Le origini del Santuario risalgono alla fine del 1400 quando i pochi monaci di San Calogero, dopo alterne vicende, allestirono alcune stanze per loro sul Kronio, un piccolo ospedale e ritornarono definitivamente vicino alla grotta del Santo. La costruzione dell'attuale Santuario si deve al Vescovo Mariano Manno, il quale concepì l'ardito progetto e vi diede inizio nel 1530. Il nuovo edificio, inna
lzato con un concorso di fede e di contribuzioni da parte dei fedeli, sostituì la vecchia chiesina esistente sulla sommità del Kronio, meta degli ammalati e dei pellegrini che salivano sul monte a fare le stufe. Con il Manno prendeva decisamente sviluppo il culto del Santo, che pure aveva conservato sempre la sua vitalità. La fabbrica della chiesa fu continuata da don Gregorio Gallitano, priore di San calogero per 52 anni (1571-1623) e fu inaugurata nel 1664, essendo priore il canonico Gaspare Blasco. L'attenzione del visitatore, che sale sul monte Kronio in visita alla Basilica e Santuario, è subito attratta e affascinata dalla maestosa presenza di S. Calogero posto sull'altare centrale nell'elegante custodia lignea del 700. La statua era stata commissionata ad Antonello Gagini di Palermo dal cappellano don Antonino Bruno nel 1935. Fu firmata e consegnata nel 1538 da Giacomo Gagini, a nome proprio e del padre Antonello che era morto nel 1536. L'opera rimase incompleta: prevedeva infatti, per contratto, anche l'arciere che ferì la cerva, genuflesso in atteggiamento di implorazione. Il Santo è raffigurato con abito da eremita e da abate Basiliano, Bibbia e cerva, con ricche decorazioni in oro. Il volto di San Calogero è pieno di intensa serenità con sguardo che va diritto nel profondo dell'anima e solleva alle altezze purissime di Dio. Sul lato sinistro della basilica inizia la via sacra che porta il visitatore alla grotta di San Calogero. La grotta di San Calogero è stata sempre meta di pellegrinaggi. In fondo a destra si apre una buca larga un metro e mezzo e lunga due, capace di far passare un uomo carponi. Si tramanda che in essa il Santo Eremita prendesse riposo. La maiolica collocata su un piccolo altare raffigura San Calogero vecchio. A destra del Santo in basso, è raffigurata la cerva ferita al collo e alla sinistra l'arciere genuflesso in atto di preghiera. Nel 1948 il Santuario e i locali annessi vengono ceduti in uso perpetuo ai francescani del "Terzo ordine Regolare", che da più di quattro secoli sono presenti nella città di Sciacca. I frati del TOR, con una serie di iniziative di ristrutturazione del luogo sacro e del rifacimento totale dei fatiscenti del vecchio romitorio, hanno immesso nuova linfa nella vita plurisecolare del Santuario, e dato slancio e fervore alla mai sopita devozione a San Calogero, che i suoi eremiti di tutte le epoche hanno tramandato. Eretto a parrocchia nel 1953, elevato a Basilica Pontificia nel 1979, il Santuario conosce una fiorente stagione di spiritualità. Infaticabile animatore di questa rinascita è stato il P. Guglielmo Pisa TOR, il quale è degno di essere annoverato tra le grandi figure del passato che hanno avuto sommamente a cuore il decoro e la dignità del Santuario. Le sue spoglie mortali dal 1993, per privilegio, riposano nella Basilica-Santuario che egli, in oltre trentacinque anni di servizio incondizionato, ha portato ai più alti fastigi della sua gloria