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-IL MIRACOLO DEL SOLE A FATIMA ( 13 Ottobre 1917) -RACCONTANO I TESTIMONI… AL MIRACOLO DEL SOLE ASSISTETTERO dalle 70 al...
12/10/2026

-IL MIRACOLO DEL SOLE A FATIMA ( 13 Ottobre 1917) -
RACCONTANO I TESTIMONI… AL MIRACOLO DEL SOLE ASSISTETTERO dalle 70 alle 100mila persone.
Erano presenti anche diversi giornalisti, atei, agnostici, medici, scienziati. La Madonna, per il 13 Ottobre, aveva promesso ai veggenti di Fatima un grande miracolo, affinché tutti credessero: man mano che si avvicinava il giorno fatidico, l’attesa diventava sempre più impaziente e mobilitava f***e mai viste precedentemente.
Riferisce il giornale portoghese O Dia‘ in un reportage del 19 Ottobre 1917, che oggi sappiamo essere stato citato da Dona Madalena de Martel Patricio: “Si erano spopolati paesi, villaggi e città vicine. Fin dalla vigilia sulle strade gruppi di pellegrini si avviavano a Fatima“.
E il giornale O Seculo‘, per la penna di Averlino de Almeida, dà questa descrizione: “Sulla strada s’incontrano i primi gruppi di pellegrini che vanno verso il luogo santo, distante ben più di venti chilometri. Uomini e donne sono quasi tutti scalzi. Al sorger dell’alba, nuovi gruppi si avviano intrepidi e attraversano l’abitato, il cui silenzio viene rotto dall’armonia dei loro canti. Il sole nasce, ma la volta del cielo minaccia la pioggia. Le nubi nere si ammucchiano proprio verso Fatima, ma nulla può arrestare coloro che, da tutte le strade e con tutti i mezzi di locomozione, confluiscono al paese. A mezzogiorno del 13 Ottobre 1917 la vallata era un mare di gente: era piovuto durante tutta la notte e continuava a piovere, ma l’attesa era grande, anche se qualcuno era venuto per deridere e assistere allo spettacolo del grande fiasco”.
Il momento fissato era il mezzogiorno solare. La pioggia cessò e alcuni istanti dopo i tre bambini vedono il lampo e Lucia grida:
«Silenzio! Silenzio! Viene la Madonna, viene la Madonna!». E la Madonna, per l’ultima volta, viene a posare i suoi piedi verginali sopra l’elce dei giorni precedenti. Lucia entra in comunicazione diretta con lei e non sente la mamma che le dice: «Guarda bene, figlia; guarda di non ingannarti!». Una nube argentea avvolge il candido gruppo come una tenue voluta di incenso.
Lucia si rivolge con la semplicità di sempre alla Vergine che le appare:
«Che volete da me?» «Voglio dirti che si costruisca qui una Ca****la in mio onore. Io sono la Madonna del Rosario. Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto alle proprie case»
«Ho molte grazie da chiederVi. Le esaudirete?», esclama Lucia.
«Alcune sì, altre no», risponde la Vergine. E aggiunge:
«È necessario che i peccatori si convertano, che chiedano perdono dei loro peccati».
E, assumendo un’aria di tristezza, continua:
«Non offendano più Gesù che è già troppo offeso».
«Non volete più niente da me?», domanda infine Lucia.
«Non voglio altro», risponde la bianca Signora.
«Io pure non Vi chiedo più nulla», conclude Lucia.
E la Madonna del Rosario si accomiata, per l’ultima volta, dai suoi tre confidenti. La visione è più splendente del sole! Mentre i fanciulli contemplavano estatici, ha inizio il miracolo annunziato: stupendo come nessuno avrebbe osato sperare. E furono testimoni del “miracolo del sole” circa sessantamila persone.
I RACCONTI DEI TESTIMONI
Riprendendo il discorso del numero precedente sul “miracolo del sole” a Fatima, il 13 Ottobre 1917, ascoltiamo la narrazione di alcuni testimoni oculari.
Le settantamila persone che assistettero al miracolo
Le settantamila persone che assistettero al miracolo «Noi guardavamo senza difficoltà il sole ci racconta il padre di Giacinta – e non accecava. Pareva che si spegnesse e si accendesse un po’ in un modo, un po’ in un altro. Gettava raggi di luce da un lato e dall’altro e colorava ogni cosa di differenti colori: gli alberi e il popolo, la terra e l’aria. Ma la cosa più stupefacente è che il sole non faceva male alla vista. Tutto era quieto e tranquillo. Tutti tenevano gli occhi rivolti verso il cielo, quando ad un certo punto il sole si fermò e poi cominciò a danzare e a saltare: si fermò un’altra volta e un’altra volta cominciò a danzare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e ve**re sopra di noi. Fu un momento terribile!».
Maria da Capelinha ha dichiarato: «Il sole assumeva diversi colori: giallo, azzurro, bianco; e tremava, tremava tanto che pareva una ruota di fuoco che venisse a cadere sul popolo! Tutti gridavano: “Ahi, Gesù, qui moriamo tutti! Gesù, qui moriamo tutti!”.
Altri urlavano: “O Madonna, aiuto!” e recitavano l’atto di contrizione. Ci fu persino una signora che fece la confessione generale, e ad alta voce diceva: “Io ho fatto questo e quest’altro peccato”.
Infine, il sole si fermò e tutti diedero un gran sospiro di sollievo. Erano ancora vivi ed era quello il miracolo che i tre fanciulli avevano annunziato: sessantamila persone là radunate, credenti e non credenti, testimoniavano il fatto singolare».
L’incredulo che ironizzava
