20/06/2025
COMUNICATO
La nostra città è stata recentemente scossa da un episodio grave e allarmante: un cittadino ha appiccato un incendio nella propria abitazione, mettendo seriamente a rischio la sicurezza di tutto il vicinato.
Esprimiamo in primis la nostra piena solidarietà alle persone coinvolte e ringraziamo i soccorsi e le autorità locali e l’amministrazione per il pronto intervento che ha evitato conseguenze peggiori.
Di fronte a fatti così gravi, è fondamentale che la nostra attenzione resti concentrata sulla gravità dell’atto in sé — e non venga spostata, come purtroppo spesso accade, sull’origine, la nazionalità o la fede religiosa di chi lo ha compiuto.
Questo slittamento del discorso non solo è ingiusto, ma rischia di creare divisioni, diffidenza e ingiustificate accuse collettive.
Un singolo gesto non può e non deve mai rappresentare una comunità intera.
Condanniamo con fermezza l’atto compiuto, ma allo stesso tempo condanniamo anche le reazioni che, generalizzando, finiscono per colpire la comunità musulmana o i cittadini di origine straniera nel loro complesso.
È inaccettabile che, di fronte a un fatto violento, si sia così rapidi nel cercare un capro espiatorio collettivo anziché interrogarsi sulle cause profonde dell'accaduto e sulle responsabilità individuali.
La fede musulmana, come qualunque altra fede o identità culturale, non può essere tirata in ballo per giustificare o spiegare comportamenti criminali.
Ribadiamo che la sicurezza e la convivenza civile si fondano sul rispetto, sulla responsabilità individuale e sulla capacità di distinguere tra persone e pregiudizi. Alimentare stereotipi o sospetti collettivi non fa altro che indebolire il tessuto sociale e mettere in difficoltà chi, ogni giorno, contribuisce con onestà alla vita della nostra comunità.
Invitiamo tutti a mantenere alta l’attenzione sulla gravità dell’accaduto, ma a rifiutare con forza ogni forma di strumentalizzazione o generalizzazione.
Il Centro Culturale Islamico di Santhià