A chi mi ama mi manifesterò - Gv 14,21

A chi mi ama mi manifesterò - Gv 14,21 La Misericordia è l’Amore di Dio che si rivela come tenerezza paterna e materna, gratuita, liberante e fedele; è l’Amore, colto nel suo aspetto più tenero

29/11/2025

Il Dio dei cristiani è un Dio che fa sentire all'anima che Egli è il suo unico bene, che ogni suo riposo sta in Lui, che essa avrà gioia solo nell'amarlo; e che, allo stesso tempo, le fa aborrire gli ostacoli che la trattengono e le impediscono di amare Dio con tutte le sue forze.

L'egocentrismo e la concupiscenza sono insopportabili per Dio. Questo Dio fa sentire all'anima che essa ha questo fondo di egocentrismo che la manda in rovina e che Lui solo può guarirla.
È pericoloso per l'uomo conoscere Dio senza conoscere la propria miseria, e conoscere la propria miseria senza conoscere il Redentore che la può sanare.

Una sola di queste conoscenze produce o la superbia dei filosofi, che hanno conosciuto Dio e non la propria miseria, o la disperazione degli atei, che conoscono la propria miseria senza Redentore. È necessario per l'uomo conoscere questi due punti, è altresì proprio della misericordia di Dio averceli fatti conoscere. La fede cristiana lo fa, ed è in ciò che essa consiste.

Si esamini l'ordine del mondo e si veda se tutte le cose non tendano a stabilire i due capisaldi di questa fede. Gesù Cristo è il fine di tutto e il centro a cui tutto tende. Chi lo conosce, conosce la ragione di tutte le cose.
Il Dio dei cristiani non consiste semplicemente in un Dio autore delle verità geometriche e dell'ordine degli elementi, ma un Dio che esercita la propria provvidenza sulla vita e sui beni degli uomini per donare una felice serie di anni a chi lo adora.

Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei cristiani, è un Dio di amore e di consolazione; è un Dio che riempie l'anima e il cuore di quelli che Egli possiede; che fa loro sentire interiormente la loro miseria e la sua misericordia infinita; che si unisce nel più profondo della loro anima, che li riempie di umiltà, di gioia, di fiducia, di amore; che li rende incapaci di altro fine che non sia Lui stesso.

[Blaise Pascal]

Di’ alle anime di non porre all’interno del loro cuore ostacoli alla Mia Misericordia, la quale vuole agire così grandem...
22/04/2025

Di’ alle anime di non porre all’interno del loro cuore ostacoli alla Mia Misericordia, la quale vuole agire così grandemente al loro interno. La Mia Misericordia opera in tutti quei cuori che aprono le loro porte ad essa. Sia il peccatore e sia la persona retta hanno bisogno della Mia Misericordia. La conversione, così come la perseveranza, è una grazia della Mia Misericordia.

Gesù a Santa Faustina Kowalska

S. GIOVANNI BOSCO E SAN DOMENICO SAVIOIl racconto dell’amicizia fra il santo sacerdote piemontese e il suo discepolo Dom...
31/01/2025

S. GIOVANNI BOSCO E SAN DOMENICO SAVIO

Il racconto dell’amicizia fra il santo sacerdote piemontese e il suo discepolo Domenico Savio

Di Antonio Tarallo – ACI Stampa, 31/01/2025

Un’amicizia fra santi: stiamo parlando di San Giovanni Bosco e il suo allievo, il suo fedele discepolo, il giovane San Domenico Savio. Non è possibile parlare di loro come soltanto di un dialogo tra magister e discipulus. Vi è qualcosa di più profondo e grande: un’amicizia di anime, di sentimenti. Si tratta di una comunione profonda nata durante le ore di catechismo dell’oratorio di Valdocco, quel primo famoso centro creato per l’istruzione per gli ultimi dal sacerdote piemontese il 12 aprile del 1846.

