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Ecco la nuova collonina per la igienizazzione delle mani all'ingresso del Duomo!Ringraziamo di cuore la Siderurgica Vite...
06/06/2020

Ecco la nuova collonina per la igienizazzione delle mani all'ingresso del Duomo!
Ringraziamo di cuore la Siderurgica Viterbese e le signore dell'oratorio che gentilmente hanno fatto la donazione alla nostra comunità!
All'entrare nella chiesa non dimenticate di premere la pedana del distributtore di gel sanificante per la igienizazzione delle mani.
buona domenica!

25/05/2020

Liturgia del giorno – lunedì della VII settimana di Pasqua
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 16, 29-33
In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».
Dagli Atti degli Apostoli 19, 1-8
Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell’altopiano, scese a Èfeso.
Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».
Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.
Riflessione
Chi è l’uomo perché possa star sicuro della sua fede?
Non appena egli riposa sulle sue forze e non si appoggia a Gesù, la fede sembra svanire e vacilla: è la prova.
“Adesso credete? Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per proprio conto, e mi lascerete solo”.
La fede provata si smarrisce, l’uomo dubita e non è più capace di rapporto, non sente più il fascino di una compagnia guidata e se ne va lontano per la sua strada.
La prova cui Gesù fa riferimento, la croce, disperde i suoi, ma lui non resta solo, perché egli è dall’origine “con”.
Dall’origine egli è Dio, egli è nel “Co-essere” della Trinità. Il Padre è con lui, il Padre è da sempre con lui e nel grido dell’abbandono sulla croce, quando la “distanza” tra il Padre e il Figlio tocca la sua punta estrema, lo Spirito tenacemente testimonia il permanere della comunione tra i Due. La solitudine del Crocifisso rivela allora il volto ultimo di Dio: Misericordia.
È per questa Misericordia che la prova non ci deve atterrire. Per essa dobbiamo stare nella pace.
In effetti la Misericordia crocifissa ha vinto il mondo.
Buona riflessione e buona settimana

Novena di preparazione alla Solennità di Pentecosteoggi, lunedì 25 maggio, è il quarto giorno.Invocazione iniziale:Vieni...
25/05/2020

Novena di preparazione alla Solennità di Pentecoste
oggi, lunedì 25 maggio, è il quarto giorno.
Invocazione iniziale:
Vieni Spirito Creatore
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti,
riempi della tua grazia i cuori che hai creato.
O dolce consolatore, dono dell’altissimo Padre,
acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto, fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico, reca in dono la pace,
la tua guida invincibile ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza, svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore.
Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti
e allo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
LETTURA DEL GIORNO - sotto - una per giorno --
SUPPLICA
O santo, divino Spirito, Amore eterno del Padre e del Figlio, nostro Dio e santificatore, noi ti adoriamo e ti ringraziamo per la tua presenza nel mondo, nella Chiesa, in noi. Ti domandiamo perdono per tutte le volte che ti abbiamo contristato in noi e nel prossimo, per tutte le volte che abbiamo fatto resistenza alla tua soavissima azione in noi e negli altri. Scendi ancora, Spirito, come nel giorno di Pentecoste:
– scendi, fonte di grazia, sui vescovi e sui sacerdoti,
– scendi, sorgente di santità, sui religiosi,
– scendi, sigillo di vita nuova, su tutti i fedeli,
– scendi, balsamo di misericordia, sui peccatori,
– scendi, luce di verità, su tutti gli uomini.
– Scendi dal cuore della Trinità, per intercessione della Vergine Maria, e vieni in noi.
Gloria al Padre…
Preghiamo: O Dio, nostro Padre, che per mezzo del tuo Figlio hai mandato alla tua Chiesa lo Spirito Santo per guidarla, confermarla e sostenerla, effondi anche su di noi i suoi santi doni affinché, così corroborati, camminiamo gioiosamente sulla via della salvezza.
_____________________________________________________________________

