28/05/2026
29 maggio 1453 - 29 maggio 2026
Per tutto il giorno, le campane delle chiese vennero fatte suonare, tamburi e cerchi di legno percossi per chiamare il popolo agli ultimi preparativi. L'interrotto ciclo di preghiere, servizi divini, e invocazioni si era intensificato dopo i terribili presagi dei giorni precedenti... Nelle prime ore del mattino, una grande processione di preti, uomini, donne e bambini si formò a Santa Sofia. Le più sante icone vennero tolte dai reliquiari e dalle cappelle..., vennero portate fuori le ossa dei santi, le croci dorate e ingioiellate che contenevano frammenti della Vera Croce, e numerose altre icone. I vescovi e i preti in vesti di broccato si misero alla testa del corteo. Dietro, i laici a piedi nudi in segno di penitenza che, lacrimando e battendosi il petto, chiedevano l'assoluzione dei loro peccati e si univano al canto dei salmi. La processione percorse la città e l'intera lunghezza delle mura terrestri. Nelle zone principali, i preti lessero le antiche preghiere che chiedevano a Dio di proteggere le mura e dare la vittoria al Suo popolo fedele. I vescovi brandivano i loro pastorali e benedicevano i difensori, aspergendoli di acqua santa mediate cespi di basilico secco. Per molti era oltretutto una giornata di digiuno, da interrompere solo al tramonto. Era l'estremo tentativo di esaltare il morale dei difensori...
La miracolosa icona della Hodegetria fu spezzata in quattro parti e divisa tra i soldati per la sua preziosa cornice. Croci vennero strappate dai soffitti delle chiese, le tombe dei santi spalancate e perquisite in cerca di tesori, le salme fatte a pezzi e sparse per le strade. I tesori delle chiese - calici, pissidi... - vennero portati via e fusi, gli altari abbattuti... In poche ore scomparvero mille anni della Costantinopoli cristiana.
Di fronte a quella tremenda ondata, coloro che poterono fuggirono in preda al panico. Molti si diressero a Santa Sofia... Dentro la chiesa, si raccolse una f***a congregazione di chierici e laici, donne e fanciulli per assistere agli uffici mattutini e affermare la fede in Dio.
Ogni imperatore, con l'eccezione "premonitrice" dell'ultimo, vi era stato incoronato, molti drammi fondamentali dell'impero si erano svolti sotto la grande cupola "sospesa al cielo da una catena d'oro"...; patriarchi e imperatori avevano strappato il santuario a plebaglie... Era stato lì che l'intera popolazione della Russia era stata convertita al Cristianesimo grazie alla sovrumana bellezza della liturgia ortodossa, che avevano avuto luogo le grandi controversie religiose, e sempre lì che la gente comune aveva usurato i pavimenti con i piedi e le ginocchia. La storia della chiesa della Santa Sapienza era il riflesso di Bisanzio - sacro e profano, mistico e sensuale, bello e crudele, irrazionale, divino e umano, che dopo millecentoventitré anni e ventisette giorni stava per spegnersi...
R. CROWLEY, 1453. La caduta di Costantinopoli, traduzione di F. SABA SARDI, Bruno Mondadori, MI 2008, pp. 203-204; 228-229; 235