Chiesa Cristiana Evangelica ADI Santa Maria Capua Vetere - CE

Chiesa Cristiana Evangelica ADI Santa Maria Capua Vetere - CE Chiesa Cristiana Evangelica Assemblee di Dio in Italia - Santa Maria Capua Vetere (CE), via degli Artisti, 9 - past. Domenico Turco

RIUNIONI
Mercoledì 19:30 - Riunione di Preghiera
Venerdì 19:30 - Riunione di Studio Biblico
Sabato 18:00 - Riunione dei Giovani
Domenica 17:00 - Scuola Domenicale
Domenica 18:00 - Culto al Signore

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09/09/2026

Mi ricordai allora della parola del Signore, che diceva: ‘Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo’.
Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?”.
Allora, udite queste cose, si calmarono e glorificarono Dio, dicendo: “Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche ai Gentili affinché abbiano vita”. (Atti 11:16-18)

È la conclusione meravigliosa con cui Pietro rende conto del suo incontro con Cornelio, non ebreo, incontro guidato e suggellato da Dio in modo potente attraverso l'azione dello Spirito Santo.
Il discorso di Pietro indica due elementi fondamentali attraverso i quali anche noi possiamo imparare a valutare, a discernere l'intenzione di Dio - per non opporci ad essa - dalla nostra intenzione - per non affrettarci ma attendere conferma dall'Alto.
A casa di Cornelio la discesa dello Spirito Santo e il ricordo di Pietro della profezia di Gesù circa il battesimo nello Spirito Santo sanciscono in modo chiaro ed inequivocabile l'approvazione di Dio circa la conversione dei Gentili.
Questi sono due elementi utili anche a noi per individuare se qualcosa è opera di Dio o meno.
Infatti, spesso, i credenti oscillano tra due reazioni opposte: c'è chi si entusiasma davanti a qualsiasi cosa che sia dichiarata come di matrice divina, senza discernere ciò che ha solo l'apparenza della spiritualità da ciò che ha anche la sostanza e il frutto; c'è poi chi guarda con sospetto ad ogni azione o iniziativa o persona in cui si manifesta l'azione del Signore per il semplice fatto che viene da un'altra realtà denominazionale o attraverso qualcuno che sembra essere esterno alla cerchia di approvazione del credente.
Conferma da parte della Parola di Dio e azione evidente dello Spirito: questi devono essere gli strumenti di valutazione e non le nostre personali convinzioni, come dovette imparare anche l'apostolo Pietro attraverso l'incontro con Cornelio.
(Sor.R.C.)

Ringraziamo il Signore per il culto di ieri e per come, in modo meraviglioso, ha parlato ai nostri cuori attraverso la S...
07/09/2026

Ringraziamo il Signore per il culto di ieri e per come, in modo meraviglioso, ha parlato ai nostri cuori attraverso la Sua Parola.

«e chi sarà nel campo non torni indietro a prendere la sua veste.»
Marco‬ ‭13‬:‭16‬ ‭

Non c’è più tempo per voltarsi indietro né per farsi imprigionare dalle ferite del passato: la grazia di Dio ci dona una vita nuova e un cuore finalmente libero dal mondo, proiettato verso la meta.
In questo tempo difficile, siamo chiamati a distinguere ciò che è davvero essenziale da ciò che è solo temporaneo, legando la nostra anima a Cristo per non smarrire ciò che conta davvero. La Chiesa deve rimanere vigile e attenta a ogni ostacolo, consapevole che il momento di agire, scegliere e custodire la fede è ora, senza rimandare a domani.

Dio ci benedica ❤️

07/09/2026

Ma Pietro, messi tutti fuori, si mise in ginocchio, pregò e, voltatosi verso il corpo, disse: “Tabita, alzati”. Ed ella aprì gli occhi e, visto Pietro, si mise a sedere.
Ciò fu risaputo in tutta Ioppe e molti credettero nel Signore.
(Atti 9:40, 42)

