23/04/2021
In occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, abbiamo deciso di confrontarci con alcune persone...
Sono Suor Maria Rita, figlia di Maria Ausiliatrice, sono qui da 5 anni e lavoro nell’oratorio Aquilone. Vivo in una piccola comunità dei figli di Maria Ausiliatrice, che abita in un appartamento vicino alla parrocchia San Massimiliano Kolbe e insegno scienze al Liceo Battaglini di Taranto.
Avresti mai pensato che questa sarebbe stata la strada verso la tua felicità?
No, perché fino a 21/22 anni avevo altro nella testa; ero felicemente fidanzata, studiavo medicina e avevo altre prospettive che riguardavano la mia vita. Sicuramente la famiglia era la prospettiva più importante oltre al lavoro. Poi la mia storia affettiva ad un certo punto si è conclusa ed è come se si fossero aperti nuovi orizzonti e da quel momento di grande prova dal punto di vista affettivo, ho messo in discussione tutto quello che stavo facendo, dovevo riprendere la mia vita in mano e quindi cambiai subito corso di studi, perché mi dovevo in qualche modo allontanare dal mio ex fidanzato. Successivamente ho iniziato gradualmente ad intensificare quella che era la mia amicizia con Gesù, che era già presente nella mia vita, perché ero già una ragazza impegnata negli ambienti salesiani, però quel momento è stato molto decisivo. Ho colto l’invito da parte di un sacerdote, per fare un’esperienza di volontariato missionario in Albania, per prestare il mio servizio in una zona di periferia in un quartiere. Questa esperienza è stata completamente travolgente, perché l’amicizia con Gesù mi aveva catturato e quindi cominciai a donarmi, senza volere più nulla per me. Quest’esperienza è stata scatenante, perché mi ha fatto comprendere che il Signore mi stesse chiamando ad altro, nonostante ad alcune difficoltà. Naturalmente, tutto ciò non l’ho compiuto da sola, ma grazie ad un cammino di preghiera e soprattutto grazie ad un accompagnamento dato dal mio padre spirituale, che è stato uno strumento di discernimento molto forte. Anche il gruppo di volontariato è stato decisivo per me e per scoprire una profonda amicizia con Gesù.
Descrivi la tua vocazione da consacrata con un colore. E perché proprio quel colore?
Il colore che rappresenta la mia vocazione è il verde, non spento, ma un verde acceso; tenue, ma allo stesso tempo acceso. Questo colore mi rappresenta, perché credo che la vocazione alla vita consacrata “passi” per questo colore, un colore rilassante e per me della pace. La nostra vita da Figlie di Mara Ausiliatrice, salesiane, deve essere serena, una vita che infonda tranquillità, ma allo stesso tempo che sia frizzante e allegra. Ecco perché questo colore sento che mi appartenga.
Un augurio?
L’augurio che voglio porgervi è che possiate, qualsiasi sia la strada che il Signore vi chiede di seguire, scoprire l’essere figli, perché solo il figlio vive una profonda intimità con il padre, riesce a cogliere e a comprendere il pensiero e il desiderio del Padre. Vi auguro di essere sempre più figli.