18/10/2022
Un giorno Socrate fu avvicinato da un uomo che gli disse: «Ascolta Socrate, ti devo raccontare qualcosa d’importante sul tuo amico.»
«Aspetta un attimo», lo interruppe Socrate, «Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.»
«I tre setacci?», chiese l’altro meravigliato.
«Sì, mio caro. Il primo setaccio è quello della verità: sei convinto che tutto quello che mi vuoi dire sia vero?»
«In effetti no, l’ho solo sentito raccontare da altri.
«Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?»
L’uomo rispose esitante: «Devo confessarti di no, piuttosto il contrario.»
«Dunque,» continuò Socrate, «vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. È utile che io sappia cosa avrebbe fatto questo amico?»
«Beh, veramente no…»
«Allora,»concluse Socrate, «quel che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?»
Questa parabola, erroneamente attribuita a Socrate, racchiude un’importante lezione. Tutti sappiamo quanto facciano male le parole degli invidiosi. In verità non è soltanto il calunniatore ad arrecare tanto danno ma la propensione a prestare fede alle maldicenze. Se tutti seguissimo e mettessimo in pratica questo piccolo insegnamento, le calunnie non troverebbero eco. Ogni tanto fa bene ricordarlo! Siate migliori degli altri, bandite dal vostro cuore la malignità, l’invidia ma anche la credulità. Ricordate sempre cioè “la lezione dei tre setacci”.
G.Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X. Cari amici, è appena uscita la nuova ristampa del mio romanzo Clodio, se vi piace la storia e la filosofia, potete leggerne un estratto gratuito a questo link: https://amzn.to/3E5zM9W