Fedeli alla Tradizione

Fedeli alla Tradizione La Festa Patronale di Sant'Egidio del Monte Albino (SA) Pagina Ufficiale della Festa Patronale di Sant'Egidio del Monte Albino (Sa)

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23/04/2026

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QUINTO RACCONTO

Cโ€™era un tempo, tra le strade di Santโ€™Egidio del Monte Albino, in cui lโ€™anno non si misurava in mesi, ma con lโ€™attesa della Festa. Era un tempo scandito dal ritmo della terra e dai sacrifici quotidiani, dove il superfluo non esisteva e ogni cosa posseduta aveva il sapore della fatica. In questo mondo sobrio, la festa della Madonna delle Grazie e di San Nicola rappresentava lโ€™unica vera porta magica: il momento in cui la vita ordinaria si fermava per lasciare il posto al sacro e allo splendore.

Il segno piรน tangibile di questa trasformazione era il rito del vestito nuovo. Per gli anziani del paese, non si trattava di semplice vanitร , ma di un atto di profondo rispetto, quasi una liturgia domestica. Lโ€™abito buono e le scarpe mai calzate non erano solo oggetti, ma il simbolo di un risparmio durato un anno intero, il frutto di rinunce silenziose fatte per un unico giorno di luce.

Nelle settimane che precedevano luglio, nelle case si respirava unโ€™aria diversa. Le stoffe venivano scelte con cura, i sarti e i calzolai del borgo lavoravano alla luce delle candele e le scatole di cartone venivano custodite gelosamente in fondo ai bauli o sopra gli armadi, protette dalla polvere e dalla curiositร .

Quando finalmente arrivava il giorno della festa, Santโ€™Egidio cambiava volto. Il borgo antico, con i suoi cortili e le sue pietre millenarie, diventava lo scenario di una dignitร  collettiva. Uscire di casa con le scarpe nuove significava camminare in modo diverso: un passo piรน fiero, piรน attento, quasi a voler onorare il suolo su cui passava la processione.

Il fruscio delle stoffe fresche di bucato e il profumo del cuoio nuovo si mescolavano allโ€™odore dellโ€™incenso e dei fiori che ornavano le statue.

In quella sfilata di eleganza popolare, la comunitร  si riconosceva unita. Presentarsi "a festa" davanti alla Madonna e a San Nicola era il modo in cui il popolo diceva grazie: unโ€™offerta di bellezza fatta da chi, per il resto dellโ€™anno, conosceva solo il colore della terra e il sudore del lavoro. Era lโ€™orgoglio di un paese che, pur nella sua semplicitร , decideva di brillare, trasformando ogni abitante in un riflesso della gloria dei suoi protettori.

Ancora oggi, il racconto degli anziani tramanda questa veritร : la vera festa non รจ solo nelle luci o nei fuochi, ma in quel gesto antico di farsi belli per qualcuno che si ama, celebrando la vita con il coraggio di indossare, finalmente, il proprio futuro.

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21/04/2026

๐Ÿ†• ๐‹'๐€๐‹๐๐„๐‘๐Ž ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐€ ๐‚๐”๐‚๐‚๐€๐†๐๐€ - Quarto Racconto voci di comunitร .

C'era un tempo in cui, a Santโ€™Egidio del Monte Albino, lโ€™arrivo della Festa Patronale portava con sรฉ una sfida che teneva il paese col fiato sospeso: l'Albero della Cuccagna.

Al centro dell'alveo che scendeva da Corbara, svettava un palo altissimo, reso viscido dal grasso, sulla cui cima dondolavano tesori che per molti erano un sogno: prosciutti, insaccati e forme di formaggio che profumavano di festa.

Le squadre arrivavano da ogni dove, pronte a darsi battaglia ma quando entrava in scena lui, la folla ammutoliva per poi esplodere in un boato: era Alfonso, detto zoccolaro.
Si diceva che Alfonso possedesse un dono raro: un'agilitร  fuori dal comune. Mentre gli altri scivolavano inesorabilmente verso il basso, lui e la sua squadra diventavano una cosa sola. Formavano una piramide umana solida e instabile al tempo stesso, una base di muscoli e sudore su cui Alfonso si arrampicava con una rapiditร  prodigiosa. Con determinazione incrollabile, sfidava la gravitร  tra le urla dโ€™incitamento della gente affacciata ai muretti.

Invariabilmente, era lui a raggiungere la ruota di legno in cima. Con un gesto trionfale, Alfonso afferrava i premi e li calava giรน, consacrando la sua squadra come l'imbattibile regina della Cuccagna. Oggi, quelle scalate restano impresse nei racconti degli anziani, memoria di unโ€™epoca in cui bastavano un palo di legno e l'incredibile destrezza di un uomo per unire un intero popolo nel segno della tradizione.