1° giorno Per Cristo nostro Signore. Amen.
Dice il Signore: “Dopo queste cose io effonderò il mio Spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo. Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato”. (Gl 3, 1.3.5)
2° giorno
Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abba! cioè: Padre! (Rm 8, 14-15)
3° giorno
Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui. (Gv 7, 37-39)
4° giorno
Disse Gesù: “In verità, in verità ti dico: se uno non rinasce da acqua e da Spirito non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne, ma quel che è nato dallo Spirito è Spirito”. (Gv 3, 5-6)
5° giorno
Dice il Signore: “Io pregherò il Padre ed egli vi manderà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre: lo Spirito di verità che il mondo non può conoscere. Voi lo conoscete perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”. (Gv 14,16-17.26)
6° giorno
Disse Gesù ai suoi discepoli: “Molte cose ho ancora da dirvi. Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future”. (Gv 16, 12a-13)
7° giorno
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo che ci ha benedetto con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è anticipazione della nostra eredità. (Ef 1,3.13-14)
8° giorno
Vi dico, dunque, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne, la carne, infatti ha desideri contrari allo Spirito. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. (Gal 5, 16.18.22)
9° giorno
Giustificati, dunque, per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. E non solo questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata, la virtù provata la speranza. La speranza, poi, non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. (Rm 5, 1.3-5)

23/05/2020

Liturgia del giorno – sabato della VI settimana di Pasqua
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 16, 23-28
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».
Dagli Atti degli Apostoli 18, 23-28
Trascorso ad Antiòchia un po’ di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito la regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.
Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture. Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.
Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio.
Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti. Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

Riflessione
Oggi celebriamo la conclusione dei quaranta giorni di Pasqua durante i quali contempliamo le manifestazioni di Gesù Risorto ai suoi discepoli. Con l’Ascensione, che celebreremmo domani, Gesù-Figlio torna al Padre e si completa il progetto salvifico di Dio nella persona del Messia promesso e atteso nelle Scritture e ora realtà di salvezza perenne. È questa la nostra fede che porta alla gioia cristiana. Anzi, la nostra gioia è inviolabile e così piena che ogni nostro bisogno sarà soddisfatto; la rivelazione di Gesù-Figlio ci colmerà. Vivere nella presenza salvifica di Gesù è aver già tutto, certi che nel suo nome il Padre tutto compie per la nostra vita concreta.
In realtà, Cristo, Mediatore tra Dio e gli uomini, ha reso possibile che ci fosse una sola famiglia nel cielo e sulla terra, la famiglia dei figli di Dio. Il Padre eterno è nostro Padre, il suo regno, la sua casa e la vita divina del Cristo sono anche nostri. “Il Padre - posso dire con Gesù - mi ama”. È in questo nuovo ordine che la preghiera cristiana trova il suo posto. Noi prima non sapevamo chiedere, e non potevamo farlo. Non si tratta di pregare ma “di avere una relazione di amicizia con colui che, noi lo sappiamo, ci ama” (Teresa di Gesù, Vita 8). Noi, prima, non sapevamo domandare e non potevamo farlo. Ma, attualmente, dato che il Padre ci ama e desidera la nostra amicizia, possiamo essere sicuri di essere ascoltati, e di ricevere una grande gioia da quella amorosa comunicazione con lui, che è la preghiera. La nostra preghiera non è soltanto nostra, essa è anche e soprattutto quella di Cristo. Così terminano le preghiere della liturgia e così deve terminare la nostra: per Cristo nostro Signore.
Buona riflessione
Shabbat Shalom

Oggi si celebra la festa di Santa Rita da Cascia. Preghiamo per tutte le moglie, le mamme e le vedove, principalmente qu...
22/05/2020

Oggi si celebra la festa di Santa Rita da Cascia. Preghiamo per tutte le moglie, le mamme e le vedove, principalmente quelle che si trovano in difficoltà! Santa Rita, prega per noi!

