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Alcuni falsi miti8XMILLE ALLA CHIESA CATTOLICAForse non tutti sanno che...
13/06/2026

Alcuni falsi miti
8XMILLE ALLA CHIESA CATTOLICA
Forse non tutti sanno che...

Condanna della violenza e appello alla pace: il messaggio dell’Arcivescovo Giuseppe BaturiL’Arcivescovo Metropolita di C...
12/06/2026

Condanna della violenza e appello alla pace: il messaggio dell’Arcivescovo Giuseppe Baturi
L’Arcivescovo Metropolita di Cagliari, Giuseppe Baturi, ha espresso la propria vicinanza e solidarietà alla comunità islamica della provincia di Cagliari dopo l’incendio che ha colpito il luogo di preghiera del capoluogo
12 Giugno 2026

L’Arcivescovo Metropolita di Cagliari, Giuseppe Baturi, ha espresso la propria vicinanza e solidarietà alla comunità islamica della provincia di Cagliari dopo l’incendio che ha colpito il luogo di preghiera del capoluogo.

In una lettera indirizzata ai rappresentanti delle comunità islamiche del territorio, l’Arcivescovo ha manifestato «profonda tristezza» per quanto accaduto, assicurando, a nome della Chiesa di Cagliari e a titolo personale, la propria partecipazione al dolore e allo smarrimento provocati da un gesto che ha colpito un luogo dedicato alla preghiera.

«Ogni offesa arrecata a un luogo di culto è una ferita inferta non soltanto a una comunità di credenti, ma all’intera società», scrive Giuseppe Baturi, richiamando il valore della libertà religiosa, del rispetto reciproco e della ricerca del bene comune come fondamenti indispensabili della convivenza civile.

Nel messaggio l’Arcivescovo sottolinea inoltre come episodi di violenza e intolleranza non debbano compromettere il percorso di dialogo, conoscenza reciproca e collaborazione costruito negli anni tra le diverse comunità religiose presenti nel territorio. «Nessun gesto di violenza o di intolleranza deve incrinare i rapporti di amicizia, di stima e di collaborazione che nel tempo sono cresciuti tra le nostre comunità», afferma.

La vicinanza espressa dall’Arcivescovo si accompagna anche alla preghiera della comunità cattolica cagliaritana per tutti coloro che sono stati colpiti da quanto accaduto. Un segno di prossimità che vuole confermare l’impegno comune per una società fondata sul rispetto della dignità di ogni persona e sulla fraternità.

«Siamo chiamati, ciascuno secondo la propria fede, a essere costruttori di pace, custodi della dignità di ogni persona e servitori di una fraternità che sa riconoscere nell’altro un bene e mai una minaccia», scrive ancora Giuseppe Baturi.

Nel concludere la sua lettera, l’Arcivescovo rinnova la propria vicinanza alla comunità islamica della provincia di Cagliari e alle sue famiglie, esprimendo l’auspicio che venga fatta piena luce sull’accaduto e invocando per tutti il dono della pace.

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14 GIUGNO 2026XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIOLe sei azioni affidate agli apostoli per il mondo«Gesù, vedendo le f***e ne...
12/06/2026