Interessantissima è pure la descrizione rilasciata da P. Ignazio Lourenco: «Avevo allora appena nove anni e frequentavo la Scuola elementare del mio paese, che dista da Fatima 18 o 19 chilometri. Si era verso mezzogiorno, quando fummo sorpresi dalle grida ed esclamazioni di uomini e donne che passavano per la strada, davanti alla Scuola. La maestra fu la prima a correre sulla strada, senza poter impedire che noi ragazzi le corressimo dietro. Nella strada il popolo piangeva e gridava, indicando il sole: era il miracolo, il grande miracolo che si vedeva distintamente dall’alto del monte, ove è posto il mio paese. Mi sento incapace di descriverlo come anch’io lo vidi e sentii allora.
Vicino a me stava un incredulo che aveva passato la mattinata a ridersi dei creduloni che facevano tutto quel viaggio a Fatima “per vedere una ragazza”. Lo guardai: era come paralizzato, assorto, spaventato, con gli occhi fissi al sole. Poi lo vidi tremare da capo a piedi e, levando le mani al cielo, cadere in ginocchio nel fango, gridando: “Nostra Signora! Nostra Signora!”.
Passati dieci minuti di fenomeni straordinari e terribili, il sole tornò al suo posto, nello stesso modo con cui era disceso, pallido e quasi senza splendore Quando la gente si persuase che il pericolo era scampato, fu un’esplosione di gioia. Tutti proruppero in un coro di ringraziamento: “Miracolo, miracolo! Sia benedetta la Madonna!”».
Terminato il fenomeno solare, avvenne un fatto naturalmente inspiegabile: tutta quella gente, inzuppata d’acqua com’era, si ritrovò completamente asciutta.
La Vergine Santa aveva moltiplicato i suoi prodigi per confermare la verità delle affermazioni dei piccoli veggenti e, in definitiva, la verità del Vangelo di Gesù. Perché la preoccupazione di Maria è una sola: farci capire che quel che ha detto Gesù è tutto vero, anzi: è la Verità!
Allora si verificò uno dei miracoli più clamorosi, di fronte a migliaia di persone, tra cui molte non credenti. Tra di esse il dott. José Maria de Almeida Garrett, professore alla Facoltà di Scienze di Coimbra, che scrisse il seguente resoconto: La testimonianza di un testimone oculare non credente
“Saranno state circa le tredici e trenta pomeridiane quando, nel punto esatto dove si trovavano i fanciulli si alzò una colonna di fumo, sottile, bella e azzurrina, che si estendeva per almeno due metri sopra le loro teste, e a quella altezza evaporava. Questo fenomeno, perfettamente visibile a occhio n**o, durò pochi secondi. Non avendo preso nota della sua durata, non so dire se era più o meno di un minuto. Il fumo si dissolse improvvisamente, e dopo un po’ si riformò una seconda volta, e poi una terza.
Il cielo, che era stato nuvoloso tutto il giorno, improvvisamente si schiarì: la pioggia cessò e sembrò che il sole stesse per riempire di luce la campagna circostante, che in quella mattinata invernale appariva così malinconica. Io stavo guardando il luogo delle apparizioni in una serena, anche se fredda, aspettativa di qualcosa che doveva accadere, e la mia curiosità diminuiva per il lungo tempo che era passato senza che nulla attirasse la mia attenzione. Il sole, pochi istanti prima, si era fatto largo tra la spessa coltre di nuvole che lo nascondevano e ora risplendeva chiaro e intenso.
Improvvisamente udii il clamore di centinaia di voci e vidi che la folla si sparpagliava ai miei piedi … voltava la schiena al luogo dove, fino a quel momento, si era concentrata la sua attesa e guardava verso il sole dall’altro lato. Anche io mi sono rivoltato verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti e potei vedere il sole apparire come un disco chiarissimo, con i contorni nitidi, che splendeva senza offendere la vista. Non poteva essere confuso con il sole visto attraverso una nebbia (che non c’era in quel momento) perché non era né velato né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua luce e il suo calore e si stagliava nel cielo con i suoi nitidi contorni, come un largo tavolo da gioco. La cosa più stupefacente era il poter contemplare il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la retina. [Durante questo tempo] il disco del sole non rimase immobile: aveva un movimento vertiginoso [ma] non come lo scintillìo di una stella in tutto il suo splendore perché esso girava su se stesso in folli giravolte.
Durante il fenomeno solare che ho appena descritto, avvenne anche un cambiamento di colore nell’atmosfera. Guardando verso il sole, ho notato che tutto stava diventando più scuro. Ho guardato prima gli oggetti più vicini e poi ho esteso il mio sguardo ai campi fino all’orizzonte. Vidi ogni cosa assumere il colore dell’ametista. Gli oggetti intorno a me, il cielo e l’atmosfera, erano dello stesso colore. Ogni cosa, sia vicina che lontana era cambiata, assumendo il colore di un vecchio damasco giallo. Sembrava che la gente soffrisse di itterizia e io ricordo di aver provato un senso di divertimento vedendo le persone sembrare così brutte e sgradevoli. La mia stessa mano era di tale colore.
Poi, improvvisamente, si udì un clamore, un grido di angoscia prorompere da tutti. Il sole, roteando selvaggiamente, sembrò staccarsi all’improvviso dal firmamento e, rosso come sangue, avanzare minacciosamente verso la terra come per schiacciarci con il suo peso immenso e ardente. Durante quei momenti provai una sensazione veramente terribile.
