito al discernimento da parte di Gesù: un discernimento sui doveri, quelli sacri e quelli soltanto umani legati all'osservanza delle leggi statali; i doveri strettamente religiosi e quelli civili. Più tardi i cristiani, a partire dalle Lettere degli Apostoli nel Nuovo Testamento, impareranno che i buoni cristiani sono anche buoni cittadini. Ma è anche vero che spesso l'autorità civile, nel corso dei secoli, si è rivelata persecutoria nei confronti dei cristiani: da alcuni imperatori romani ai regimi massonici e comunisti, i cristiani hanno sofferto e sono stati martirizzati.

Oggi, fra Stati e Chiese, vige una necessità: custodire e conservare la libertà religiosa. Nessun potere civile può impedire a un uomo di credere e professare il proprio culto, soprattutto se è secondo i costumi e non offende la morale pubblica e il senso civico.

Gesù ci ricorda inoltre l'onestà di fronte alla Comunità: Dio da un lato e "Cesare" dall'altro, ricordano ad ognuno che esiste un corpo a cui apparteniamo: quello ecclesiale appunto, e quello della _civis_ in cui siamo inseriti e con cui interagiamo. Gesù ci ricorda che non siamo monadi ma esseri in relazione, e questa relazione non può sussistere senza regole alcune.

Mille benedizioni!
P. Alfredo Maria Tortorella, m.i.

Martedì 02 giugno 2026Messa del giornoMARTEDÌ DELLA IX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)AntifonaVolgiti a me e a...
02/06/2026

Martedì 02 giugno 2026
Messa del giorno
MARTEDÌ DELLA IX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)
Antifona
Volgiti a me e abbi pietà,
perché sono povero e solo.
Vedi la mia povertà e la mia fatica
e perdona tutti i miei peccati. (Sal 24,16.18)

Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
ascolta la nostra umile preghiera:
allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura
Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo
2Pt 3,11b-15a.17-18

Carissimi, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.
Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. La magnanimità del Signore nostro consideratela come salvezza.
Voi dunque, carissimi, siete stati avvertiti: state bene attenti a non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore dei malvagi. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell’eternità. Amen.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 89 (90)
R. Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio. R.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte. R.

Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
e il loro agitarsi è fatica e delusione;
passano presto e noi voliamo via. R.

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. (Cf. Ef 1,17-18)

Alleluia.

Vangelo
Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,13-17

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.

Parola del Signore.

Sulle offerte
Fiduciosi nella tua misericordia, o Signore,
veniamo con doni al tuo santo altare,
perché, purificati dalla tua grazia,
siamo rinnovati dai misteri che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
Io t’invoco, o Dio, perché tu mi rispondi;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole. (Sal 16,6)

Oppure:

«In verità io vi dico:
tutto quello che chiederete nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato»,
dice il Signore. (Cf. Mc 11,24)

Dopo la comunione
O Padre, che ci nutri con il Corpo e il Sangue del tuo Figlio,
guidaci con il tuo Spirito,
perché, confessandoti non solo a parole e con la lingua,
ma con i fatti e nella verità,
possiamo entrare nel regno dei cieli.
Per Cristo nostro Signore.

Santi del Giorno

Santi Marcellino e Pietro, martiri

Martedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

La memoria di questi due martiri è attestata dalle fonti liturgiche a partire dal secolo VIII, e ci riporta alla tremenda persecuzione dell’imperatore Diocleziano, nel 303, quando il prete Marcellino e l’esorcista Pietro furono decapitati, dopo essere stati costretti a scavarsi la fossa in un luogo nascosto da un bosco. Dopo il rinvenimento miracoloso, ad opera della pia matrona Lucilla, i loro corpi furono trasferiti e portati nel cimitero “Ad duos lauros”, sulla via Labicana, al quarto miliario, dove sant’Elena, la madre dell’imperatore Costantino, fece costruire una basilica, e dove volle essere sepolta.
Marcellino e Pietro furono tra i primi martiri romani più onorati al tempo di papa Damaso, che dedicò loro un epigramma. La testimonianza che questo papa ci ha lasciato, basata sul racconto che poté raccogliere dallo stesso carnefice che si era convertito, ha influito a fare della chiesa dedicata ai due santi, posta fra il Celio e l’Esquilino, a Roma, una chiesa stazionale. Papa Vigilio fece inserire i loro nomi nel Canone della Messa. Allo stesso tempo deve attribuirsi il loro ricordo nella liturgia ambrosiana, e la dedicazione di un’altra chiesa a loro intitolata all’angolo di via Merulana a Roma.

