Parrocchia Santa Maria del Carmelo - Scafa

Parrocchia Santa Maria del Carmelo - Scafa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Parrocchia Santa Maria del Carmelo - Scafa, Organizzazione religiosa, Corso Iº Maggio, 288, Scafa.

Vi diamo il benvenuto sulla pagina ufficiale della parrocchia: qui troverete tutte le comunicazioni relative agli orari delle sante messe, agli aggiornamenti sulle iniziative e sugli incontri a carattere pastorale e spirituale e molto altro ancora.

30/08/2026

🌹 𝐌𝐀𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐌𝐄𝐋𝐎 🌹
𝑳’𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒊𝒏𝒏𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝑷𝒂𝒕𝒓𝒐𝒏𝒂 𝒅𝒊 𝑺𝒄𝒂𝒇𝒂 𝒕𝒐𝒓𝒏𝒂 𝒂 𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒆

In occasione delle 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟔, torna a risuonare l’antico inno dedicato alla 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐞𝐥𝐨, 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐜𝐚𝐟𝐚, composto circa 𝟗𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚 da 𝐃𝐨𝐧 𝐃𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐖𝐞𝐫𝐭𝐡𝐞𝐫 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐢𝐭𝐭𝐨.

Egli fu alla guida della comunità di Scafa 𝐝𝐚𝐥 𝟏𝟗𝟑𝟗 𝐚𝐥 𝟏𝟗𝟖𝟐, accompagnandola per oltre quarant’anni in un periodo di profondi cambiamenti. Il suo ministero ebbe inizio prima della Seconda Guerra Mondiale, quando 𝐒𝐜𝐚𝐟𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐞𝐯𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨 𝐂𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 e proseguì dopo il raggiungimento dell’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟒𝟖. Con la sua lunga attività pastorale al servizio della parrocchia di Scafa, Don Donato divenne così una figura profondamente legata alla storia religiosa e civile della nostra comunità.

Per alcuni decenni, l’antico inno sopravvisse soltanto in forma frammentaria nella memoria del popolo, rischiando così di scomparire per sempre. Oggi, grazie alla passione e alla sensibilità del 𝑪𝒐𝒓𝒐 𝑴𝒂𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒕 e del 𝐌𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐍𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞 𝐕𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐨, il canto è tornato alla luce attraverso un paziente lavoro di 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 per essere nuovamente cantato durante le celebrazioni della nostra comunità parrocchiale, custodito e tramandato alle generazioni future.

L’inno alla Madonna del Carmelo di Don Donato rappresenta attualmente un contributo alla riscoperta delle tradizioni e una preziosa testimonianza di quella fede semplice e profonda che, nel corso del tempo, ha accompagnato la storia di Scafa.

🎵🎶 𝑀𝑎𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑎𝑟𝑚𝑒𝑙𝑜, 𝑀𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑜 𝐴𝑚𝑜𝑟𝑒,
𝑡𝑖 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑔𝑖𝑎𝑚 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒.
𝐷𝑒ℎ, 𝑎𝑠𝑠𝑖𝑠𝑡𝑖 𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑡𝑢𝑜𝑖 𝑛𝑒𝑙 𝑑𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑒 𝑛𝑒𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑔𝑙𝑖,
𝑣𝑜𝑙𝑔𝑖 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑐𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑎𝑙 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜 𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑒𝑐𝑐𝑎𝑡𝑜𝑟.

𝑂 𝑡𝑢 𝑑𝑖 𝑆𝑐𝑎𝑓𝑎, 𝑠𝑒𝑖 𝑀𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑎𝑚𝑎𝑡𝑎,
𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑡𝑢𝑜𝑖 𝑔𝑟𝑖𝑑𝑎𝑛𝑜 𝑜𝑔𝑛𝑜𝑟
𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑖𝑎𝑚𝑚𝑎;
𝑏𝑒𝑛𝑖𝑔𝑛𝑎 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑎𝑚𝑜𝑟.
(bis)

𝐷𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑢𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑣𝑎𝑙𝑙𝑒, 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑛𝑎 𝑠𝑖𝑒𝑑𝑖,
𝑉𝑒𝑟𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎, 𝑣𝑖𝑔𝑖𝑙𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑎 𝑆𝑐𝑎𝑓𝑎 𝑣𝑒𝑑𝑖;
𝑠𝑜𝑣𝑟’𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑛𝑑𝑖 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑟𝑒𝑐𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒,
𝑎𝑖 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑒𝑟𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑜 𝑀𝑎𝑑𝑟𝑒, 𝑟𝑖𝑑𝑜𝑛𝑎 𝑖𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝐺𝑒𝑠𝑢̀.

