Chiesa Evangelica Apostolica Betesda

Chiesa Evangelica Apostolica Betesda La funzione che avrà questa pagina sarà quella di esaltare la verità biblica

09/01/2026

Qualcosa di impensabile si sta svolgend…

22/09/2025

Un altro Gesù, un altro Spirito, un altro Evangelo

Qualche tempo fa un ministro chiamò il nostro ufficio, molto turbato. Disse che nella sua chiesa predicava santità e vita crocifissa, sembrava avere un vero cuore da pastore. Poi ci raccontò che alcuni membri della sua chiesa avevano cominciato a seguire qualche tipo di seminari speciali - ed erano tornati a casa pronti ad abbandonare la sua congregazione.

Essi gli dissero: "Dio ci ha portati ad una nuova rivelazione che ha cambiato la nostra vita. Abbiamo sentito cose che non avevamo mai sentito prima. Pensavamo di essere salvati, ma adesso sappiamo che non lo eravamo. Tutto ciò che abbiamo creduto riguardo gli ultimi tempi era sbagliato. Abbiamo visto una nuova verità."

"Pastore, tu e la tua chiesa siete in errore. La tua gente non ha neanche la salvezza! Credi di predicare santità, ma noi abbiamo scoperto che cosa è la vera salvezza. Abbiamo trovato qualcosa di nuovo!"

Oggi giorno, quello stesso gruppo di persone non frequenta neanche più la chiesa, perché non riescono a trovare qualcuno che li porti "più in fondo." E così si istruiscono con degli studi in audiocassette.

Il loro pastore per telefono mi domandò qualcosa che spesso sento dire da chiese sparse in tutta la nazione. Disse, "Cosa sta succedendo? Ci sono così tante nuove strane dottrine, così tanti nuovi insegnanti con nuove "rivelazioni." E tutte quante sembrano avere un certo numero di passi della Scrittura a sostenerle. Nessuno distingue più cos'è da Dio e cosa da Satana, quale è sciocchezza e quale è giustizia. La nostra gente si sta confondendo."

Aveva ragione! Nuove dottrine, nuove rivelazioni e nuovi evangeli si spargono quasi tutti i giorni. E va peggiorando. La Bibbia ci avverte chiaramente che negli ultimi giorni vi saranno strane dottrine - introdurranno un altro Gesù, un altro Spirito, un altro evangelo!

L'Apostolo Paolo riunì insieme gli anziani della chiesa ad Efeso, e le sue ultime parole a questi suoi cari santi furono: "Infatti io so che dopo la mia partenza, entreranno in mezzo a voi dei lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge, e che tra voi stessi sorgeranno degli uomini che proporranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli" (Atti degli Apostoli 20:29-30).

Per tutto il tempo in cui Paolo guidò la chiesa che egli stesso aveva stabilito, coltivava un timore che lo accompagnò fino ai suoi ultimi giorni. Un timore che tutti i veri pastori dovrebbero avere, e che non lasciò mai la mente di Paolo: "Perciò vegliate, ricordandovi che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime" (Atti degli Apostoli 20:31). Era il timore dei falsi insegnamenti che giungevano per ingannare.

Paolo disse ai Corinzi, "Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio" (2 Corinzi 11:2).

Non parlava riguardo a qualcuno che avrebbe rubato le sue pecore. Non diceva, "Queste pecore sono mie! Io sono il loro insegnante - essi stanno sotto la mia autorità." No, invece, Paolo era indignato al pensare che qualsiasi insegnante si sarebbe potuto mettere tra i suoi discepoli e la loro devozione a Gesù: "perché vi ho fidanzati a un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo" (verso 2).

Paolo diceva di avere un solo motivo, una meta, un desiderio - ed è lo stesso desiderio che tutti i pastori devono avere: di trovarsi davanti al tribunale di Cristo presentandogli ognuno dei suoi figli spirituali puri, senza alcuna macchia, santi e giusti, radicati e piantati nella Parola. E di poterli vedere davanti al Suo trono sicuri, consapevole di aver dato loro l'intero consiglio di Dio... non essendo stati influenzati da qualsiasi vento di dottrina, né ingannati da dottrine di demoni... avendo superato ogni prova e sofferenza con la Parola di Dio nascosta nel proprio cuore!