Tutti i fenomeni che ho descritto furono da me osservati in uno stato d’animo calmo e sereno, senza alcun disturbo emotivo. Interpretarli e spiegarli è compito di altri. Debbo dichiarare infine che mai, prima o dopo il 13 ottobre [1917] ho assistito a simili fenomeni atmosferici o solari.
Pio XII e Fatima «Ho rivisto il miracolo»
«Ho visto» il miracolo del sole, «questa è la pura verità». Nel 1950, poco prima di proclamare il dogma dell’Assunta, Pio XII mentre passeggiava nei giardini vaticani assistette più volte allo stesso fenomeno verificatosi nel 1917 al termine delle apparizioni di Fatima e lo considerò una conferma celeste di quanto stava per compiere. Una circostanza fino ad oggi nota solo grazie alla testimonianza indiretta del cardinale Federico Tedeschini che ne parlò durante un’omelia.
Ora dall’Archivio privato Pacelli, conservato dalla famiglia del Pontefice, riemerge un documento eccezionale e inedito su quella visione: un appunto manoscritto dello stesso Pio XII, vergato a matita sul retro di un foglio nell’ultimo periodo della sua vita, nel quale in prima persona il Papa racconta ciò che gli è accaduto. L’appunto sarà esposto il prossimo novembre nella mostra vaticana dedicata a Papa Pacelli nel cinquantesimo della morte. Il resoconto è asciutto, quasi notarile, senza alcun cedimento al sensazionalismo.
«Era il 30 ottobre 1950», antivigilia del giorno della solenne definizione dell’assunzione, spiega Pio XII. Il Papa stava dunque per proclamare dogma di fede l’assunzione corporea in cielo della Madonna al momento della morte, e lo faceva dopo aver consultato l’episcopato mondiale, unanimemente concorde: soltanto sei risposte su 1.181 manifestavano qualche riserva. Verso le quattro di quel pomeriggio faceva «la consueta passeggiata nei giardini vaticani, leggendo e studiando». Pacelli ricorda che, mentre saliva dal piazzale della Madonna di Lourdes «verso la sommità della collina, nel viale di destra che costeggia il muraglione di cinta», sollevò gli occhi dai fogli. «Fui colpito da un fenomeno, mai fino allora da me veduto. Il sole, che era ancora abbastanza alto, appariva come un globo opaco giallognolo, circondato tutto intorno da un cerchio luminoso», che però non impediva in alcun modo di fissare lo sguardo «senza riceverne la minima molestia. Una leggerissima nuvoletta trovavasi davanti». «Il globo opaco – continua Pio XII nell’appunto inedito – si muoveva all’esterno leggermente, sia girando, sia spostandosi da sinistra a destra e viceversa. Ma nell’interno del globo si vedevano con tutta chiarezza e senza interruzione fortissimi movimenti».
Il Papa attesta di aver assistito allo stesso fenomeno il giorno seguente, 31 ottobre, e il 1° novembre, giorno della definizione del dogma dell’Assunta, quindi di nuovo l’8 novembre. Poi non più». Ricorda pure di aver cercato «varie volte» negli altri giorni, alla stessa ora e in condizioni atmosferiche simili, «di guardare il sole per vedere se appariva il medesimo fenomeno, ma invano; non potei fissare nemmeno per un istante, rimaneva subito la vista abbagliata».
Nei giorni seguenti Pio XII riferisce il fatto «a pochi intimi e a un piccolo gruppo di Cardinali (forse quattro o cinque), fra i quali era il Cardinal Tedeschini». Quest’ultimo, nell’ottobre dell’anno seguente, 1951, si deve recare a Fatima per chiudere le celebrazioni dell’Anno Santo. Prima di partire viene ricevuto in udienza e chiede al Papa di poter citare la visione nell’omelia. «Gli risposi: Lascia stare, non è il caso. Ma egli insistette – continua Pio XII nel manoscritto – sostenendo l’opportunità di tale annuncio, ed io allora gli spiegai alcuni particolari dell’avvenimento». «Questa è, in brevi e semplici termini – conclude Papa Pacelli – la pura verità». «Pio XII era persuasissimo della realtà del fenomeno straordinario, cui aveva assistito ben quattro volte», ha dichiarato suor Pascalina Lehnert, la religiosa governante dell’appartamento papale. Il cosiddetto «miracolo del sole» si era già verificato il 13 ottobre 1917 a Fatima, al termine delle apparizioni ai tre pastorelli. Così lo raccontò nella sua cronaca M. Avelino di Almeida, giornalista laico e non credente, inviato del quotidiano O Seculo e testimone oculare: «E si assiste allora ad uno spettacolo unico ed incredibile allo stesso tempo per chi non ne è stato testimone… Si vede l’immensa folla voltarsi verso il sole sgombro di nuvole, in pieno giorno. Il sole ricorda un disco d’argento sbiadito ed è possibile guardarlo in faccia senza subire il minimo disagio. Non scotta, non acceca. Si direbbe un’eclisse».
Pio XII era molto legato a Fatima: la prima apparizione ai tre pastorelli era infatti avvenuta il 13 maggio 1917, lo stesso giorno in cui Pacelli veniva consacrato arcivescovo nella ca****la Sistina. È attestato che Pio XII e l’unica sopravvissuta dei tre veggenti, suor Lucia Dos Santos, rimarranno sempre in contatto, e il Pontefice, nell’ultimo anno della sua vita, conserverà il testo del Terzo segreto di Fatima nel suo appartamento. «Varie volte – ha dichiarato la marchesa Olga Nicolis di Robilant Alves Pereira de Melo testimoniando al processo di beatificazione di Pacelli, «trasmisi messaggi del Santo Padre per Suor Lucia e di questa per lui, ma siccome promisi di mai rivelare nulla a chicchessia, non mi sento autorizzata a farlo adesso».