𝑂 𝑡𝑢 𝑑𝑖 𝑆𝑐𝑎𝑓𝑎…🎵🎶

🌹 𝐋𝐄 𝐏𝐈𝐙𝐙𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐌𝐄𝐋𝐎 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐍𝐓𝐄! 🌹✨ Preparate con cura e confezionate, le nostre tradizionali 𝒑𝒊𝒛𝒛𝒆𝒍...
29/08/2026

🌹 𝐋𝐄 𝐏𝐈𝐙𝐙𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐌𝐄𝐋𝐎 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐍𝐓𝐄! 🌹

✨ Preparate con cura e confezionate, le nostre tradizionali 𝒑𝒊𝒛𝒛𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑴𝒂𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝒂𝒓𝒎𝒆𝒍𝒐 sono pronte per accompagnare i giorni di festa!

🍪Realizzate artigianalmente secondo la 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐞𝐬𝐞 e con lo speciale stampo della nostra Parrocchia, sono disponibili per la vendita presso la Chiesa di Scafa.

🙏 𝐋𝐞 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐝𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐯𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎, che aprirà ufficialmente i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo per l’anno 2026.

🌹 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐌𝐄𝐋𝐎 𝟐𝟎𝟐𝟔 🌹📅  𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟗 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨Al termine della 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐯𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚, avrà luogo la 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐝𝐢...
29/08/2026

🌹 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐌𝐄𝐋𝐎 𝟐𝟎𝟐𝟔 🌹

📅 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟗 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨
Al termine della 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐯𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚, avrà luogo la 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝑷𝒊𝒛𝒛𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑴𝒂𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝒂𝒓𝒎𝒆𝒍𝒐.

📅 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟑𝟎 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨
⛪ 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐞, presieduta da 𝐒.𝐄.𝐑𝐞𝐯.𝐦𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐬. 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐅𝐨𝐫𝐭𝐞, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto.
🙏 Al termine della celebrazione, avrà luogo la 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒖𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑴𝒂𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝒂𝒓𝒎𝒆𝒍𝒐.

📅 𝐋𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝟑𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨
⛪ 𝐀𝐥𝐥𝐞 𝟗:𝟑𝟎, Santa Messa celebrata dal 𝐑𝐞𝐯.𝐝𝐨 𝐃𝐨𝐧 𝐑𝐨𝐜𝐜𝐨 𝐃’𝐎𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨, parroco di San Valentino in Abruzzo Citeriore.
⛪ 𝐀𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎, Santa Messa solenne celebrata dal 𝐑𝐞𝐯.𝐝𝐨 𝐃𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐟𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐓𝐫𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐧𝐢, Canonico del Capitolo della Concattedrale di San Giuseppe a Vasto e Direttore dell’Ufficio della
Pastorale per le Vocazioni.

🌹 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚 𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐞𝐥𝐨.

🌹 𝐋𝐄 𝐏𝐈𝐙𝐙𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐌𝐄𝐋𝐎 🌹In occasione dei giorni delle 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟔, saranno disponibili in Parr...
25/08/2026

🌹 𝐋𝐄 𝐏𝐈𝐙𝐙𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐌𝐄𝐋𝐎 🌹

In occasione dei giorni delle 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟔, saranno disponibili in Parrocchia le 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐞𝐥𝐨, realizzate artigianalmente 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐞𝐬𝐞 con uno 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐏𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚, raffigurante la nostra Patrona con il Bambino Gesù.

Le pizzelle saranno in vendita in 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐩𝐞𝐳𝐳𝐢.

Un dolce semplice e speciale, legato alla nostra devozione e alle tradizioni della nostra comunità. ❤️

📍 Sarà possibile acquistarle direttamente in Parrocchia durante i giorni delle Feste Patronali.

📋 𝐄̀ 𝐢𝐧𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐫𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥’𝐔𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐥𝐞.

Un piccolo segno della nostra tradizione da condividere e portare nelle nostre case. 🌹🙏

𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐥𝐢𝐭𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐑𝐨𝐜𝐜𝐨 – 𝟏𝟔 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏𝟔 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, la nostra comunità si riunirà per celebrare la memori...
14/08/2026

𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐥𝐢𝐭𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐑𝐨𝐜𝐜𝐨 – 𝟏𝟔 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔

𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏𝟔 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, la nostra comunità si riunirà per celebrare la memoria liturgica di 𝐒𝐚𝐧 𝐑𝐨𝐜𝐜𝐨, compatrono della parrocchia.

