22/03/2026
Benedizione dei frutti del Melograno nell'Annunciazione del Signore (mercoledì 25 Marzo 2026).
Ore 17.15 Rosario e canto della Litanie; ore 18.00 S. Messa solenne dell’Annunciazione con al termine la benedizione dei frutti del Melograno, ricorrendo il 449° dalla liberazione della Città di Saronno dalla peste.
Saranno benedetti sia dei frutti che dei ceri.
IL MELOGRANO E LA MADONNA DI SARONNO:
Come vedete nelle foto del post, il melograno con i suoi frutti è ben presente in Santuario. La stessa locandina riprende i “graffiti” con le melagrane che negli anni Trenta il beato Schuster fece realizzare quando spostò la Madonna che allora si trovava sopra il Tabernacolo, portandola nell’attuale nicchia.
IL MELOGRANO E LA MADONNA NELL’ARTE E NELLA SPIRITUALITÀ CRISTIANA. L’origine del titolo: “Madonna del Granato” è profondamente cristiano, senza alcuna dipendenza col mito pagano.
L’iconografia cristiana che ritrae la Madonna con questo frutto in mano, trae infatti le sue origini e la sua ispirazione dal mondo biblico.
La pianta del melograno è originaria dell’antica Persia di cui la Caldea era una provincia ed Abramo, Capostipite degli Ebrei, proveniva da Ur dei Caldei.
I Greci conobbero questo frutto, grazie ai Fenici, gli antichi navigatori che lo diffusero per primi a Cartagine.
Conquistata dai Romani, anch’essi ne vennero a conoscenza in questa colonia dei Fenici e lo chiamarono perciò: “ Malus Phunica ”, la mela dei Fenici, per l’appunto.
Di questo frutto ne parla molto la Bibbia, libro sacro degli Ebrei e dei Cristiani.
E’ Degno di nota il fatto che il grandioso Tempio di Salomone, orgoglio d’Israele, fu innalzato ben 500 anni prima che nascesse Pericle, il costruttore dell’Acropoli di Atene.
Il profeta Geremia rimpiangendo questo Tempio distrutto dal re Assiro-Babilonese Nabucodonosor, ci ricorda come in esso fosse effigiato il melograno con fastosa decorazione.
I capitelli che sormontavano le colonne del tempio erano circondati da novantanove melagrane d’oro.
Inoltre in numerosi richiami, i profeti di Israele ricordavano al popolo di restare fedeli al Dio dei loro padri, perché aveva dato loro da abitare non un deserto, ma una terra fertilissima, un giardino che produceva frutti squisiti: fichi, uva, melagrane.
Nel Cantico dei Cantici, il giovane che stringe a sé la sua amata, la definisce: “Giardino di melagrane”.
Così per l’antico Israele, il frutto della melagrana, veniva a simboleggiare l’amore di predilezione di Dio verso il suo popolo, amore squisito, dolce come il succo della melagrana.
Identico è il significato che questo frutto assume nelle mani di Maria Santissima e cioè, l’amore di Dio verso ogni sua creatura; amore di tenerezza e dolcezza, così come lo è l’amore di una madre verso i propri figli.
I cristiani inoltre, invocano la Vergine Santa come: “Madre del Bell’Amore”; e questo non solo perché è la creatura più amata da Dio ma soprattutto perché colui che chiamiamo: “Bell’Amore”, altri non è che il suo Divin Figlio.
La prerogativa della “Divina Maternità” di Maria si apre quindi ad un altro profondo significato della melagrana che sorregge con le sue mani, e che è più attinente alla fede cristiana.
Infatti, essendo la Vergine Santa, Colei che ha avuto nel suo grembo purissimo la Fonte stessa della Grazia, dispone di conseguenza, di infinite grazie da elargire ai suoi figli, così come tantissimi sono i dolci chicchi della melagrana che ci mostra dischiusa.
Nell’arte cristiana quindi, la Madonna, ovunque raffigurata con il frutto della melagrana, richiama in modo delicato ed espressivo, il titolo più comune con il quale nella chiesa universale viene invocata e cioè: Madonna delle Grazie, perché Madre della Divina Grazia che è : Cristo Signore.
LA MELAGRANA RICHIAMO A ESSERE CHIESA 'INSIEME'.
I grani presenti all'interno del frutto possono avere diverse simbologie: rappresentano il numero delle virtù di una persona oppure diventa simbolo di onestà e correttezza, dato che conterrebbe 613 semi, che come altrettante perle sono le 613 prescrizioni scritte nella Torah, (365 divieti e 248 obblighi) osservando le quali si ha certezza di tenere un comportamento saggio ed equo. In realtà i semi della melagrana sono in numero variabile (di certo circa 600), ma il frutto con i suoi semi ricorda quel numero, che come tanti altri, ha riferimenti precisi nella numerologia ebraica.
La melagrana è un frutto unico, costituito da diversi grani così come la Chiesa è unica, e ogni membro è chiamato a camminare insieme. Nel suo discorso per questa Quaresima, papa Leone ci ricorda che siamo “chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso”; “In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio”.