11/05/2026
Ci sono fragilità che fanno fatica a emergere. Il gioco d’azzardo è una di queste: nascosto, vissuto nel silenzio e accompagnato da vergogna e isolamento. Non emergono quasi mai richieste esplicite di aiuto legate al gioco, eppure dietro alle storie personali e familiari il fenomeno è presente. L’azzardo non è un gioco.
Non esiste più solo l’azzardo “fisico”, quello nei bar, nelle sale o nei luoghi dedicati, ma cresce sempre di più la componente online. Oltre il 60% avviene telematicamente. Il modo in cui le persone entrano in contatto con l’azzardo è molto più semplice: non c’è più bisogno di uscire di casa, ma basta avere un telefono. Il digitale tende ad amplificare le disuguaglianze e a rendere il fenomeno meno visibile, ma non meno presente.