Le 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐞 saranno celebrate 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟎:𝟎𝟎 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐜𝐚𝐟𝐚 e 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐜.𝐝𝐚 𝐃𝐞𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚.

Al termine della Santa Messa serale, la statua di San Rocco sarà portata in 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 lungo la strada principale del centro abitato della contrada, per un momento di preghiera e di devozione in onore del Santo Taumaturgo.

Riportiamo inoltre, per la preghiera dei fedeli della nostra parrocchia, la tradizionale 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐑𝐨𝐜𝐜𝐨:

«𝑂 𝐷𝑖𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑎 𝑆. 𝑅𝑜𝑐𝑐𝑜 𝑙𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑙 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑟𝑜𝑐𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑓𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑝𝑒𝑠𝑡𝑒, 𝑛𝑜𝑖 𝑣𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑙𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑚𝑒𝑟𝑖𝑡𝑖 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑢𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑟𝑐𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑔𝑖𝑜 𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑎𝑛𝑒𝑎 𝑒𝑑 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑜𝑣𝑣𝑖𝑠𝑎.»

𝐒𝐎𝐋𝐄𝐍𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐒𝐒𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐁𝐄𝐀𝐓𝐀 𝐕𝐄𝐑𝐆𝐈𝐍𝐄 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐀Domani, 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟓 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, la Chiesa celebra la 𝐒𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐬𝐬𝐮𝐧...
14/08/2026

𝐒𝐎𝐋𝐄𝐍𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐒𝐒𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐁𝐄𝐀𝐓𝐀 𝐕𝐄𝐑𝐆𝐈𝐍𝐄 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐀

Domani, 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟓 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, la Chiesa celebra la 𝐒𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐞𝐚𝐭𝐚 𝐕𝐞𝐫𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚.

Nella nostra parrocchia sarà celebrata la 𝐒. 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐜𝐚𝐟𝐚 e 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟎:𝟎𝟎 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐜.𝐝𝐚 𝐃𝐞𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚.

La solennità ci invita a contemplare il mistero di Maria, assunta alla gloria del cielo in anima e corpo. Quest’anno ricorre il 𝟕𝟔º 𝐚𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐨𝐠𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, proclamata da 𝐏𝐚𝐩𝐚 𝐏𝐢𝐨 𝐗𝐈𝐈 𝐢𝐥 𝟏º 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟓𝟎 con la costituzione apostolica 𝑴𝒖𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒆𝒏𝒕𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒖𝒔 𝑫𝒆𝒖𝒔.

Con questa solenne definizione, la Chiesa professò come verità di fede che:

«𝐿𝑎 𝑉𝑒𝑟𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑒𝑛𝑎, 𝑓𝑢 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑛𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎 𝑒 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜».

La gloria di Maria è per noi anche una promessa: in Lei contempliamo ciò che Dio prepara per quanti, nella fede e nella speranza, affidano a Lui la propria vita.

🌊☀️ Una giornata di divertimento, sorrisi e tanta allegria!Lo scorso 28 luglio, il nostro parroco don Antonello Graziosi...
01/08/2026

🌊☀️ Una giornata di divertimento, sorrisi e tanta allegria!

Lo scorso 28 luglio, il nostro parroco don Antonello Graziosi e i ragazzi di Scafa hanno trascorso una splendida giornata all’Acquapark Onda Blu di Tortoreto Lido. 🏖️🤿

01/08/2026

𝐎𝐌𝐄𝐋𝐈𝐀 𝐓𝐄𝐍𝐔𝐓𝐀 𝐃𝐀𝐋 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎 𝐏𝐀𝐑𝐑𝐎𝐂𝐎, 𝐃𝐎𝐍 𝐀𝐍𝐓𝐎𝐍𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐒𝐈, 𝐍𝐄𝐋 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐋𝐈𝐓𝐔𝐑𝐆𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐑𝐌𝐄𝐋𝐎, 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐎𝐍𝐀 𝐃𝐈 𝐒𝐂𝐀𝐅𝐀.