๐Ÿ†• TERZO RACCONTO: VOCI DI COMUNITA' ๐’๐ ๐ฎ๐š๐ซ๐๐ข ๐๐ข ๐ฉ๐ข๐ž๐ญ๐ซ๐š ๐ž ๐๐ข ๐ ๐ซ๐š๐ณ๐ข๐š: ๐ข๐ฅ ๐ซ๐ข๐ญ๐จ ๐๐ž๐ข ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ๐ง๐ข.A Santโ€™Egidio del Monte Albino, l...
20/04/2026

๐Ÿ†• TERZO RACCONTO: VOCI DI COMUNITA'

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A Santโ€™Egidio del Monte Albino, la seconda domenica di luglio non รจ un giorno come gli altri: รจ il momento in cui i Santi si fanno vicini di casa. Mentre il centro storico brulica di vita, la peregrinatio si ferma davanti a ogni portone.

Qui avviene il rito piรน atteso: i portatori, con un movimento lento e solenne, ruotano le statue di San Nicola e della Madonna delle Grazie verso lโ€™interno di ogni cortile.
In quel preciso istante, la statua smette di essere unโ€™icona distante e diventa una presenza viva.
Quel volgersi verso l'androne รจ una benedizione silenziosa: lo sguardo dei Santi entrano fin dentro il cuore delle case, accarezza le mura e protegge il focolare di ogni famiglia. รˆ un atto di affidamento antico, caratterizzante la peregrinatio della Festa di Sant'Egidio del Monte Albino.

Questa rotazione รจ il legame indissolubile tra il cielo e la terra, un gesto che assicura protezione e pace a chiunque abiti dietro quel portone.

๐Ÿ†• TERZO RACCONTO: VOCI DI COMUNITA' ๐’๐ ๐ฎ๐š๐ซ๐๐ข ๐๐ข ๐ฉ๐ข๐ž๐ญ๐ซ๐š ๐ž ๐๐ข ๐ ๐ซ๐š๐ณ๐ข๐š: ๐ข๐ฅ ๐ซ๐ข๐ญ๐จ ๐๐ž๐ข ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ๐ง๐ข.A Santโ€™Egidio del Monte Albino, l...
20/04/2026

๐Ÿ†• TERZO RACCONTO: VOCI DI COMUNITA'

๐’๐ ๐ฎ๐š๐ซ๐๐ข ๐๐ข ๐ฉ๐ข๐ž๐ญ๐ซ๐š ๐ž ๐๐ข ๐ ๐ซ๐š๐ณ๐ข๐š: ๐ข๐ฅ ๐ซ๐ข๐ญ๐จ ๐๐ž๐ข ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ๐ง๐ข.

A Santโ€™Egidio del Monte Albino, la seconda domenica di luglio non รจ un giorno come gli altri: รจ il momento in cui i Santi si fanno vicini di casa. Mentre il centro storico brulica di vita, la peregrinatio non si si ferma davanti a ogni portone.

Qui avviene il rito piรน atteso: i portatori, con un movimento lento e solenne, ruotano le statue di San Nicola e della Madonna delle Grazie verso lโ€™interno di ogni cortile.
In quel preciso istante, la statua smette di essere unโ€™icona distante e diventa una presenza viva.
Quel volgersi verso l'androne รจ una benedizione silenziosa: lo sguardo dei Santi entrano fin dentro il cuore delle case, accarezza le mura e protegge il focolare di ogni famiglia. รˆ un atto di affidamento antico, caratterizzante la peregrinatio della Festa di Sant'Egidio del Monte Albino.

Questa rotazione รจ il legame indissolubile tra il cielo e la terra, un gesto che assicura protezione e pace a chiunque abiti dietro quel portone.

๐Ÿ†• SECONDO RACCONTO: VOCI DI COMUNITA' ๐‘๐š๐๐ข๐œ๐ข ๐๐ข ๐†๐ซ๐š๐ง๐จ ๐ž ๐ƒ๐ž๐ฏ๐จ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐žCโ€™era una volta, nel lontano 1909, un cortile a Santโ€™Eg...
18/04/2026

๐Ÿ†• SECONDO RACCONTO: VOCI DI COMUNITA'