14 GIUGNO 2026
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Le sei azioni affidate agli apostoli per il mondo
«Gesù, vedendo le f***e ne sentì compassione».
Tutto ciò che segue è generato dalla compassione, termine di una carica e intensità infinite: il Maestro prova dolore per il dolore del mondo, il molto dolore dell'uomo. Gesù è la compassione, il pianto di Dio fatto carne. Piangere è amare con gli occhi.«La messe è molta...» Ciò che il suo occhio guarda non è lo sterminato accampamento umano dove ha piantato la sua tenda, vede invece molti raccolti di dolore, tante messi di paure, e greggi di pecore sfinite perché non hanno pastore. La sua risposta è un dolore che lo prende alle viscere. E chiama i dodici e lo affida loro: dovranno preservare, custodire, salvare la compassione, il con-patire, il meno zuccheroso dei sentimenti. Salvarlo e seminarlo nel mondo, attraverso sei azioni: predicate, guarite, risuscitate, sanate, liberate e donate.
La missione è duplice: predicare e guarire la vita, o almeno prendersene cura. E il rapporto è sbilanciato, uno a cinque. Cinque opere per guarire, una per narrare. Per proclamare che «Dio è così, si prende cura e guarisce. Dio è vicino a te, con amore"» Forse ci saremmo aspettati una risposta più risolutiva al dolore delle f***e, un soccorso più efficiente: perché il Signore soccorre la fragilità dell'uomo con la fragilità di altri uomini, anziché con la sua onnipotenza? Perché Lui interviene per i suoi figli, attraverso gli altri suoi figli. La risposta di Gesù alla sofferenza del mondo sono io. "Dio salva attraverso persone" (R. Guardini).
«Pregate il Signore della messe perché mandi operai»... e capisco: "manda me, Signore, come operaio della compassione, raccoglitore di dolore. Manda me come lavoratore della pietà, mietitore di sofferenza; manda me, a mangiare pane di pianto con chi piange, a bere calici di lacrime con chi soffre, a lottare con tutti contro il male. Manda me, Signore, con mani che sostengono e accarezzano, con parole che fasciano il cuore". La compassione di Dio spezza lo schema buoni/cattivi, meritevoli o no. Posa due binari sui quali andare oltre i deserti aridi del paradigma buono/cattivo: sono le mani della pietà e le labbra della preghiera, che rendono l'amore cristiano ciò che deve essere, un amore sempre meno selettivo. Ogni figlio di Dio che ha bevuto alla Fonte Amorosa della vita, merita di bere un sorso al mio piccolo ruscello.«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Scandalo e bellezza: Dio non aspetta di essere riamato, intanto ama; non attende di essere ricambiato, intanto dona. Gesù è il racconto di questo Dio inedito, passione di compassione, annuncio che solo un amore senza condizioni può generare amanti senza condizioni.

PROCESSIONE EUCARISTICA CITTADINASS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
06/06/2026

PROCESSIONE EUCARISTICA CITTADINA
SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO

7 GIUGNO 2026SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTOIl Corpo di Cristo «lievito di vita»«Ricordati del cammino», sussurra la...
06/06/2026

7 GIUGNO 2026
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Il Corpo di Cristo «lievito di vita»
«Ricordati del cammino», sussurra la prima Lettura. Ricordati! Perché l'oblio è la radice di tutti i mali. Ricorda il deserto e il monte, il vento delle piste, la bellezza dell'anima affaticata dal richiamo di cose lontane. E poi la manna scesa all'improvviso, quando non l'aspettavi più. Ricordati del tuo deserto tra scorpioni e serpenti, ma soprattutto dell'acqua giunta sotto forma di una risposta, un amore bello, un amico, una musica. Improvvisi squarci si sono aperti a dirti che non sei solo, che non sei smarrito tra le dune del deserto.
Che Dio è acqua e pane incamminati verso la tua fame. La mia forza è sapermi cercato, con la mia vita distratta e le risposte che non do; sapermi desiderato è tutta la mia pace. Io vivo di Dio. Ricordati del cammino: dialoga con la storia della tua vita, rimani nella tua sorgente limpida. Il Vangelo oggi ha solo otto versetti, e Gesù a ripetere per otto volte: Chi mangia la mia carne vivrà in eterno. Quasi un ritmo incantatorio, una divina monotonia, nello stile di Giovanni, che avanza per cerchi concentrici e ascendenti, come una spirale; come un sasso che getti nell'acqua e vedi i cerchi delle onde che si allargano sempre più.
È il discorso più dirompente di Gesù: mangiate la mia carne e bevete il mio sangue. Un invito che sconcerta amici e avversari, e lui che ostinatamente ne ribadisce, per otto volte, come in otto cerchi, la motivazione, sempre più chiara e diretta: per vivere, semplicemente vivere, per vivere davvero. Altro è vivere, altro è lasciarsi vivere.
È l'incalzante convinzione di Gesù di possedere qualcosa che cambia la direzione e la qualità della vita. È il dono di Dio. Il dono di Dio è Dio che si dona: si dona e si perde dentro le sue creature come lievito dentro il pane, come pane dentro il corpo.
«Carne, sangue, pane di cielo» indicano la totalità della sua vicenda umana e divina, le sue mani di carpentiere con il profumo del legno, le sue lacrime, le sue passioni, la polvere delle strade, la casa che si riempie di profumo, la pietra che rotola via. E Dio in ogni fibra. Un pezzo di Dio in me perché io salvi un pezzetto di Dio nel mondo.
Il suo invito pressante significa: mangia e bevi ogni goccia e ogni fibra di me. Vivi di me. Prendi la mia vita come misura alta del vivere, come lievito del tuo pane, seme del tuo campo, sangue delle tue vene, allora conoscerai cosa sia vivere davvero. Mangiare e bere Cristo significa più che «fare la comunione» eucaristica, è «farmi comunione con Lui».
Il Verbo si è fatto carne perché la carne si faccia Spirito. L'Eterno cerca la nostra setacciata briciola di cielo; per poi ridarcela, luminosa e serena.

