CBC Rometta

CBC Rometta Chiesa Biblica Cristiana di Rometta Marea (Messina)
Chiesa Evangelica.

09/08/2021
23/07/2021

L’immagine suggestiva che il Vangelo usa per parlarci dell’impatto traumatico con cui a volte la vita ci segna è particolarmente illuminate. “Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto”. Molte volte la vita ci mette nella condizione di essere tagliati, privati, e in alcuni casi anche spezzati dalle circostanze. Il destino di certe cose però lo decide non la sofferenza che proviamo, ma la nostra appartenenza. Essere di Cristo significa essere nella condizione di poter trasformare una perdita in un’occasione per portare frutto. Questo ci fa dire che invece di passare l’esistenza cercando solo di difenderci dalle cose negative che possono accaderci, dovremmo investire molte energie a rimanere aggrappati realmente e concretamente a Cristo, come un tralcio è attaccato alla vite. “Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.”. La grande menzogna di farci da soli, di salvarci da soli, e di rimanere in piedi da soli, ci mette nella condizione di essere gettati via, perché senza una relazione significativa ogni vita si secca: “Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano”. In fondo ognuno di noi può definirsi in base alle relazioni di cui è fatto. E anche se è proprio attraverso le relazioni che delle volte soffriamo di più, non dobbiamo dimenticare la che ci fa Cristo non è quella di metterci al sicuro dalla sofferenza o dalle prove della vita, ma di non sprecare nulla della sofferenza e della fatica della vita. E questo per un motivo molto semplice: “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto”
Giovanni 15:1-8

"Perché cerco Dio? forse una domanda così diretta può smascherare quello che sovente c’è al fondo del nostro credere: se...
29/06/2021

"Perché cerco Dio? forse una domanda così diretta può smascherare quello che sovente c’è al fondo del nostro credere: semplice bisogno di sentirci rassicurati. Forse è il medesimo motivo che anima lo scriba che per primo si avvicina a Gesù nel Vangelo di oggi: “«Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo»”. Che tradotto significa: “Se mi cerchi perché stai cercando sicurezze, sappi che io sono innanzitutto colui che toglie le sicurezze e costringe al viaggio”. Gesù non serve a rassicurarci, ma a darci un motivo per cui affrontare tutta la precarietà della vita. Il Dio che tiriamo fuori nel momento del bisogno scompare immediatamente dopo aver risolto il nostro bisogno, ma il Dio/Gesù Cristo, il Dio reale non ci lascia mai non soli nella cattiva sorte, ma anche nella buona. La Sua non è una luce che ci immaginiamo per affrontare il buio, ma è una luce che è con noi anche in pieno giorno. Non è un modo per evitare la vita, ma esattamente un modo per affrontarla. Nessuno può essere Suo discepolo se cerca solo un “punto d’appoggio”. Si può essere Suoi discepoli solo se si accetta che Egli sia compagno di viaggio e non fuga, solo se é il perno, il fulcro, appunto la pietra angolare . Si è credenti solo se Cristo è la priorità su cui gira attorno il resto. Allo stesso tempo non si può seguirlo pensando che ci sarà un giorno in cui potremmo farlo e sarebbe bello farlo, ma che questo giorno non è mai oggi ma sempre domani. Ogni giorno domani. Ogni giorno con un “valido” motivo per cui ci diciamo che Lo prenderemo sul serio ma non appena avremmo finito di “seppellire una faccenda” in sospeso: “«Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti»”. Quando ti accorgi che una cosa è vera non bisogna mai rimandarla. Certe cose esigono da noi scelte radicali e non tentennamenti che alla fine ci fanno solo vivere male e insoddisfatti."
"Gesù, vedendo una gran folla intorno a sé, comandò che si passasse all’altra riva. Allora uno scriba, avvicinatosi, gli disse: «Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai». Gesù gli disse: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo hanno dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Un altro dei {suoi} discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli disse: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti». Ed ecco si sollevò in mare una gran burrasca, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. E i suoi discepoli, avvicinatisi, lo svegliarono dicendo: «Signore, salvaci, siamo perduti!» Ed egli disse loro: «Perché avete paura, o gente di poca fede?» Allora, alzatosi, sgridò i venti e il mare, e si fece gran bonaccia."
Vangelo secondo Matteo 8:18‭-‬22‭, ‬24‭-‬26
riflessione di L.Epicoco

Secondo il giornale "La Stampa" un cristiano su otto é perseguitato.
15/01/2021

Secondo il giornale "La Stampa" un cristiano su otto é perseguitato.

