18/07/2026
A CONCLUSIONE DELLA VACANZA ESTIVA DEL GRUPPO MEDIE...
"Quando Dio chiama... anche in vacanza!"
Alla fine di una vacanza si torna a casa con lo zaino pieno. Non solo di vestiti sporchi o fotografie, ma di incontri, risate, fatiche, amicizie. Le letture di oggi ci aiutano a capire che forse il regalo più grande da portare a casa è un altro: imparare ad ascoltare la voce di Dio.
1. Imparare a riconoscere la voce giusta
Samuele sente una voce nella notte. Per tre volte pensa che sia Eli a chiamarlo. Solo alla fine capisce che è Dio.
Anche noi, in questi giorni, abbiamo sentito tante "voci": il telefono, gli amici, il desiderio di divertirci, la stanchezza, le risate...
Ma c'è una voce più discreta, quella del Signore, che parla attraverso una preghiera, un educatore, un amico, un momento di silenzio.
Immagine: La radio. Se la frequenza è sbagliata senti solo rumore. Basta girare un po' la manopola e improvvisamente la musica arriva chiara. Così è il cuore: va "sintonizzato" per ascoltare Dio.
2. Lasciarsi sorprendere dalla chiamata
Nel Vangelo Gesù passa e dice semplicemente: "Venite dietro a me".
Non promette una vita facile. Promette una vita piena.
Forse qualcuno, durante questa vacanza, ha scoperto di essere più coraggioso di quanto pensasse; qualcuno ha imparato a chiedere scusa; qualcuno ha fatto amicizia con persone che prima conosceva appena.
Sono piccoli modi con cui Gesù continua a dire: "Seguimi."
Immagine: Una scarpa da trekking. Le scarpe nuove rimangono belle nella scatola, ma servono a poco. Diventano preziose quando si sporcano di terra. Anche la fede funziona così: non è fatta per stare ferma, ma per camminare.
Puoi sostituire il terzo punto in questo modo:
3. Tornare a casa diversi da come siamo partiti
Una vacanza bella non cambia il mondo in una settimana, ma può cambiare il cuore.
Samuele torna ad essere lo stesso ragazzo... ma ormai sa che Dio parla.
I pescatori tornano a camminare... ma dietro a Gesù.
Anche noi torniamo a casa. La domanda è: che cosa porteremo davvero con noi?
Le foto? Sì.
I ricordi? Certo.
Ma soprattutto un modo nuovo di guardare gli altri, di pregare, di fidarsi di Gesù.
Immagine: Il quaderno della vacanza. In questi giorni lo abbiamo riempito di riflessioni, domande, preghiere, appunti... e, alla fine, anche delle firme dei compagni di viaggio. Quelle firme ci ricordano che nessuno cresce da solo: c'è sempre qualcuno che cammina accanto a noi. Ma il quaderno non è fatto per essere chiuso in un cassetto. Ogni volta che lo riapriremo, ci ricorderà che Dio ci ha parlato, che abbiamo condiviso un pezzo di strada con degli amici e che il viaggio con Gesù non finisce qui. Le pagine sono finite, ma la storia continua nella vita di ogni giorno.
Conclusione
Come Samuele possiamo dire: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.»
E come i primi discepoli possiamo trovare il coraggio di fare un passo dietro a Gesù.
La vacanza finisce oggi, ma il cammino continua. Portiamo a casa il nostro quaderno: non come un semplice ricordo, ma come il segno che il Signore ha scritto qualcosa di bello nella nostra vita e ci invita a continuare a scrivere, insieme a Lui, le pagine che verranno.