Francescani Secolari- Scalea

29/05/2026

Era un po’ che aspettavo una giornata come questa: tavoli e sedie buttate all’aria, venditori fatti sgomberare…

Mi sentivo ridotto ad un mercato, altro che tempio del Dio vivente! E oggi è arrivato Gesù, quel bimbo che vidi in braccio a sua madre una trentina di anni fa, e dodici anni dopo seduto in mezzo ai dottori della legge. Ora, adulto, si prende cura di me, per troppo tempo ostaggio di gente che sfrutta questo luogo santo per i propri interessi. Ne approfitto per ascoltare la sua parola, finché sarà possibile, perché sento che su di lui si addensano tenebre di morte. Anch’egli ne è consapevole, ma invita a credere che dopo ci sarà un’alba nuova.

Anch’io tra pochi anni sarò distrutto, ma non me ne rammarico: lascio il posto a lui risorto, lui che sarà il nuovo tempio, per sempre.

29/05/2026

29 maggio 2026
"Il compito della riparazione è guarire i soggetti coinvolti: le vittime, i colpevoli e i rapporti sociali lacerati"
(Marta Cartabia)


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29/05/2026

Marco concentra tutta la vita pubblica di Gesù in Galilea, nell'arco di tre anni. Dieci capitoli del suo Vangelo sono dedicati alla sua missione. Gli ultimi quattro capitoli raccontano l'ultima settimana di vita di Gesù a Gerusalemme. Il primo incontro fra Gesù e il tempio si rivela un fallimento: appena entrato nel tempio, basta uno sguardo al Signore per capire che quello non è più il luogo dell'incontro con Dio. Gesù preferisce Betania a Gerusalemme. Il nome Betania significa la casa del povero. Tornando al tempio Gesù incontra un fico, simbolo della religiosità sacerdotale: rigoglioso e verdeggiante, solo all'apparenza vitale, non porta frutti. Così è di una religiosità che guarda solo all'apparenza, come quella che Gesù trova nel tempio. La purificazione del tempio, la clamorosa scena che Gesù compie nel luogo sacro, è ricca di simbolismo. Gesù è venuto per portare frutto, concepisce una fede che non si rinchiuda nel ritualismo sterile! Lo scontro con la classe sacerdotale ha inizio. In gioco c'è la visione stessa di Dio, la visione stessa della fede. Gesù è disposto a morire per difendere il vero volto del Padre...
Paolo Curtaz

29/05/2026
28/05/2026

Sono qui, sul ciglio della strada, a godermi un po’ di tranquillità, per poco: so già che quando la folla che ha accompagnato Gesù tornerà indietro, qualcuno mi vedrà e mi prenderà con sé, e continuerò il mio umile, ma prezioso servizio.

Per tanto tempo sono stato sulle spalle di Bartimeo, proteggendolo dalle intemperie, e tante volte mi ha ringraziato. Lo ho fatto anche poco fa, quando mi ha fatto fare un bel volo ed è balzato verso Gesù che lo chiamava: forse aveva intuito che doveva mettersi in cammino, abbandonando il comodo rifugio che gli offrivo per essere più libero di seguire il maestro.

E se anche m’ha preso la nostalgia, perché siamo stati due amici, sono però contento che possa di nuovo vedere la luce: quella del sole su nel cielo e quella che gli brilla nel cuore.

28/05/2026

28 maggio 2026
"Per "giocarsi la vita" si ha bisogno dei fratelli. Da soli non è dato fare alcun passo significativo in nessuna direzione"
(Marco Emanuele Schiatti)


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28/05/2026

Non è il giovane ricco il modello del discepolo. E nemmeno Giacomo e Giovanni che, pur volendo seguire Gesù fino in fondo, non sono disposti a condividere la sua pena. L'evangelista Marco con un'abile messinscena pone a Gerico, il punto più basso della terra, luogo che Gesù raggiunge dopo un lungo percorso dalle sorgenti del Giordano, il vero discepolo: il mendicante Bartimeo. Come noi, Bartimeo vive nell'oscurità. Come noi sta ai margini della strada. Come noi mendica senso e felicità. Ma, diversamente da noi, Bartimeo ha il coraggio di gridare, di non arrendersi. Qualcuno gli dice che passa Gesù Nazareno. È ciò che dovrebbe fare la Chiesa: raccontare a tutti i mendicanti della vita che Gesù continua a passare. E Bartimeo grida forte la sua pena e il suo dolore anche se, intorno a lui, tutti gli dicono di tacere. Anche a voi, forse, è successo: appena decidete di avvicinarvi alla fede c'è qualche anima pia che vi dice di lasciar perdere... Insiste Bartimeo, e fa bene. Gesù invia la stessa folla che poc'anzi era ostacolo ad annunciargli: coraggio, alzati, ti chiama. E Bartimeo guarisce, diventa discepolo e inizia a seguire Gesù sulla via. Come noi.
Paolo Curtaz

27/05/2026

27 maggio 2026
"Innovare è ridefinire il nostro modo di vivere, ponendo al centro la dignità della persona, la solidarietà e il bene comune"
(Davide Imeneo)


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27/05/2026

Questa è bella: mi chiamate Maestro e poi pretendete che io faccia quello che volete voi! Si invertono le parti: ne sapete più di me!

Parlo della mia passione e morte e voi due pensate ai posti di onore. Vi invito a donare e a servire, e gli altri dieci che si sentono tagliati fuori dai privilegi insorgono con invidia. Mi dà proprio l’idea di un discorso ai sordi! Dovrò avere molta pazienza con voi, più grande di tutte le vostre resistenze e le vostre incomprensioni. Grazie al cielo la mia parola è potente e porterà il suo frutto.

Tra qualche secolo sant’Agostino scriverà nelle sue Confessioni: «Eri con me, ed io non ero con te… Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato e hai finalmente guarito la mia cecità». Lo stesso accadrà ancora prima a voi.

Indirizzo

Via San Nicola
Scalea
87029

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