Carissimi fratelli e sorelle,

i Padri della Chiesa non hanno conosciuto direttamente l'Ordine Carmelitano, nato secoli dopo la loro epoca. Tuttavia, essi hanno gettato le basi teologiche del culto interpretando la piccola nube (salita dal mare per dissetare la terra inaridita) vista dal profeta Elia sul Monte Carmelo, nel Primo Libro dei Re (1 Re 18, 44), come una profezia della Vergine Maria.
La visione mariana legata al Monte Carmelo si articola nell'interpretazione dei Padri e nella successiva tradizione spirituale dell Ordine:

• 𝐋𝐚 𝐍𝐮𝐛𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐞: Autori come San Giovanni Damasceno e Sant'Efraim il Siro videro nella pioggia salvifica portata dalla nube la prefigurazione di Cristo, e nella nube stessa l'immagine di Maria. Ella era vista come la Vergine pura che, pur nella sua piccolezza, accoglie in sé il Verbo di Dio e porta al mondo la grazia e la salvezza.
• 𝐋'𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐄𝐥𝐢𝐚: I Padri antichi (tra cui San Girolamo) indicarono nei profeti Elia ed Eliseo, storicamente legati al Monte Carmelo, i padri della vita monastica e contemplativa.
• I primi eremiti si stabilirono sul Monte Carmelo (in Palestina) alla fine del XII secolo per vivere in solitudine e contemplazione, ispirandosi proprio a Elia.
• Istituirono sul monte una ca****la dedicata alla Vergine, assumendo ufficialmente i nome di "𝑭𝒓𝒂𝒕𝒆𝒍𝒍𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑩𝒆𝒂𝒕𝒂 𝑽𝒆𝒓𝒈𝒊𝒏𝒆 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑴𝒐𝒏𝒕𝒆 𝑪𝒂𝒓𝒎𝒆𝒍𝒐" e venerandola come Madre e
Regina.
• La visione spirituale della Madonna del Carmelo è fortemente legata all'apparizione mariana del 𝟏𝟔 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟏𝟐𝟓𝟏 a 𝐒𝐚𝐧 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐭𝐨𝐜𝐤, in cui la Vergine consegnò lo scapolare, simbolo di protezione materna, grazia e salvezza.

La costituzione dogmatica 𝑳𝒖𝒎𝒆𝒏 𝑮𝒆𝒏𝒕𝒊𝒖𝒎 del Concilio Vaticano Il non menziona esplicitamente il titolo specifico di "𝑽𝒆𝒓𝒈𝒊𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑴𝒐𝒏𝒕𝒆 𝑪𝒂𝒓𝒎𝒆𝒍𝒐".

Il testo conciliare evita volutamente di citare le singole apparizioni storiche o i titoli mariani legati a specifici ordini religiosi, preferendo concentrarsi nel Capitolo VIII sul ruolo teologico di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa.
Tuttavia, esiste un legame profondo e indissolubile tra la Lumen Gentium e la spiritualità della Madonna del Carmelo, che si esprime in tre punti fondamentali:

Nel paragrafo LG 67, il Concilio esorta caldamente i fedeli a stimare le pratiche e gli esercizi di pietà verso Maria "raccomandati dal magistero lungo i secoli". I pontefici moderni, tra cui San Giovanni Paolo Il nel suo storico Messaggio all'Ordine del Carmelo del 2001, hanno applicato direttamente questo passo allo Scapolare del Carmine. Lo Scapolare è riconosciuto dalla Chiesa come un abito mariano che esprime visibilmente l'affidamento alla protezione della Vergine e l'impegno a imitare le sue virtù.
In LG 58, il testo afferma che la Beata Vergine "avanzò nella peregrinazione della fede" e mantenne fedelmente la sua unione con il Figlio. La liturgia ufficiale della festa del 16 luglio (Madonna del Carmine) fonde questa visione conciliare con la spiritualità carmelitana, pregando affinché i fedeli, sostenuti da Maria, possano avanzare nel pellegrinaggio terreno e "𝒈𝒊𝒖𝒏𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒕𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒆̀ 𝑪𝒓𝒊𝒔𝒕𝒐 𝑮𝒆𝒔𝒖̀".

Il cuore della Lumen Gentium sottolinea che la funzione materna di Maria non oscura l'unica mediazione di Cristo, ma ne facilita l'unione immediata con i credenti (LG 60-62).
Questo concetto teologico rispecchia fedelmente l'ideale carmelitano, in cui Maria non è un fine, ma il modello perfetto di ascolto, silenzio e contemplazione che conduce lanima alla perfetta intimità con Dio.
La Vergine del Carmelo non è solo una figura lontana o una devozione del passato. E la Madre che cammina con la nostra comunità. Affidarci a lei oggi significa accogliere il suo mantello di protezione, trasformando il nostro paese in un luogo dove fioriscono la fede e l'amore fraterno.

Oggi la nostra comunità si stringe attorno alla Vergine del Monte Carmelo. Pensiamo al Monte Carmelo: una montagna brulla e riarsa dalla siccità dove il profeta Elia sali per cercare il volto di Dio e dove, nel corso dei secoli, è fiorito il giardino di Maria.