Cari, la mia più grande gioia in gloria - insieme con Paolo e tutti i veri ministri di Dio - e quella di poter sentir chiamare ognuno dei vostri nomi dal Signore, vedervi davanti a Lui stracolmi di devozione ed umiltà, e sentire che Egli vi dica: "Ben fatto, buono e fedele servitore!"

Quello è il vero e solo desiderio del mio cuore. Ed è questo il perché predico con fuoco e zelo.

Se Paolo oggi fosse vivo e stesse predicando dal pulpito della chiesa di Time Square, ci direbbe le stesse cose in lacrime ogni volta che parlerebbe: "Attenzione! Arriva un'invasore! Falsi maestri e false dottrine vi bombarderanno da ogni lato. Vi introdurranno un altro Cristo. Non proverranno dallo Spirito Santo, ma da un altro spirito. E non sarà il vero vangelo - ma sarà un altro."

Paolo confessò il timore che nutriva per loro: "Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo" (2 Corinzi 11:3). Paolo sapeva che i Corinzi erano suscettibili a falsi insegnamenti. Diceva, "Siete troppo aperti, troppo volenterosi ad ascoltare, troppo ansiosi di sentire cose nuove!"

Spesso mi è capitato che qualche Cristiano solido, di buon cuore, mi abbia dato un audiocassetta dicendomi: "Devi ascoltare questo insegnante. Il messaggio è incredibile, potente! Ne parlano tutti." Quindi l'ascolto. Sembra molto buono - unto, nuovo e fresco. Ma allora lo Spirito comincia a fremere in me.

Vi è mai capitato questo? Mentre ascoltate sentite una certa difficoltà - allora aspettate, e continuate ad ascoltare. Dicendo, "Ancora non sento niente di sbagliato. Ma qualcosa non va." E se ci rimarrete, improvvisamente, eccolo - l'errore. Ripugnante, errore totale - eresia spaventosa! Interpretazioni non bibliche, sogni fantasticati, idee proprie dell'uomo, come se un mistero si stesse svelando. Ma non è in accordo con la Parola di Dio.

Paolo rimase stupito nel vedere come alcuni Galati venivano facilmente sviati: "Mi meraviglio che così presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo. Ché poi non c'è un altro vangelo; però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia anatema" (Galati 1:6-8).

Paolo stava dicendo: "Non siate così ben disposti al riguardo. Se non dovesse essere il vangelo che avete udito da me, non proviene da Dio. È maledetto, marcio, mortale. Sono cose serie, e sarebbe pericoloso per voi se vi ci ritrovaste dentro. Quindi non prendetela alla leggera. Non andategli dietro e non mostratevi accondiscendenti. Colui che lo predica sia maledetto!"

Non importa se dovesse apparirvi un angelo dicendovi che il messaggio proviene da Dio. Non importa se tu e i tuoi amici "intuite" che va bene. La Bibbia lo dice chiaramente: se non dovesse essere confermato dal vangelo di Paolo, proviene da Satana, "maledetto."

Come facciamo allora a capire qual è il vero vangelo, e qual è il falso?
Prima di tutto lasciate che vi dica che anche chi insegna le dottrine più demoniache comincia con l'avvertirvi di stare attenti alle false dottrine. Essi mettono in guardia fortemente dal cadere in qualcosa che non è Cristo. Quasi tutti i falsi insegnanti che io abbia sentito, accentuano più che mai il fatto di stare attenti alle false dottrine, per poi procedere col predicare ciò che è falso. Passano molto tempo nel persuadere i loro ascoltatori che loro non sono come i falsi insegnanti - invece li stanno preparando ad ascoltare il loro messaggio.

Le dottrine sono sbagliate semplicemente perché chi le predica ha l'aria di una persona santa, buona, devota e sincera. Attraverso tutta la storia della chiesa le eresie più dannose sono state insegnate da uomini considerati buoni e sinceri. Ciò rende le false dottrine ancora più pericolose. Molti cristiani dicono, "Ma è un così caro uomo, buono, sobrio, sincero, amabile." Senza alcun dubbio un insegnante la cui base è Cristo deve essere santo, sobrio e sincero - però "l'angelo della luce" del diavolo apparirà anche così. Verranno come messaggeri di giustizia, verità e rivelazioni.

