Pagina OFS del Convento "Padre Pio Giovane" di Serracapriola

Pagina OFS del Convento "Padre Pio Giovane" di Serracapriola Il Convento di Serracapriola nacque nel 1536. Nel 1907 risiedette Padre Pio come studente. All'interno sono conservate le spoglie di Padre Matteo D'Agnone.

Vi aspettiamo GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE ore 18.30.In Convento.
12/09/2026

Vi aspettiamo GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE ore 18.30.
In Convento.

04/09/2026
01/09/2026

Dagli scritti di Padre Matteo d'Agnone:
"Lode a te, Ancella del Signore".
Uno stralcio del Canto ispirato dai suoi scritti.
Ascoltate...

Vicepostulazione Servo di Dio Padre Matteo da Agnone

Vi aspettiamo questa sera in Convento per l'ultima Celebrazione Eucaristica all'aperto. Le messe domenicali riprenderann...
30/08/2026

Vi aspettiamo questa sera in Convento per l'ultima Celebrazione Eucaristica all'aperto.

Le messe domenicali riprenderanno successivamente all'interno del Santuario alle ore 19.00.

IL SERVO DI DIO PADRE MATTEO D’AGNONEUna vita di preghiera, penitenza, studio e servizio a Dio1563–1616Ci sono uomini la...
29/08/2026

IL SERVO DI DIO PADRE MATTEO D’AGNONE

Una vita di preghiera, penitenza, studio e servizio a Dio

1563–1616

Ci sono uomini la cui vita non termina con la morte.

La loro esistenza continua nella memoria di coloro che li hanno conosciuti, nelle preghiere di quanti li invocano e, soprattutto, nei luoghi nei quali hanno vissuto, sofferto, pregato e donato la propria vita a Dio.

Uno di questi uomini è Padre Matteo d’Agnone, frate cappuccino, sacerdote, predicatore, maestro e uomo di profonda preghiera, la cui vita fu segnata dalla conversione, dalla penitenza, dall’amore per la Vergine Maria e da uno straordinario ministero spirituale.

Il suo nome di battesimo era Prospero Lolli. Nacque ad Agnone, in Molise, nel 1563, in una famiglia agiata e profondamente cristiana. Le antiche fonti lo descrivono fin da giovane come un ragazzo tranquillo, modesto e dotato di grande intelligenza.

Ma il cammino di Prospero non fu semplice.

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UNA GIOVINEZZA SEGNATA DA UN FATTO TRAGICO

Quando aveva circa diciotto anni accadde un avvenimento che avrebbe segnato profondamente tutta la sua esistenza.

In circostanze che le fonti descrivono come accidentali, mentre maneggiava un'arma da fuoco, partì un colpo che causò la morte di un bambino, Donatantonio Cellilli, di sei anni.

Il fatto fu ritenuto involontario. Tuttavia, Prospero rimase profondamente colpito da quella tragedia. Non si presentò al processo e dovette lasciare la sua terra natale.

Si recò a Napoli, dove iniziò una nuova fase della sua vita.

Quel dolore non lo condusse alla disperazione. Al contrario, divenne progressivamente occasione di ricerca interiore, di penitenza e di conversione.

A Napoli studiò filosofia e medicina e, secondo le testimonianze conservate, approfondì anche il diritto e frequentò l'ambiente spirituale dei padri gesuiti e del loro oratorio. Per un certo periodo sembra aver preso in considerazione anche la possibilità di entrare nella Compagnia di Gesù.

Ma Dio aveva preparato per lui un'altra strada.

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L’INCONTRO CON LA SPIRITUALITÀ CAPPUCCINA

Un suo amico, che sarebbe diventato anch'egli sacerdote cappuccino, Padre Tommaso da Trivento, lo orientò verso la spiritualità dei Frati Minori Cappuccini.

Prospero trovò in quella vita austera la risposta al suo desiderio di donarsi completamente a Dio.

La povertà, la preghiera, la penitenza, l'umiltà e la vita fraterna rispondevano profondamente a ciò che cercava.

Nel 1582 entrò nel noviziato cappuccino di Sessa Aurunca.