๐‘๐š๐๐ข๐œ๐ข ๐๐ข ๐†๐ซ๐š๐ง๐จ ๐ž ๐ƒ๐ž๐ฏ๐จ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž
Cโ€™era una volta, nel lontano 1909, un cortile a Santโ€™Egidio che ogni luglio diventava il cuore pulsante di una promessa.
In quei giorni il paese cambiava volto: lโ€™aria si riempiva del suono delle bande, i vicoli venivano addobbati con drappi colorati e le luminarie accendevano la notte come se fosse giorno. Era la festa del paese, la seconda domenica di luglio, il momento che tutti aspettavano con il batticuore.
Ma mentre fuori la musica suonava forte, nel cortile dei coniugi Basilio De Risi e Maria De Rosa accadeva qualcosa di silenzioso e straordinario. Basilio e Maria erano anime buone, di quelle che non riescono a festeggiare se sanno che il vicino di casa ha la tavola vuota. Cosรฌ, accendevano il loro antico forno e passavano ore a impastare e infornare.
Il profumo del pane fresco invadeva il cortile, superava il portone e arrivava fino ai piรน bisognosi. Basilio e Maria non vendevano quel pane: lo donavano. Volevano che la gioia della festa entrasse in ogni casa, specialmente in quelle dove la povertร  pesava di piรน. Per Basilio, ogni pagnotta era un modo per dire "grazie" a Maria Santissima per i doni ricevuti durante l'anno. Per suggellare questo legame, fece costruire un'edicola votiva con l'immagine della Madonna, proprio lรฌ, dove le mani dei poveri stringevano per la prima volta quel pane ancora caldo.
Il tempo รจ passato, il vecchio forno non cโ€™รจ piรน e i volti sono cambiati, ma il cuore di quel cortile non ha mai smesso di ba***re. Oggi, sono i nipoti di Basilio e Maria a tenere viva la fiamma. Ogni domenica sera di festa, il tempo sembra fermarsi: i Santi, nel loro cammino verso la chiesa, fanno una sosta proprio in quel cortile.
Lรฌ, sotto lo sguardo della stessa Madonnina di allora, avviene la benedizione dei panini. รˆ un momento magico in cui il passato abbraccia il presente, ricordando a tutti che una tradizione รจ viva solo se sa ancora nutrire non solo il corpo, ma anche l'anima di una comunitร .



VOCI DI COMUNITA' racconti sulla Festa Patronale di Sant'Egidio del Monte Albino รจ in collaborazione della Pro Loco di Sant'Egidio del Monte Albino.

PRIMO RACCONTO: VOCI DI UNA COMUNITA' ๐ˆ๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐Ÿ๐ฎ๐ฆ๐จ ๐๐ข ๐ฎ๐งโ€™๐ž๐ฉ๐จ๐œ๐š: โ€œโ€™๐ง๐œ๐จ๐ฉ๐ฉ ๐’๐š๐ง๐ญโ€™๐€๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐จโ€. Negli anni Trenta, quando arrivava ...
17/04/2026

PRIMO RACCONTO: VOCI DI UNA COMUNITA'

๐ˆ๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐Ÿ๐ฎ๐ฆ๐จ ๐๐ข ๐ฎ๐งโ€™๐ž๐ฉ๐จ๐œ๐š: โ€œโ€™๐ง๐œ๐จ๐ฉ๐ฉ ๐’๐š๐ง๐ญโ€™๐€๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐จโ€.

Negli anni Trenta, quando arrivava la Festa, il paese cambiava volto. Le strade si animavano di gente, di voci nuove e di passi giunti da lontano. In quel turbine di allegria, cโ€™era un luogo che piรน di ogni altro racchiudeva lโ€™essenza della celebrazione: il cortile โ€œโ€™ncopp Santโ€™Antonioโ€.

Quel cortile apparteneva ad Alfonso Calabrese. Non era un semplice spazio fisico, ma un punto di riferimento, unโ€™istituzione del cuore. Al suo interno pulsava la vita di una trattoria verace, uno di quei posti schietti dove, durante i giorni di festa, paesani e forestieri sedevano fianco a fianco, accomunati dal piacere della convivialitร  anche senza essersi mai visti prima.

In occasione della Festa, Alfonso trasformava la routine in magia. Chiamava a raccolta un esperto pasticcere, don Pasquale, e gli affidava il comando del forno.

Era allora che accadeva il miracolo che tutti aspettavano.
Dal forno a legna iniziarono a uscire sfogliatelle calde, appena sfornate. Il loro profumo si spandeva per le vie, si faceva strada tra la folla e raggiungeva i passanti ancor prima che potessero scorgere il cortile. Era un richiamo silenzioso ma irresistibile: chi passava si fermava dโ€™incanto; chi veniva da fuori capiva, da quellโ€™aroma, di essere finalmente arrivato a destinazione.

