Massime di San Paolo della Croce

Massime di San Paolo della Croce Massime di San Paolo della Croce

10/06/2026

Nella Chiesa cattolica, la consacrazione di un vescovo comporta sempre una “istituzione apostolica”, ovvero un'autorizzazione o una conferma da parte della Santa Sede. Tale istituzione ha assunto storicamente forme diverse. Ancora oggi, la procedura di approvazione da parte della Sede Apostolica...

VOX PATRIS - MASSIME SPIRITUALI DI SAN PAOLO DELLA CROCE È uscito l’ultimo libro a cura di DogmaTV.it!San Paolo della Cr...
31/01/2026

VOX PATRIS - MASSIME SPIRITUALI DI SAN PAOLO DELLA CROCE
È uscito l’ultimo libro a cura di DogmaTV.it!
San Paolo della Croce nacque ad Ovada (AL) il 3 gennaio 1694. Educato in una famiglia cristiana crebbe con un carattere forte e con ideali grandi. Seppe orientare la sua vita con scelte coraggiose ed anticonformiste. Rifiutando un futuro promettente che gli veniva prospettato dalla famiglia, nel 1720 vestì un abito nero ed iniziò una vita di preghiera e di penitenza nella solitudine del Monte Argentario.
Ordinato sacerdote nel 1727, intraprese una intensissima attività di missionario. Nel 1737, sul Monte Argentario, inaugurò il primo convento e nel 1741 Benedetto XVI approvava la Congregazione passionista.
Come fondatore, promosse la crescita dell'Istituto con ca**tà, saggezza e chiarezza di vedute. Nel 1771 a Tarquinia (VT) aprì il primo monastero delle monache passioniste, che amava chiamare "le colombe del Crocifisso". Morì a Roma il 18 ottobre 1775 nella casa dei Ss. Giovanni e Paolo, divenuta la sede centrale della Congregazione. Il 29 giugno 1867 Pio IX lo dichiarò santo.
S. Paolo della Croce è il Santo della Passione di Gesù Cristo. Il Crocifisso è stato il segreto della sua vita di mistico, di apostolo e l'idea ispiratrice della sua Congregazione. Ai Passionisti, suoi figli, ha affidato il compito di prolungare nei secoli il suo spirito e il suo messaggio
Offriamo ai buoni cristiani un prezioso libretto, compilato dal P. Tito di San Paolo della Croce C.P. e pubblicato per la prima volta nel 1949.
Si tratta di una raccolta di massime ricavate dall’epistolario del Santo, le quali, nel loro insieme, costituiscono un prezioso trattato di ascetica e mistica, esposto in modo chiaro e comprensibile a tutti.
Il libro è pressoché immutato. Le note a piè di pagina sono redazionali: abbiamo aggiunto la traduzione dei testi che San Paolo cita in latino e poche altre informazioni utili.

San Paolo della Croce nacque ad Ovada (AL) il 3 gennaio 1694. Educato in una famiglia cristiana crebbe con un carattere forte e con ideali grandi. Seppe orientare la sua vita con scelte coraggiose ed anticonformiste. Rifiutando un futuro promettente che gli veniva prospettato dalla famiglia, nel ...

Gesù osservava la legge? Se la osservava, perché ha guarito un idropico in giorno di sabato? Che cosa significa l'idropi...
28/09/2025

Gesù osservava la legge? Se la osservava, perché ha guarito un idropico in giorno di sabato? Che cosa significa l'idropisia in senso spirituale?

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21/11/2023

DOVERE DI CORRISPONDERE E DI PERSEVERARE NELLA VOCAZIONE

Quando Dio chiama bisogna ubbidire.

Quando Dio chiama bisogna, ubbidire sotto pena di ripulsa in caso di sordità (II, 835).
Esaminate bene la chiamata del Signore nella santa orazione, conferendo con un dotto e santo padre spirituale, i movimenti interni della grazia, al fine di corrispondervi (IV, 137).
I maestri di spirito e i santi consigliano di fuggire ogni cosa che possa ritardare l'esecuzione della divina chiamata e di avere grande avvertenza di non conferirla, con sapienti e prudenti huius saeculi (III, 70).

Bisogna perseverare.

Bisogna perseverare nella vocazione intrapresa, perché chi disprezza la sua via perirà, (I, 390).
Perseverate nella vocazione e Dio vi farà. san ti (I, 395).

Mezzi di perseveranza.

Temete di voi stessi, conservando sotto Temete pi voi stessi, conservando sotto le ceneri dell'umiltà, la grazia della vocazione (III, 190).

Il ringraziamento migliore che possiate fare per la, grazia della, vocazione si è di morire sempre più a voi stessi con la mortificazione delle passioni interne, e con l'esercizio delle sante virtù (III, 690).
Per esser grato per la grazia della vocazione conviene prendere la mira alta per fare un sontuoso edificio di perfezione, ponendo. profonde radici d'umiltà e cognizione del ·proprio orribile niente; niente avere, niente potere, niente sapere; accompagnato da altissimo staccamento da ogni cosa creata (III, 663).
La religione è una croce, e chi vuol vivere in essa con perfezione deve starvi crocifisso (III, 611).
Rinnovate spesso i santi voti, sacrificandovi sempre più al divino servizio, nella vocazione intrapresa, e siate sicurissimi che Dio vi farà santi (III, 205).