22/05/2020

Liturgia del giorno – venerdì della VI settimana di Pasqua
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 16, 20-23
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

Dagli Atti degli Apostoli 18, 9-18
Mentre Paolo era a Corìnto, una notte, in visione, il Signore gli disse: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.
Mentre Gallione era proconsole dell’Acàia, i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunale dicendo: «Costui persuade la gente a rendere culto a Dio in modo contrario alla Legge». Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si trattasse di un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto. Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela voi: io non voglio essere giudice di queste faccende». E li fece cacciare dal tribunale. Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagòga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di questo.
Paolo si trattenne ancora diversi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s’imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era rasato il capo a causa di un voto che aveva fatto.
Riflessione
Queste parole che Gesù, poco prima della sua passione, indirizza nell’intimità ai suoi discepoli trovano il loro compimento letterale poco tempo dopo, e, in modo definitivo anche se misterioso, esse si realizzano senza sosta nella vita della Chiesa. “La sua ora” in effetti è giunta, l’ora della grande tristezza di Gesù Cristo e dei suoi nel primo venerdì santo della storia. Le forze del mondo, della morte, del peccato, sembrano trionfare, ma la loro vittoria è passeggera. Non si tratta che di un dolore somigliante a quello del parto, che ha reso possibile la gioia di una vita nuova, quella di Gesù Cristo risorto. Il Signore è ritornato e i discepoli hanno potuto approfittare della sua presenza; lo hanno toccato, gli hanno parlato, si sono riempiti di una tale pace e gioia che le stesse persecuzioni non hanno potuto strappargliele.
Allo stesso modo, le parole del Signore si compiono per noi. Mentre il mondo gioisce nel peccato e nel conforto egoista, il cristiano si rattrista di vedere un mondo lontano da Dio, la persecuzione che attacca la Chiesa o l’incomprensione che essa incontra. Pertanto, questa realtà è transitoria, quello che è definitivo, eterno, è la gioia di incontrarlo, risorto, nella certezza di non perderlo mai. Mentre viviamo in questa vita, la certezza della sua presenza ci appaga; non abbiamo bisogno di interrogarci sul passato o sul futuro. Cristo, Signore risorto, dà il senso ultimo della storia e della nostra vita.

Oggi celebriamo la memoria di Santa Rita da Cascia.
Santa Rita nacque a Roccaporena (Cascia) verso il 1380. Secondo la tradizione era figlia unica e fin dall’adolescenza desiderò consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, fu data in sposa ad un giovane di buona volontà ma di carattere violento. Dopo l’assassinio del marito e la morte dei due figli, ebbe molto a soffrire per l’odio dei parenti che, con fortezza cristiana, riuscì a riappacificare. Vedova e sola, in pace con tutti, fu accolta nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena in Cascia. Visse per quarant’anni anni nell’umiltà e nella ca**tà, nella preghiera e nella penitenza. Negli ultimi quindici anni della sua vita, portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso. Morì il 22 maggio 1457. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Beatificata da Urbano VIII nel 1627, venne canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII. E’ invocata come santa del perdono e pacificatrice di Cristo.

