Parrocchia S. Maria della Misericordia e dei Pericoli

Parrocchia S. Maria della Misericordia e dei Pericoli Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Parrocchia S. Maria della Misericordia e dei Pericoli, Chiesa cattolica, Piazza Cappuccini 1, Syracuse.

Partirà il 13 gennaio nella nostra parrocchia il corso di preparazione al Sacramento del Matrimonio.E' un'occasione per ...
02/01/2025

Partirà il 13 gennaio nella nostra parrocchia il corso di preparazione al Sacramento del Matrimonio.
E' un'occasione per scoprire la bellezza e l’abbondanza di grazia che sono racchiuse nel sacramento stesso e nella vita familiare, unendo in una sintesi armoniosa e creativa le scienze umane e la Parola di Dio. Il nostro desiderio è che tutti i partecipanti possano vivere questo tempo come un’opportunità di crescita, sia umana che cristiana.

Se vi fa piacere, condividete la locandina. Grazie.
PACE E BENE







04/02/2024

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 4 febbraio 2024

La liturgia della Parola di questa domenica ci presenta l’esperienza del dolore, come è vissuto da Dio e come è vissuto dall’uomo. Il brano del Vangelo di Marco lo inserisce all’interno di uno spazio organizzato diviso in settori: casa, porta della casa, deserto, i villaggi vicini. Mette insieme tutto lo spazio immaginabile, religioso e profano, privato e pubblico. Una maniera, la sua, per mostrare come l'azione di Gesù interessi ogni essere umano nella sua totalità, in tutte le sue dimensioni.
E sembra che il brano vangelo nasconda tra le righe
una domanda e una risposta. La domanda: Che cosa è l’uomo?
la risposta: un essere infermo, fragile, che invoca guarigione.
Per questo "Tutti ti cercano”: se tutti soffrono, tutti cercano chi li possa guarire. A questa richiesta Gesù si accosta all’umanità intera, si accosta alla nostra sofferenza e ci tiene la mano.
Questa sofferenza, tra l’altro, è già narrata nell’AT che ci tramanda il grido di un innocente che soffre, il grido di Giobbe:
“I miei giorni sono stati più veloci di una spola, sono finiti senza speranza”. In questo dolore grande Giobbe non smette di avere Dio come interlocutore e grida: “ricordati che un soffio è la mia vita”. La risposta che Dio dà a Giobbe non sta nelle parole
e neanche Gesù pronuncia parole dinnanzi alla suocera di Pt:
la risposta è una presenza. Il dolore spesso non vuole parole, vuole presenza: vicina ma non invadente, il dolore vuole la consolazione di Dio.
Naturalmente il Vangelo legge il mistero del dolore alla luce della Pasqua, avvolgendolo quasi nel chiarore della speranza.
La nostra risurrezione si realizza allora attraversando il percorso sul quale Gesù ci ha preceduto, nella fiducia che saremo tenuti per mano da lui e con Lui celebreremo la sua e la nostra Pasqua.






28/01/2024

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Un maestro che stupisce, ecco come si presenta Gesù nel Vangelo di questa settimana. Un maestro che insegna con autorità, l'autorità che gli viene dall'essere il santo di Dio, dal sapere e conoscere di essere egli stesso la Verità. Per questo il suo insegnamento era autorevole perché non aveva dubbi su nulla, Lui sapeva chi era. Gesù dirà di sé stesso: "io sono la via, la vita e la verità" e quando Pilato gli chiederà "che cos'è la verità?", Gesù non gli risponderà, perché Pilato l'aveva davanti a se, ma era cieco, non riusciva a vederla...
Per quale motivo Gesù ordina all'indemoniato di tacere? Perchè il demonio l'ha riconosciuto, lui sa chi ha davanti. Tuttavia, Gesù non vuole che sia lui ad indicarlo. "Taci" comanda sul demonio, e lo caccia via perché Gesù vuole che siamo noi a dichiararlo maestro nella nostra vita.
Si legge nel Salmo 15: "anche di notte il mio cuore istruisce".
Ci accompagni ancora lo Spirito di Dio, Spirito di verità e di luce interiore. Ci stupisca e istruisca con il suo amore.
Buona domenica!






