12/10/2024
MEMORIALE
3 ottobre 1731.
Seconda visione di Maria Celeste Crostarosa riguardante la Congregazione.
Il 3 ottobre 1731, Suor Maria Celeste fu favorita da una nuova visione di cui ne ha registrato i dettagli nella sua autobiografia: «Avvenne di sera al momento di entrare in refettorio. Meditavo sulle grandezze del santo patriarca di Assisi di cui dovevamo celebrare la festa, quando improvvisamente, rapita in spirito, vidi apparire Nostro Signore e alla sua destra San Francesco, uno e l’altro circondati da un nimbo di luce.
A sinistra, si trovava un sacerdote che il Salvatore mi additava: era don Alfonso de Liguori.
Gesù mi disse allora: “Ecco colui che ho scelto per essere il capo del mio Istituto, destinato come generale di una nuova Congregazione di uomini che lavoreranno alla mia gloria”.
Allo stesso tempo questa Congregazione mi apparve come già fondata ed in piena attività, per cui provai tale gioia che non potetti in questo giorno prendere nessuno cibo».
Così si esprime suor Maria Celeste.
L’indomani, ricevé ulteriori chiarimenti sulla Regola, sugli esercizi di pietà che si dovevano praticare, sull’abito, la povertà ed i compiti di questi apostoli suscitati da Dio per andare alla ricerca delle anime abbandonate.
Al processo di Beatificazione di Alfonso, l’avvocato della causa affermò, senza esitare, la realtà di questa rivelazione.
Dieci dei primi membri dell’istituto, testimoni al processo, parlarono di questa visione come un fatto incontestabile.
Per cui si può concludere che i religiosi del Santissimo Redentore ed il loro Fondatore avevano prestato fede alla relazione della veggente, sebbene S. Alfonso, per arrendersi alla chiamata di Dio, si sia appoggiato più sull’ordine dei suoi direttori spirituali che sulle rivelazioni private.
Del resto S. Alfonso aveva affermato a più riprese sia a suor Crostarosa, sia agli avversari della fondazione, che si regolava non sulle visioni, ma sul vangelo.
Quando fu il tempo di sollecitare l’approvazione dell’istituto, il santo Fondatore proibì fare allusione a questi fatti straordinari.
Non è meno vero che le affermazioni di suor Celeste Crostarosa ebbero un’influenza storica sull’opera del Santo, per determinarne il tempo, il luogo e il modo.
Per questa ragione devono essere menzionate come fatto esterno della storia della Congregazione.
(P. Berthe, Vita di S. Alfonso, I, p. 93.
Nota del Sommario della storia della Congregazione, del P. De Meulemeester, p. 15).
La seconda visione di Suor Maria Celeste Crostarosa: “Vidi apparire Nostro Signore e alla sua destra San Francesco, uno e l’altro circondati da un nimbo di luce. A sinistra, si trovava un sacerdote che il Salvatore mi additava: era don Alfonso de Liguori” (Quadro nel monastero OSSR di Foggia).