21/05/2020

Liturgia del giorno – giovedì della VI settimana di Pasqua
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 16, 16-20
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Dagli Atti degli Apostoli 18, 1-8
In quei giorni, Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto. Qui trovò un Giudeo di nome Aquila, nativo del Ponto, arrivato poco prima dall’Italia, con la moglie Priscilla, in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei.
Paolo si recò da loro e, poiché erano del medesimo mestiere, si stabilì in casa loro e lavorava. Di mestiere, infatti, erano fabbricanti di tende. Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci.
Quando Sila e Timòteo giunsero dalla Macedònia, Paolo cominciò a dedicarsi tutto alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo. Ma, poiché essi si opponevano e lanciavano ingiurie, egli, scuotendosi le vesti, disse: «Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente. D’ora in poi me ne andrò dai pagani».
Se ne andò di là ed entrò nella casa di un tale, di nome Tizio Giusto, uno che venerava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga. Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e molti dei Corìnzi, ascoltando Paolo, credevano e si facevano battezzare.
Riflessione
Oggi nella Chiesa latina si celebra la solennità dell’Ascensione del Signore. Sono passati quaranta dall’inizio della Pasqua nel giovedì santo. Noi, nell’Italia contemporanea, con l’abolizione del giorno festivo l’abbiamo spostata alla prima domenica susseguente per motivo di sollecitudine pastorale, così tutti i fedeli possono celebrare l’Ascensione con la debita solennità.
Il Vangelo di questo giovedì, però, riprende il tema della solennità: la partenza di Gesù come assenza/presenza. Le parole di Gesù nel brano odierno sembrano un po' enigmatiche. Alcuni discepoli confessano di non comprendere il «poco» del v.18. questo termine scelto da Gesù, nei testi profetici indica l’intervento salvifico decisivo di Dio nella storia. La salita del Signore al Cielo non è la fine di tutto, come pensa il mondo, ma compimento definitivo del progetto salvifico di Dio. Gesù Risorto e intronizzato nella gloria di Dio è la effettuazione della vittoria di Cristo sul mondo e le sue strutture di morti. Gesù-Figlio vincitore e glorioso realizza per sempre la salvezza promessa per la fine dei tempi e inonda di gioia profonda l’intimo dei fedeli.
Ma, realisticamente, la gioia indelebile dei credenti deve confrontarsi con la dura realtà in cui viviamo, che sembra rallegrarsi con l’assenza di Dio, rifiutandolo e cercando di cancellare la sua presenza. La risposta solenne di Gesù ben riflette sulle conseguenze esistenziali contrastanti anche nei sentimenti dei discepoli.
Ci sono momenti di entusiasmo e momenti di oscurità. Momenti in cui si sente palese la presenza di Dio e momenti nei quali ci si lamenta del silenzio di Dio.
Eppure Dio è sempre stato presente in ogni momento della storia, ed è presente in ogni attimo della nostra vita. Gesù ci ha assicurati che sarebbe sempre rimasto con i suoi. Lo Spirito Paraclito è sceso sulla comunità dei credenti e abita in essa. Perciò nei momenti oscuri della giornata, nei momenti di difficoltà e di tristezza, nei momenti di smarrimento e di oscuramento dei valori cristiani, non serve interrogare Dio o indagare, come fecero gli apostoli, se per caso Gesù se n’è andato e ci ha abbandonati.
È il momento, invece, di esercitare la fede, di ritrovare la gioia nella sicurezza che il Paraclito ci assiste in continuazione, di prestare maggiore attenzione al Consolatore che dimora in noi. Egli ci illuminerà perché sappiamo riconoscere le opere meravigliose che Dio compie e che con le nostre sole forze non siamo capaci di vedere.
È il momento anche di invocare con insistenza lo Spirito Santo, perché ci faccia conoscere tutta la verità e cambi la nostra afflizione in gioia.

20/05/2020

Liturgia del giorno – mercoledì della VI settimana di Pasqua
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Dagli Atti degli Apostoli 17,15.22-18,1
In quei giorni, quelli che accompagnavano Paolo lo condussero fino ad Atene e ripartirono con l’ordine, per Sila e Timòteo, di raggiungerlo al più presto.
Paolo, in piedi in mezzo all’Areòpago, disse: «Ateniesi, vedo che, in tutto, siete molto religiosi. Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un altare con l’iscrizione: “A un Dio ignoto”.
Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: “Perché di lui anche noi siamo stirpe”.
Poiché dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’ingegno umano. Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano, perché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti».
Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dicevano: «Su questo ti sentiremo un’altra volta». Così Paolo si allontanò da loro. Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro dell’Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.
Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto.
Riflessione
Abbiamo oggi un bellissimo esempio di come attua lo Spirito Santo che Gesù ha promesso ai suoi discepoli. Il libro degli Atti degli Apostoli potrebbe intitolarsi gli “Atti dello Spirito Santo”. Paolo, infatti, pieno dello Spirito realizza una opera meravigliosa: addentra in una nuova realtà, valorizza la bellezza di una cultura e inserisce l’annuncio della grande novità della presenza di Dio nella persona di Gesù.
Lo Spirito apre la mente del credente all’intelligenza creatrice di Dio per interpretare la nostra storia presente e inaugurare un futuro nuovo nella verità di Gesù dona la salvezza per l’eternità: « lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future». Conoscere il futuro no è indovinazione ma dono dello Spirito che schiude il mistero salvifico di Dio realizzato nella vita del credente che una volta convertito al Vangelo di Gesù li mette in pratica.
Siamo noi, oggi, i discepoli amati di Gesù destinatari del dono dello Spirito. Siamo chiamati a interpretare la nostra storia alla luce dello Spirito per intervenire evangelicamente nel presente costruendo insieme il suo Regno di giustizia e di Pace.
Prepariamoci alla celebrazione di Pentecoste con la gioia che contraddistingue l’uomo spirituale, affinché il nostro contributo al mondo sia il prolungare dell’opera di Dio.