Nel mondo un cristiano su otto è perseguitato. Il Covid ha peggiorato la situazione. In 340 milioni subiscono violenze

11/01/2021

"Se non è il Signore di tutto non é il Signore di nulla"

10/01/2021


Se qualcuno si dichiara cristiano, deve rendersi conto che porta il nome di Cristo. Ma c'è una questione importante: ne ha diritto? Nel Vangelo è parlato di persone che dichiaravano di essere del Signore, ma alle quali un giorno Cristo dovrà dire:'' Io non vi ho mai conosciuti, allontanatevi da me''(Matteo 7:23). Per essere cristiani, non basta figurare nel registro dei battesimi di una chiesa. Non sono questi i libri che verranno consultati nel gran giorno del giudizio, quando Dio farà comparire davanti a sè tutti gli uomini perchè gli rendano conto della loro vita. Perchè un neonato possa portare il nome di famiglia, bisogna che alla sua nascita l'ufficio anagrafe registri la sua filiazione. La Bibbia insegna che, per entrare nella famiglia di Dio, ci è necessaria una nuova nascita (Giovanni 3:7). Solo a questa condizione il vostro nome potrà figurare nel Libro della vita, quell'anagrafe del cielo in cui Dio iscrive tutti coloro che credono nel suo Figlio e lo accettano come il loro personale Salvatore. Costoro, e solo loro, hanno ''il diritto di diventare figli di Dio'' (Giovanni 1:12). Avete letto bene, il diritto; esso fondato sull'opera di Cristo e non sui nostri meriti. Chi cristiano,non lo è perchè è migliore o più religioso di altri, ma perchè ha ricevuto Cristo come proprio Salvatore e lo riconosce come Signore.

07/01/2021

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"... La disuguaglianza tra ricchi e poveri proviene in molti casi dall'egoismo e dall'ingiustizia degli uni e dall'imprevidenza degli altri, ma non si tratta qui di analizzare tutte le cause delle imperfezioni sociali. Il fatto è presente davanti a tutti vi sono dei poveri, è innegabile, e perchè non ve ne siano più bisognerebbe che il cuore umano fosse mutato. Ora non sono nè le scoperte della scienza, nè i progressi della tecnica, nè tutte le morali del mondo che lo cambieranno. Gli sforzi più lodevoli per instaurare la giustizia e la pace, non daranno mai risultati utili a causa di questa tara congenita... Questo significa forse che il credente, discepolo di questo Gesù può prendere alla leggera un simile stato? un simile stato di cose? No, certamente. Egli è chiamato, nei limiti delle sue possibilità, a praticare la giustizia e la bontà verso tutti. ''Avete sempre i poveri con voi ha detto Gesù e quando vorrete, potrete far loro del bene'' Marco 14: 17 .
L'occasione ci è così offerta di rassomigliare al nostro Maestro.
Franco Roccamo

07/01/2021


"Gesù, chi era?
Uno straniero. Poteva dire a quelli che lo ascoltavano: '' Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo'' Giovanni 8: 23. Sulla terra, non c'era nulla in cui potesse compiacersi. La sua casa era quella del Padre, della quale era uscito per ve**re quaggiù e nella quale stava per ritornare (Giovanni 16:28).
Un senzatetto.
Alla sua nascita, non fu possibile trovare posto in un albergo, e fu così durante tutto il suo ministero; egli diceva: ''le volpi delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo'' Luca 9: 58.
Un emarginato.
Cacciato da un luogo, andava in un altro (Luca 8:37). La società del suo tempo lo sopportava tanto male che, unanimemente, lo ha condannato a morte e crocifisso come se fosse un malfattore. Che status sociale per il Figlio di Dio! Eppure, è così che Gesù è venuto verso di noi, come nostro prossimo.
Cari fratelli, care sorelle, soffrite la solitudine? Fate parte degli esclusi, dei poveri, degli incompresi? Non soltanto Gesù vi comprende, ma se credete veramente in lui, sarà sempre il nostro Salvatore e il nostro amico fedele. E che amico! Il Figlio del Dio vivente!"
Franco Roccamo

L'epifania è ricordare la presenza che è contenuta nella parola stessa, una presenza con i nonostante. Epifania greco ἐπ...
06/01/2021

L'epifania è ricordare la presenza che è contenuta nella parola stessa, una presenza con i nonostante. Epifania greco ἐπιϕάνεια
epiphàneia, dal verbo epiphànein, composto di epì dall'alto e phànein apparire.
Per chi pensa alle befane e ignora cosa sia veramente l'Epifania, è cercare ciò che vale, ciò che splende, di cercare fino alla meta, di cercare per trovare, di non mollare, cercare e trovare la manifestazione dell'Alto. E i magi cercarono la cosa più preziosa che esista e furono suoi ed essa fu loro, oltre le distanze, oltre le circostanze, oltre le abitudini che avevano e le culture dei paesi da cui venivano, oltre il tempo, il viaggio, l'incognito, la comodità, oltre ogni cosa.
Questo è il vero senso dell'amore e della festa :presenza, resistere, andare, muoversi oltre.
"Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e LO adorarono. Poi aprirono i loro scrigni..."
Che ci sia ἐπιϕάνεια, manifestazione di Dio dentro di te, rivoluzione.
Buona Epifania
dal Vangelo di Matteo e Lettera agli Ebrei 12:2

