31/05/2026
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*La festa del sacrificio*
di Michela Rapomi
Il 27 maggio, si è svolta la festa del ‘Id al-adha, ovvero la “festa del sacrificio” .
Si tratta per i musulmani della festa religiosa più importante dopo quella di fine Ramadan.
Si commemora un episodio del Corano collegato alla tradizione biblica, quando Dio mise alla prova la fede di Abramo chiedendogli di sacrificare suo figlio. Secondo il racconto biblico, Abramo non indugiò nell’obbedire all’ordine, ma quando ormai stava per uccidere suo figlio (Isacco per la Bibbia e Ismaele per il Corano), Dio tramite un angelo lo fermò e gli mostrò un montone da immolare al posto del ragazzo.
Per il Corano Dio è misericordioso e giusto e l’amore per Dio si traduce nell’obbedienza ai suoi insegnamenti. Il sacrificio diventa quindi un modello di sottomissione a Dio. La parola islam significa proprio “donarsi completamente a Dio”.
Quest’anno ho assistito alla festa nel giardino di casa e mi sono sentita spettatrice di qualcosa di grande, della gioia di una famiglia che si riunisce a celebrare la Vita. In questa forza vitale il pensiero si è volto ai milioni di fedeli musulmani che stanno soffrendo e morendo e non hanno potuto fare festa. Il sacrificio celebrato mi ha fatto pensare che è necessario tenere occhi ben aperti e orecchie tese, per ascoltare la voce di Dio, tra il vociare rumoroso di troppi che si ergono a dei.
Le persone che continuano a essere attaccate, affamate, lasciate perire e sole, non sono Sacrifici, non muoiono per prove di fede o scelte di sottomissione. Non sono chiamati sull’altare, non stanno celebrando nessun rito. Sono esseri umani disumanizzati, lasciati morire per scelte di profitto, di arroganza e smanie di potere.
Semmai la fede di cui è testimone Abramo può aiutare questi fedeli a sopravvivere ogni giorno nel dolore: a trovare un senso dove senso non si trova e coltivare un briciolo di speranza nell’Amore e nella compassione che il nostro Dio ci insegna e ci promette nella sua Parola. E che a volte troviamo anche nel cuore di qualche uomo e donna che si fa piccolo e si mette in viaggio pronto a servire.
📸 MSF, dal web