19/05/2020

Liturgia del giorno – Martedì della VI settimana di Pasqua
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 16, 5-11
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Dagli Atti degli Apostoli 16, 22-34
In quei giorni, la folla [degli abitanti di Filippi] insorse contro Paolo e Sila, e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia. Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.
Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.
Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.
Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.
Riflessione
La gioia di credere in Gesù irradia nella chiesa di ogni tempo. Accogliere il Signore nella propria vita, lasciare che Lui sia uno di famiglia rinnova la propria esistenza e la salvezza si applica a tutta la casa.
La gioia è la conseguenza della conversione che avviene dall’ascolto dell’annuncio. Istruzione, Battesimo e Eucaristia sono il percorso che il cristiano intraprende giorno dopo giorno fino a raggiungere la pienezza di Dio. Non è un percorso facile. La gioia non è sinonimo di tranquillità. Ci sono momenti nella nostra vita in cui tutto sembra buio, difficile e senza Dio. Gesù aveva gio prevenuto i suoi discepoli senza scoraggiarli, ma, anzi, confermando la sua continua presenza attraverso Colui che sostiene e consola; è quello terremoto che provoca liberazione e apre le catene del male.
Nel Vangelo Gesù risponde alla tristezza dei discepoli, provocata dal suo annuncio che presto se ne sarebbe andato, con la promessa dello Spirito: “È bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore”. Mandando loro il suo Spirito, Gesù sarà presente in loro. Ma la sua presenza non sarà puramente esteriore. Con la discesa dello Spirito, la sua assenza si trasformerà in una forma di presenza più profonda, più reale.
Questa nuova forma della presenza di Gesù nei suoi, tramite lo Spirito, porterà a compimento la sua vittoria definitiva sul mondo.
Nel corso della sua vita terrena, Gesù era stato respinto dagli Ebrei e stava per essere condannato a morte. Lo Spirito rivisiterà questo avvenimento, provando ai discepoli che il peccato è dalla parte del mondo (perché non ha creduto in lui), che la giustizia è dalla parte di Gesù (poiché la sua vita non termina nel sepolcro, ma ritorna al Padre) e che è il principe del mondo ad essere condannato. Testimoniando questa vittoria, lo Spirito Paraclito diventa un antidoto alla tristezza che attanaglia i cuori dei discepoli nel momento in cui Gesù se ne sta andando e, nello stesso tempo, alla persecuzione che si scatenerà contro di loro.

18/05/2020

Da oggi la s. Messa in diretta sarà trasmessa alle ore 18.00. A presto!

La "normalità" ritorna nel suo peggio! Qualcuno ha portato via il gel antibatterico che stava all'ingresso della chiesa ...
18/05/2020

La "normalità" ritorna nel suo peggio! Qualcuno ha portato via il gel antibatterico che stava all'ingresso della chiesa per uso dei fedeli. è una atto incredibile!!!! oltre il costo, la mancanza di rispetto per la cosa pubblica!
speriamo che chi ha avuto bisogno ci rifletta sul suo comportamento incivile!

uongiorno a tutti parrocchiane e parrocchianioggi iniziamo, finalmente, a celebrare l'Eucaristia insieme fisicamente. co...
18/05/2020

uongiorno a tutti parrocchiane e parrocchiani
oggi iniziamo, finalmente, a celebrare l'Eucaristia insieme fisicamente.
cominciamo a preparare l'aula liturgica, cioè la chiesa cattedrale, con la sanificazione. In attesa di una normativa più specifica, abbiamo bisogno di volontari per mantenere la disinfestazione specialmente dei banchi ogni 2 giorni. non è molto complicato... basta organizzarci.
se avete a casa lenzuoli vecchi tagliateli e postateli per poter pulire i banchi.
buona giornata

Indirizzo

Piazza Del Duomo 4
Sutri
01015

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