20/01/2024

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio.
Il Vangelo di questa domenica inizia subito con la notizia dell'arresto di Giovanni Battista. Adesso è Gesù in persona che annuncia se stesso, invita alla conversione dicendo che "il regno di Dio è vicino e il tempo è compiuto".
Marco poi, fin dalle prime righe del suo Vangelo, vuole chiarire una cosa importantissima: Gesù non propone una nuova religione, ma annuncia un evento: il regno di Dio si è fatto vicino. Dio si è fatto vicino. È a portata di mano. Questo è il Vangelo: è la buona notizia di un Dio che si butta nella mischia, che si fa vicino, che accorcia le distanze. La conversione annunciata da Gesù riguarda proprio questo: abbandonare l'idea di un Dio capriccioso che sonnecchia tra le nubi del cielo fantasticando su quali castighi infliggere all'umanità e scoprire che Dio è vicino, è carne della nostra carne, è vita che palpita nel cuore dell'umanità. Questa, anche oggi, è la conversione piú urgente.
L'invito sferzante diretto ai quattro pescatori, chiarisce e approfondisce ulteriormente questo punto: "Venite dietro a me". Lo abbiamo già visto la settimana scorsa: il maestro non mette alla prova i suoi futuri discepoli per verificare se sono idonei alla missione, semplicemente li invita a seguirlo, a camminare con lui, a condividere la sua vita, a stare con lui.
Contrariamente a quanto normalmente accadeva in quel tempo, è Gesù che sceglie i suoi primi discepoli. Il maestro non sta seduto in una stanzetta aspettando che qualcuno si faccia vivo. Lui stesso va in cerca dei suoi discepoli e li chiama mentre cammina per invitarli a condividere il suo stesso cammino.
È il camino del regno di Dio. È il cammino di un regno che non ha un re, ma un Padre; che non ha sudditi, ma fratelli; un regno che si fonda sul comandamento dell'amore.
Questa è la buona notizia del Vangelo: Dio si è fatto vicino, ci raggiunge sulle rive della nostra quotidianità e ci invita ad un cammino di fraternità.
Buona domenica!






15/01/2024

Domenica 14 gennaio 2024
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Tra gli episodi più belli descritti nel Vangelo vi è quello della chiamata di Andrea e Giovanni. Ciò che rende bello questo brano è il fatto che è un'esperienza personale vissuta intensamente dall'evangelista Giovanni, il discepolo più amato: lo conferma quella connotazione temporale nel brano ("le quattro del pomeriggio") che rende quell'ora indimenticabile.
Sappiamo infatti che per Giovanni e Andrea inizia la vera vita insieme a Gesù. Da quel momento ci sarà un 'prima di Cristo' e un 'dopo di Cristo'. Questo vale per ciascuno di noi carissimi, ogni volta che facciamo un'esperienza forte di Gesù tale da indurre un cambiamento totale di vita.
"Ecco l'agnello di Dio" indica Giovanni il Battista e loro abituati da buoni ebrei a quel linguaggio, si mettono alla sequela del mite agnello.
"Dove abiti maestro?". E' la domanda normale che il discepolo fa perché i rabbi ebraici insegnavano in un luogo preciso. Ma Gesù era itinerante e, sentitosi seguito, gli risponde "venite e vedrete", cioè venite oggi perché vedrete. Il verbo è al futuro, vedrete domani. Cosa vedranno Giovanni ed Andrea? Cosa vedremo noi? C'è lo indica ancora oggi Giovanni Battista: "Ecco l'agnello di Dio", colui che vediamo ogni volta che celebriamo l'Eucarestia.
Ecco la nostra salvezza!






Carissimi, pace a voi.La Provvidenza questa settimana ci dona altri momenti per vivere e crescere nella fede, in attesa ...
07/12/2023

Carissimi, pace a voi.
La Provvidenza questa settimana ci dona altri momenti per vivere e crescere nella fede, in attesa del Signore che viene.

Oggi, 7 dicembre, primo giovedì del mese di "Preghiera e Ca**tà".
Alle ore 17:30 S. Rosario
Alle ore 18:00 S. Messa e a seguire, Adorazione per le vocazioni.
Chi lo desidera può portare beni di prima necessità per sostenere la Caritas della nostra parrocchia.

Sempre oggi, alle ore 18:00, nel santuario della Madonna delle lacrime, l’arcivescovo monsignor Francesco Lomanto presiederà la Santa Messa di ringraziamento per i doni dell’anno Mariano nel 70º anniversario della lacrimazione della Madonna Siracusa.

Domani, venerdì 8 dicembre:
solennità dell’Immacolata Concezione di Maria.
L’orario delle sante Messe è quello domenicale:
8:30, 11:00, 18:00

Questa settimana continuano i nostri Mercatini di Natale di Solidarietà con gli orari riportati nella locandina qui sotto.

