Chiesa Monte Livata

Chiesa Monte Livata La Chiesa...un luogo di silenzio, di calma per contemplare la Somma Bellezza

01/08/2026

DOMENICA 2 AGOSTO. EUCARISTIA ORE 12.00 PER EVENTO DE LA SPEATA

10/07/2026
30/06/2026

Sabato 4 Luglio Eucaristia sarà celebrata alle ore 19.00 e Domenica 5 Luglio sarà celebrata non alle 11.00 ma alle ore 19.00. Grazie

"Alzo gli occhi verso il monte. Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore"....Domenica 24 maggio ore 11.0...
18/05/2026

"Alzo gli occhi verso il monte. Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore"....Domenica 24 maggio ore 11.00 per chi desidera pregare insieme: Eucaristia "per" Filippo

Non sono andato via! Sono passato dall'altra parte...Gesù mi ha abbracciato e mi tiene con sé come amico speciale. Vi as...
05/05/2026

Non sono andato via! Sono passato dall'altra parte...Gesù mi ha abbracciato e mi tiene con sé come amico speciale. Vi aspetto alla porta del vostro cuore per incontrarvi ancora con la mia anima e camminare ancora insieme ....sempre col sorriso. DOMENICA 24 MAGGIO ORE 11.00 nella chiesa di Monte Livata EUCARISTIA PER/CON FILIPPO.

IL MIO DIO  È FRAGILE -  Juan AriasIl mio Dio non è un Dio duro, impenetrabile,insensibile, stoico, impassibile.Il mio D...
19/04/2026

IL MIO DIO È FRAGILE - Juan Arias

Il mio Dio non è un Dio duro, impenetrabile,
insensibile, stoico, impassibile.
Il mio Dio è fragile.
È della mia razza.
E io della sua.
Lui è uomo e io quasi Dio.
Perché io potessi assaporare la divinità
Lui amò il mio fango.
L'amore ha reso fragile il mio Dio.
Il mio Dio ebbe fame e sonno e si riposò.
Il mio Dio fu sensibile.
Il mio Dio si irritò, fu passionale,
e fu dolce come un bambino.
Il mio Dio fu nutrito da una madre,
ne sentì e bevve tutta la tenerezza femminile.
Il mio Dio tremò dinnanzi alla morte.
Non amò mai il dolore, non fu mai amico
della malattia. Per questo curò gli infermi.
Il mio Dio patì l'esilio,
fu perseguitato e acclamato.
Amò tutto quanto è umano, il mio Dio:
le cose e gli uomini, il pane e l'essere umano;
i buoni e i peccatori.
Il mio Dio fu un uomo del suo tempo.
Vestiva come tutti,
parlava il dialetto della sua terra,
lavorava con le sue mani,
gridava come i profeti.
Il mio Dio fu debole con i deboli.
Morì giovane perché era sincero.
Lo uccisero perché lo tradiva la verità
che era nei suoi occhi.
Ma il mio Dio morì senza odiare.
Morì scusando più che perdonando.
Il mio Dio è fragile.
Il mio Dio ruppe con la vecchia morale
del dente per dente,
della vendetta meschina,
per inaugurare la frontiera di un amore
e di una violenza totalmente nuova.
Il mio Dio gettato nel solco,
schiacciato contro terra,
tradito, abbandonato, incompreso,
continuò ad amare.
Per questo il mio Dio vinse la morte.
E comparve con un frutto nuovo tra le mani:
la Resurrezione.
Per questo noi siamo tutti sulla via
della Resurrezione:
gli uomini e le cose.
È difficile per tanti il mio Dio fragile.
Il mio Dio che piange,
il mio Dio che non si difende.
È difficile il mio Dio abbandonato da Dio.
Il mio Dio che deve morire per trionfare.
Il mio Dio che fa di un ladro e criminale
il primo santo della sua Chiesa.
Il mio Dio giovane che muore
con l'accusa di agitatore politico.
Il mio Dio sacerdote e profeta
che subisce la morte come la prima vergogna
di tutte le inquisizioni della storia.
È difficile il mio fragile amico della vita.
Il mio Dio che soffrì il morso
di tutte le tentazioni.
Il mio Dio che sudò sangue
prima di accettare la volontà del Padre.
È difficile questo mio Dio,
questo mio Dio fragile,
per chi pensa di trionfare soltanto vincendo,
per chi si difende soltanto uccidendo,
per chi salvezza vuol dire sforzo e non regalo,
per chi considera peccato quello che è umano,
per chi il santo è uguale allo stoico
e Cristo a un angelo.
È difficile il mio Dio Fragile
per quelli che continuano a sognare un Dio
che non somigli agli uomini.