Anche noi oggi ci troviamo spesso in una terra riarsa: il deserto delle nostre solitudini, le incertezze del futuro, le fatiche quotidiane che pesano sulle nostre famiglie. In questo panorama, la Madonna del Carmine non ci guarda da lontano, ma ci viene incontro come Madre che sale con noi verso la vetta.

Celebrare questa festa significa riscoprire il significato dello Scapolare che molo di voi portano con devozione. Non è un amuleto magico, bensì un "abito nuziale" che ci ricorda la nostra consacrazione e ci spinge a rivestirci dei sentimenti di Maria: l’ascolto docile, il silenzio contemplativo e l'amore operoso.

Come Maria, siamo chiamati a non sentirci mai orfani. Nei momenti in cui le difficoltà sembrano soverchiarci, lo Scapolare ci ricorda che apparteniamo a una grande famiglia spirituale, quella della Chiesa, che cammina sostenuta dalla Sua protezione. Maria è colei che insegna ad aiutarci a portare i pesi gli uni degli altri, trasformando il cammino della vita da una salita faticosa a un pellegrinaggio di gioia.

Guardiamo alla Madonna del Carmine per imparare a purificare il nostro rapporto con Dio. Troppo spesso ci rivolgiamo al Signore solo per chiedere miracoli o grazie immediate, come se la fede fosse un distributore automatico di sicurezze. Maria ci educa invece a cercare Dio per quello che è, non per quello che ci può dare, mettendoci alla Sua sequela anche quando la strada si fa in salita.

Chiediamo oggi alla Vergine del Monte Carmelo di benedire la nostra comunità qui riunita. Possa Ella donarci la forza di essere operatori di pace nelle nostre case, di portare speranza dove c'è rassegnazione e di mantenere sempre lo sguardo fisso sulla vetta del monte: che è Cristo Signore.

Madonna del Carmelo proteggi le nostre famiglie, i nostri anziani, i giovani e chi si trova nel dolore; fa' che questa festa non si esaurisca oggi, ma che il tuo manto continui a proteggerci tutto l'anno, rendendoci testimoni credibili del Vangelo. Amen.

31/07/2026

“𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐈𝐄𝐋𝐎”
𝑵𝒐𝒏𝒐 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝑵𝒐𝒗𝒆𝒏𝒂.

Sono stato invitato a proclamare Maria come 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐢𝐞𝐥𝐨: quella Porta che si era chiusa nella notte dei tempi e che, attraverso Maria, si riapre.

Il suo «sì» incondizionato al Signore fa in modo che quella Porta si riapra ancora una volta. Per questo, anche quando moriamo, non andiamo verso la morte, ma passiamo da una stanza all’altra: da questa stanza, nella quale oggi viviamo, a quella vera, quella definitiva, quella nella quale non si piange più, non ci sono più problemi, non c’è più dolore.

Maria ci invita a percorrere questo cammino continuo che ha al centro un’unica realtà: 𝐬𝐮𝐨 𝐅𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐆𝐞𝐬𝐮̀.

Uniti a Maria, possiamo diventare sempre più 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢, cioè formati a immagine di Cristo. Ciascuno di noi, al termine della propria esistenza, dovrebbe poter dire con l’apostolo Paolo: «𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑜, 𝑚𝑎 𝐶𝑟𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑣𝑖𝑣𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑒». E ancora: «𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑛𝑒, 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐹𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝐷𝑖𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 ℎ𝑎 𝑎𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑒 ℎ𝑎 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑒».

Sono parole bellissime, ma troppo spesso rischiano di rimanere soltanto sulla carta, perché il cammino spirituale è esigente e tutt’altro che semplice. Noi cristiani possiamo anche proclamare con convinzione la nostra fede, ma poi tradurla concretamente nella nostra vita è un’altra cosa. Il vero cammino spirituale, infatti, richiede un continuo 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢, delle nostre pretese, delle nostre sicurezze e del nostro egoismo.

Pensiamo, per esempio, al nostro rapporto con l’altro, con chi ci sta accanto ma è diverso da noi, ha una storia diversa dalla nostra, un modo diverso di pensare, i suoi pregiudizi e le sue fragilità, ma anche tante qualità e tanta ricchezza. Eppure, nonostante viva accanto a noi ogni giorno, spesso lo sentiamo lontano, quasi come se tra noi e lui ci fossero miglia e miglia di distanza.

