20/04/2024
Santa Taide (o Taisia, nomi italianizzati di Thais), venuta alla luce e trascorsa la propria esistenza nel IV secolo d.C., è oggetto di devozione religiosa da parte della Chiesa cattolica ed ortodossa. La stessa è festeggiata dalla Chiesa cattolica l’8 ottobre[2]. La sua vita presenta forti somiglianze con quelle di Santa Pelagia (Antiochia di Siria, III secolo d.C. – III secolo d.C.) e Maria Egiziaca[3].
NARRAZIONE DELLA VITA
Miniatura medievale di Santa Taide
Taide era una facoltosa signora cristiana di Alessandria d’Egitto, che ad un certo punto della sua esistenza volle esercitare la prostituzione[4]. Era famosa per la sua eccezionale beltà e condusse al peccato numerosi uomini[5].
Nota oramai in ogni angolo del Paese delle Due Terre, tanto che perfino il mistico San Pafnuzio di Tebe (… – IV secolo d.C.), divenuto celebre per aver portato sul sentiero della salvezza parecchi individui, venne a sapere di lei. Pafnuzio, indossato un abito elegante, si recò da Taide, domandando di incontrarla in un luogo appartato. Taide replicò che era autorizzato a sbarrare con una serratura la porta, ma che se aveva timore di Dio, non vi sarebbe stato posto dove Lui non fosse riuscito ad osservarli.
San Pafnuzio
Comprendendo che la Santa conosceva Dio e i castighi che attendevano i peccatori, le domandò perché era caduta così in basso rammentandole ciò che l’attendeva se avesse seguitato a prostituirsi. Provando rimorso per le proprie colpe, Taide dette alle fiamme ogni suo bene in piazza ed andò in un monastero, dal quale non uscì per tre anni (evitando ogni contatto con l’esterno) per scontare i suoi peccati. Si rivolse incessantemente al Signore con la mente e con parole al fine di implorarne misericordia. La Santa raccontò a Pafnuzio che, nel corso della sua permanenza in convento, ricordava ogni suo peccato e versava lacrime di dolore. Egli le replicò che per le sue lacrime, e non per i castighi che si era inflitta, Dio avrebbe provato misericordia nei suoi riguardi.
Alla fine, per volere di Sant’Antonio abate (Qumans, 251 d.C. pressappoco – deserto della Tebaide, 17 gennaio 356 d.C.) e grazie ad una visione di San Paolo il Semplice (osservò il luogo predisposto per lei in Paradiso), Taide iniziò a fare vita comunitaria (la stessa durò solo 15 giorni perché poi la nobildonna cessò di vivere) con le altre religiose del monastero.