L'anno seguente emise la professione religiosa e assunse il nome di Fra Matteo d’Agnone, conservando così, nel suo nome religioso, il ricordo della propria terra d'origine.

Durante il noviziato morirono i suoi genitori.

Padre Matteo proseguì tuttavia il suo cammino religioso e gli studi, approfondendo in modo particolare la teologia.

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SERRACAPRIOLA: UNA TAPPA FONDAMENTALE DELLA SUA VITA

Dopo un primo periodo nella provincia religiosa di Napoli, Padre Matteo passò alla provincia cappuccina di Sant’Angelo.

Ed è qui che compare, in maniera particolarmente importante, Serracapriola.

Nel convento cappuccino di Serracapriola continuò la propria formazione e iniziò anche la sua attività di insegnamento.

La sua preparazione intellettuale era straordinaria. Arrivò a insegnare logica ad altri giovani religiosi e proseguì successivamente gli studi nell'ambito della formazione cappuccina.

Serracapriola, dunque, non fu semplicemente un luogo nel quale Padre Matteo passò.

Fu uno dei luoghi che segnarono profondamente la sua esistenza.

Qui insegnò, studiò, pregò ed esercitò parte del suo ministero religioso.

E molti anni dopo sarebbe stato proprio qui che sarebbe tornato per morire.

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SACERDOTE, TEOLOGO E PREDICATORE

Padre Matteo fu inviato a proseguire gli studi a Bologna, dove ricevette una solida formazione teologica.

Fu ordinato sacerdote il 19 settembre 1592.

Da quel momento iniziò in maniera più intensa il suo ministero della predicazione.

Le sue prediche ebbero una grande influenza sul popolo.

Sono conservate testimonianze dei suoi studi e delle sue predicazioni, tra cui il cosiddetto Fasciculus Myrrae, un manoscritto composto da omelie e appunti scolastici, la cui redazione iniziò intorno al 1594.

Padre Matteo non era soltanto un uomo di studio.

Era anche un uomo capace di parlare al cuore delle persone.

La sua predicazione era profondamente segnata dalla Passione di Cristo, dalla conversione, dalla penitenza e dall'amore per la Vergine Maria.

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SUPERIORE, FORMATORE E GUIDA DEI GIOVANI

La sua preparazione e le sue virtù fecero sì che i superiori gli affidassero importanti responsabilità.

Nel 1596 fu guardiano del convento di Vasto e insegnò filosofia.

Nel 1598 fu eletto provinciale, incarico che ricoprì fino al 1601.

Ma Padre Matteo non considerava l'autorità come potere.

La considerava come servizio.

Successivamente svolse anche il compito di maestro dei novizi, formando giovani religiosi.

Le antiche testimonianze ricordano che il suo metodo educativo iniziava da se stesso: per insegnare agli altri, cercava prima di perfezionare se stesso.

Per i novizi scrisse anche un breve testo intitolato:

“Quarantacinque motivi spirituali divisi con ordine per tutti i giorni della settimana”.

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UN UOMO PROFONDAMENTE INNAMORATO DELLA VERGINE MARIA

Una caratteristica molto importante della spiritualità di Padre Matteo fu il suo profondo amore per la Santissima Vergine Maria.

Le testimonianze cappuccine sottolineano in particolare la sua difesa della fede nell'Assunzione di Maria al cielo in corpo e anima.

Per Padre Matteo, Maria non era semplicemente una figura da venerare.

Era Madre, modello di purezza, interceditrice e guida verso Cristo.

La sua devozione mariana accompagnò tutta la sua vita religiosa e fu profondamente legata alla sua predicazione.

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IL PREDICATORE CHE PORTAVA LE PERSONE ALLA CONVERSIONE

Padre Matteo percorse diverse località predicando.

Fu in luoghi come Agnone, Vasto, Serracapriola, Manfredonia, T***a e Monte Sant’Angelo.

La sua parola aveva una grande forza.

Ma la caratteristica più profonda della sua predicazione non era semplicemente la sua conoscenza teologica.