Perché accade questo?

Perché dobbiamo imparare a riconoscere quella pagliuzza d’oro nascosta in mezzo al fango. Quando ci accostiamo all’altro, infatti, il nostro sguardo si posa troppo facilmente sui suoi difetti, sulla sua superbia, sulle sue mancanze. E allora, che cosa siamo chiamati a fare? Siamo chiamati ad andare oltre ciò che appare, a cercare quel bene che spesso rimane nascosto e, soprattutto, a imparare ad amare.

Quell’amore che tutto vuole, tutto sopporta, tutto scusa, tutto perdona, tutto accoglie. Dico: 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨.

Cos’è, in ultima analisi, l’amore?

L’amore è 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐞́ 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨.

E allora significa imparare, continuamente, a dire di nuovo quel «sì» all’altro, anche quando ci stanca, anche quando ci viene spontaneo dire un «no» deciso, magari un «no» tremendo. Dobbiamo invece abituarci a dire «sì», ma un sì detto con amore.

E questo amore deve tradursi anche nella nostra vita quotidiana.

La nostra giornata è scandita da molti secondi. Ma quanti di questi sappiamo davvero custodire e vivere pienamente? Quante volte, invece, li lasciamo scorrere nella dissipazione, disperdendo quel poco di bene che, attraverso il cammino spirituale, siamo riusciti a costruire nel nostro cuore? Basta poco: parole inutili, chiacchiere, distrazioni, il continuo susseguirsi di messaggi e sollecitazioni, buone o cattive, che finiscono per disperdere ciò che di prezioso avevamo faticosamente maturato.

Così perdiamo la capacità di fare spazio all’altro nel nostro cuore. Vengono meno quei valori di una ca**tà che 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐞, 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐮𝐬𝐚, 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐨𝐧𝐚 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐦𝐚.

Dobbiamo ritornare continuamente a questa realtà.

Maria ci aiuta a fare in modo che la nostra esistenza, umana e spirituale, abbia come centro il Cristo.

La nostra vita è fatta di infiniti istanti. Come possiamo viverli? Come possiamo riempirli di qualcosa che abbia davvero valore?

Anche qui dobbiamo stare attenti. Possiamo riempirli con piccole 𝐠𝐢𝐚𝐜𝐮𝐥𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞, brevi invocazioni che ci riportano continuamente al Signore.

Ne suggerisco una che è stata attribuita a Gesù e che fu fatta propria da suor Consolata Betrone di Torino:

«𝑮𝒆𝒔𝒖̀, 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂, 𝒗𝒊 𝒂𝒎𝒐, 𝒔𝒂𝒍𝒗𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒆».

In pochi secondi invochiamo Gesù e Maria e affidiamo a Dio la salvezza delle anime.

Perché, in fondo, qual è la nostra vita? 𝐄̀ 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨.

La salvezza delle anime passa attraverso il sacrificio, attraverso l’offerta di noi stessi. E quale sacrificio più bello possiamo offrire nei tanti momenti in cui non abbiamo nulla da fare, oltre alla preghiera del Santo Rosario e alla partecipazione alla Santa Messa?

Naturalmente, questa invocazione non sostituisce nulla di tutto questo. Ma può accompagnare ogni momento della nostra giornata.

Che cosa c’è di più bello di 𝐆𝐞𝐬𝐮̀, 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐞?

Vi invito a farne la vostra bandiera.

Tanti secondi che rischiamo di vivere oziosamente, nel chiacchiericcio e nella dissipazione, possono diventare invece un’offerta d’amore:
«𝑮𝒆𝒔𝒖̀, 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂, 𝒗𝒊 𝒂𝒎𝒐, 𝒔𝒂𝒍𝒗𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒆».

E, se qualcuno avesse qualche dubbio, il Vangelo ci mette in guardia con parole molto serie: «𝐷𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑎 𝑜𝑧𝑖𝑜𝑠𝑎 𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑖𝑢𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜».

Non possiamo pensare: «Ma Gesù sta esagerando».

Il giudizio può essere severo, perché non basta ascoltare: 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚.

Pensiamo alle vergini che non seppero essere prudenti. La loro imprudenza ebbe un prezzo molto alto. Quando andarono a bussare alla porta dicendo: «Signore, aprici!», si sentirono rispondere: «𝑵𝒐𝒏 𝒗𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒐».

E negli altri passi del Vangelo troviamo una parola ancora più forte. Ci sono uomini e donne che diranno: «Ma come? Siamo venuti nelle piazze, ti abbiamo ascoltato, siamo stati con te». Eppure la risposta sarà ancora: «𝑵𝒐𝒏 𝒗𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒐».