12/10/2026
12/10/2026
-Preghiera del Santo Carlo Acutis-O Dio, nostro Padre,grazie per averci dato Carlo,modello di vita per i giovani,e messa...
12/10/2026

-Preghiera del Santo Carlo Acutis-

O Dio, nostro Padre,
grazie per averci dato Carlo,
modello di vita per i giovani,
e messaggio di amore per tutti.
Tu lo hai fatto innamorare
Del tuo Figlio Gesù, facendo dell’Eucaristia
La sua “autostrada per il Cielo”.
Tu gli hai dato Maria, come Madre amatissima,
e ne hai fatto col Rosario
un cantore della sua tenerezza.
Accogli la sua preghiera per noi.
Guarda soprattutto ai poveri,
che egli ha amato e soccorso.
[Anche a me concedi, per sua intercessione
la grazia di cui ho bisogno…]
E rendi piena la nostra gioia,
ponendo Carlo tra i Santi della tua Chiesa,
perché il suo sorriso risplenda ancora per noi
a gloria del tuo nome.
Amen

Pater, Ave, Gloria

Imprimatur + Domenico Sorrentino
Vescovo di Assisi,
Nocera Umbra,
Gualdo Tadino
e Foligno

- SAN CARLO ACUTIS -12 Ottobre Mentre a volte può sembrare che i santi siano una cosa dell'epoca passata, o che non abbi...
12/10/2026

- SAN CARLO ACUTIS -
12 Ottobre

Mentre a volte può sembrare che i santi siano una cosa dell'epoca passata, o che non abbiano interessi e talenti moderni come i nostri, San Carlo Acutis ci dimostra che i santi possono essere adolescenti "normali" con una fede straordinaria, anche nell'era di Internet!