Paolo dice che Satana prova ad ingannarci così come fece con Eva nel giardino. Egli usa lo stesso inganno: "Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo" (2 Corinzi 11:3)

Da allora non è cambiato nulla! Il falso vangelo che Satana presentò ad Eva e lo stesso che presenta oggi - e tutti i falsi vangeli hanno in comune le stesse caratteristiche. Dio non ha lasciato questo fatto importante da indovinare. E' molto chiaro, e ci sono indizi da tenere d'occhio, che appunto espongono gli insegnamenti falsi:

1. Qualsiasi insegnamento che insidia il timore di Dio è maledetto - appartiene al Diavolo!
Tutti i falsi insegnamenti hanno un messaggio in comune: "Tranquilli, Dio non può essere duro. Non vi farà del male - Egli vi ama. Un Dio buono vuole che tu ti goda la vita." Il trucco del nemico è di allontanarti dal timore di un Dio Santo che giudica i peccati. Tutte le false dottrine hanno questo scopo - d'insidiare il timore di Dio dentro di voi.

Solo l'assoluto e potente timore di Dio manteneva Adamo ed Eva dal disobbedirgli. Non era l'amore per Lui, neanche la comunione giornaliera. Era questo: "Dio il SIGNORE ordinò all'uomo: 'Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai'" (Genesi 2:16-17).

Però ecco Satana con un dolce messaggio: "No, non morirete affatto"(3:4). Era una verità contorta - un altro vangelo! Ma era giusto quello che Eva voleva sentire. Vedete, qualcosa dentro di lei resisteva agli ordini di Dio. Le limitazioni del Signore le sembravano un carico troppo pesante, e la infastidivano.

Satana conosceva le debolezze di Eva, e così cominciò immediatamente ad insidiare in lei il timore di Dio: "Ha Dio realmente detto questo? Dio non è così. Hai concetti sbagliati su di Lui. Pensi che ti negherebbe la sapienza e la saggezza, quando Lui stesso è Sapienza e Saggezza? Che tipo di Dio pensi che Egli sia? Certamente non morirai!"

Puoi ascoltare potenti predicazioni che sembrano un carico pesante. Potresti non sopportarle e dire "Non mi piace!" Ma non lasciarti ingannare: è proprio ciò che ti può dare libertà, pace e la gioia. Eppure dentro di te gridi ancora, "Non posso servire Dio così. Io voglio libertà!"

C'è un nuovo insegnamento che attualmente circola nel movimento carismatico, riguardante una nuova libertà. Che dice, "Venite, cantate e gridate e parlate in lingue - poi uscite e vivete come il diavolo!" Questa non è libertà. È Satana che dice, "Non morirete. Dio non è duro. È troppo amabile, troppo misericordioso." Satana ha trovato un vangelo che soddisfa la carne di Eva - e ne troverà uno che soddisfi il prurito d'udire dei Cristiani confusi!

Ho sentito da persone devote al servizio dei giovani che a malincuore hanno dovuto rinunciare o addirittura sono stati licenziati dalle proprie chiese. Predicano santità ed il timore di Dio agli adolescenti, ma i pastori insieme ai genitori la additano come una schiavitù e protestano dicendo: "Noi non vogliamo che insegnate queste cose ai nostri figli." Questi adolescenti (tra cui alcuni anche figli di pastori) vivono in totale ribellione. Non hanno alcun rispetto per nessuno, sono falsi verso i propri genitori, persi dietro il mondo. E questo messaggio circa la santità ed il timore di Dio fanno tremare questi giovani per il fatto che non lo hanno mai sentito prima.

Abbiamo cresciuto una intera generazione che è totalmente priva del timore di Dio. Non hanno mai conosciuto niente riguardante la giustizia. Hanno sempre avuto ciò che desiderano. Dicono, "Vogliamo il rock-and-roll", e i loro genitori dicono, "Non sconvolgeteli. Introducete il rock-and-roll nelle chiese dandogli un tocco cristiano." Oppure, "avranno sesso ugualmente, quindi diamogli protezioni."