Un miracolo avvenne quel giorno nella città di Ioppe; una discepola del Signore, deceduta a causa di una malattia, fu resuscitata da Dio per mezzo della preghiera di Pietro, rivolta nel nome del Signore Gesù.
"E molti", è scritto, "credettero nel Signore".
Due utili riflessioni suscitano questi versi, considerazioni all'apparenza ovvie, e perciò scontate, ma nella realtà, invece, molto più trascurate di quanto si potrebbe pensare.
In primo luogo, la resurrezione temporanea di Tabita riporta alla mente la resurrezione della figlia di Iairo operata da Gesù (Mc 5:41), ma con un'evidente differenza. Se Pietro, entrato nella camera ardente di Tabita, si inginocchia e prega prima di ordinarle di alzarsi, Gesù, nella piena autorità divina che aveva e che ha su ogni carne, richiama direttamente la piccola alla vita, comandando che si svegli.
C'è una differenza immensa tra coloro che sono mandati e Colui che manda. È vero che il Signore parla di discepoli simili al Maestro (Lc 6:40) e promette che chi crederà in Lui farà cose anche maggiori (Gv 14:12), ma pone una condizione imprescindibile: l'unione dei Suoi con la Vite, cioè Lui, senza la quale non è possibile fare alcuna cosa (Gv 15:5).
In secondo luogo, i presenti a Ioppe e quelli tra i quali si sparse prima la notizia e poi la testimonianza in prima persona di Tabita risuscitata da Cristo, credettero nel Signore.
Il testo non dice che esaltarono Pietro, lo portarono in trionfo, si prostrarono ai suoi piedi - sebbene in altre occasioni altri servitori del Signore dovettero fermare un entusiasmo fanatico di questo tipo - ma il fatto miracoloso fu un segno attraverso cui la gloria di Dio si manifestò a sostegno della fede di quanti in quella città si arresero al Signore Gesù.
Due riflessioni che ci donano due insegnamenti, due promemoria se vogliamo: per quanto il Signore si compiaccia di operare attraverso e con i credenti, la potenza è Sua e si manifesta per la Sua gloria e non per dare prestigio a noi. Ricordiamolo quando affrontiamo un servizio e possiamo essere tentati di non pregare prima o quando testimoniamo e rischiamo di far passare come nostro il merito che va solo all'azione dello Spirito Santo.
In secondo luogo, guardiamoci dal cadere nella tentazione di lasciare che altri - o perché all'inizio della fede, o perché non ancora legati personalmente e intimamente a Gesù - guardino a noi come "speciali", finendo per considerare la nostra fede, la nostra preghiera superiore e più efficace della loro. Questo conduce al rischio di idolatria, da cui siamo chiamati a prendere le distanze.
La Scrittura traccia, allora, un sentiero preciso e netto affinché anche oggi possano manifestarsi ancora - magari anche attraverso di noi - le grandi opere da parte di un Dio che è sempre lo stesso, ieri oggi è in eterno - senza che, però, finiamo nel terribile rimprovero di Gesù ai Giudei: " Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo?" (Gv 5:44)
(Sor.R.C.)

06/09/2026

Prima di tutto cerca Cristo!

06/09/2026
05/09/2026

Da allora Saulo andava e veniva con loro in Gerusalemme e predicava con franchezza nel nome del Signore; discorreva pure e discuteva con gli Ellenisti, ma questi cercavano di ucciderlo.
(Atti 9:28-29)

Paolo diceva la verità e i suoi oppositori tramavano per ucciderlo. Egli parlava e loro macchinavano agguati.
Spesso, da che mondo è mondo, il modo usato per ribattere o scardinare una verità non è stato il ragionamento, ma la violenza. Non è raro che le bocche che diffondono la verità - specialmente quella scomoda - e che denunciano gli inganni siano messe a tacere in modo irrimediabile. È accaduto nel corso della storia, è accaduto nella storia del Papato, è accaduto e accade ancora nel mondo del giornalismo; tante sono state e sono le voci che hanno pagato con la vita la verità che proclamavano.
Ricordiamoci di Giovanni Battista: persino il tipo di morte che gli fu inflitta fu strettamente connessa alla colpa di cui venne accusato. Infatti, quale modo più appropriato trovò Erodiade per mettere a tacere Giovanni che denunciava il complotto della donna con Erode ai danni di suo marito, se non quello di fare decapitare l'ultimo profeta di Dio dell'Antico Testamento?
Il chiedere la testa del Battista su un piatto equivaleva a chiedere la lingua di un uomo che denunciava le macchinazioni e le tenebre su mandato divino.
Elia fu minacciato di morte da Izebel, Geremia subì minacce per un ministero scomodo che annunciava la verità e che era l'esatto contrario delle lusinghe che i falsi profeti spandevano tra il popolo, dichiarando una pace da parte di Dio che non c'era.
Paolo scampò diverse volte agli agguati di quanti si opponevano alla Verità, cioè al Vangelo di Cristo.
Potremmo allora meravigliarci, alla luce di questo esame delle Scritture, che anche oggi chi annuncia la Verità, che è così scomoda per chi ama le tenebre, sia chiamato a soffrire per il Vangelo che proclama?
Dovremmo temere se dire la verità ci costa isolamento, sguardi sospetti, derisioni e critiche quando in una parte del mondo il popolo di Dio muore a causa delle persecuzioni che ancora ci sono contro i cristiani?
E non dovremmo, piuttosto, arrossire per il poco coraggio che manifestiamo se ci intimidiamo o ci vergogniamo di confessare Cristo in una società che ha sempre meno il desiderio di Dio, così attratta dagli inganni terreni, quando poi siamo circondati da una così grande schiera di esempi di fede, nelle epoche passate, nelle Sacre Scritture ma anche nel mondo a noi contemporaneo?
La Parola ci esorta: non c'è da stupirsi dei fuochi che divampano intorno a noi, degli attacchi che riguardano anche i nostri fratelli e sorelle sulla terra e piuttosto fortifichiamo i nostri cuori, perché il Signore è capace di difenderci o di ricordarsi della nostra fedeltà qualora dovessimo persino consegnare la vita a motivo della nostra franchezza.
(Sor.R.C.)

