Nella Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista, è conservato un altare in marmi policromi proveniente dalla vicina Abbazia di Santa Maria di Corazzo, attribuito ad allievi di Cosimo Fanzago; dichiarato monumento nazionale nel 1910. Mariano Pierbenedetti fra il 1577 e il 1585 nei luoghi montani. La chiesa consisteva in un piccolo oratorio, dedicato a San Giovanni Battista, costruito in
vicinanza del Palazzo baronale. Nel 1668 l'oratorio venne elevato a parrocchia da Mons. Gian Giacomo Palemonio dietro richiesta del feudatario locale, il barone di Pittarella Francesco Scaglione, il quale si era impegnato a dotare la parrocchia di una rendita annua di dieci tomoli di grano germano e cinque carlini. La nuova parrocchia in realtà non funzionò mai come tale, sia per scarsità della popolazione permanente, sia perché la famiglia Scaglione non onorò i patti sottoscritti. Danneggiato dal terremoto del 27 marzo 1638, l'oratorio cadde in rovina. La parrocchia cominciò a funzionare invece dopo l'autonomia amministrativa raggiunta da Soveria nel 1807. Il Decurionato e il popolo di Soveria edificarono rapidamente l'attuale chiesa sui ruderi dell'antico oratorio, rimasto peraltro danneggiato anche dal terremoto del 1783 e dall'incendio del paese appiccato dai francesi in seguito alla rivolta del 1806, e ne completarono la costruzione nel 1812. Da allora la chiesa parrocchiale ha subito periodicamente dei restauri. Il campanile a forma di cupola è stato realizzato nel 1938 grazie al finanziamento di un soveritano emigrato nelle Americhe, Emilio Pascuzzi. La chiesa possiede alcuni oggetti provenienti dalla Abbazia di Santa Maria di Corazzo, fra cui il bellissimo altare maggiore in marmi policromi (monumento nazionale), un'acquasantiera in marmo bianco e sei candelabri lignei.