Chiesa Monte Livata

Chiesa Monte Livata La Chiesa...un luogo di silenzio, di calma per contemplare la Somma Bellezza

"Alzo gli occhi verso il monte. Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore"....Domenica 24 maggio ore 11.0...
18/05/2026

"Alzo gli occhi verso il monte. Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore"....Domenica 24 maggio ore 11.00 per chi desidera pregare insieme: Eucaristia "per" Filippo

Non sono andato via! Sono passato dall'altra parte...Gesù mi ha abbracciato e mi tiene con sé come amico speciale. Vi as...
05/05/2026

Non sono andato via! Sono passato dall'altra parte...Gesù mi ha abbracciato e mi tiene con sé come amico speciale. Vi aspetto alla porta del vostro cuore per incontrarvi ancora con la mia anima e camminare ancora insieme ....sempre col sorriso. DOMENICA 24 MAGGIO ORE 11.00 nella chiesa di Monte Livata EUCARISTIA PER/CON FILIPPO.

IL MIO DIO  È FRAGILE -  Juan AriasIl mio Dio non è un Dio duro, impenetrabile,insensibile, stoico, impassibile.Il mio D...
19/04/2026

IL MIO DIO È FRAGILE - Juan Arias

Il mio Dio non è un Dio duro, impenetrabile,
insensibile, stoico, impassibile.
Il mio Dio è fragile.
È della mia razza.
E io della sua.
Lui è uomo e io quasi Dio.
Perché io potessi assaporare la divinità
Lui amò il mio fango.
L'amore ha reso fragile il mio Dio.
Il mio Dio ebbe fame e sonno e si riposò.
Il mio Dio fu sensibile.
Il mio Dio si irritò, fu passionale,
e fu dolce come un bambino.
Il mio Dio fu nutrito da una madre,
ne sentì e bevve tutta la tenerezza femminile.
Il mio Dio tremò dinnanzi alla morte.
Non amò mai il dolore, non fu mai amico
della malattia. Per questo curò gli infermi.
Il mio Dio patì l'esilio,
fu perseguitato e acclamato.
Amò tutto quanto è umano, il mio Dio:
le cose e gli uomini, il pane e l'essere umano;
i buoni e i peccatori.
Il mio Dio fu un uomo del suo tempo.
Vestiva come tutti,
parlava il dialetto della sua terra,
lavorava con le sue mani,
gridava come i profeti.
Il mio Dio fu debole con i deboli.
Morì giovane perché era sincero.
Lo uccisero perché lo tradiva la verità
che era nei suoi occhi.
Ma il mio Dio morì senza odiare.
Morì scusando più che perdonando.
Il mio Dio è fragile.
Il mio Dio ruppe con la vecchia morale
del dente per dente,
della vendetta meschina,
per inaugurare la frontiera di un amore
e di una violenza totalmente nuova.
Il mio Dio gettato nel solco,
schiacciato contro terra,
tradito, abbandonato, incompreso,
continuò ad amare.
Per questo il mio Dio vinse la morte.
E comparve con un frutto nuovo tra le mani:
la Resurrezione.
Per questo noi siamo tutti sulla via
della Resurrezione:
gli uomini e le cose.
È difficile per tanti il mio Dio fragile.
Il mio Dio che piange,
il mio Dio che non si difende.
È difficile il mio Dio abbandonato da Dio.
Il mio Dio che deve morire per trionfare.
Il mio Dio che fa di un ladro e criminale
il primo santo della sua Chiesa.
Il mio Dio giovane che muore
con l'accusa di agitatore politico.
Il mio Dio sacerdote e profeta
che subisce la morte come la prima vergogna
di tutte le inquisizioni della storia.
È difficile il mio fragile amico della vita.
Il mio Dio che soffrì il morso
di tutte le tentazioni.
Il mio Dio che sudò sangue
prima di accettare la volontà del Padre.
È difficile questo mio Dio,
questo mio Dio fragile,
per chi pensa di trionfare soltanto vincendo,
per chi si difende soltanto uccidendo,
per chi salvezza vuol dire sforzo e non regalo,
per chi considera peccato quello che è umano,
per chi il santo è uguale allo stoico
e Cristo a un angelo.
È difficile il mio Dio Fragile
per quelli che continuano a sognare un Dio
che non somigli agli uomini.

«Esiste un’altra resurrezione, un altro miracolo del ritorno alla vita che tutti noi siamo chiamati a compiere: un’altra...
13/04/2026

«Esiste un’altra resurrezione, un altro miracolo del ritorno alla vita che tutti noi siamo chiamati a compiere: un’altra resurrezione che non comporta solo far vincere la vita sulla morte, bensì vincere la nostra limitata consapevolezza della vita.
“In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18:3). Il ritorno a questa infanzia spirituale non significa tornare a essere senza peccato: significa guardare al mondo vedendo solo magia, sperimentando solo meraviglia, cosicché tutto ciò che ci circonda diventa straordinario. Il bambino non conosce l’ordinarietà, perché è più ricettivo alla bellezza. Walter Benjamin dice che il distacco del bambino dall’infanzia non avviene nel momento in cui comprende che “i grandi sono più forti di lui, bensì scoprendo di non possedere poteri magici”. Ci distacchiamo dalla nostra infanzia quando diventiamo consapevoli della nostra impotenza e capiamo che non c’è modo di superarla, se non impossessandoci di qualche potere. Il grande guarda al mondo dalla prospettiva della sua impotenza; il bambino, guardando al mondo, non vede altro che infinite possibilità di essere felice. Torniamo bambini quando le nostre anime non sono sottomesse ad alcun potere, sia esso temuto o ambito, e al tempo stesso si consegnano, con fiducia e intima certezza, a un’autorità amata.
Anche noi possiamo sconfiggere la morte prima della morte. Possiamo sconfiggere la morte con la vita.» (Wael Farouq)

04/04/2026

Vittorio Messori,
ha raggiunto il Signore proprio nel giorno
di Venerdì Santo.

