L'istituzione della chiesa di San Giovanni Battista risale al Medioevo. Nella bolla di erezione della diocesi di Sarno, sottoscritta dall’arcivescovo di Salerno Alfano I nel 1066, sono riportati i confini della nascente diocesi e i villaggi sotto la sua giurisdizione, tra cui anche Striano. A quei tempi Striano era paludosa e malsana, un piccolo villaggio abitato da agricoltori e pastori.
Tra la fine del XI e l'inizio del XII secolo viene costruita la chiesa di San Michele Arcangelo nell'abitato di Striano. Nel 1123 il vescovo di Nola Guglielmo cede la chiesa al monastero benedettino dei Santi Severino e Sossio di Napoli. Da questo periodo inizia una vera e propria rinascita sociale e religiosa per la comunità. Il territorio inizia a trasformarsi: le terre paludose vengono risanate, disboscate e arate per renderle coltivabili. Scompare anche l'aria malsana.
Si presume che tutto questo sia avvenuto grazie alla presenza dei monaci benedettini che si erano stabiliti nel piccolo monastero accanto alla chiesa. Nel 1277 il piccolo villaggio di Striano viene donato al monastero di Santa Maria di Real Valle dal Re Carlo I d'Angiò, da lui edificato nei pressi di Scafati e custodito dai monaci cistercensi.
Pur non conoscendo appieno gli avvenimenti che determinarono questa concessione, certo è che in questo periodo si perdono le tracce della chiesa di San Michele Arcangelo, sulle rovine della quale, intorno alla prima metà del XVI secolo, si edificherà il tempio dedicato a San Giovanni Battista.
Nel 1278 viene però costruita una nuova chiesa dedicata a San Severino Abate, il cui rettore un tempo era don Simone De’ Foresta. Il tempio era a tre navate e un campanile ed era insignito del titolo di chiesa regia e costruito fuori dalla cinta muraria medioevale.
La chiesa di San Severino viene più volte danneggiata dai terremoti e dalle eruzioni del Vesuvio. A causa di simili disastri naturali e dell’inevitabile usura del tempo, il tempio subisce un lento declino fino al totale abbandono.
La chiesa medioevale di San Michele viene demolita e al suo posto ne fu costruita una nuova dedicata a San Giovanni Battista. Infatti sia il testo di una lapide collocata nel transetto destro che quello di un testamento ci fanno ipotizzare che l’edificazione del tempio sia avvenuta proprio intorno alla metà del XVI secolo.
Questa lapide ci ha tramandato che nel 1556 una confraternita fondò una ca****la dedicata al Santissimo Corpo di Cristo, probabilmente all’interno della chiesa stessa. Nel 1739 divenne sede parrocchiale a svantaggio dell’antica chiesa regia di san Severino abate, ormai distrutta ed abbandonata.
Nel 1737 il campanile di San Giovanni non resiste alla violenta eruzione del Vesuvio e crolla provocando danni anche al tetto della chiesa. Intorno alla metà del XVIII secolo iniziarono i lavori di costruzione del campanile. Nel 1800 viene terminata la casa canonica.
Da questo periodo la chiesa è sottoposta a vari restauri. Facciata della chiesa e campanile furono minati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, distruggendo parte della casa canonica, il settecentesco organo a canne e danneggiando varie statue.
La ricostruzione fu terminata nel 1958 ad opera del parroco don Aniello Tina. Con il sisma del 23 novembre 1980, l’intero complesso parrocchiale subì ingenti danni. Grazie allo zelo del parroco Padre Michele Fusco, con la legge n°219 del 1981 viene restaurata la chiesa, i cui lavori terminano con la solenne apertura del 19 marzo 1993. Destino diverso per la casa canonica e il campanile.
Quest’ultimo viene restaurato nel 1997 mentre la casa canonica viene abbattuta in seguito a vari crolli il 18 dicembre 1996. Nello stesso anno iniziano i lavori di riqualificazione dell'ipogeo, di realizzazione dell'oratorio parrocchiale e di restauro della Sagrestia, riportando alla luce i pregiati affreschi.
L'8 gennaio 2013, solennità di San Severino abate, viene inaugurata, dopo dieci anni di lavori, la nuova casa canonica e i locali parrocchiali annessi, realizzata con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana, del comune di Striano e dei fedeli.
Oggi la parrocchia è una realtà viva che svolge una missione importante anche dal punto di vista sociale e culturale sul territorio. Fanno parte della comunità parrocchiale l’azione cattolica Paolo IV, l’associazione Madonna dell’Arco, la Caritas, la comunità Gesù Risorto, le comunità Neocatecumenali, il coro parrocchiale Severiniano, i Giullari, la Fraternità di Emmaus, i Ministranti.
Attualmente è retta dal parroco padre Michele Fusco, coadiuvato dal diacono don Salvatore Di Prisco.