Ed eccoli qui a completare il nostro presepe ma come sia stata la realtà... erano tre? No!Non si sa quanti fossero.Re? D...
05/01/2021

Ed eccoli qui a completare il nostro presepe ma come sia stata la realtà... erano tre? No!Non si sa quanti fossero.
Re? Di Re in quel brano di Vangelo si parla, ma non di loro.
Magi?... si, erano studiosi, oggi potrebbero essere additati, nemici di chiunque per alcuni in quanto miscredenti, per altri ricchi, quindi i"padroni", oppure altri di oggi da tutt'altra parte, gli estranei, gli stranieri. Erano cercatori, gente a cui non basta una gioia passeggera, che si mette in cerca della perla preziosa gente che guarda lontano non al momentaneo. Erano persone che cercavano per fede. Gente che non si sentiva arrivata e rischiava tempo, impegno e delusione (e la delusione di chi ripone tempo, macina miglia, speranza, fa sacrifici ecco la delusiobe é distruttiva, é saltare nel buio ma loro saltarono perché erano attirati invincibilmente. Deserto, buio, dubbi, tiranni impauriti, fatica, miglia, ore di viaggio. Gente che imparava ogni giorno a resistere. Somigliano a qualcuno di molto prima, somigliavano ad Abramo ma anche a Raab, rischiarono guardando lontano, che si sarebbe rivelato il tutto. Ma rischiarono per fede" che "è certezza di cose che si sperano"
Lettera agli Ebrei 11:1. Raab lo fece vedendo la forza di Israele, Abramo fu chiamato dalla voce di Dio,ricevette una promessa ma loro furono chiamati da una forza invincibile senza vedere partirono. Eppure arrivarino, arrivarono a quel Bambino e alla gioia immensa che contagia. Beati furono i magi, che ci insegnino a non sentirci arrivati, e ad imparare che siamo in viaggio ad imparare a lasciare tutto le certezze per il Cristo che ti chiama per adorarLo, per dargli il meglio di noi, come fecero loro, oro incenso e mirra ,doni per il Re.
Cercavano un Re da adorare e noi sapendo di avereLo quel Re lasciamo tutto il resto per metterLo in secondo piano oppure lo mettiamo davanti a noi a guida dei nostri passi del nostro agire? il nostro sguardo é rivolto a Lui?

04/01/2021


"Il Faraone ordinò dunque un radicale controllo delle nascite: l’eliminazione per annegamento nel Nilo dei figli delle donne ebree… Si salva un bambino affidato alla corrente del fiume in una cesta incatramata che viene raccolta dalla figlia del Faraone. Si chiamerà Mosé, nome che viene dal verbo ebraico salvare. Allevato in segreto dalla sua tutrice, cresce ignorando la sua origine, finché un giorno la voce del sangue lo spinge a uccidere un egiziano che sta maltrattando un ebreo. Scappa lontano inseguito da una condanna a morte. Diventa pastore, attività comune a latitanti di tutti i tempi. … Un giorno trova un fuoco che arde i rovi senza consumarli. Si accosta ed ecco che dal cuore della fiamma ode due volte crepitare il suo nome. … Mosè ascolta il disegno divino: liberare il popolo ebreo dalla schiavitù egiziana con il suo intervento. “Chi sono io perché vada dal faraone e faccia uscire i figli di Israele dall’Egitto?” Questa è la prima domanda che Mosé rivolge a Dio e in essa c’è già la richiesta capitale della sua vita: chi sono io? Chiede innanzitutto a Dio notizia della propria identità: finora è stato un trovatello, un uomo colpevole di omicidio e poi un pastore. E’ inoltre di poche parole, la sua bocca inciampa nella balbuzie. Perciò chiede: chi sono io? Dio risponde alla domanda così: “Sarò con te”. Ecco il titolo definitivo della sua nuova identità, è uno che avrà Dio con sé, compagno di un viaggio lungo quanto la vita. … Però nessuno prima di Mosé, né dopo, chiederà a Dio il nome. L’evento che qui si compie è e resterà inaudito. Dio a domanda risponde,.… Per molti la Bibbia è un testo sacro. Ma mi commuove più di quel valore in sé, il sacro aggiunto, l’opera degli innumerevoli lettori, commentatori, sapienti che hanno dedicato a quel libro il tempo migliore della loro vita. Il sacro in sé della Bibbia è diventato, attraverso di loro, una civiltà. Dio è autore della Bibbia e suo protagonista ... ogni tanto distrattamente si condensa la malinconia di essere lettore di Bibbia in un’epoca fredda. Se nemmeno un poco della sua temperatura è passata nelle pagine che ho scritto, avrò compiuto un esercizio vano."

"Una nuvola come tappeto" di Erri De Luca

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Via Nazionale, 108
Spadafora
98040

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Mercoledì 18:00 - 19:30
Domenica 10:30 - 12:30

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