Mentre le mani lavoravano instancabili e il forno restava perennemente acceso, il cortile diventava un mondo a parte: un microcosmo caldo, vibrante di attese e di chiacchiere.
Tra il 1945 e il 1946, perรฒ, il vento cambiรฒ. Le sfogliatelle lasciarono il posto alle pizze, forse piรน rapide da preparare e piรน adatte a una festa che cresceva e richiamava f***e sempre piรน vaste. Ma per chi aveva conosciuto la fragranza di quel dolce appena sfornato, nulla fu piรน come prima.

Quando Alfonso Calabrese venne a mancare, sembrรฒ che quel mondo fosse destinato a scomparire. Ma lโ€™ereditร  non andรฒ perduta: fu la moglie, Annunziata Annarumma, a raccogliere quel testimone silenzioso. Con discrezione e dedizione, portรฒ avanti la trattoria, mantenendo vivo il cortile anno dopo anno, festa dopo festa, fino agli anni Cinquanta.

Poi, lentamente, le luci si spensero.
Il cortile cessรฒ di essere il centro del mondo, il forno si raffreddรฒ e quella tradizione scivolรฒ via, come accade alle cose che sembrano destinate all'eternitร  e invece appartengono al tempo.
Oggi non resta che la memoria: il ricordo di un cortile brulicante di vita, di un fuoco acceso nella notte e di quel profumo di sfogliatelle che, per pochi giorni all'anno, faceva sentire tutti โ€” paesani e stranieri โ€” figli della stessa terra e della stessa festa.



I Racconti di una volta. Iniziativa in collaborazione con la Pro Loco di Sant'Egidio del Monte Albino.

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16/04/2026

๐Ÿ“œ ๐‘๐š๐œ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ข ๐๐ข ๐ฎ๐ง๐š ๐•๐จ๐ฅ๐ญ๐š: ๐•๐จ๐œ๐ข ๐๐ข ๐ฎ๐ง๐š ๐‚๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐Ÿ“œ

In occasione della 138ยช Solenne Festa in onore di Maria SS. delle Grazie e San Nicola da Bari, apriamo lo scrigno della memoria. ๐Ÿ•ฏ๏ธ
Le radici di una comunitร  non affondano solo nella terra, ma nelle storie tramandate di generazione in generazione. Sotto lo sguardo protettivo dei nostri patroni, San Nicola e la Madonna delle Grazie, vogliamo dare voce a chi ha vissuto i cambiamenti, le fatiche e le gioie della nostra terra.

Lโ€™iniziativa "Racconti di una Volta" nasce in collaborazione della Pro Loco di Sant'Egidio del Monte Albino - ETS per:
๐Ÿ—ฃ๏ธ Ascoltare le testimonianze vive dei nostri anziani.
๐Ÿค Unire le generazioni in un dialogo fatto di sguardi e ricordi.
๐Ÿ“– Preservare l'identitร  del nostro popolo, affinchรฉ non vada perduta.

I volti dell'attualitร  incontrano la solennitร  della nostra storia in un abbraccio che profuma di casa e di devozione. Perchรฉ conoscere da dove veniamo รจ l'unico modo per sapere verso dove stiamo camminando.

โœจ Seguici per scoprire le tappe del progetto e i momenti di condivisione durante la Festa Solenne.

รˆ in quello sguardo, incrociato da secoli, che ritroviamo la nostra storia, le nostre radici e la nostra speranza."Sotto...
15/04/2026

รˆ in quello sguardo, incrociato da secoli, che ritroviamo la nostra storia, le nostre radici e la nostra speranza.

"Sotto il vostro sguardo" non รจ solo un titolo, รจ la promessa di una protezione che non ci abbandona mai. Santโ€™Egidio del Monte Albino si prepara a vivere un luglio di fede e commozione.

Vi aspettiamo per camminare insieme, ancora una volta, sotto quegli occhi che ci conoscono da sempre.

La Chiesa Abbaziale resterร  aperta per tutta la notte.
02/04/2026

La Chiesa Abbaziale resterร  aperta per tutta la notte.

Questa sera ore 23.30 in ABBAZIA SANTA MESSA DELLA NOTTE DI NATALE
24/12/2025

Questa sera ore 23.30 in ABBAZIA
SANTA MESSA DELLA NOTTE DI NATALE

Stasera torna la tradizionale Focarina di Santa Lucia in Piazza Ca****la. Vi aspettiamo per rivivere insieme questa anti...
13/12/2025

Stasera torna la tradizionale Focarina di Santa Lucia in Piazza Ca****la. Vi aspettiamo per rivivere insieme questa antica e bella tradizione.

Indirizzo

Piazza G. B. Ferrajoli
Sant'egidio Del Monte Albino
84010

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