«Esiste un’altra resurrezione, un altro miracolo del ritorno alla vita che tutti noi siamo chiamati a compiere: un’altra...
13/04/2026

«Esiste un’altra resurrezione, un altro miracolo del ritorno alla vita che tutti noi siamo chiamati a compiere: un’altra resurrezione che non comporta solo far vincere la vita sulla morte, bensì vincere la nostra limitata consapevolezza della vita.
“In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18:3). Il ritorno a questa infanzia spirituale non significa tornare a essere senza peccato: significa guardare al mondo vedendo solo magia, sperimentando solo meraviglia, cosicché tutto ciò che ci circonda diventa straordinario. Il bambino non conosce l’ordinarietà, perché è più ricettivo alla bellezza. Walter Benjamin dice che il distacco del bambino dall’infanzia non avviene nel momento in cui comprende che “i grandi sono più forti di lui, bensì scoprendo di non possedere poteri magici”. Ci distacchiamo dalla nostra infanzia quando diventiamo consapevoli della nostra impotenza e capiamo che non c’è modo di superarla, se non impossessandoci di qualche potere. Il grande guarda al mondo dalla prospettiva della sua impotenza; il bambino, guardando al mondo, non vede altro che infinite possibilità di essere felice. Torniamo bambini quando le nostre anime non sono sottomesse ad alcun potere, sia esso temuto o ambito, e al tempo stesso si consegnano, con fiducia e intima certezza, a un’autorità amata.
Anche noi possiamo sconfiggere la morte prima della morte. Possiamo sconfiggere la morte con la vita.» (Wael Farouq)

04/04/2026

Vittorio Messori,
ha raggiunto il Signore proprio nel giorno
di Venerdì Santo.

Impossibile descrivere il suo lascito:
Da Ipotesi su Gesù, fino a Scommessa
sulla morte per poi arrivare ai due libri-intervista con Ratzinger (Inchiesta sulla fede) e con Giovanni Paolo Magno (Varcare le soglie della speranza), l'indimenticabile "capire la storia"
e molti altri testi, che hanno contribuito
a plasmare la fede di molti, tra cui la mia.

Fu lui a far comprendere come materialmente sia avvenuta la risurrezione,
e perchè Pietro e Giovanni "videro e credettero" non appena entrati nella tomba vuota.
Nessuno aveva rubato il corpo, e nessuno aveva strappato le bende, ma al contrario videro le bende e il sudario ancora annodati e sigillati, ma svuotati misteriosamente dal corpo di Gesù, ormai entrato nella dimensione eterna.

Dio esiste, è incarnato in Cristo,
ci ama immensamente,
opera nella storia umana
e ci aspetta in Cielo per gioire con noi.

E tutto questo è ragionevole
e argomentabile logicamente.
Questo in estrema sintesi il suo messaggio.
Grazie Vittorio per quello che ci hai lasciato.

DOMENICA 5 APRILE Pasqua di Resurrezione  ORE 11.00 - EUCARISTIA / LUNEDÌ 6 APRILE ORE 11.00 EUCARISTIA
04/04/2026

DOMENICA 5 APRILE Pasqua di Resurrezione ORE 11.00 - EUCARISTIA / LUNEDÌ 6 APRILE ORE 11.00 EUCARISTIA

SABATO SANTODa un’antica «Omelia sul Sabato santo»Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Gr...
04/04/2026

SABATO SANTO
Da un’antica «Omelia sul Sabato santo»
Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
​Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
​Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
​Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi, mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l’eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».

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