St. Carlo Acutis è nato il 3 maggio 1991 a Londra da genitori non religiosi. Tuttavia, gran parte della sua famiglia era cattolica e fu battezzato poche settimane dopo la sua nascita. Poco dopo, si trasferì con la famiglia a Milano, dove i suoi genitori avrebbero lavorato per aziende familiari. Dal momento che i suoi genitori lavoravano, Carlo era spesso affidato alle cure di tate o centri diurni. Fin da piccolo, ha dimostrato interesse per il cattolicesimo, e una delle sue babysitter rispondeva alle domande che aveva sulla sua fede.

Fin da questa giovane età, Carlo iniziò a mostrare straordinari segni di devozione a Cristo. Quando aveva tre anni, suo nonno morì e gli apparve in sogno chiedendo preghiere. Poco dopo, Acutis si mise il cappotto mentre sua nonna lo guardava e chiese di essere portato in chiesa per poter pregare per suo nonno, che secondo Carlo "era andato a trovare Gesù. ”

La mistificante fedeltà di Carlo estesa anche alle situazioni ordinarie. Una volta all'asilo nido, altri bambini lo facevano i bulli. Pensando di essere troppo gentile con loro, una tata ha cercato di insegnare a Carlo a mettere dei confini affinché gli altri bambini non gli rubassero i giocattoli. Carlo rispose: "Gesù non sarebbe felice se perdessi le staffe. ”

Dopo aver trascorso le giornate estive al mare, Carlo raggiungeva le donne più anziane della sua parrocchia locale per pregare il rosario. Durante le passeggiate verso la scuola, si prendeva del tempo per imparare i nomi delle persone che lavorano lungo la strada e salutarle personalmente ogni mattina, da quel momento in poi.

Dopo la sua prima comunione, all'età di sette anni, Acutis frequentava spesso la messa per ricevere l'Eucaristia, e andava regolarmente all'Adorazione Eucaristica. La sua fede - e le sue domande incessanti - alla fine riportarono sua madre alla fede. La famiglia Acutis assunse un immigrato bramino di nome Rajesh Mohur, che Carlo fece amicizia e poi ispirò anche a farsi battezzare. Anche l'amica e madre di Mohur si è convertita dopo aver sentito Acutis parlare della fede.

Da adolescente, Carlo amava la lettura e l'informatica, e imparò da solo a codificare e suonare il sassofono. Gli piaceva giocare a videogiochi come Halo, Super Mario e Pokemon, ma secondo sua madre, esercitava una grande disciplina e si permetteva di giocare ai videogiochi solo per un'ora ogni settimana, per evitare la dipendenza. A 12 anni divenne catechesi e iniziò a condividere la sua fede con i suoi coetanei. Mostrò anche interesse per la vita dei santi, in particolare Francesco d'Assisi, Antonio di Padova, Francisco e Jacinta Marto e Domenico Savio, e si diceva che avesse una devozione speciale sia al suo angelo custode che a San Michele Arcangelo.

Quando Carlo aveva 14 anni, il parroco gli chiese di creare una pagina web per la sua parrocchia di Milano. Poi, un prete del suo liceo gli ha chiesto di creare un sito web per promuovere il volontariato. Per il suo lavoro sul sito, Carlo ha vinto un concorso nazionale chiamato Sarai volontario, che si traduce in "Sarai un volontario. ”

Dopo questi successi, Carlo ha usato le sue abilità di codifica per creare un sito web che cataloga ogni miracolo eucaristico riportato nel mondo e mantenere una lista di apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa cattolica. Ha lanciato il sito web nel 2004, poi ci ha lavorato per altri due anni prima di rivelarlo pubblicamente il 4 ottobre 2006, festa di San Francesco.

Qualche giorno prima, però, Carlo aveva sviluppato un'infiammazione alla gola. I medici gli hanno diagnosticato la parotite, che è tipicamente una lieve infezione, e disidratazione. Pochi giorni dopo, le sue condizioni peggiorarono, e la domenica successiva era troppo debole per alzarsi dal letto per la messa. È stato portato in una clinica e gli è stato diagnosticato una leucemia promielocitica acuta, con poche possibilità di guarigione. È stato trasferito in terapia intensiva, poi in un altro ospedale, per le cure.