31 maggio 2026SANTISSIMA TRINITÀTrinità: Dio è legame, comunione abbraccioI nomi di Dio sul monte sono uno più bello del...
30/05/2026

31 maggio 2026
SANTISSIMA TRINITÀ

Trinità: Dio è legame, comunione abbraccio
I nomi di Dio sul monte sono uno più bello dell'altro: il misericordioso e pietoso, il lento all'ira, il ricco di grazia e di fedeltà (Es 34,6). Mosè è salito con fatica, due tavole di pietra in mano, e Dio sconcerta lui e tutti i moralisti, scrivendo su quella rigida pietra parole di tenerezza e di bontà.
Che giungono fino a Nicodemo, a quella sera di rinascite. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio. Siamo al versetto centrale del Vangelo di Giovanni, a uno stupore che rinasce ogni volta davanti a parole buone come il miele, tonificanti come una camminata in riva al mare, fra spruzzi d'onde e aria buona respirata a pieni polmoni: Dio ha tanto amato il mondo... e la notte di Nicodemo, e le nostre, s'illuminano.
Gesù sta dicendo al fariseo pauroso: il nome di Dio non è amore, è "tanto amore", lui è "il molto-amante". Dio altro non fa' che, in eterno, considerare il mondo, ogni carne, più importanti di se stesso. Per acquistare me, ha perduto se stesso. Follia della croce. Pazzia di venerdì santo. Ma per noi rinascita: ogni essere nasce e rinasce dal cuore di chi lo ama.
Proviamo a gustare la bellezza di questi verbi al passato: Dio ha amato, il Figlio è dato. Dicono non una speranza (Dio ti amerà, se tu...), ma un fatto sicuro e acquisito: Dio è già qui, ha intriso di sé il mondo, e il mondo ne è imbevuto. Lasciamo che i pensieri assorbano questa verità bellissima: Dio è già venuto, è nel mondo, qui, adesso, con molto amore. E ripeterci queste parole ad ogni risveglio, ad ogni difficoltà, ogni volta che siamo sfiduciati e si fa buio.
Il Figlio non è stato mandato per giudicare. «Io non giudico!»(Gv 8.15) Che parola dirompente, da ripetere alla nostra fede paurosa settanta volte sette! Io non giudico, né per sentenze di condanna e neppure per verdetti di assoluzione. Posso pesare i monti con la stadera e il mare con il cavo della mano (Is 40,12), ma l'uomo non lo peso e non lo misuro, non preparo né bilance, né tribunali. Io non giudico, io salvo. Salvezza, parola enorme. Salvare vuol dire nutrire di pienezza e poi conservare. Dio conserva: questo mondo e me, ogni pensiero buono, ogni generosa fatica, ogni dolorosa pazienza; neppure un capello del vostro capo andrà perduto (Lc 21,18), neanche un filo d'erba, neanche un filo di bellezza scomparirà nel nulla. Il mondo è salvo perché amato. I cristiani non sono quelli che amano Dio, sono quelli che credono che Dio li ama, che ha pronunciato il suo 'sì' al mondo, prima che il mondo dica 'sì' a lui.
Festa della Trinità: annuncio che Dio non è in se stesso solitudine, ma comunione, legame, abbraccio. Che ci ha raggiunto, e libera e fa alzare in volo una pulsione d'amore.