Era la capacità di chiamare le persone alla conversione.

Un episodio particolarmente commovente avvenne ad Agnone nel 1598.

Padre Matteo tornò nella sua città natale e, davanti alla comunità, chiese perdono alla madre del bambino morto accidentalmente molti anni prima.

Quel gesto commosse profondamente la popolazione.

L'uomo che per anni aveva portato dentro di sé quella ferita si presentò pubblicamente davanti alla famiglia della vittima e chiese perdono.

Fu un momento che mostra molto bene la dimensione penitenziale della sua spiritualità.

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PADRE MATTEO E IL MINISTERO DI LIBERAZIONE

La tradizione legata a Padre Matteo conserva numerose testimonianze riguardanti il suo straordinario ministero di liberazione ed esorcismo.

Le fonti cappuccine lo presentano come un uomo particolarmente dotato nell'accompagnare spiritualmente persone che vivevano situazioni di grande sofferenza e oppressione.

Gli vengono attribuiti anche doni straordinari, come il discernimento spirituale, la profezia e numerose guarigioni.

Naturalmente, questi avvenimenti appartengono all'ambito delle testimonianze e della tradizione sulla sua fama di santità e devono essere distinti da ciò che la Chiesa ha eventualmente riconosciuto ufficialmente come miracolo.

Ciò che però emerge costantemente dalla memoria storica di Padre Matteo è la sua straordinaria dedizione alle persone che soffrivano.

Il suo ministero di esorcismo divenne particolarmente conosciuto.

La tradizione racconta persino episodi nei quali persone tormentate dal male avrebbero trovato liberazione attraverso la sua preghiera.

Una delle caratteristiche che ricorre maggiormente in questi racconti è che Padre Matteo non attribuiva nulla a se stesso.

Tutta la sua fiducia era riposta in Dio, nella Croce di Cristo e nella preghiera.

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L’UMILTÀ COME FORZA

Uno degli aspetti più belli della figura di Padre Matteo è proprio la sua umiltà.

Secondo la tradizione cappuccina, anche negli episodi straordinari legati al suo ministero, il suo atteggiamento rimaneva profondamente umile.

Non cercava protagonismo.

Non cercava riconoscimenti.

Cercava di servire.

Per questo la sua figura fu ricordata come quella di un religioso capace di unire una straordinaria preparazione intellettuale a una vita austera e profondamente spirituale.

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GLI ULTIMI ANNI

Con il passare degli anni, la salute di Padre Matteo iniziò a peggiorare.

Gli anni di intensa predicazione, studio, preghiera e lavoro avevano indebolito il suo corpo.

Nel 1614 fu trasferito nella comunità cappuccina di Sant’Elia a Pianisi.

La sua salute continuò a peggiorare.

I medici consigliarono un cambiamento di ambiente e di aria.

E allora venne presa una decisione che, guardando alla storia della sua vita, appare quasi provvidenziale:

Padre Matteo sarebbe tornato a Serracapriola.

Il luogo dove aveva insegnato.

Il luogo dove aveva vissuto anni della sua giovinezza religiosa.

Il luogo che aveva fatto parte del suo cammino.

Sarebbe stato anche il luogo nel quale avrebbe concluso il suo pellegrinaggio terreno.

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IL RITORNO A SERRACAPRIOLA

All'inizio di ottobre 1616, Padre Matteo tornò nel convento cappuccino di Serracapriola accompagnato da alcuni confratelli.

I religiosi lo accolsero con grande gioia.

La tradizione ricorda che fu accolto persino con il canto del Te Deum.

Ma Padre Matteo era ormai gravemente malato.

Sapeva che la sua vita terrena stava giungendo al termine.

E volle prepararsi alla morte con la stessa fede con la quale aveva vissuto.

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IL 31 OTTOBRE 1616

Arrivò finalmente quel giorno.

Era il 31 ottobre 1616.

Padre Matteo aveva circa 53 anni.

Morì santamente nel convento cappuccino di Serracapriola.