Una volta durante la degenza di Carlo in ospedale, un infermiere venne a controllarlo. I suoi genitori dormivano accanto a lui, così Carlo ha chiesto all'infermiera di non svegliarli perché erano già stanchi e lui non voleva più farli preoccupare. Offrì la sua sofferenza per Papa Benedetto XVI e per la Chiesa, e quando i medici che lo curavano hanno chiesto del dolore, lui ha risposto: "C'è gente che soffre molto più di me. ”

La permanenza di Carlo in ospedale è stata breve. Nelle sue ultime parole, Carlo disse alla madre: "Mamma, non aver paura. Da quando Gesù è diventato uomo, la morte è diventata il passaggio verso la vita, e non bisogna fuggire. Prepariamoci a vivere qualcosa di straordinario nella vita eterna. ” È poi caduto in coma e dopo un'emorragia cerebrale, è stato dichiarato morto cerebrale. Morì il giorno successivo, il 12 ottobre 2006, all'età di 15 anni. Stranieri hanno partecipato al suo funerale, molti dei quali giovani che avevano abbandonato la Chiesa.

"Prepariamoci a vivere qualcosa di straordinario nella vita eterna. ”

st. Carlo Acutis

Nel 2012 l'arcidiocesi di Milano ha aperto la causa di canonizzazione di Carlo. Carlo è stato nominato servo di Dio nel 2013. Il suo ultimo desiderio era stato quello di essere sepolto ad Assisi, casa di San Francesco, e il 6 aprile 2019 il suo corpo è stato trasferito lì nel luogo di riposo finale.

Nell'anniversario della morte di Carlo, una madre in Brasile il cui figlio aveva un difetto congenito pancreas ha portato il figlio a messa, dove era tenuta una reliquia di abbigliamento di Carlo. Per giorni prima aveva pregato una novena chiedendo l'intercessione di Carlo, e dopo la Messa, suo figlio baciò la reliquia chiedendo aiuto per non vomitare tanto dalla sua condizione. Subito dopo la Messa, ha detto a sua madre che si sentiva guarito e ha chiesto cibi solidi al loro ritorno a casa, nonostante avesse seguito una dieta interamente liquida.

Papa Francesco ha confermato l'autenticità del miracolo nel 2020, portando alla beatificazione di Carlo. Poi, nel 2022, una donna costaricana è caduta dalla bici e ha avuto un'emorragia cerebrale. I medici le diedero una bassa possibilità di sopravvivenza, ma sua madre visitò la tomba di Carlo e pregò per la sua intercessione per aiutare sua figlia. Quello stesso giorno, sua figlia iniziò a respirare senza assistenza e riuscì a camminare il giorno dopo; tutte le prove dell'emorragia sono semplicemente scomparse. Il miracolo è stato nuovamente autenticato da Papa Francesco, che ha annunciato la canonizzazione di Carlo durante il Giubileo degli adolescenti del 2025.

Dopo la morte di Francesco, Papa Leone XIV ha ufficialmente canonizzato San Carlo Acutis accanto a San Pier Giorgio Frassati il 7 settembre 2025. Insieme, la Chiesa celebra questi due nuovi santi per il loro esempio incoraggiante ai giovani cristiani.

San Carlo Acutis, il santo millenario - prega per noi

- PARROCCHIA DI MARIA SANTISSIMA,MADRE DI DIO E DSAN FRANCESCO BORGIA IN STROPPARE DI POZZONOVO IN FESTA-La storia della...
11/10/2026