Questa gioventù non ha mai conosciuto il timore di Dio, perché genitori e pastori hanno fatto di Dio un Dio accondiscendente. Solo una manciata di giovani Cristiani camminano nella santità oggi. Perché? Perché i pastori sono troppo deboli per predicare l'evangelo dai pulpiti - e perché i genitori vivono una doppia vita, e i loro figli lo sanno!

Alcuni Cristiani mi hanno scritto, "Fratello David, predichi così duramente. Predichi sempre così nella tua chiesa? E le persone lo sopportano?"

La mia risposta è questa: "Predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole" (2 Timoteo 4:1-4).

La parola di Dio dice, "Con la bontà e con la fedeltà l'iniquità si espia,e con il timore del SIGNORE si evita il male (Proverbi 16:6). Ecco quello che io credo che il vero messaggio dell'evangelo produca in noi:

Un odio per il peccato che non permette giustificazioni o alibi.
Un senso di colpa verso la pigrizia spirituale e compromessi.
La consapevolezza di che Dio non chiude gli occhi ai nostri peccati.
La convinzione che raccogliamo quello che abbiamo seminato.
Un giusto, santo timore di Dio.
La fiducia che Lui ci libererà da tutti i peccati che odiamo e resistiamo.
Sei incerto o non sei convinto che bisogna camminare nel timore di Dio? Per mettere fine a questo dubbio una volta per tutte, vedete Isaia 11:1-3. Questo verso profetizza circa colui su cui lo Spirito di Dio riposerebbe - colui a cui sarà data "veloce comprensione del timore del Signore." Questo verso ci parla di Gesù! E se Gesù camminò nel timore del Padre e si rallegrava in esso, quanto più dovremmo noi!

Attenti a qualunque messaggio che rompe la convinzione di peccato, questo produce uno spirito di non vigilanza, che vi farà rilassare dolcemente e vi sussurrerà: "È tutto a posto." Tutti questi tranquillanti sono falsi evangeli!

2. Fate attenzione a qualsiasi Evangelo che vi devia dall'avere una mente devota solo a Gesù Cristo
Paolo ci avverte solennemente che Satana sa trasformare se stesso in un angelo di luce - che innalzerà i suoi falsi insegnanti, che si proporranno come ministri di giustizia.

La luce rappresenta verità, evangelo, rivelazione. Satana verrà usando il prezioso nome di Gesù, e cercherà d'ingannare anche gli eletti: "Quei tali sono falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo" (Corinzi 2 11:13). Pensa al terrore di una cosa del genere! Di affrontare gli ultimi giorni sotto la potenza di falsi apostoli, abbracciando una dottrina del diavolo, essere sotto il controllo di spiriti falsi.

Come può succedere una cosa del genere? Come può qualcuno aver seguito il tipo di evangelo perverso che Paolo ci ha descritto senza accorgersene? C'è solo un modo - rifiutare di abbandonare i desideri della carne e così continuare a camminare in una evidente disobbedienza. La concupiscenza è la calamita che attira le persone ai falsi apostoli. Vi posso promettere, che se vi lasciaste prendere da queste debolezze della carne, queste vi condurranno ad una falsa dottrina. È inevitabile - la troverete, ed essa troverà voi. E sarete così ciechi, da non rendervene conto.

Nel 18o secolo, fu introdotto un altro evangelo chiamato antinomianismo che vuol dire "anti-legge." Questo evangelo è tra noi anche oggi giorno, ed è più forte che mai. Insidia il timore di Dio col suggerirvi che una volta che credete, potete peccare senza mai essere maledetti, perché Gesù ha coperto tutto.

Il dottor Tobins Crisp fu uno degli insegnanti di questa nuova dottrina, che si allargò in tutta la Germania. I suoi fautori usano il nome di Gesù come una favola:

"Si parla tanto di grazia e tolleranza, ma datemi Cristo! Non cerco una promessa, ma Cristo! Non cerco la santificazione, ma Cristo! Non parlate di meditazione o doveri - parlatemi di Cristo!"

Suona come una pura devozione verso Cristo - un vangelo che è basato su Gesù. Ma Gesù stesso ci dice che non tutti quelli che dicono: "Signore, Signore" entreranno nel Suo Regno. Non tutti coloro che spargono il nome di Gesù predicano il vero vangelo.