Parola che guarisce di P. Alfredo Tortorella m.i.*Memoria di San Giustino martire*Mc 12,1-12_lo inviò loro per ultimo, d...
01/06/2026

Parola che guarisce
di P. Alfredo Tortorella m.i.

*Memoria di San Giustino martire*

Mc 12,1-12
_lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”_

Per avere un po' di potere si dimentica facilmente la fraternità. Gesù parla del suo essere inviato e del suo non essere accolto da quei Giudei (capi dei sacerdoti, scribi, anziani)che vedevano in lui un pericolo di attrazione per le f***e. Parla loro con una parabola, quella della vigna data in gestione. Nella storiella emerge che i vignaioli hanno già un compito e sono destinatari di un mandato: gestire la vigna del padrone e assicurare a quest' ultimo una parte del raccolto. Ma essi vogliono tutto. E questa bramosia li trasforma da gestori a pirati omicidi.

I personaggi della parabola ci interrogano sul discernimento da fare sul nostro essere in un contesto. Cosa mi è stato dato? Di cosa sono proprietario o amministratore? Posso collaborare con ciò che mi compete, o pretendo tutto? Sulla pretesa di volere a un certo punto tutto, dobbiamo soffermarci di più e pensare che questa bramosia ci porterà alla prepotenza e alla disonestà. Non potremmo mai avere tutto nella vita, poiché in verità già ci è stato dato tanto!

Mille benedizioni!
P. Alfredo Maria Tortorella, m.i.

Lunedì 01 giugno 2026Messa del giornoSAN GIUSTINO, MARTIRE - MEMORIAAntifonaMi hanno raccontato menzogne gli orgogliosic...
01/06/2026

Lunedì 01 giugno 2026
Messa del giorno
SAN GIUSTINO, MARTIRE - MEMORIA
Antifona
Mi hanno raccontato menzogne gli orgogliosi
che non seguono la tua legge:
davanti ai re parlerò dei tuoi insegnamenti
e non dovrò vergognarmi. (Cf. Sal 118,85.46)
Colletta
O Dio, che attraverso la stoltezza della croce
hai donato al santo martire Giustino
la sublime conoscenza di Gesù Cristo,
concedi a noi, per sua intercessione,
di respingere gli inganni dell’errore
per conseguire fermezza nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Dio ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo
2Pt 1,2-7

Carissimi, grazia e pace siano concesse a voi in abbondanza mediante la conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro.
La sua potenza divina ci ha donato tutto quello che è necessario per una vita vissuta santamente, grazie alla conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua potenza e gloria. Con questo egli ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina, sfuggendo alla corruzione, che è nel mondo a causa della concupiscenza.
Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la ca**tà.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 90 (91)
R. Mio Dio, in te confido.

Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido». R.

«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui. R.

Lo libererò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli farò vedere la mia salvezza». R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Gesù Cristo,
testimone fedele, primogenito dei morti,
tu ci hai amati
e hai lavato i nostri peccati nel tuo sangue. (Cf. Ap 1,5)

Alleluia.

Vangelo
Presero il figlio amato, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,1-12

In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

Parola del Signore.

Sulle offerte
Concedi a noi, o Signore,
di celebrare degnamente questi misteri
che san Giustino difese con intrepida fortezza.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
Io ritenni di non sapere altro in mezzo a voi
se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. (1Cor 2,2)

Dopo la comunione
Nutriti dal pane del cielo, ti supplichiamo, o Signore:
concedi a noi di essere docili
agli insegnamenti del santo martire Giustino
e di vivere in perenne rendimento di grazie per i doni ricevuti.
Per Cristo nostro Signore.

Santi del Giorno

San Giustino, martire
Lunedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Il pagano Giustino nacque a Flavia Neapolis, in Samaria. Incontrò il cristianesimo verso il 130, dopo essere passato, attratto dagli studi filosofici, nelle varie scuole del pensiero greco, dove cercò risposta ai suoi interrogativi esistenziali. La sua adesione alla vita cristiana avvenne attraverso la testimonianza dei martiri.
A Roma fondò una scuola per diffondere il cristianesimo, ed ebbe il merito di riconoscere presenti “i semi del Verbo” al di là della Chiesa visibile, radicando l’annuncio della novità cristiana nella sapienza dei filosofi pagani e nei profeti d’Israele. Scrisse due Apologie, e il Dialogo con l’ebreo Trifone. Morì martire attorno all’anno 165.

Indirizzo

Taranto
74121

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