- PARROCCHIA DI MARIA SANTISSIMA,MADRE DI DIO E DSAN FRANCESCO BORGIA IN STROPPARE DI POZZONOVO IN FESTA
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La storia della parrocchia di Maria Santissima Madre di Dio e San Francesco Borgia a stroppare ( frazione di Pozzonovo, in provincia e diocesi di Padova) si sviluppa attraverso tappe legate alla bonifica, alle esondazioni dei fiumi e alla devozione popolare.
 L’origine della Comunità risale a una piccola chiesa rurale o “chiesa campestre”, eretta in onore di S. Francesco Borgia dai nobili padovani Bolini e Manzoni. ai confini orientali della parrocchia di Stanghella nella località di Val Corba o Stroppare compare la prima volta nella visita pastorale del 26 settembre 1702, quando già fu oggetto di contesa giurisdizionale tra le parrocchie di Pozzonovo e Stanghella, cui fu assegnata in prima istanza. Nella successiva visita pastorale il 13 ottobre 1731, era passata in proprietà dei Valmarana e vi si celebrava la S. Messa tutte le feste “per commodo dei suoi agenti e lavoradori”. Il vescovo Giustiniani il 6 ottobre 1776 trovò che anche vi si insegnava la Dottrina Cristiana.
 Quando il 28 ottobre 1869 i Valmarana vendettero i loro possessi di Val Corba o Stroppare ai Centanini di Monselice e Stanghella non ebbe che un solo ca****lano, cessarono feste e l'insegnamento della Dottrina Cristiana.
 Nella successiva visita pastorale dello stesso mons. Callegari, il 28 aprile 1901, non c'era più neanche la chiesa, demolita il 5 febbraio 1896 per il rafforzamento dell'argine del Gorzon, cui era addossata. Ci pensò la popolazione a ricostruirsela, in luogo più sicuro e più ampia e bella. Iniziata nel maggio del 1906, usufruendo le stesso progetto dell’oratorio di Stanghella.. La chiesa fu aperta al culto il 2 agosto 1914 che aveva un solo altare, dedicato alla S. Madre di Dio e a S. Francesco Borgia; altri due furono benedetti il 23 settembre 1917. Vi andò a celebrare due Ss. Messe ogni domencia e festa di precetto e ad insegnare la Dottrina Cristiana il ca****lano di Stanghella, fino a quando, costruita anche la canonica, il 19 febbraio 1925 fu eretta in Curazia sussidiaria di Stanghella con territorio smembrato dalle parrocchie di Stanghella, Pozzonovo e Boara Pisani e con proprio curato stabile.
 Il 15 ottobre 1929 fu elevata a curazia autonoma e, costituito il 18 settembre 1952 il beneficio richiesto, fu eretta in parrocchia il 23 dicembre 1953 e venne riconosciuta civilmente il 27 marzo 1956.ed è oggi inclusa nel Vicariato di Monselice.
 La chiesa parrocchiale è dedicata a Maria Santissima Madre di Dio e San Francesco Borgia.
 Dal 1931 al 1968, la festa di Maria Santissima Madre di Dio, istituita da Papa Pio XI° nel 1931, in ricordo del 1500à anniversario del Concilio di Efeso che definì come dogma di fede la”divina maternità di Maria”, si celebrava i’11 Ottobre. Da qui il motivo per cui a stroppare si è sempre celebrata la sagra nella seconda domenica di Ottobre. Poi, dopo la riforma del calendario liturgico ad opera del Concilio Ecumenico Vaticano II°, fu spostata al 1° gennaio, nell’ottava di natale. Anche la festa di San Francesco Borgia , religioso gesuita, viene festeggiata dai gesuiti il 10 Ottobre.
 Quindi , le date sopra citate, confermano l’autenticità del periodo di festa , a motivo dei riscontri legati ai Santi Patroni.

ORA LASCIA, SIGNORE, CHE IL TUO SERVO VADA IN PACE....Il Santo vegliardo Simeone, dopo aver avuto la gioia profonda ed i...
11/10/2026

ORA LASCIA, SIGNORE, CHE IL TUO SERVO VADA IN PACE....

Il Santo vegliardo Simeone, dopo aver avuto la gioia profonda ed intima di prendere tra le braccia il Bambino Gesù, mentre veniva presentato al tempio per la circoncisione, subito dopo ne esce con quelle espressioni che sono diventate il suo "testamento spirituale".
Dice così: "Ora lascia, Signore, che il tuo servo vada in pace, perchè i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te, davanti a tutti i popoli".
Simeone è "appagato" per questa grazia singolare che la Provvidenza di Dio gli ha riservato, e sente di essere pronto ad entrare nella vita eterna.
Nel cuore di questa notte, ricco di anni e di opere buone, il Signore ha chiamato a sè il nostro fratello e parrocchiano Walter Biscaro.
Walter, che aveva appunto 96 anni, abitava in Via A. Magnani con la moglie.
Penso che la sua persona sia conosciuta da molti di noi.
La sua, era una presenza distinta e sempre discreta; fedele alla celebrazione della Santa Messa finchè le forze lo hanno permesso, Walter, mi sento di dire che era un bravo uomo e un buon cristiano.
Nei miei confronti ha sempre avuto un grande rispetto, ma il contenuto e la verità di questa parola "rispetto", lui l'ha sicuramente applicato a tutti coloro che ha incontrato nella vita e con i quali ha interagito.
Un "uomo di altri tempi" verrebbe da dire...ma ci rendiamo conto che dovrebbero essere le caratteristiche che appartengono anche alle donne e agli uomini di oggi!
La vita di Walter è stata segnata dal lavoro, dalla famiglia e negli ultimi anni anche da una premura delicata nei confronti della sua cara moglie.
Proprio a lei, Anna, al figlio Leonello con Paola, ai nipoti Alberta, Pietro e Carlotta, alle sorelle, ai familiari e parenti tutti, porgiamo le nostre più sentite condoglianze e assicuriamo la preghiera di suffragio per Walter.
Martedì prossimo, 13 ottobre, alle ore 17.30, pregheremo il Santo Rosario per il bene dell'anima di Walter.
Mercoledì 14 ottobre, alle ore 16.00, celebreremo il funerale.
Riposa nella pace di Cristo, caro Walter...e grazie per la tua bella testimonianza umana e cristiana.