25/10/2023

ECCELLENZA DELLA VOCAZIONE

La vocazione è dono di Dio.

In ordine all'elezione dello stato bisogna lasciar tutti nella loro libertà, poiché la vocazione deve ve**re da Dio (I, 651).

È una delle grazie più speciali.

La vocazione allo stato religioso, secondo la manifesta dottrina lasciataci dai Santi Padri, è una, delle grazie più speciali che escano dai tesori immensi della divina misericordia, (IV, 77).

Una delle maggiori.

La grazia, della vocazione religiosa, è una delle maggiori grazie che comparte Sua Divina Maestà alle anime, dopo quella del santo battesimo (III, 663).
La grazia della vocazione. religiosa è tenuta da S. Tommaso per una delle maggiori che Sua Divina Maestà, faccia alle anime a se dilette (IV, 130).

Dispone a grazie più grandi.

La vocazione religiosa è una grazia, segnalata della divina misericordia, che dispone l'anima a riceverne altre maggiori (III, 598).

È fonte di pace.

Nella Religione voi trovate la vera, pace che mai vi potrà, dare il mondo (III, 106).

Chiaro segno di predestinazione.

Il segno più chiaro d'essere uno predestinato al paradiso si è l'essere religiosi, che è una grazia assai grande (II, 2,65).
Ecce Dominus stat ad ianuam cordis tui et vocat te! O dolce chiamata di sempiterna vita! (I, 414).

22/03/2023

CONDOTTA DA TENERE DURANTE LE PROVE SPIRITUALI (2)

Aver fede e confidenza in Dio.

Rimirate con dolce ravvivamento di fede le vostre pene e desolazioni, credendo che Dio s'è compiaciuto fin dall'eternità di farvi camminare per questa via, e di farvi assomigliare a Gesù Cristo (I, 671).

Tutte le desolazioni e pene di spirito dovete prenderle sine medio dal Cuore dolcissimo di Gesù, mirandole con occhio di viva fede nel divin beneplacito (I, 627).

Discacciate la pusillanimità e malinconia con atti di filiale confidenza in Dio (III, 383).

Siate sicuri che ogni inquietudine viene dal nemico: scacciatela con atti di confidenza (I, 61).

Far morire ogni pena nel fuoco della ca**tà.

Nelle tenebre e oscurità dello spirito, stringetevi a Dio in vera ca**tà (II, 781).

Fate morire tutte le vostre pene nel fuoco della ca**tà divina (IV, 47).

Non badate agli scrupoli: distruggeteli col fuoco del santo amore (I, 100).

Amare la volontà di Dio.

Nelle desolazioni e aridità, bisogna
amare la volontà di Dio che vuol così, e godere di star sulla croce con Gesù Cristo (I, 420).

Per guarire dai vostri timori, desolazioni e amarezze, avete bisogno di nascondervi nella divina volontà, cibandovi di essa in spirito e verità, senza mai lasciar l'orazione (II, 735)

Nelle aridità svegliate dolcemente lo spirito con atti amorosi, e poi riposate in Dio senza goderlo e senza sentirlo, chè allora l'anima si mostra più fedele (I, 108).

09/03/2023

CONDOTTA DA TENERE DURANTE LE PROVE SPIRITUALI (1)

Scacciare come peste i timori e le turbazioni.

Voglio che scacciate come peste le turbazioni di spirito: Dio vuole umiltà, non viltà (II, 520).

Per amor di Dio, scacciate le inquietudini e le turbazioni, che nascono sempre dal demonio, o da troppa riflessione su voi stessi; avrete così pace e vi farete santi (IV, 49).

Le inquietudini sono sempre da cattiva radice; e perciò bisogna umiliarsi lasciandole morire nel fuoco della santa ca**tà (III, 387).

Il diavolo vi mette in mente timori e turbazioni, affinchè non facciate niente di bene (I, 123).

Farsi un po' di sacra violenza.

Facendovi un po' di sacra violenza al principio, dopo vi sentirete più sollevati (II, 400).

Nell'abbattimento dello spirito, la parte superiore deve virilmente comandare all'inferiore con grande costanza: Vince teipsum! (II, 400).

Stritolare le pene interne con la pazienza e col silenzio.

Tutte le pene interne devono stritolarsi con la pazienza e il silenzio; poi se ne fa una pillola, impastata col balsamo della santissima Passione di Gesù Cristo, s'inghiotte con la fede e con l'amore, e si digerisce col calore della santa ca**tà (II, 581).

Negli abbandoni, desolazioni ed angustie dovete patire e tacere, standovene in pace sulla croce del dolce Gesù, in sacro silenzio di fede e d'amore (II, 378).

Star ben rassegnati.