Impossibile descrivere il suo lascito:
Da Ipotesi su Gesù, fino a Scommessa
sulla morte per poi arrivare ai due libri-intervista con Ratzinger (Inchiesta sulla fede) e con Giovanni Paolo Magno (Varcare le soglie della speranza), l'indimenticabile "capire la storia"
e molti altri testi, che hanno contribuito
a plasmare la fede di molti, tra cui la mia.

Fu lui a far comprendere come materialmente sia avvenuta la risurrezione,
e perchè Pietro e Giovanni "videro e credettero" non appena entrati nella tomba vuota.
Nessuno aveva rubato il corpo, e nessuno aveva strappato le bende, ma al contrario videro le bende e il sudario ancora annodati e sigillati, ma svuotati misteriosamente dal corpo di Gesù, ormai entrato nella dimensione eterna.

Dio esiste, è incarnato in Cristo,
ci ama immensamente,
opera nella storia umana
e ci aspetta in Cielo per gioire con noi.

E tutto questo è ragionevole
e argomentabile logicamente.
Questo in estrema sintesi il suo messaggio.
Grazie Vittorio per quello che ci hai lasciato.

DOMENICA 5 APRILE Pasqua di Resurrezione  ORE 11.00 - EUCARISTIA / LUNEDÌ 6 APRILE ORE 11.00 EUCARISTIA
04/04/2026

DOMENICA 5 APRILE Pasqua di Resurrezione ORE 11.00 - EUCARISTIA / LUNEDÌ 6 APRILE ORE 11.00 EUCARISTIA

SABATO SANTODa un’antica «Omelia sul Sabato santo»Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Gr...
04/04/2026

SABATO SANTO
Da un’antica «Omelia sul Sabato santo»
Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
​Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
​Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
​Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi, mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l’eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».

"Io sono la risurrezione e la vita...." (Gv 11, 1-45)«Ogni “amicizia” ci migliora e ci arricchisce, non tanto per ciò ch...
22/03/2026

"Io sono la risurrezione e la vita...." (Gv 11, 1-45)

«Ogni “amicizia” ci migliora e ci arricchisce, non tanto per ciò che ci dà, quanto per quello che possiamo scoprire di noi stessi. Ognuno di noi ha risorse inutilizzate, angoli dell’anima, cantucci e sacche di consapevolezza che se ne stanno addormentate. E possiamo anche morire senza averle scoperte, per l’assenza di uno spirito affine che ce le riveli. Noi tutti abbiamo sentimenti insoddisfatti e idee che possono essere attuate solo se viene qualcuno a risvegliarle. Ogni essere umano ha dentro di sé un Lazzaro che ha bisogno di un Cristo per risorgere. Sventurati quei poveri Lazzari che giungono al termine della propria vita senza incontrare un Cristo che dica loro: “Alzati!”»
L’amicizia è un’opera di risurrezione.

A te, donna, un pensiero speciale... Sei tu che Dio ha scelto per continuare l'opera bella della creazione. Tu sei stata...
07/03/2026

A te, donna, un pensiero speciale... Sei tu che Dio ha scelto per continuare l'opera bella della creazione. Tu sei stata scelta per donare vita proprio come Dio. E tu doni vita non una volta, ma ogni istante...doni vita con i tuoi silenzi e con le tue parole, con i tuoi gesti e con i tuoi passi indietro, con i tuoi sacrifici.....doni vita, doni amore, doni gioia, doni pace....ami e speri! Sii sempre te stessa, diffondi bellezza, parla il linguaggio della tenerezza, sii riflesso di delicatezza, spargi intorno a te luce ....e senza accorgertene sarai riflesso di Dio sulla terra. Un augurio che si fa preghiera per voi donne.... sacre!

Le ceneri....lo scarto, destinate ad essere gettate via perché inutili e inconsistenti....richiamano quelle parti di noi...
18/02/2026

Le ceneri....lo scarto, destinate ad essere gettate via perché inutili e inconsistenti....richiamano quelle parti di noi dove siamo come cenere, portiamo fallimenti, debolezze, fragilità...ci sentiamo scarto. Nascondiamo queste parti, facciamo finta non ci siano, oppure le subiamo.....Le ceneri pero' oggi sono "sacre". Queste nostre ceneri ugualmente lo sono, perché attirano Gesù, che sceglie di avvicinarsi a noi proprio in quelle parti ferite e fragili. Ogni volta riparte da qui per fare con noi il cammino di liberazione e rinascita dalle ceneri. ....allora scopriamo che le ceneri sono preziose: servono per vitalizzare una pianta, venivavo usate per rendere bianco il bucato. Anche le ceneri contengono vita nascosta....cosi dalle nostre ceneri può nascere nuova vita. Crediamoci!

Dalla montagna buon cammino Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione.. rimettere il mistero di Dio ...
18/02/2026

Dalla montagna buon cammino Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione
.. rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.
Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera...
Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.... (Papa Leone XIV - Messaggio per la quaresima 2026)

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