Secondo la tradizione tramandata dai Cappuccini, nei suoi ultimi momenti chiese che gli fossero lette le Proteste per l’ora della morte, un testo che egli stesso aveva composto, e mantenne lo sguardo rivolto al Crocifisso.

Così terminò la sua vita.

Non in mezzo alle ricchezze.

Non circondato dagli onori.

Ma come aveva scelto di vivere:

come un frate cappuccino, davanti a Cristo Crocifisso.

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DOPO LA MORTE: UNA FAMA DI SANTITÀ CHE CREBBE

La morte di Padre Matteo non mise fine alla sua storia.

Al contrario.

La devozione iniziò a crescere.

I religiosi e il popolo parteciparono profondamente ai suoi funerali.

Le antiche cronache raccontano che molte persone cercavano di conservare piccoli frammenti del suo saio come reliquie.

Ma una delle testimonianze più straordinarie riguarda il suo corpo.

Sei mesi dopo la sua morte, alcuni religiosi scesero nella tomba comune per verificare lo stato del corpo.

Secondo la testimonianza conservata, trovarono il corpo integro e rimasero profondamente impressionati.

Anni dopo venne effettuata un'altra ricognizione.

La memoria di questi avvenimenti contribuì a mantenere viva la fama di santità che circondava Padre Matteo.

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LE RICOGNIZIONI DEL CORPO

La venerazione verso Padre Matteo continuò nei secoli successivi.

Il 5 maggio 1751 ebbe luogo una prima ricognizione canonica dei suoi resti.

Successivamente, il 19 ottobre 1978, venne effettuata una seconda ricognizione.

Questi avvenimenti dimostrano come la sua memoria non sia scomparsa con il passare del tempo.

Al contrario, essa continuò a essere oggetto di attenzione da parte della Chiesa e dei fedeli.

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L’INIZIO DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE

Molti secoli dopo la sua morte, la Chiesa iniziò ufficialmente a studiare la sua fama di santità.

Il 19 giugno 1996, nella Cattedrale di San Severo, il vescovo Mons. Cesare Bonicelli aprì ufficialmente la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Padre Matteo d’Agnone.

Da allora Padre Matteo è ufficialmente riconosciuto come:

SERVO DI DIO

Il processo diocesano si concluse il 9 maggio 2002 nel convento dei Cappuccini di Serracapriola.

La documentazione venne successivamente inviata a Roma per la prosecuzione della causa.

Il 31 marzo 2006, la Congregazione delle Cause dei Santi riconobbe la validità del processo diocesano.

La Causa continua il suo cammino ecclesiale.

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SERRACAPRIOLA: IL LUOGO DOVE PADRE MATTEO ACCOGLIE ANCORA I PELLEGRINI

Per tutto questo, visitare Serracapriola significa molto più che visitare un antico convento.

Significa entrare in uno dei luoghi fondamentali della storia di Padre Matteo.

Qui visse.

Qui insegnò.

Qui pregò.

Qui tornò malato alla fine della sua vita.

E qui morì il 31 ottobre 1616.

Qui si trova ancora oggi la sua tomba.

Per questo, per molti pellegrini, arrivare a Serracapriola significa vivere un vero incontro spirituale con la memoria di questo religioso cappuccino.

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UNA VITA CHE PARLA ANCORA OGGI

La vita di Padre Matteo d’Agnone può essere riassunta come un lungo cammino di trasformazione.

Il giovane Prospero Lolli conobbe il dolore.

Conobbe la colpa e la sofferenza.

Conobbe la ricerca.

E trovò in Cristo la strada della conversione.

Divenne frate.

Sacerdote.

Predicatore.

Maestro.

Superiore.

Guida spirituale.

E, secondo la tradizione tramandata nei secoli, straordinario ministro della liberazione e della preghiera.

Ma forse ciò che è più importante della sua vita non sono gli avvenimenti straordinari che vengono raccontati su di lui.

La cosa più importante è il cammino interiore:

convertirsi, chiedere perdono, vivere nell'umiltà, confidare in Dio e mettersi al servizio degli altri.

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PADRE MATTEO E I PELLEGRINI DI OGGI

Più di quattro secoli dopo la sua morte, uomini e donne continuano ad arrivare a Serracapriola.