03/09/2026

🗓️ Sabato 5 Settembre
🕢 ore 19:30
📍Chiesa Cristiana Evangelica ADI di Santa Maria Capua Vetere, via degli Artisti 9
🫂 con le Chiese Adi di Acerra e Piscinola ed il pastore Marco Melluso

TI ASPETTIAMO!
Non mancare! 🔥

03/09/2026

"Molta gente vanta la propria bontà; ma un uomo fedele chi lo troverà? " (Proverbi 20:6)

C'è un binomio stretto tra le parole FEDE e FEDELTÀ.
La fede viene dall'udire la Parola di Dio, viene dal ricevere testimonianza da chi già ha incontrato il Signore, viene dallo sperimentare l'aiuto di Dio nella nostra vita.
È scritto, infatti, che i capi del popolo ,"vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, e avendo capito che erano popolani senza istruzione, si meravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù e, vedendo l’uomo che era stato guarito, lì presente con loro, non potevano dire nulla in contrario." (Atti 4:13-14)
Vediamo qui tutte e tre le componenti di cui lo Spirito Santo si usa per creare la fede nei cuori e spanderla: i discepoli usavano la Parola di Dio, erano conosciuti per essere stati con Gesù quando esercitava il Suo ministero terreno e si era appena manifestata la mano buona di Dio in favore di un uomo zoppo.
Ma se la fede è necessaria ad iniziare un cammino con il Signore, successivamente ciò che deve maturare in noi è la fedeltà a Cristo.
E la fedeltà a Cristo non può essere formata se non lungo tutto il cammino cristiano, nelle tentazioni e nelle prove di ogni giorno.
La via che dalla fede conduce alla fedeltà non piace a tutti.
Se, infatti, molti sono disposti a dichiarare fede, pochi sono altrettanto disposti a manifestare fedeltà.
Per passare dalla fede alla fedeltà bisogna attraversare una via dalla quale molti rischiano di ritirarsi a metà strada: l'obbedienza (che è tutt'uno, poi, con la riconoscenza).
Per passare dalla fede in Dio alla fedeltà a Dio dobbiamo passare dall'accogliere il beneficio del sacrificio di Cristo per la nostra salvezza al prendere la nostra croce personale, quella sulla quale il peccato e l'egoismo vanno inchiodati.
È necessario alimentare la fede attraverso la fedeltà, perché chi viene meno alla fedeltà, tornando indietro, accogliendo di nuovo il peccato, cedendo al compromesso e ai desideri o ai progetti del passato, vede incrinarsi anche la fede (1Ti 1:19).
È una legge spirituale: la fede cresce solo in un cuore che si mantiene puro, perché se la fede è seminata e aiutata a crescere dall'opera dello Spirito di Cristo nel credente, è altresì vero che lo Spirito Santo non può vivere in un cuore indulgente con il peccato, contaminato.
Il verso del libro dei Proverbi che qui esaminiamo esprime in modo efficace una grande verità: ecco, a parole sono bravi tutti a dichiarare la propria disponibilità, la propria presenza/vicinanza ma quanti poi fanno seguire i fatti? Quanti, invece, spariscono e si tirano indietro poi all'atto pratico?
Nella relazione con il Signore e nelle cose di Dio è la stessa cosa: affinché il Signore operi nella nostra vita dobbiamo avere fede e mantenerci fedeli; affinché operi attraverso di noi nelle vite altrui dobbiamo essere affidabili.
(Sor.R.C.)

Indirizzo

Via Degli Artisti, 9
Santa Maria Capua Vetere
81055

Orario di apertura

Mercoledì 19:30 - 21:00
Venerdì 19:30 - 21:00
Sabato 19:00 - 20:00
Domenica 18:00 - 19:30

Telefono

+393394043706

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