LOTTERIA SANTA RITA 2026
23/05/2026

LOTTERIA SANTA RITA 2026

24 maggio 2026PENTECOSTEPentecoste: Vento sul cuoreLo Spirito Santo fa cose che non t'aspetti, con somma fantasia. A noi...
23/05/2026

24 maggio 2026
PENTECOSTE

Pentecoste: Vento sul cuore
Lo Spirito Santo fa cose che non t'aspetti, con somma fantasia. A noi dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere piccola tessera di pace nel mosaico della vita.
Oggi la Parola di Dio prova una sinfonia di linguaggi, per dire lo Spirito. Sono semplici fessure, piccole feritoie sul mistero. Il Libro degli Atti ci porta a 50 giorni dopo Pasqua; in quel giorno è accaduto qualcosa che ha sconvolto gli Apostoli. Un gruppo deluso improvvisamente trova l'audacia di affrontare la città che uccide i Profeti, predicando a viso aperto qualcosa di incredibile: Quel Gesù che voi avete ucciso è risorto.
E non erano professionisti della Parola, avevano un vocabolario da pescatori! Era lo Spirito con il suo imprevedibile uragano, come rombo di vento, un bagliore di fuoco, vento e terremoto che spalanca le porte e le parole. E la prima Chiesa, arroccata sulla difensiva, viene lanciata fuori. Il vento dello Spirito li ha riempiti fino a farli sembrare "come ubriachi".
La seconda porta che si apre sul mistero è quella del salmo tra le letture, occhi che guardano lontano: "Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra" (Sal 103). Una delle affermazioni più belle della Bibbia: tutta la terra è colma, piena, gravida, una divina liturgia santifica l'universo, lo fa grembo di vita.
La terza porta di Pentecoste è aperta dalla seconda lettura (1Cor 12). Lo Spirito che consacra la diversità dei carismi, dei ministeri, delle operazioni, sposa vite diverse, accende vocazioni differenti, benedice la genialità e l'unicità di ogni vita. E' la diversità la parola chiave, e non l'omologazione. Ognuno piccola tessera d'oro nel grande mosaico di Dio.
Lo Spirito vuole discepoli inventori di strade di pace, e non banali ripetitori. E se io manco la mia vita spirituale, il grande mosaico che Dio va costruendo subirà una disarmonia, una stonatura.
Il Vangelo infine racconta la Pentecoste nella casa, ci riporta a quanto era successo 50 giorni prima: "stette in mezzo a loro, soffiò su di loro e disse: ricevete lo Spirito santo e la mia pace".
Lo Spirito viene per farci vivere, leggero e quieto, umile e testardo. Lo Spirito è all'opera perché Cristo diventi mia pace, mia lingua, mia passione, mia vita, perché anch'io come minimo apostolo, diventi un po' come loro, ubriaco di Dio, maniaco di lui, come erano quei magnifici monaci antichi chiamati "i folli di Dio".
Lo Spirito, il vento sugli abissi, il fuoco del roveto, l'amore in ogni amore, lo Spirito Santo è Dio in libertà, che non sopporta statistiche. Gli studiosi cercano ricorrenze e schemi costanti. Dicono: nella Bibbia Dio agisce così. Non credeteci. Nella vita e nella Bibbia, Dio non segue schemi. Lo Spirito Santo fa cose che non t'aspetti, con somma fantasia. Dà a Maria un figlio fuorilegge, a Elisabetta un figlio profeta. E a noi dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere piccola tessera di pace nel mosaico della vita.

