24/12/2024
Nel 1843 Charles Dickens pubblica il "Cantico di Natale ", dopo alterni successi questo libro determina la sua fortuna.
È la descrizione dell'umana avarizia personalizzata in Ebenezer Scrooge ma pure di una Londra livida e maleodorante dove le ricchezze di pochi contrastano una miseria diffusa. È lo spirito natalizio che rende giustizia e da speranza anche ai più derelitti. Più di vent'anni dopo Dickens si reca in America ma ne rimane deluso, anche lì miseria e ricchezza danno il senso di società ingiusta, la schiavitù appena abolita conserva le tracce del vero motore del mondo: la brama di ricchezze, l'egoismo più brutale. Sul finire del secolo gli squilibri sociali presentarono il conto con idee di riscatto e riequilibrio economico.
"Erano un bambino e una bambina. Gialli, scarni, cenciosi, arcigni, selvaggi; ma prostrati anche nella umiltà loro. Dove la grazia della gioventù avrebbe dovuto fiorir rigogliosa sulle loro guance, una mano secca e grinzosa, come quella del tempo, gli avea corrosi, torti, tagliuzzati. Dove gli angeli doveano sedere in trono, ascondevansi i demoni e balenavano minacciosi. Nessun mutamento, nessuna degradazione, nessun pervertimento del genere umano, in qualsivoglia grado, in tutti i misteri della maravigliosa creazione, ha mai partorito mostri così orrendi.
Scrooge indietreggiò, atterrito. Tentò di dire allo Spirito, il quale glieli additava, che quelli erano due bei bambini; ma le parole gli fecero groppo, anzi che partecipare alla enorme menzogna.
- Spirito! son figli tuoi? - potette appena domandare Scrooge.
- Sono figli dell’Uomo - rispose lo Spirito chinando gli occhi a guardarli. - E a me s’attaccano, accusando i padri loro. Questo bambino è l’Ignoranza. Questa bambina è la Miseria. Guàrdati da tutti e due, da tutta la loro discendenza, ma soprattutto guardati da questo bambino, perché sulla sua fronte io vedo scritto: "Dannazione", se la parola non è presto cancellata. Negalo! - gridò lo Spirito, protendendole mani verso la città. - Diffama pure coloro che te lo dicono! Serba il male, carezzalo, pei tuoi fini perversi. Ma bada, bada alla fine!
- Non hanno un rifugio? - domandò Scrooge; - non c’è per loro un sollievo?
- E non ci son forse prigioni? - ribatté lo Spirito, ritorcendogli contro le sue proprie parole. - Non ci son forse case di lavoro? -
L’orologio batté le dodici.
Scrooge si guardò intorno cercando lo Spirito e non lo vide più. Squillando l’ultimo colpo, gli sovvenne la predizione del vecchio Giacobbe Marley, e alzando gli occhi, scerse un solenne fantasma, ammantato e incappucciato, il quale avanzavasi, come nebbia che sfiori il terreno, alla sua volta."
Charles Dickens - Cantico di Natale (1843)