don Francesco

- SAN FRANCESCO BORGIA ( sacerdote) -(Nome di battesimo: Francisco de Borja y Aragón)10 OttobreFrancesco Borgia, duca di...
11/10/2026

- SAN FRANCESCO BORGIA ( sacerdote) -
(Nome di battesimo: Francisco de Borja y Aragón)
10 Ottobre

Francesco Borgia, duca di Gandia, terzo generale della Compagnia di Gesù, era figlio primogenito di Giovanni Borgia e di Giovanna d'Aragona, principi di Spagna. Nacque nell'anno 1510, il 20 ottobre. Il Signore gli diede una natura dolce e affabile, inclinata alla pietà, nella quale andò sempre più crescendo per la buona educazione che ricevette dai suoi genitori. All'età di 18 anni fu mandato alla corte di Carlo V, presso il quale, come pure presso l'imperatrice Isabella, incontrò tanto favore, che gli diedero in moglie una delle più nobili donne di corte, Eleonora di Castro, e gli conferirono la carica di primo cavallerizzo dell'imperatrice.

A corte Francesco serbò sempre il suo cuore buono e religioso. Leggeva libri devoti, e soprattutto il S. Vangelo, che portava sempre con sè. Aveva le sue ore per l'orazione, ed i tempi destinati alla frequenza deí Sacramenti ed agli esercizi di pietà. Con questi mezzi si preservò dai vizi del gioco, dal lusso e dalla dissolutezza, tanto facili nelle grandi corti.

La morte improvvisa di Isabella spezzò in quel nobile cuore i fili che lo tenevano ancor legato al mondo. Ebbe l'incarico di accompagnarne la salma a Granata, dove, aperta la cassa per fare la ricognizione del ca****re, ebbe modo di vedere quel volto sfigurato, quella bellezza divenuta preda della morte, che faceva orrore a chiunque la rimirava; a quella vista concepì un totale aborrimento delle cose umane. Per circostanze di famiglia, non potendo abbandonare subito il mondo, dovette accettare di essere duca di Gandia e vicerè di Catalogna.

Non contava ancora trentasei anni, quando la morte gli rapì la consorte Eleonora. A tale perdita non esitò più: era libero dal vincolo che lo teneva legato al mondo e potè quindi darsi tutto al suo Dio. Non potendo subito entrare nella Compagnia di Gesù come desiderava, S. Ignazio gli ottenne dal Pontefice la facoltà di fare privatamente i voti religiosi, e di rimanere ancora quattro anni nell'amministrazione della famiglia e dei suoi stati. In questo tempo, si comportò come, un vero religioso. Regolate le faccende di casa, abbracciò la nuova vita con volontà indomita. Nella Compagnia di Gesù salì di grado in grado fino al generalato: contribuì alla fondazione del Collegio Romano, favorì le missioni, e datosi alla predicazione, tutta la Spagna udì la sua voce innumerevoli e memorabili le conversioni ottenute. Ricusò per tre volte la porpora, dicendo che doveva coprirsi del sacco dei peccatori e non ornarsi di porpora. Era già in età avanzata quando Pio V lo inviò come suo delegato con la missione di radunare la crociata dei principi cristiani contro i Turchi. Al ritorno in Roma sentì approssimarsi l'ora della morte; ricevette con straordinaria devozione i Ss. Sacramenti e si riposò nel Signore all'età di 62 anni.

PRATICA. Leggiamo ogni giorno una pagina di Vangelo.

PREGHIERA. O Signore Gesù Cristo, modello e ricompensa dei veri umili, noi ti preghiamo perchè, come hai santificato il beato Francesco, così anche noi possiamo imitarne le virtù per essergli poi compagni nella gloria.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, san Francesco Borgia, sacerdote, che, morta la moglie, dalla quale aveva avuto otto figli, entrò nella Compagnia di Gesù e, lasciati gli onori terreni e rifiutati quelli ecclesiastici, eletto preposito generale, restò celebre per austerità di vita e spirito di preghiera.

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