State ben rassegnati alla divina volontà nei vostri travagli interni, e siate sicurissimi che dopo la tempesta verrà grande tranquillità e pace (I, 523).

Nei patimenti interni state rassegnati e taciti, prendendo tutto da Dio e baciando la mano amorosa del gran Padre che vi percuote con sferza ricca d'amore (I, 695).

Credetemi, meritate di più e date più gusto al Signore quando nelle aridità e oscurità siete rassegnati e contenti del gusto di Dio, che se aveste tutte le più alte consolazioni celesti (II, 367).

(San Paolo della Croce)

04/03/2023

SCOPO PROVVIDENZIALE DELLE PENE INTERNE (4)

Stima che dobbiamo farne

Fate grande stima delle preziose pene interne (I, 172)

Le amarezze ed afflizioni mirate con occhio di fede sono gioie sgorgate dal seno del santo amore (II, 291).

Gli affanni e le afflizioni sono le gioie di Gesù (I, 6).

Le tribolazioni di spirito sono tesori inestimabili dei quali Dio benedetto arricchisce i suoi veri servi (III, 701).

Il martirio delle pene interne è un tesoro che scaturisce dal fonte del santo amore, ed è una grazia stragrande di Dio benedetto (III, 816).

Tenete conto delle vostre pene interne, che sono tesori di cui Gesù adorna il vostro spirito (III, 66).

Le più grandi amarezze ed affizioni, mirate con occhio di fede, non sono più amare, ma dolcissime e soavissime (II, 291).

Dio benedetto non permette che uno resti affogato dalle angustie; ma quando ciò avvenisse, che bel morire sarebbe in un n**o penare sulla croce di Gesù, cantando: Fiat voluntas tua! (I, 706).

Le amarezze e desolazioni sono la parte più cara dei servi di Dio (I, 684).

In cielo si ama e si gode, in terra si ama e si pena; emulate i Santi; e siccome essi in cielo amano e godono, voi quaggiù amate e patite. O sorte felice! O grazia stupenda! (II, 450)

(S. Paolo della Croce)

24/02/2023

SCOPO PROVVIDENZIALE DELLE PENE INTERNE (3)

Preparano l'anima al più alto grado di unione con Dio.

Pretende il Signore per mezzo delle aridità e desolazioni prepararvi l'anima a un più alto grado di orazione e unione con Sua Divina Maestà, per dar così l'ultima mano alla statua e collocarla nella celeste galleria del paradiso (III, 819).

Dio vi vuol santi e perciò vi prova con pene ed angustie (II, 26).

La siccità di spirito con le aridità e desolazioni e altre avversità sono doni della divina pietà per staccarvi da ogni sensibile, contento, e farvi camminare in pura fede e povertà di spirito nella via della santa perfezione (I, 514).

I travagli di spirito sono i primi gradini di quella santissima ed altissima scala per la quale salgono le anime generose e grandi (I, 135).

La volontà di Dio si adempie meglio nelle aridità e desolazioni che nelle consolazioni (II, 295).

Le aridità e desolazioni sono necessarie per arrivare alla cognizione sperimentale del proprio vero niente (II, 298).

È grande provvidenza di Dio che vi ritroviate nelle oscurità e battaglie, perché in questa maniera farete più profitto nell'umiltà e nella cognizione di voi stessi (II, 731).

Il sacro martirio delle pene interiori
produce nell'anima due mirabili effetti: uno è di purificarla d'ogni neo d'imperfezione come fa il fuoco del purgatorio; l'altro si è d'arricchirla di virtù massime di pazienza, di mansuetudine, e di alta rassegnazione alla divina volontà (III, 816).

Suole Iddio privare ad tempus i suoi servi delle consolazioni acciò imparino a servirlo per puro amore (II, 115).

Se sarete fedeli in patire con mansuetudine e alta rassegnazione i travagli spirito, Sua Divina Maestà vi farà la grazia di ben contemplare le pene santissime di Gesù Cristo (II, 267).

Vi unirete sempre più a Dio quando meno avrete di consolazioni (I, 511).

(S. Paolo della Croce)

23/02/2023

SCOPO PROVVIDENZIALE DELLE PENE INTERNE (2)

Arricchiscono lo spirito di doni e di grazie.

Le desolazioni e abbandoni arricchiscono lo spirito e lo preparono a ricevere grazie e doni inestimabili (III, 302).

V'assicuro che in questi interni travagli v'è nascosto un gran tesoro, perché con questo mezzo Dio prepara l'anima vostra a ricevere i doni più sublimi del cielo
(I, 476).

A misura delle tenebre che l'anima vostra soffre, sarà più chiara e abbondante la luce (III, 831).

Le pene, oscurità e desolazioni che il Signore vi comparte sono un bel lavoro d'amore che Dio fa nel vostro cuore (I, 447).

Le angustie e pene di spirito sono segno che Dio vuol darvi il dono del santo amore (III, 607).

Vi dico che quando Dio avrà provata la vostra fedeltà vi riempirà di celeste fuoco di ca**tà che farà sparire tutte le aridità e desolazioni (I, 34).

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