Perché all’ascolto della Parola non è seguita la pratica.

E allora noi dobbiamo fare in modo che, attraverso Maria, 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨. Il nostro cuore deve diventare un piccolo paradiso per l’altro, un luogo nel quale l’altro possa sentirsi accolto, amato, compreso.

Dobbiamo arrivare al punto che l’altro, incontrandoci, possa dire:

«𝐈𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐞 𝐦𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐛𝐞𝐧𝐞».

Se riusciremo a vivere così, allora Maria sarà davvero per noi la Porta del Cielo: perché attraverso di lei impareremo ad aprire il nostro cuore a Cristo e, in Cristo, ad aprirlo a ogni fratello.

31/07/2026

“𝐑𝐄𝐆𝐈𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐏𝐎𝐒𝐓𝐎𝐋𝐈”
𝑶𝒕𝒕𝒂𝒗𝒐 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝑵𝒐𝒗𝒆𝒏𝒂.

Carissimi fratelli e sorelle,

per me è una gioia immensa, e anche un privilegio, essere con voi qui questa sera. Ringrazio innanzitutto don Antonello per avermi invitato. Come novello presbitero, muovo i primi passi nel ministero e la possibilità di spezzare con voi il pane della Parola e dell’Eucaristia ha per me un significato davvero speciale. In questa Novena, che ci prepara alla festa della Madonna del Carmine, vivere con voi questa celebrazione è un dono per il quale ringrazio il Signore, che oggi mi ha chiamato a presiedere questa Eucaristia.

La liturgia ci invita a posare lo sguardo su Maria, invocandola con un titolo stupendo: 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨𝐥𝐢.

Ma di quale regalità parliamo quando chiamiamo Maria con questo titolo? E quale legame ha con gli Apostoli?

Maria, infatti, non è mai stata inviata a predicare nelle piazze, non ha scritto lettere alle prime comunità cristiane e non ha compiuto opere taumaturgiche. Eppure la Chiesa la riconosce come Regina degli Apostoli.

La risposta ci viene dalle letture che abbiamo appena ascoltato, scelte proprio per il cammino di preparazione alla festa.

Nella prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, troviamo i discepoli riuniti nel cenacolo. Gesù è asceso al cielo e i discepoli vivono in uno stato di profonda angoscia: da una parte l’attesa della promessa dello Spirito Santo, dall’altra lo smarrimento e la paura di chi si trova improvvisamente solo. Si sentono, in qualche modo, orfani, come pecore in mezzo ai lupi.

Ebbene, chi troviamo in mezzo a loro?

Abbiamo ascoltato che «𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑒𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑒𝑣𝑒𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑜𝑟𝑑𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑔ℎ𝑖𝑒𝑟𝑎», insieme ad alcune donne e a Maria, la Madre di Gesù.

Ecco il primo tratto della regalità di Maria: 𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚.

Maria non si pone davanti agli Apostoli come una maestra che impartisce lunghe lezioni. Si mette, invece, in ginocchio con loro e insegna quella che forse è la lezione più difficile: 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐒𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐞𝐯𝐞𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐡𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞.

Maria è Regina degli Apostoli, perché è il cuore orante della Chiesa nascente. Quel cenacolo, quella perseveranza, quella preghiera concorde preparano il dono della Pentecoste.

E questo ci ricorda qualcosa di molto importante: ogni nostro impegno nella vita della parrocchia, ogni ministero, sacerdotale o laicale, se non nasce dal silenzio e dalla preghiera condivisa, rischia di trasformarsi in semplice attivismo. Prima di parlare, prima di agire, prima di annunciare, abbiamo bisogno di stare davanti al Signore.

Poi ascoltiamo la pagina bellissima del Vangelo di Luca che, a una lettura superficiale, potrebbe sembrare quasi un rimprovero rivolto a Maria: «𝑀𝑖𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑒 𝑚𝑖𝑒𝑖 𝑓𝑟𝑎𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝐷𝑖𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎».

Sembra quasi che Gesù voglia prendere le distanze da sua madre. In realtà è esattamente il contrario: 𝐆𝐞𝐬𝐮̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐦𝐢𝐧𝐮𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚, 𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐬𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨, indicando il vero motivo della sua grandezza.

La grandezza di Maria non consiste soltanto nell’aver dato carne e sangue al Figlio di Dio, nel mistero dell’Incarnazione che il Padre ha voluto realizzare attraverso di lei. La sua grandezza consiste anche e soprattutto nell’essere stata 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐩𝐨𝐥𝐚.