UN CARO RICORDO NELLA PREGHIERA...!
17/05/2026

UN CARO RICORDO NELLA PREGHIERA...!

17 maggio 2026ASCENSIONE DEL SIGNOREGesù se ne va ma resta con noi per sempreAscensione: finito il tempo del pane e del ...
15/05/2026

17 maggio 2026
ASCENSIONE DEL SIGNORE

Gesù se ne va ma resta con noi per sempre
Ascensione: finito il tempo del pane e del pesce attorno al fuoco sulla riva del lago. Finito il tempo dei nomi pronunciati uno per uno, che sulle sue labbra parevano bruciare. L'ascensione è la festa di Lui diversamente presente: Gesù non è andato lontano, ma avanti e nel profondo; non oltre le nubi ma oltre le forme. Se prima era con i discepoli, ora sarà dentro di loro.​L'ultimo suo appuntamento è nella Galilea degli inizi, hanno camminato insieme per tre anni; e se non hanno capito molto, lo hanno però molto amato. E ci sono tutti all'appuntamento sull'ultima montagna. «Andate!». Si è appena fatto trovare e subito li invita a partire, li spinge a pensare in grande, a guardare lontano: apre il mondo, cancella frontiere, li manda a immergersi nell'umano innumerevole.
«Battezzate»: immergete ogni vita nell'oceano di Dio, che sia sommersa e sollevata dalla sua onda mite e possente... Cosa devono fare i discepoli? Creare un laboratorio di immersione in Dio, per il mondo. Dare agli uomini l'esperienza e la coscienza che sono immersi in un oceano d'amore, e non se ne rendono conto.
«Andate!». Per arruolare devoti? Per far crescere i numeri del gruppo? No, per una pandemia da spargere sulla terra, di fuoco e libertà. Andate, profumate di cielo le vite che incontrate, "insegnate a vivere bene" (S. Bernardo), mostrate il mestiere del vivere buono, così come l'avete visto da me. Insegnate ad essere felici, direbbe Mosè. Insegnate a donare, cioè ad essere vivi, direbbe Paolo. «Fate discepoli tutti i popoli»: Gesù non dà l'ordine di indottrinare il mondo. Il termine "discepolo" nella sua etimologia significa colui che impara, "l'imparante".
«Fate discepoli» vuol dire allargate le menti delle persone, insegnate loro ad essere gli imparanti,, coloro che non smettono mai di apprendere e di accogliere. «Alcuni però dubitavano»: Gesù lascia sulla terra quasi niente: un gruppetto di undici uomini impauriti, confusi, che dubitano ancora, e un nucleo di donne coraggiose e fedeli. Se ne va, compiendo un atto di enorme fiducia: affida la sua verità a gente che dubita, mostra la strada per i confini del mondo a gente che zoppica.
Grande Gesù, che non si pone come uno che ti risolve i problemi, ma come colui che offre orizzonti, che fa più grande la vita. Ma non li lascia soli con i loro limiti: «io sono con voi tutti i giorni» fino alla fine del mondo. Tu lo puoi anche mollare, ma lui non ti molla mai. Ha intriso di Dio il mondo, e ne ha impregnato anche la tua vita; il mondo e tu ne siete battezzati. Se solo io fossi capace di sentire e godere questo, camminerei sulla terra con passo di danza come dentro un battesimo infinito.

Indirizzo

Via Lorenzo De' Medici 6
Selargius
09047

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:45
Martedì 08:00 - 19:45
Mercoledì 08:00 - 19:45
Giovedì 08:00 - 19:45
Venerdì 08:00 - 19:45
Sabato 15:30 - 19:45
Domenica 08:00 - 12:00

Telefono

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