Il giovane Domenico oltrepassa la soglia del famoso istituto a soli dodici anni. Don Bosco comprende, fin da subito, che Domenico non è un ragazzo come gli altri: Domenico diverrà catechista in poco tempo. Usando un termine dei giorni d’oggi si potrebbe affermare che il Savio fu – in un certo – l’enfant prodige di Gesù e Maria. Don Bosco stesso scrive nella sua “Vita del giovanetto Savio Domenico” – edita nel 1859, due anni dopo la morte – parole che farebbero già pensare, all’epoca, a una vera e propria positio per la canonizzazione di un santo: “Si scrisse alcuni ricordi che conservava gelosamente in un libro di devozione e che spesso leggeva. (…) Erano di questo tenore: “Ricordi fatti da me, Savio Domenico l’anno 1849 quando ho fatta la prima comunione essendo di 7 anni. 1° Mi confesserò molto sovente e farò la comunione tutte le volte che il confessore mi darà licenza. 2° Voglio santificare i giorni festivi. 3° I miei amici saranno Gesù e Maria. 4° La morte, ma non peccati”. Questi ricordi, che spesso andava ripetendo, furono come la guida delle sue azioni sino alla fine della vita”.

Il primo incontro fra i due? “Era il primo lunedì d’ottobre di buon mattino [lunedì 2 ottobre 1854, ndr], allorché vedo un fanciullo accompagnato da suo padre che si avvicinava per parlarmi. Il volto suo ilare, l’aria ridente, ma rispettosa, trassero verso di lui i miei sguardi. – Chi sei, gli dissi, onde vieni? – Io sono, rispose, Savio Domenico, di cui le ha parlato don Cugliero mio maestro, e veniamo da Mondonio. Allora lo chiamai da parte, e messici a ragionare dello studio fatto, del tenor di vita fino allora praticato, siamo tosto entrati in piena confidenza egli con me, io con lui. Conobbi in quel giovane un animo tutto secondo lo spirito del Signore e rimasi non poco stupito considerando i lavori che la grazia divina aveva già operato in così tenera età”, questo il racconto di san Giovanni Bosco sempre nel libro citato.

Un’amicizia costellata da infiniti doni di Dio, di episodi che hanno tutto il sapore del Paradiso. Fra i tanti: un giorno Savio entra di fretta nello studio di Don Bosco e lo invita a seguirlo: c’è “una bell’opera da fare”. Il sacerdote, allora, incuriosito, lo segue. Arrivano davanti a un caseggiato. Savio invita il sacerdote a salire al terzo piano: lì c’è una donna che lo prega di confessare suo marito gravemente malato. Quest’uomo voleva ritornare alla fede cattolica dopo aver abbracciato per un periodo il protestantesimo. Alcuni giorni dopo il fatto, Don Bosco chiese al giovane come potesse sapere la storia dell’ammalato. Domenico lo guardò, in silenzio, per poi scoppiare in un forte pianto. Il Signore gli aveva parlato e Savio non aveva fatto altro che ascoltarlo.

L’amicizia fra i due santi si alimentava di un’amicizia “in comune”, immensa, ancor più grande: quella con Dio.

13/01/2025

TESTIMONIANZA DI UN PARROCO: DAVO TUTTO, MA NON DAVO MAI GESU', POI L'ADORAZIONE PERPETUA....

Ero un prete impegnato in convegni, campi-scuola, case alpine da organizzare: tempi sempre corti e acqua alla gola su ogni attività! Ma è questo il mio essere prete?! Rischiavo di essere costruttore di una Chiesa organizzata ma con poco, o forse senza Cristo!

Divenuto parroco mi sentivo richiedere di tutto, di più, con una crescente insoddisfazione: dai tutto, ma non dai Gesù! Mi è nato nel cuore con insistenza sempre più forte il desiderio e la decisione dell’Adorazione Eucaristica Perpetua.

Un segno forte, un aggancio, un’ancora per me prima di tutto, ma anche una luce, un dono, anzi, il Dono vero per tutta la comunità: Gesù, Lui, sempre, per tutti e a tutti! Ho capito che l’esser prete non era autentico se non dai Gesù, se non evangelizzi in ogni occasione e se prima non preghi per la tua gente.