Maria è colei che ha ascoltato la Parola di Dio annunciata dall’Arcangelo; l’ha accolta nel suo grembo e l’ha messa in pratica attraverso il suo «Eccomi». E questo «Eccomi» non è rimasto una parola pronunciata una volta sola: è diventato lo stile di tutta la sua vita, fino ai piedi della Croce.

Ecco perché Maria è Regina degli Apostoli: 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨, 𝐡𝐚 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐋𝐨 𝐞 𝐨𝐛𝐛𝐞𝐝𝐢𝐫𝐆𝐥𝐢.

Il vero discepolo, il vero apostolo, è colui che genera Cristo nel mondo attraverso una vita nella quale ascolto e azione sono continuamente orientati verso di Lui, il Figlio fatto Uomo.

E qui, fratelli e sorelle, il messaggio tocca ciascuno di noi.

La Madonna del Carmine è particolarmente legata allo scapolare. Ogni sua immagine, ogni sua effigie richiama questo simbolo. È un segno semplice, ma profondamente significativo: ci ricorda l’abito di Maria e, soprattutto, ci ricorda che appartenerle significa assumere i suoi atteggiamenti, il suo stile, il suo modo di vivere davanti a Dio.

E quale atteggiamento ci consegna Maria? 𝐀𝐧𝐳𝐢𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐛𝐛𝐞𝐝𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.

Abbiamo pregato con il Salmo 86: «𝐿𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑢𝑖 𝑚𝑜𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑎𝑛𝑡𝑖». Maria è come quel monte santo, proprio come il Monte Carmelo: salda, stabile, incrollabile nella fede. E oggi ci invita a fondare anche la nostra vita sulla roccia della Parola di Dio.

Perciò, questa sera vogliamo chiedere alla Madonna del Carmine, Regina degli Apostoli, tre grazie.

La prima è per questa comunità parrocchiale di Scafa: 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨, un luogo nel quale ci si vuole bene, si prega insieme, si cammina nella concordia e si attende con fiducia il dono dello Spirito Santo.

La seconda è per ciascuno di noi: 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐢, ma diventare davvero discepoli di Gesù, ascoltando la sua Parola e mettendola in pratica nella vita quotidiana. È così che diventiamo suoi familiari: uomini e donne che accolgono Cristo nella propria vita e lo rendono presente nel mondo.

E infine, una grazia particolare vorrei affidarla alle vostre preghiere: 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐚𝐭𝐞 per me, novello presbitero, e per don Antonello, vostro parroco, perché non ci stanchiamo mai di tornare alla sorgente della preghiera; perché, prima di ogni parola e prima di ogni azione, sappiamo cercare il Signore e attingere da Lui la forza necessaria per servire il gregge che ci è stato affidato.

Fratelli e sorelle, al termine di questa celebrazione torneremo nelle nostre case, alle nostre occupazioni, forse anche alle nostre solite preoccupazioni. Di certo, non torneremo uguali a prima.

Torneremo 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐮𝐜𝐚𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐚.

Per questo vi invito a compiere un gesto semplice, ma concreto: diventate voi stessi un prolungamento del manto della Madonna. Portate un sorriso, una preghiera, una parola di speranza a chi è malato, agli anziani, a coloro che non hanno potuto essere qui questa sera.

Oggi, nella memoria di san Camillo de Lellis, ministro degli infermi, possiamo ricordare in modo particolare proprio loro. Andiamo da chi soffre e diciamogli, con la nostra presenza e con il nostro affetto, che la Madonna del Carmine è vicina, che non li abbandona, che li copre con il suo manto materno.

Se rimaniamo uniti, tenendoci per mano sotto la protezione della Vergine, nessuna fatica sarà mai troppo grande e nessuna tenebra potrà farci paura. Perché Maria è anche la 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐨, quella luce che ci guida fuori dalle nostre oscurità e ci conduce verso la luce vera, che è Cristo.

Che la Vergine Santa, la Madonna del Carmine, ci prenda per mano e ci guidi verso suo Figlio, che tiene tra le braccia. Benedica le vostre famiglie, benedica la comunità di Scafa, accompagni il suo futuro e sostenga ciascuno di noi nel cammino.

E passo dopo passo, sotto il suo manto materno, ci conduca tutti verso Cristo.

Amen.

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Corso Iº Maggio, 288
Scafa
65027

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