La dottrina dell'antinomismo ancora oggi viene predicata, e il movimento carismatico viene tratto in inganno. Ascoltiamo il resto di questa dottrina:

"Un credente può stare sicuro del perdono non appena commette il peccato, anche adulterio o omicidio. Anche se un credente dovesse peccare spesso, Dio non ne sarebbe più dispiaciuto. Non c'è peccato che un credente possa commettere che potrebbe danneggiarlo - quindi non c'è ragione per cui si dovrebbe temere il peccato. Il peccato è morto e non vi è più nessun terrore. Se dicessimo ad un credente che deve camminare in santità e deve attuare il bene o Dio si arrabbierebbe, abusiamo della Santa Scrittura. Quindi noi stiamo mentendo in faccia a Dio. Dio ha fatto tutto in Cristo - non c'è nulla da temere!"

È come se i cristiani che abbracciano questa dottrina stessero seduti in qualche fossa buia, aspettando che arrivi Gesù. Dicono, "Signore, tu sai dove sono. Se mi ami, viene e tirami fuori da qui."

No! La Bibbia ci comanda di resistere il diavolo, ed egli fuggirà da noi!

Facciamo apparire i Cristiani come un mucchio di disperati - senza alcun potere o autorità, incatenati dal peccato, in attesa di una liberazione miracolosa. Non c'è un santo convincimento di peccato, non c'è timore di Dio.

3. Non vi può essere devozione per Cristo senza un cammino di purezza
Questo è il modo in cui tutte le dottrine dovrebbero essere giudicate: Ti conforma alla somiglianza di Gesù Cristo? Non si può definire un evangelo puro solo perché chi lo insegna predica contro il peccato, oppure perché spesso si riferisce a Cristo. Il movimento della New Age parla molto dello Spirito di Cristo.

Ho udito predicatori reprobi gridare in un microfono il nome di Gesù, opponendosi fortemente all'omosessualità, alla droga ed ai peccati della società. Ma più ascoltavo e più mi rendevo conto: Quest'uomo non è veramente rotto, i suoi messaggi non condannano. Sta parlando dei peccati di qualcun altro, non dei suoi.

Tali predicatori giocano con la folla, accendono entusiasmo. Non hanno un convincimento vero, nè alcun desiderio di conformare queste persone all'immagine di Cristo. I Cristiani amano andare in riunioni dove sentono predicatori parlare dell'assenza di preghiera nelle scuole. Forse accennerà qualcosa riguardo il nostro bramare, il nostro orgoglio e adulterio, le cose che stanno dentro i nostri cuori. Ma ecco che vengono fuori delle parole rilassanti. Ed una volta che la confidenza è guadagnata, il timore per Dio è insidiato.

C'è una prova sicura per la vera santa predicazione. La troviamo in 2 Timoteo 2:19: "Tuttavia il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: 'Il Signore conosce quelli che sono suoi', e 'Si ritragga dall'iniquità chiunque pronunzia il nome del Signore'."

Sento, come lo stesso Paolo avrà sentito, un bisogno disperato di avvertire il popolo di Dio di ciò che è in arrivo. Vi sono grandi guerre teologiche che ci aspettano. Tutto il movimento carismatico verrà diviso in campi differenti, radunatesi ognuno alle proprie dottrine, maestri e libri, accusandosi l'un l'altro degli errori e di falsi profezie. E tutti crederanno di star difendendo la fede!

Non combatteranno contro il diavolo, perché saranno troppo occupati a chiamarsi eretici l'un l'altro. Sarà un periodo di grande confusione, e i Cristiani che non conoscono non sapranno a chi credere.

Cari, io voglio combattere il vero nemico. E questo nemico è per strada - e nei nostri cuori! Non farò questioni sulle profezie. Voglio stare accanto a fratelli e sorelle che camminano nel timore di Dio e che hanno dato il proprio cuore in pura devozione a Gesù Cristo.

Dobbiamo togliere gli occhi da dosso ai maestri e a gli evangelisti, per diventare studenti della Parola di Dio. "Sforzati di presentarti davanti a Dio come un uomo fidato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che dispensi rettamente la parola della verità" (2 Timoteo 2:15). Non cercare una "approvazione" da un pastore o un'evangelista. Passerai da uomo all'altro, e tutti ti deluderanno, affinché perderai le speranze. Togli gli occhi di dosso a tutti i pastori e posali su Gesù Cristo!