Ho proposto questa visione di parrocchia ai miei collaboratori e alla comunità e, non senza fatiche e incomprensioni, molti l’hanno accolta. In parrocchia abbiamo iniziato le Cellule di Evangelizzazione: una esperienza che aiuta i laici a farsi carico con gioia del loro impegno battesimale: essere discepoli ed evangelizzatori nella vita di ogni giorno. Questa esperienza è divenuta un fermento di gruppi - cellule nelle case, novità e gioia per tanti semplici battezzati. E’ infatti un metodo parrocchiale che offre occasioni di conversione a laici e al loro parroco, non un movimento, ma una comunità parrocchiale, un reticolo di gruppi raccolto ogni domenica nell’Eucaristia e, durante la settimana, sparsi nella vita normale; li spinge il desiderio e l’impegno di portare e riportare a Gesù e alla parrocchia amici, parenti, vicini, colleghi..... Così per evangelizzare, ogni membro delle cellule ha capito che ci vuole la forza dello Spirito Santo. “Avrete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra” (At 1, . “Andate in tutto il mondo predicate il vangelo a ogni creatura” (Mc 16, 15).

E l’Adorazione Eucaristica è diventato quel tempo in cui gli evangelizzatori si accostano alla sorgente dello Spirito: Gesù Eucaristia. Il tempo per adorare è diventato essenziale, per interiorizzare la Parola di Dio, per rinfrancarsi alla presenza del Signore, rivedere ogni persona e situazione con la Sua luce. I parrocchiani tutti, anche coloro che non si lasciano coinvolgere di più o stanno a guardare in modo più critico, hanno capito: la parrocchia, la chiesa esiste per portare Gesù, farlo incontrare a tutti. “La Chiesa esiste per evangelizzare” EN 14). L’Adorazione dunque è diventata un’esperienza di tutti i gruppi, di tanti parrocchiani qualunque, così come il desiderio e l’urgenza di evangelizzare si è allargato e dalle cellule è stato assorbito come sensibilità di molti, perfino bambini e ragazzi oltre che giovani e adulti, oratorio, catechesi, cooperatori, gruppi famiglie, Caritas, San Vincenzo, Unitalsi...

Le attività non sono diminuite o sciolte in vago misticismo, ma riequilibrate ed orientate ad essere “ponti di amicizia per evangelizzare”. San Paolo ce ne ricorda il senso: “Tutto io faccio per il Vangelo per diventarne partecipe con loro” (1Cor 9, 23). Dall’Adorazione e dal desiderio e impegno di Evangelizzazione riprende dunque la sua identità il prete, ritorna la gioia nella liturgia, i vari servizi non diventano un potere o un possesso perché svolti per Lui, l’oratorio non è un luogo di qualunquismo attivista, ma per portare a Lui! Rinasce anche la confessione: se stai in chiesa la gente passa per l’adorazione e desidera confessarsi. La Parola di Dio è assimilata e amata: nella cellula di evangelizzazione la si accosta attraverso l’intervento del parroco inciso in cassetta o CD e la si assimila, e nella adorazione la si riprende in preghiera per farne luce ed impegno di vita.

Benedico il Signore per il dono della Adorazione Perpetua che Egli ci dona e per la gioia di Evangelizzare. Una parrocchia aperta, gioiosa, impegnata è possibile: se Gesù ne è il centro e portare il suo Vangelo e il suo Amore ne è l’obiettivo.

don Narciso Danieli -

PREGHIERA: TI DONO IL MIO CUORE GESU'

