La chiesa di San Michele Arcangelo ha rivestito una notevole importanza nello sviluppo sociale e nel consolidamento delle comunità vissute nei villagi limitrofi all'odierna Soveria Mannelli. Nel territorio dell'attuale San Tommaso sorgeva già, intorno al 1630, una piccola chiesa di ius patronatus intitolata a San Tommaso Apostolo la cui costruzione è dovuta al sacerdote Scaglione Tommaso; la propr
ietà di tale chiesa era della famiglia Scaglione. La costruzione evidentemente non era abbastanza ampia per soddisfare le esigenze del villaggio dove sorgeva, denominato a quei tempi fornello probabilmente per la presenza di un forno per pane, che era di circa 500 persone; infatti si legge in una relazione del 1699 di mons. Veraldi che, sotto sua esortazione, è iniziata la costruzione di una chiesa da dedicare a Michele Arcangelo. L'area su cui doveva sorgere la chiesa fu acquistata direttamente dalla popolazione e fu la stessa popolazione ad interessarsi alla costruzione se è vero che ognuno poneva giornalmente almeno una pietra. Da questa vicende si può ben comprendere lo spirito e il forte proposito di costituirsi in comunità. La chiesa, che disponeva anche di un battistero fu completata intorno al 1730 ed estendeva la sua giurisdizione sui villaggi circostanti; essa però dipendeva dal parroco di Pedivigliano anelando contestualmente, però, al riconoscimento di autonomia. Il parroco di Pedivigliano destinò a San Tommaso il sacerdote G. Antonio Cardamone che fu poi rimosso dall'incarico. Costui, offeso, incitò il popolo alla rivolta. Nel 1774, dopo esplicita richiesta della popolazione al re, la chiesa divenne parrocchiale. Tra il 1735 e il 1795 dalle relazioni dei vescovi si evince che la popolazione del villaggio è in continuo aumento (nel 1795 pari a 1720 persone) e vi è notizia anche di una confraternita della vergine Maria del rosario. Dal 1774 si tengono i libri ecclesiastici dei battezzati e dei morti e con ciò si può affermare che dall'indipendenza di una chiesa si sia "de facto" realizzata l'indipendenza di una intera comunità. Si può far partire la storia recente della chiesa al 1943 quando essa (il campanile era stato già in precedenza danneggiato da un fulmine) fu danneggiata dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale. Con la fine della guerra si provvide a ciò che era stato leso con i fondi che il governo destinava per la riparazione dei danni di guerra. I quadri furono restaurati nel 1955 dal pittore Felice Cerra di Nicastro. Il completo restauro ebbe opera nel 1980 con il parroco Peppino Pileggi. I fondi furono donati da tale Michele Costanzo nato a Soveria Mannelli nel 1905, che, emigrato negli Stati Uniti, vi morì in Pennsylvania nel 1976;[6] la cifra donata, considerevole per l'epoca, era di circa 60.000 dollari. Nel 1999 l'edificio della chiesa parrocchiale di San Michele è stato chiuso al culto per lavori di restauro; le funzioni religiose si tengono comunque presso i locali dell'ex asilo comunale. La chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo, è a croce latina, con tre navate di cui la principale centrale, più avanzata, è lunga 17,50 m e le due laterali 12,50 m. Nell'abside centrale una cupola a tutto sesto. Ornano l'interno della chiesa una serie di dipinti murali dei pittori Diego Grillo e Carmelo Zimatore di Pizzo.