4. Il vero Evangelo si preoccupa del tuo cuore - perché è da lì che dipende la vita!
I farisei videro alcuni dei discepoli del Signore mangiare del pane senza essersi prima lavati le mani, "trovandolo sbagliato" (Marco 7:2). "I farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani con grande cura, seguendo la tradizione degli antichi"(verso 3).

Questi uomini chiesero a Gesù il perché i Suoi discepoli non camminavano in quel tipo di "santità". Eppure per loro era solo una cerimonia di tradizione. Era tutta esteriorità, avere solamente a che fare con azioni della carne. Gesù gli rispose: "Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti, com'è scritto: 'Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me'" (verso 6). Gesù disse, " I vostri insegnamenti sono tutti vani. Non cambiano i vostri cuori. È tutto uno spettacolo, solo parole!"

Con questo ci sta dicendo: "Se un evangelo non Mi dà niente oltre alle parole e non si occupa del cuore, non perdete tempo con esso. La vera dottrina ha a che fare con il cuore dell'uomo." Gesù espose il problema con tutti i falsi evangeli: Essi non toccano ciò che contamina l'uomo - non condannano né cambiano il cuore. Essi offrono una forma di come vivere in Dio, senza applicare il cuore. "Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo" (Matteo 15:18).

Paolo disse: "Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l'amore, la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro" (2 Timoteo 2:22). Non raccontatemi circa i miracoli che vi sono dentro la vostra chiesa - la lode, l'adorazione, o quanto bene predica il pastore. No - parlatemi delle persone che con cuore puro invocano il Signore! Ditemi che, anche se ancora non sono arrivati, i loro cuori sono spronati nella giusta direzione; e che permettono a Dio di cercare e provare i loro cuori, di esporre le loro attitudini al peccato.

Questo è il vero evangelo di Gesù. È un evangelo che convince i cuori - che ha a che fare coi cuori e che cambia i cuori! È questo l'evangelo che ti viene predicato? Senti che ti condanna per quei peccati che hai nascosti dentro di te? Pensieri maligni? Adulterio? Fornicazione? Assassinio? Furto? Concupiscenza? Malvagità? Orgoglio? Stoltezza?

Se no, allora cerca e rimani in una chiesa dove il tuo cuore possa essere esposto, scosso - e cambiato per la gloria di Cristo!

22/09/2025

Un altro Gesù, un altro Spirito, un altro Vangelo

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18/01/2025

In un romanzo autobiografico, la scrittrice esordiente racconta la fuga dalla comunità di cristiani millenaristi grazie anche ai figli e alla psicoterapia. «Quanta ipocrisia, soprattutto sul sesso. Facevo le mie 70 ore mensili a bussare alle porte delle case, ma non mi piaceva: quando insultavano ...

17/07/2024

LA VERA ADORAZIONE DI DIO, NOSTRO SIGNORE
Il significato della parola greca del Nuovo Testamento più spesso tradotta come "adorare" (proskuneo) è "cadere davanti" o "prostrarsi davanti". L’adorazione è un atteggiamento dello spirito. Dal momento che è un’azione individuale e interiore, i cristiani adorano tutto il tempo, sette giorni su sette. Quando i cristiani si riuniscono formalmente per adorare, l’enfasi dovrebbe ancora essere sull’adorazione individuale del Signore. Persino facendo parte di una congregazione, ogni partecipante deve essere consapevole del fatto che lui o lei sta adorando Dio a livello individuale.

La natura dell’adorazione cristiana è interiore e ha due qualità ugualmente importanti. Dobbiamo adorare "in spirito e verità" (Giovanni 4:23-24). Adorare nello spirito è qualcosa che ha a che fare con il nostro essere interiore e richiede diverse cose. Prima di tutto, dobbiamo essere nati di nuovo. Senza lo Spirito Santo che dimora in noi, non possiamo rispondere a Dio mediante l’adorazione perché non Lo conosciamo. “Nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio” (1 Corinzi 2:11b). Lo Spirito Santo in noi è Colui Che conferisce forza all’adorazione perché in sostanza sta glorificando Se Stesso, e tutta la vera adorazione glorifica Dio.

