15/09/2025
La storia di Naaman, il capo dell’esercito di Siria, ci parla di un uomo valoroso ma segnato dalla lebbra (2 Re 5). Portava sulle spalle onori e vittorie, ma nel cuore e nel corpo viveva una ferita che nessun potere umano poteva guarire.
Quando cercò aiuto, sia il re di Siria sia il re d’Israele reagirono secondo i propri schemi mentali: il primo pensava che il re di Israele avrebbe guarito Naaman; il secondo, ritenendosi incapace di guarire, pensava che il primo cercasse pretesti per muovergli guerra. Entrambi non avevano minimamente contemplato e incluso Dio.
Anche Naaman aveva già immaginato come sarebbe dovuta andare la guarigione: “Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del Signore, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso” (2 Re 5:11).
Ma i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, e le Sue vie non sono le nostre vie (Isaia 55:8-9).
Eliseo non compì alcun rito spettacolare: gli chiese soltanto di tuffarsi sette volte nel fiume Giordano. Un comando semplice, quasi banale. Naaman si infuriò, ma alla fine ascoltò, obbedì e si immerse sette volte. La sua carne tornò come quella di un bambino e riconobbe che non c’è altro Dio se non quello d’Israele (2 Re 5:14-15).
Il “tuffarsi nel Giordano”, in quanto fiume simbolo di “passaggio”, diventa per noi una metafora: significa lasciare i nostri preconcetti, attraversare un passaggio interiore, accettare la logica di Dio anche quando sembra troppo lontana dalle nostre aspettative. È la chiamata a una perfetta obbedienza, quella che Gesù stesso ci ha mostrato: “Non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42).
E qui sta il cuore del messaggio: Dio non improvvisa le Sue soluzioni. “Io conosco i pensieri che medito per voi… pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (Geremia 29:11). Il verbo usato indica che Dio si prende tempo, riflette, progetta con attenzione. Non agisce in modo impulsivo o casuale: ogni Suo pensiero è meditato, ponderato e pieno d’amore.
💭 E tu? Quali “io pensavo” devi lasciare oggi per tuffarti nel Giordano e scoprire che i pensieri di Dio sono sempre migliori?