Vi aspettiamo!





🎅🏼🎄 CARISSIMI 🎄🎅🏼manca poco al nostro appuntamento.Noi frati Cappuccini vi aspettiamo ai nostri “Mercatini di Natale di ...
28/11/2023

🎅🏼🎄 CARISSIMI 🎄🎅🏼
manca poco al nostro appuntamento.
Noi frati Cappuccini vi aspettiamo ai nostri “Mercatini di Natale di Solidarietà”.
Trovate tutte le info utili nella locandina qui sotto. Se vi fa piacere, aiutateci a diffonderla.
Pace e Bene 👋










26/11/2023

Carissimi, pace a voi!
In questa domenica, ultima del tempo ordinario, la chiesa festeggia Cristo Re dell'universo.
Uni-verso nel senso che tutto tende verso quell'Uno che è Dio.
Eppure questo Re si identifica, si paragona ad un affamato, un assetato, un povero, un malato, uno straniero, un carcerato, in definitiva ad un bisognoso.
Ma allora, come può essere un Re?
Un Re di cosa, di chi?
Sarà Re perché cambia le cose,
perché sempre ci guarisce, ci disseta, ci visita, etc?
In effetti, quello che constatiamo è che il Signore spesso non cambia le cose, la storia, ma lascia la nostra vita così com'è.
Nel Vangelo di Giovanni lo volevano fare Re dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani per tutte le meraviglie da Lui compiute, Gesù però scappa da loro.
Non vuole essere Re di magnificenza, vuole essere Re di abbracci, di tenerezza, di pietà, di misericordia, vuole essere un Re che ti prende in braccio, ti mette sul suo collo, per portarti al sicuro nel suo ‘castello’... il Cielo.

Buona domenica!






05/11/2023

In questo Vangelo della 31° settimana del tempo ordinario, Gesù si rivolge alle f***e e ai suoi discepoli mettendo in evidenza l'atteggiamento incoerente degli scribi e i Farisei, un atteggiamento ipocrita perché essi dicono ma non fanno. A questo proposito Gesù dice: "legano pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere
le fanno per essere Ammirati dagli uomini".
Parole rivolte ad ognuno di noi, nessuno escluso, dove è racchiusa una grande fragilità dell' uomo, il bisogno di riconoscimento, cioè il bisogno di essere esaltato ed innalzato in tutto quello che fa. Ed è questo bisogno che non ci fa vedere chiaramente, non ci fa fare il giusto discernimento, inaridisce il nostro cuore, portandoci ad un comportamento lontano da quello che è l'insegnamento di Gesù. Ma ancora una volta Lui ci viene in aiuto dicendoci che il Cristo è l' unico "Maestro" da seguire, un maestro che si è fatto servo, si è umiliato e l' unico momento in cui si è innalzato è stato sulla croce. Questo deve essere il punto di partenza del cristiano, solo partendo dal suo esempio possiamo andare in profondita' nella fede che proclamiamo, possiamo mettere in pratica la sua parola in maniera coerente ogni giorno con umiltà, avendo coscienza che tutto quello che facciamo viene dallo Spirito Santo che è l' unica forza che ci può portare ad un vero cambiamento, unico e vero segno visibile ed efficare agli occhi degli altri e per essere portatori di pace e vivere da veri fratelli!

Buona domenica






01/11/2023

Carissimi, celebriamo ocggila solennità di Tutti i Santi.
San Paolo nelle sue lettere chiamava i cristiani 'Santi'.
Nessuno di noi creda che coloro che la Chiesa ha proclamato santi, siano stati esenti dall'esperienza della loro fragilità o abbiano vissuto senza mai peccare. Essi sono stati persone come noi in cammino verso la perfezione, cioè la pienezza della vita. Hanno "inclinato l'orecchio del loro cuore" (S. Francesco) all'accorato invito di Dio: " Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo "(Lv 19,2).
Questo imperativo affettivo attraversa la storia e giunge a noi oggi, proclamato da Gesù nel celebre brano delle beatitudini:
un cammino orientato alla nostra felicità e realizzazione.
Non è un caso che questo discorso venga tenuto su un monte, che a pensarci è il luogo della terra più vicino al cielo.
Nel libro della Genesi (cap. 22) è scritto: "Sul monte Dio provvede". Noi sentiamo necessario questo aiuto di Dio per realizzare nella nostra vita quel cammino di pienezza promesso dalle beatitudini. Infatti, a primo acchito esso sembra un assurdità: Gesù ci dice di essere Beati, cioè pieni di felicità, di gioia e Letizia, lì dove descrive una serie di sofferenze e di ingiustizie. Ci fa promesse legate alle lacrime versate.
La parola ebraica di beatitudine ha però un significato diverso è 'ashre' che significa andare avanti, essere nella giusta direzione. Allora il Signore ti dice di andare avanti (asher), insieme a lui, nonostante le sofferenze, perché c'è una promessa di ricompensa, di giustizia, di pace, di amore che asciugherà tutte le lacrime.
Buona festa!