In secondo luogo, adorare in spirito richiede una mente incentrata su Dio e rinnovata dalla verità. Paolo ci esorta a “presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio” (Romani 12:1b, 2b). Solo quando la nostra mente viene trasformata dall’essere incentrata sulle cose terrene ad essere incentrata su Dio, possiamo adorare in spirito. Molteplici distrazioni di vario genere possono inondare la nostra mente quando proviamo a lodare e a glorificare Dio, ostacolando la nostra vera adorazione.

In terzo luogo, possiamo solo adorare in spirito quando abbiamo un cuore puro, aperto e pentito. Quando il cuore del Re Davide era pieno di colpa per il suo peccato con BathSceba (2 Samuele 11), egli trovò impossibile adorare. Sentiva che Dio era lontano da lui, e “gemeva tutto il giorno,” sentendo la severità della mano di Dio su di lui (Salmo 32:3, 4). Ma quando confessò il suo peccato, la relazione con Dio fu ripristinare e l’adorazione e la lode si riversarono da lui. Lode e adorazione nei confronti di Dio non possono provenire da cuori pieni di peccato non confessato.

La seconda qualità della vera adorazione è che viene fatta "in verità." Tutta l’adorazione è una risposta alla verità, e quale potrebbe essere un migliore indicatore della verità se non la Parola di Dio? Gesù disse a Suo Padre: “la tua parola è verità” (Giovanni 17:17b). Salmo 119 dice: “la tua legge è verità” (v. 142b) e la “tua parola è verità” (v. 160a). Per adorare davvero Dio dobbiamo capire chi è Lui e cos’ha fatto, e l’unico posto dove Egli ha rivelato pienamente Se Stesso è la Bibbia. L’adorazione è un’espressione di lode che scaturisce dalla profondità del nostro cuore verso Dio che viene compreso attraverso la Sua Parola. Se non abbiamo la verità della Bibbia nel nostro cuore, nella nostra mente e nella nostra bocca, non conosciamo Dio e non possiamo realmente adorarlo.
Ma nell’adorazione dobbiamo stare seduti, rimanere in piedi o inginocchiarci? Possiamo rimanere in qualsiasi posizione, anche se la migliore è quella di prostrarci davanti a Lui. Possiamo adorarlo restando in silenzio o lodandolo nella preghiera, oppure cantando lodi a gran voce mentre adoriamo insieme alla comunità! La cosa più importante è che adoriamo Dio in spirito (nel nostro cuore) e in verità (pensando e dicendo parole e frasi che rispecchiano la verità contenuta nella Bibbia).