Oh Signore Gesù ti consacriamo il nostro cuore, il nostro piccolo cuore, questa sera, prendilo e trasformalo Tu, fanne un cuore Eucaristico, un cuore ardente di amore come il Tuo, un cuore ricco di fede e di speranza, un cuore ricco di ca**tà fraterna, un cuore abitato dal Tuo Amore, dell'Amore Trinitario e dall'amore per il nostro prossimo; prendi questo nostro cuore, unisci i nostri cuori in una sinfonia d'amore, in un coro tutto unito che canta a Te, che attraverso di Te eleva inni di lode e benedizione al Padre, tutto unito all'Eucaristia, un'unica Eucaristia, il Tuo Corpo Mistico, un'unica preghiera che in questo tempo si elevi dal mondo, dalle diverse chiese, dalle diverse comunità, attraverso i loro pastori, attraverso i fedeli laici, i religiosi, i monasteri; un unico canto di lode e adorazione, tutti in Te oh Gesù Eucaristia, tutti con Te, e con il Papa.

In questo Anno preghiamo insieme: "Resta con noi Signore! Come i due discepoli del Vangelo, ti imploriamo, Signore Gesù: rimani con noi! Tu, divino Viandante, esperto delle nostre strade e conoscitore del nostro cuore, non lasciarci prigionieri delle ombre della sera. Sostienici nella stanchezza, perdona i nostri peccati, orienta i nostri passi sulla via del bene. Benedici i bambini, i giovani, gli anziani, le famiglie, in particolare i malati. Benedici i sacerdoti e le persone consacrate. Benedici tutta l'umanità. Nell'Eucaristia ti sei fatto "farmaco d'immortalità": dacci il gusto di una vita piena, che ci faccia camminare su questa terra come pellegrini fiduciosi e gioiosi, guardando sempre al traguardo della vita che non ha fine. Rimani con noi, Signore! Rimani con noi! Amen🙏❤️

07/01/2025

O Signore, dammi tutto ciò che mi conduce a te. O Signore, toglimi tutto ciò che mi allontana da te. O Signore, strappa anche me da me stesso e dammi totalmente a te.

🌿 Edith Stein 🌿

"Non analizzare la tua croce in ogni particolare: ti smarriresti. Il passato ti sembra tutto un fallimento? Non è così. Il demonio ti tenta e ti fa pensare: pregai e non mi venne il contrario...prego e mi sforzo di farlo con fede e ho l'impressione d'invocare una maggiore sciagura. Ti sembra che Dio ti abbia abbandonato e non ti abbia esaudito? Non è così, non è stato così: in Cielo saprai come tutto sia stato un richiamo misericordioso di Dio sui tuoi cari, sulla tua vita. Non analizzare più ogni circostanza penosa nei minimi particolari: abbraccia tutto nella sintesi di un abbandono filiale pieno di fiducia nel Signore che t'ama tanto, nella Vergine Maria , che ti è unica vera mamma e ti ascolta sempre, anche quando non credi."

"O mio Signore, attirami sempre dove tu vuoi, fa' che io compia ciò che a te piace, inebriami della tua Volontà e rendimi in essa creatura nuova, rifulgente del tuo amore. Amen."

Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, Sacerdote (Napoli, 1882-1970).

28/12/2024

Prima Lettura
1Sam 1,20-22.24-28

Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.

Dal primo libro di Samuele

Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele. “Perché - diceva - dal Signore l'ho impetrato”.
Quando poi Elkana andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il voto, Anna non andò, perché diceva al marito: “Non verrò, finché il bambino non sia divezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre”.
Dopo averlo divezzato, andò con lui, portando un giovenco di tre anni, un'efa di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a Silo, e il fanciullo era con loro. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e Anna disse: “Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto. Perciò anch'io lo dò in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli è ceduto al Signore”. E si prostrarono là davanti al Signore.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Sal 83

Beato chi abita la tua casa, Signore.

Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L'anima mia languisce
e brama gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. R.

Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi!
Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio. R.

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe.
Vedi, Dio, nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato. R.

Seconda Lettura
1Gv 3,1-2.21-24

Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Parola di Dio

Canto al Vangelo
At 16,14

R. Alleluia, alleluia.

Apri, Signore, il nostro cuore
e comprenderemo le parole del Figlio tuo.

R. Alleluia.

Vangelo
Lc 2,41-52

Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai dottori.