Alcuni arrivano dall'Italia.

Altri dai Paesi europei.

Altri ancora da luoghi molto più lontani.

Arrivano per conoscere la sua storia.

Arrivano per pregare davanti alla sua tomba.

Arrivano per chiedere una grazia.

Arrivano per ringraziare.

E alcuni arrivano semplicemente perché sentono il bisogno di trovare un luogo di silenzio, preghiera e speranza.

La tomba di Padre Matteo diventa così un punto d'incontro tra la storia e la fede.

Tra il passato e il presente.

Tra l'uomo vissuto più di quattrocento anni fa e le persone che ancora oggi cercano Dio.

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UN INVITO A CONOSCERLO

Caro pellegrino,

se sei arrivato a Serracapriola, non limitarti a guardare la tomba di Padre Matteo.

Fermati.

Prega.

Conosci la sua storia.

Pensa a quel giovane di nome Prospero che attraversò una profonda prova e trovò nella vita cappuccina una strada di conversione.

Pensa al sacerdote che dedicò la propria vita alla predicazione.

Pensa al religioso che formò tanti altri.

Pensa all'uomo che amò profondamente la Vergine Maria.

Pensa al frate che accompagnò tante persone nella sofferenza.

E infine ricorda quel frate malato che tornò a Serracapriola per consegnare lì la propria vita a Dio.

Il suo ultimo sguardo, secondo la tradizione, fu rivolto al Crocifisso.

Forse questo è il messaggio più profondo che Padre Matteo lascia a coloro che visitano la sua tomba:

la vita può cambiare; il dolore può trasformarsi in un cammino di conversione; e un cuore che si dona veramente a Dio può diventare strumento di speranza per tante persone.

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PREGHIERA AL SERVO DI DIO PADRE MATTEO D’AGNONE

Servo di Dio Padre Matteo d’Agnone,

tu che hai donato la tua vita a Dio
nella preghiera, nella penitenza e nel servizio;

tu che hai amato profondamente la Vergine Maria;

tu che hai portato consolazione a chi soffriva
e hai aiutato tante persone a riavvicinarsi a Dio;

guarda dal cielo coloro che oggi giungono alla tua tomba a Serracapriola.

Presenta al Signore le nostre suppliche.

Intercedi per le nostre famiglie,
per gli ammalati,
per coloro che soffrono,
per chi ha perso la speranza
e per tutti coloro che cercano una strada di pace.

Aiutaci a vivere nell'umiltà,
a saper chiedere perdono,
a confidare in Dio
e a rimanere saldi nella fede.

Fa' che il tuo esempio ci insegni
che la vera grandezza sta nel servire
e che la vera forza nasce dalla preghiera.

Servo di Dio Padre Matteo d’Agnone,
prega per noi.

Amen.
Vicepostulazione Servo di Dio Padre Matteo da Agnone

19/08/2026
«Lasciamo che il corpo si riposi e che la mente si acquieti; lasciamo che anche il cuore deponga le sue paure, le sue an...
15/08/2026

«Lasciamo che il corpo si riposi e che la mente si acquieti; lasciamo che anche il cuore deponga le sue paure, le sue ansie e i suoi dolori, per aprirsi al soffio di Dio.

Se vuoi, ti aspettiamo questa sera in Convento, alle 20.30, nel giorno dell’Assunta: qui natura, cielo e silenzio, anima e cuore si incontrano e diventano preghiera, in un dolce canto d’amore a Dio, che dona pace, luce e serenità.»

Questa sera affideremo in modo particolare alla carezza materna di Maria tutti gli anziani, gli infermi nel corpo e nello spirito, e quanti portano nel cuore una ferita, una solitudine o una sofferenza: perché nessuna lacrima resti senza consolazione e nessun cuore si senta solo sotto lo sguardo amorevole di Dio.»

Auguri!

OFS di Serracapriola

Indirizzo

Piazza Padre Pio 1
Serracapriola
71010

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Domenica 08:00 - 12:00
16:00 - 20:30

Telefono

+393517040051

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