17/07/2024

LA FEDE SENZA LE OPERE E' MORTA

“La fede senza le opere è morta”. – Gc 2:26.
“È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.
Non è in virtù di opere”. – Ef 2:8,9.
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I due passi biblici sopra citati sembrano contraddirsi a vicenda. Giacomo sostiene- che chi ha davvero fede deve mostrarlo con le opere; egli dice: “Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?” (Gc 2:20), e poco più avanti, al v. 26, ripete il concetto: “La fede senza le opere è morta”. Tuttavia, Paolo afferma chiaramente che “non è in virtù di opere” che siamo salvati, ma è “per grazia” di Dio.
C’è davvero una contraddizione? È proprio vero che non abbiamo bisogno delle opere ma solo della fede? Il credente deve rispondere a quest’ultima domanda, perché è vitale per avere l’approvazione di Dio. Un accurato esame ci darà la comprensione spirituale dei passi di Ef e di Gc, rivelando che la Bibbia non contraddice se stessa.
Leggendo Ef 2:8,9,
“È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi;
è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti”.
La parola greca èrgon (ἔργον), tradotta “opera” da tutti i traduttori citati sopra, non sembra essere un termine molto difficile, ambiguo o fuorviante. Indica un’azione, un atto. I moltissimi cosiddetti cristiani sostengono che le opere non siano necessarie, C’è chi vi vede la pratica della Legge di Dio ovvero l’osservanza ebraica della Legge, osservanza che non sono disposti a osservare né a insegnare.
La salvezza, essendo “dono” di Dio, non si può guadagnare. Infatti, Paolo dice che è “per grazia” che siamo stati salvati. E abbiamo visto come tale “grazia”, nel significato della parola greca chàris, indichi la bontà e la misericordia di Dio, certamente da noi “immeritata”,. Tale dono divino della salvezza non è però concesso indiscriminatamente. Sebbene offerto a \ tutti, è elargito da Dio “mediante la fede”, e Paolo lo dice: “È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede”. “fede”, indica non solo la convinzione della verità riguardo a Dio, ma anche la fedeltà. Questa fede-fedeltà si attua con l’obbedienza. L’obbedienza è una condizione che si deve soddisfare anche e soprattutto dopo che Dio ci ha dato il dono gratuito della salvezza. Non ci devono essere dubbi al riguardo.
• “Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono”. – At 5:32.
• “Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti”. – Gv 14:15.
• “Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza”. – 1Pt 1:14.
L’apostolo Paolo, in Ef 2:8,9, non dice che le opere non siano necessarie. Si rilegga bene il passo. Lo scopo della sua dichiarazione è di mostrare che le opere non ci salvano, ma che è la grazia e la fede che ci salva. In verità, al successivo v. 10, Paolo dice: “Siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo”. Ciò che Paolo dice è molto chiaro: Dio vuole che noi pratichiamo le opere buone. Dio le ha preparate per la nostra formazione spirituale in modo che possiamo ubbidirgli. Praticare le opere buone è parte essenziale dello scopo della vita d’ogni vero credente: siamo “stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone”. Non possiamo veramente essere credenti fedeli senza praticare le opere.
Giacomo, allo stesso modo, nella sua lettera, in 2:26, dice che la fede e le opere sono inseparabili.
“Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta”. – Gc 2:17.
“Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?”. – Gc 2:20.
“Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta”. – Gc 2:26.
La dottrina paolina della giustificazione per fede e la dichiarazione di Giacomo circa la necessità delle opere sono complementari, non contraddittorie. Giacomo e Paolo erano in perfetta armonia (cfr. At 15:13-29;21:17-36). Paolo enfatizzò la fede come base di giustificazione davanti a Dio, ma insisté nel contempo sul fatto che si deve vivere compiendo le opere perché Dio ci ha generati per questo scopo. Giacomo scriveva a coloro che avevano già accettato la dottrina della giustificazione per fede ma che evidentemente non stavano vivendo nel modo giusto, e dice loro che una fede senza le opere non serve a niente.
Non vi è quindi alcuna contraddizione. La fede è necessaria. Le opere sono necessarie. Queste opere sono il fare la volontà di Dio, l’ubbidire alla sua Legge. La fede senza le opere è morta. La fede con le opere è viva e ha in sé il germe della vita eterna.
I giudei facevano grandi sforzi per osservare la Legge: il loro obiettivo era di essere dichiarati giusti da Dio per le opere che compivano. Paolo corresse questo errato punto di vista. Dov’era l’errore? Lo sbaglio enorme stava nel credere che si potesse avere la giustizia per meriti propri. È per grazia gratuita di Dio che si ha salvezza, se riponiamo fede in Yeshùa. Le opere, anziché essere una richiesta di giustizia, diventano allora una risposta all’amore di Dio. I veri credenti non osservano la Legge per conquistarsi l’amore di Dio, ma osservano la Legge in risposta al suo amore.
Non più precetti esteriori vissuti in modo legalistico, ma l’amore con cui nella fede si ubbidisce alla Legge scritta ora sui cuori e non più sulla pietra: “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni”. – Ez 36:26,27.
Dato che “Dio è amore” (1Gv 4:8), lo spirito santo che Dio dona non può che essere amore, e anche “il frutto dello spirito è amore” (Gal 5:22, TNM). È proprio tramite l’amore di Dio che il credente in Yeshùa è trasformato così che possa obbedire alla Legge di Dio, “perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti” (1Gv 5:3).
Per non ubbidire, molti “cristiani” sostengono che la Legge di Dio sia stata abolita. Paolo però dichiara: “Aboliamo dunque la legge per mezzo della nostra fede? Non sia mai! Al contrario, noi stabiliamo la legge” (Rm 3:31, TNM).

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