13/06/2026
*Tempo Ordinario: 11^ Domenica/A*
*”Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8)*. Sostanza della vita cristiana è accogliere la vita come dono e gestirla come dono per tutti. Nel Tempo Ordinario ritroviamo il Vangelo di Matteo, che ha come portale del "Discorso della montagna" le Beatitudini, le felicitazioni di Dio ad alcune categorie di persone non per le situazioni che vivono, ma per come le attraversano: *”Beati!...Beati!...Beati!" (Mt 5, 1-12)*. La vera felicità nasce dal riconoscere nella storia l'intervento di Dio, che si china sui poveri, sugli afflitti, sugli umiliati; dal sentirsi bisognosi di Lui; dal collaborare con Lui perché questa felicità si realizzi e raggiunga tutti i Suoi figli. Il segreto della vita di fede è credere nell'amore di Dio, sentirsi amati da Lui ed essere, a nostra volta, sacramento del Suo amore per tutti. La Parola di questa Domenica ci racconta che la nostra è una storia di liberazione. Ogni cammino dalla schiavitù alla libertà, anche il più personale e circoscritto, non è fine a sé stesso, ma diventa significativo per tutta l'umanità.
Al Sinai Israele perviene ad una tappa fondamentale della Sua storia. Da gente raccogliticcia, da parte di un tutto (che si chiamava Faraone) diventa partner di Dio nell'Alleanza. Diventa un popolo. Il patto che Dio offre al Suo popolo si articola su tre elementi: il ricordo della salvezza donata e raggiunta; l'impegno dell'uomo; la Promessa di Dio:
*”Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto ve**re fino a me" (Es 19,4).* L'obbedienza al patto per Israele sarà l'unica garanzia per non tornare in Egitto e servire il Signore, come *”regno di sacerdoti"* e come *”una nazione santa"*, come popolo che appartiene all'unico Dio *(I lett - Es 19, 2-6a)*. Dio però non toglie Israele dall'Egitto per lasciarlo nel deserto, ma per condurlo alla Terra Promessa: se dà inizio ad un processo di liberazione, non è per lasciarlo a metà, ma per portarlo fino in fondo, fino al pieno compimento. Se ci ha portato alla riconciliazione con Lui *”mentre eravamo ancora peccatori" (Rm 5, 6.8)* e *”nemici"*
*”Rm 10,10)*, *”a maggior ragione ora saremo salvati" (Rm 5,9)*. La nostra salvezza è sicura, perché l'amore di Dio non si può smentire e poggia su un fatto incontrovertibile: Cristo è morto per noi peccatori. Un fatto senza possibili confronti con il normale comportamento dell'amore umano. Cristo è morto per una causa perduta: non a causa dei nostri peccati, ma nonostante i nostri peccati. La conclusione è esaltante: se il sacrificio di Cristo è stato, contro ogni logica, efficace per "gente lontana", per peccatori quali eravamo, quanto più lo sarà per individui che non lo sono più. Se l'amore di Dio ha avuto la meglio su tutti i nostri rifiuti, che cosa non riuscirà a realizzare con la nostra collaborazione? Sul Calvario é finita la "lontananza" di Dio, ma anche la nostra inimicizia. Dio "ha sollevato su ali d'aquila" Israele. Ma ha sollevato tutta l'umanità con le braccia spalancate di Cristo sulla Croce per un incontro tra la Terra e il Cielo. Ecco l'amore di Dio Padre per noi, con un nome e un volto preciso: Cristo Gesù, Parola decisiva e definitiva del Padre, morto - stando al testo della Lettera ai Romani - non per la causa del bene ma *”per una causa perduta" (II lett - Rm 5, 6-11)*.
L'antico Israele è diventato il nuovo popolo di Dio, che Cristo ha radunato non perché rimanesse chiuso in sé stesso, ma per inviarlo ai "perduti", agli "oppressi" e ai "lontani" per la loro liberazione. D'altronde chi, scoprendo di essere amato in maniera "f***e" da Dio, non sente il bisogno di essere un riflesso di questa onda di grazia e di luce verso gli altri?
Oggi prendiamo in mano il secondo dei grandi cinque discorsi del vangelo di Matteo: il discorso missionario. Gesù rimane profondamente colpito dalle f***e che accorrono per ascoltarLo: gente stanca, sfinita, abbandonata
*”come pecore senza pastore"*. Anche se di "pastori", sia dal punto di vista politico che religioso, ce ne erano tanti... Ma sicuramente non in grado di indicare un cammino né di offrire ragioni di vita e di speranza! Il compito che il Maestro si trova davanti è troppo vasto...E allora fa' due cose: invita alla preghiera perché il Padre mandi operai nella Sua messe; e, dopo aver "attrezzato" i Suoi discepoli ad essere "pescatori di uomini", sceglie dodici Apostoli, per le Dodici tribù d'Israele e per tutta la terra. La preghiera è importante, è Dio che ha in mano il timone della missione, altrimenti questa potrebbe facilmente trasformarsi in "mestiere", crociata o spettacolo. Ciò che gli Apostoli e i discepoli sono chiamati a prolungare è l'opera del Messia, e non altro. Il loro gruppo, povero e malmesso (tra i Dodici, oltre ad alcuni pescatori, ci sono un ex pubblicano, un ex partigiano, un futuro traditore) deve prendere il posto dei capi ufficiali d'Israele, che sono venuti clamorosamente meno al loro ruolo nei confronti del popolo. L'obiettivo è rappresentato prima di tutto dalle "pecore perdute della casa d'Israele". La missione universale si aprirà più tardi, dopo la Pentecoste *(vangelo - Mt 9,36 - 10,8)*.
La missione è per tutti noi cristiani. Gli "operai" della messe non sono solo i "ministri". Siamo "inviati" per fare nostra la compassione e la tenerezza di Cristo. Come gli Apostoli e i discepoli, siamo incaricati di cercare volti, di chiamare ciascuno per nome, di dare a tutti il senso di un progetto divino che interpella ciascuno di persona. Siamo mandati per abituare le persone a pensare con la propria testa e a rischiare il proprio cuore.
*”Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" ( Mt 10,8)*. Il disinteresse è la nostra credenziale. L'unico fine da perseguire è la maturità di chi ci viene affidato e la crescita della sua libertà. L'unico nostro punto d'onore sarà dare ad ogni uomo la dignità della speranza e gli strumenti per realizzarla. Dopo essere stati gratuitamente "sollevati su ali d'aquila", ora tocca a noi sollevare gratuitamente quanti sono stanchi e sfiniti, facendo diventare più ampia l'onda di compassione del Cristo.
Buona Domenica!
*+ Lorenzo*