28/10/2023

In questa 30ma domenica del tempo ordinario prosegue la narrazione del Vangelo di Matteo e continuano le domande poste a Gesù Maestro. Dopo i sadducei, a farla è un fariseo, cioè un osservante della legge. Dobbiamo ringraziare questo fariseo per la sua domanda, perché grazie a lui otteniamo una delle risposte più luminose e illuminanti date dal Figlio di Dio.
In realtà la domanda posta dal fariseo può sembrare quasi ovvia e retorica per un dottore della legge: "Maestro qual è il grande comandamento?" cioè, tra tutti i comandamenti che abbiamo, qual è il più grande di tutti?
Gesù anche stavolta spiazza il suo interlocutore con una risposta che non si aspetta. Gli viene chiesto un comandamento e lui ne dà due. Sono due che alla fine diventano uno.
Questo fariseo è rimasto “dentro la legge”, Gesù invece lo vuole condurre “verso l'amore”. La risposta di Gesù, infatti, è un capolavoro di bellezza.
Gli ricorda la preghiera che ogni ebreo deve ripetere ogni giorno, lo shemà (cf. Dt 6,4-9): «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente» cioè con tutto te stesso.
Dio non vuole un amore minore a questo, vuole tutto di te. Il tuo cuore sede dei sentimenti, la tua mente sede del tuo pensiero, l'anima il luogo dove Egli abita. Così amando Dio puoi amare il prossimo, il tuo fratello, il tuo vicino. E qui c'è la sorpresa: lo amerai non più e non meno di te, ma “come te stesso” (Lv 19 18). Tutto l'amore inizia da Dio che ti ama così come sei. Sentiti amato dunque e rispondi a questo amore amando Dio, gli altri e te stesso.
Se il dottore della Legge interroga il Gesù per metterlo alla prova, con un discorso che sembra per lui solo una superficiale discussione da scuola teologica, Gesù invece arriva alla vita concreta. Anche in questo mostra il suo amore vero: Gesù ha davanti un “nemico” che lo vuole ti**re dentro ad un discorso teorico per poterlo metter in difficoltà. Lui invece non si tira indietro e ama questo “nemico” dandogli una risposta vera e profondamente umana.
Amare Dio amando il prossimo, amare il prossimo arrivando così ad amare Dio.
Buona domenica!






21/10/2023

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

"Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio". (Mt 22,15-21)

Continua la serie di tentativi per colpire e cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. L'inizio del brano è un poema di buonismo. Questa volta ad avvicinarlo sono anche gli erodiani che lo chiamano 'Maestro' per indicare che gli vogliono riconoscere un autorità e un importanza che in realtà solamente temono.
Che è cosi, lo dimostra il verso seguente, quando dicono che Gesù 'non teme nessuno', dunque neanche loro.
"È lecito o no pagare il tributo a Cesare?"
La questione è puramente politica, ma lo stanno chiedendo ad un maestro che, come dicono loro stessi, insegna la via di Dio secondo verità. Gesù li sorprende con la sua risposta: "date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio".
Ora, dopo che gli hanno detto che è un Maestro veritiero, non possono più ribattere e dunque restano basiti al punto da andarsene in silenzio.
Gesù divide nettamente cosa 'dare a Dio e a Cesare' perché il valore delle cose è immensamente diverso. In un altro Vangelo, Gesù dice che: "dov'è il tuo cuore, lì è il tuo tesoro".
Come sapete, pochi giorni fa, la nostra parrocchia ha avuto il dono di ospitare la reliquia del cuore di padre Pio, un cuore che è stato ardente e pieno di passione per Gesù Cristo.
Diamo a Dio ciò che di Dio, diamo a Dio ciò che è suo.
Lui, il Padre, ci ha già dato tutto: tutto se stesso, assieme al Figlio, nello Spirito Santo.
Buona domenica!






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Piazza Cappuccini 1
Syracuse
96100

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