✠ Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Parola del Signore

24/11/2024

Buona e Santa Domenica di Cristo Re
🙏🙏🙏

«Dunque tu sei re?»

Quante volte capita di trovarci di fronte a persone che ci chiedono cosa facciamo nella vita, come se un lavoro soltanto possa qualificare il nostro stare al mondo. Come se senza quella mansione noi non fossimo niente.

Gesù ci invita ad andare oltre, a seguire la verità della nostra essenza e, più che chiederci cosa facciamo, ci pone un’altra domanda: chi siamo realmente? Paure, ansie, gioie, passi, amore, dolore, assenze e presenze comprese. Un pacchetto completo che dà testimonianza concreta del nostro essere qui.

E cosa può aiutarci a vedere anche nei momenti più bui, se non l’Amore di Dio che ci salva anche da noi stessi?

Ester Antonia Cozzolino

15/09/2024

Disse Gesù a santa Brigida:

«Le fondamenta sono la vera fede, cioè credere che io sono Giudice giusto e misericordioso. Tuttavia ora le fondamenta sono indebolite, poiché tutti credono e predicano che io sono misericordioso, ma quasi nessuno predica o crede che io sono un Giudice giusto. Essi mi considerano quasi un giudice iniquo. Iniquo infatti sarebbe il giudice che, per misericordia, mandasse impuniti gli ingiusti, cosicché potessero opprimere ulteriormente i giusti. Ma io sono Giudice giusto e misericordioso; perciò non lascerò impunito neppure il minimo peccato, né senza ricompensa il minimo bene. Indebolendo le fondamenta di questo muro, sono entrati nella santa Chiesa quelli che peccano senza timore, che negano che io sono un Giudice giusto, che tormentano i miei amici così severamente come quelli che sono legati ai ceppi»
[Santa Brigida, Rivelazioni, Libro I, capitolo 5]

Uno dei tanti esempi di cose che sembrano scritte ieri… attualissime… eppure sono state dette secoli fa…

22/08/2024

Questo è il messaggio che padre Duarte Sousa Lara, esorcista portoghese, ha inviato al campo di guarigione e liberazione del 2021, attraverso Danilo Gesualdo della comunità di New Song.

Il diavolo sa di avere poco tempo, perché presto Dio interverrà per sconfiggere il male. Il nostro Dio non perde le battaglie!
Per questo vi chiedo di non perdere altro tempo in attività inutili o irrilevanti. Ora è tempo di una preghiera più intensa e di una penitenza più generosa. Molte grazie dipendono dalle nostre preghiere e dai nostri sacrifici. Abbiamo bisogno di collaborare al piano di Dio per questi tempi speciali in modo responsabile. Non lasciatevi ingannare in questi tempi di grande confusione, dentro e fuori la Chiesa che Gesù ha fondato. Studia la Bibbia, insieme al Catechismo.
La Parola di Dio è la Verità e non passerà mai. Rimani saldo nella verità, qualunque cosa serva. Soprattutto invoca la potente benedizione del Dio Uno e Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo E l intercessione della beata Vergine Maria 🙏

03/08/2024

Le Ave Maria del Rosario, dette con fretta non giovano; chi prega in tal modo si illude d’aver pregato e al termine del Rosario rimarrà insoddisfatto e confuso; al contrario chi prepara il cuore e si raccoglie, consapevole d’essere innanzi alla Regina del Cielo, questi sperimenterà la pace nell’anima; orsù anima devota, il Rosario è un dialogo con l'amata Madre, e quando questo dialogo è sincero, è pieno di manifestazioni affettuose, proprio come avviene tra la mamma e il suo bambino.

Chi disdegna il Rosario è un superbo, poiché è incapace di perseverarvi, e di attendere le grazie al tempo opportuno, non ne comprende il valore, e rimane per questo lontano dalla grazia di Maria; al contrario chi persevera, chi lotta, chi sopporta con umiltà e pazienza, aridità e distrazioni in questa orazione, riceverà dalla Vergine Maria, grandi doni.

Fonte Antonio Maria Lazzaro

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